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Tosse. come riconoscerla e cosa fare soprattutto per i bambini

Pubblicato il 18 Nov 2018 alle 7:26am

La tosse è il riflesso protettivo che serve a ripulire le vie aeree dalle secrezioni o da materiale inalato, come lo smog e germi. Con un colpo di tosse viene generata all’interno dei polmoni una forte pressione verso l’esterno: le vie aeree vengono liberate dal muco, particelle estranee molto spesso irritanti (come polveri) e da microbi, batteri e virus, che possono provocare malattie.

La tosse è spesso causa di ansia e sonno agitato, sia per i bambini che per i genitori, ed in generale, se non disturba la vita quotidiana del piccolo, scompare dopo 3 o 4 giorni, cosa che non implica la necessita di rivolgersi ad un pediatra.

La visita è però necessaria in caso di tosse persistente per molti giorni, tanto da ostacolare le normali attività quotidiane, oppure in caso di febbre (soprattutto se superiore a 39°C).

O in occasione, di un altro tipo di tosse: quella che compare all’improvviso e in modo violento. In questo caso potrebbe trattarsi di inalazione di un corpo estraneo e occorre chiamare in tal caso subito il numero unico di emergenza 112 (o il 118).

Come curare la tosse che dura pochi giorni.

– PULIZIA DEL NASO PIU’ VOLTE AL GIORNO effettuare più volte durante il giorno la pulizia delle cavità nasali con la soluzione fisiologica: in farmacia o anche nella grande distribuzione si trovano spray o fialette da inalare direttamente nelle narici del bambino;

– NANNA CON LA TESTA SOLLEVATA far dormire il bambino con la testa un po’ più sollevata rispetto al solito, magari inserendo sotto al materasso un cuscino aggiuntivo;

– AEROSOL CON SOLUZIONE FISIOLOGICA umidificare le vie aeree facendo al piccolo degli aerosol con la soluzione fisiologica (senza l’aggiunta di altri medicinali!): il vapore inalato aiuta a sciogliere il muco.

– UMIDIFICARE LA STANZA umidificare gli ambienti, con l’aiuto di un umidificatore (ma senza aggiungere sostanze balsamiche, che potrebbero irritare!). Vanno bene anche salviette bagnate sui termosifoni o gli appositi contenitori di acqua;

– FAR BERE AL BAMBINO PIU’ DEL SOLITO dare da bere in abbondanza, perché i liquidi fluidificano il muco;

– LATTE CALDO CON MIELE somministrare latte caldo, magari addolcito con miele (si ricorda però che il miele è vietato fino all’anno), che aumenta la fluidità del muco e allevia il fastidio avvertito dalla gola irritata. Va ricordato tuttavia che anche per il miele sono stati segnalati effetti collaterali, come irrequietezza e insonnia: il consiglio quindi è di moderare sempre le dosi e non somministrare mai sotto l’anno di età, dove gli effetti collaterali sono stati più importanti;

– DIVIETO DI FUMO non fare mai soggiornare il bambino in luoghi in cui si fuma. E occhio anche al fumo di terza mano: quello che si attacca ai vestiti e ai capelli. Per cui, se dopo aver fumato all’esterno (in terrazzo o in giardino), rientrando in casa si prende in braccio il figlio o la figlia, inevitabilmente inalerà le sostanze che si sono attaccate agli abiti e sono irritanti per le prime vie aeree. Il consiglio quindi, per la salute di tutti, è smettere di fumare!

– AREARE LA STANZA E TEMPERATURA NON OLTRE I 20°c.

Fimp, obesità infantile, allarme in Italia

Pubblicato il 28 Ott 2018 alle 7:59am

Il dott. Paolo Biasci, Presidente Nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) interviene sul nuovo allarme obesità. (altro…)

Bambini, i pediatri consigliano 5 pasti al giorno

Pubblicato il 13 Ott 2018 alle 6:38am

I pediatri consigliano alle mamme cinque pasti al giorno, nel segno dell’equilibrio e della varietà. A colazione, pranzo, cena e spuntini, nel piatto dei più piccoli non devono mai mancare carboidrati, fibre, proteine, grassi, vitamine e minerali, da combinare in percentuale variabile a seconda dei momenti della giornata e del loro gusto.

Il tema è stato lanciato in occasione dell’Obesity Day, giornata dedicata anche all’educazione alimentare e alla prevenzione del sovrappeso, un problema che oggi è molto sentito visto che riguarda il 23% dei bambini, di cui, il 9% è obeso, mentre un altro 2% è gravemente obeso.

Vediamo allora come suddividere secondo i consigli degli esperti gli alimenti indispensabili nell’arco della giornata:

1. Non saltare mai la colazione. Il 33% dei bambini fa una prima colazione inadeguata, mentre l’8% la salta per mancanza di tempo o di appetito. Pane e miele, o marmellata, o cioccolato spalmabile, sono le varie alternative. Sì anche a pancake, cereali, biscotti, fette biscottate o prodotti da forno. Il tutto abbinandolo ad una tazza di latte, yogurt bianco o bevande vegetali e porzione di frutta fresca.

2. E per lo spuntino di metà mattinata, pratico e leggero da trasportare e consumare anche a scuola, basta semplicemente cambiare, ogni giorno della settimana.

3. Il pranzo, invece, il più importante della giornata, deve garantire il 40% delle calorie totali giornaliere. Carboidrati, proteine, grassi e micronutrienti (vitamine, sali minerali e fibre) devono essere ben dosati, bilanciati e abbinati tra di loro. Ad esempio, un primo e un secondo piatto, verdura cruda o cotta e pane, oppure piatto unico, verdura cruda o cotta e pane.

4. La merenda pomeridiana, può essere dolce o salata, l’importante è che tra merenda e cena passino almeno 3-4 ore per agevolare i processi di digestione ed evitare cali glicemici troppo alti. Non va mai, però, saltata; deve essere variata, moderata, proporzionata (senza eccedere con zuccheri e calorie). Sì, dunque, a frullati, centrifugati, yogurt, infusi di frutta e verdura, macedonie.

5. Una quota adeguata poi di carboidrati, deve essere accompagnata o combinata anche la sera con una porzione proteica. Meglio duqnue optare per piatti semplici a base di carne o formaggi magri, con l’aggiunta di olio dopo la cottura per ridurre i tempi di digestione.

Insegnare ai bambini a mangiare verdura, legumi, latticini. Facendo variare la loro alimentazione evitando così possibili intolleranze alimentati poi.

Vaccini, pediatra: “asilo utile alla crescita, sì a bimbi anche non immunizzati”

Pubblicato il 01 Lug 2018 alle 7:30am

Mentre il Governo è al lavoro sullo slittamento della data del 10 luglio – termine ultimo per presentare la documentazione comprovante l’effettuazione dei vaccini obbligatori per l’iscrizione alla scuola dell’obbligo per il 2018/19 – interviene sul tema anche il pediatra Italo Farnetani, professore ordinario alla Libera università degli Studi di scienze umane e tecnologiche di Malta.

“L’importanza dei vaccini non si discute, ma l’asilo è utile per la crescita dei bimbi come la scuola dell’obbligo, e ritengo che i piccoli dovrebbero poterlo frequentare anche se non vaccinati. I danni, in caso contrario – sostiene Farnetani all’AdnKronos Salute – sarebbero superiori ai rischi” di ammettere in classe bimbi non immunizzati o vaccinati solo parzialmente.

Smartphone e tablet, pediatri dicono no all’utilizzo nei primi 2 anni di vita

Pubblicato il 15 Giu 2018 alle 10:44am

I pediatri dicono no a smartphone e tablet prima dei due anni, durante i pasti e prima di andare a dormire. Hanno lanciato un vero e proprio appello attraverso la Società italiana di pediatria, che per la prima volta pubblica un documento ufficiale sull’utilizzo di cellulari e altri dispositivi elettronici da parte dei bambini da 0 a 8 anni di età. Tra le altre linee guida, la raccomandazione di limitarne l’uso a massimo un’ora al giorno nei bimbi tra i 2 e i 5 anni e al massimo due ore al giorno per quelli che hanno un’età compresa tra i 5 e gli 8 anni.

Gli esperti, infatti, hanno pubblicato sull’Italian Journal of Pediatrics, un documento, presentato a Roma in occasione del 74esimo Congresso italiano di pediatria, proprio in un momento in cui in Francia, ad esempio, vieta i cellulari a scuola.

In Italia otto bambini su dieci tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori. E mamma e papà sono troppo spesso molto permissivi: il 30% dei genitori utilizza infatti lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, mentre il 70% al secondo anno. Il documento sconsiglia, inoltre, programmi con contenuti violenti e soprattutto ribadisce il “no” al cellulare “pacificatore”.

“Nessuna criminalizzazione delle tecnologie digitali, ma come pediatri che hanno a cuore la salute psicofisica dei bambini non possiamo trascurare i rischi documentati di un’esposizione precoce e prolungata a smartphone e tablet”, ha spiegato Alberto Villani, il presidente della Società italiana di pediatria. “Numerose sono le evidenze scientifiche sulle interazioni con lo sviluppo neuro-cognitivo, il sonno, la vista, l’udito, le funzioni metaboliche, le relazioni genitori-figli”, ha aggiunto.

“E’ importante – ha notato Elena Bozzola, segretaria nazionale della Società italiana di pediatria – porre dei limiti ai piccoli e trovare dei modi alternativi per intrattenerli e calmarli. I genitori dovrebbero dare il buon esempio, limitando l’utilizzo dei dispositivi perché i bambini sono grandi imitatori”.

Consigliati quelli per bambini.

Vaccini, le risposte di pediatri e neonatologi ai dubbi dei genitori

Pubblicato il 23 Apr 2018 alle 8:53am

Sulle vaccinazioni sono tanti i genitori ad avere perplessità sui reali benefici per la salute dei propri figli.

E così la Società Italiana di Pediatria (Sip) e la Società Italiana di Neonatologia (Sin) durante la Settimana Europea delle Vaccinazioni hanno voluto dare maggiori dettagli in merito, aprendo un filo diretto telefonico con le tante richieste di mamma e papà.

Un’iniziativa molto importante che nasce dall’adesione di Sip e Sin alla Settimana Europea delle Vaccinazioni promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Regione Europea), che si tiene dal 23 al 29 aprile, all’insegna dello slogan “Prevenire, Proteggere, Immunizzare” per contrastare la disinformazione.

Nel corso della settimana, il sito web e la pagina Facebook della Sip saranno dedicati al tema delle vaccinazioni. I genitori potranno chiamare ilgiorno 24 aprile dalle ore 10 alle ore 12 Lina Bollani, Neonatologa Sin (tel. 0382502884) e dalle ore 12 alle ore 14 Elena Bozzola, Segretario Nazionale Sip, tel (3394753382).

“I vaccini sono l’unico vero strumento capace di proteggerci dalle malattie infettive, che possono causare morte e/o danni permanenti – spiega il Presidente Sip Alberto Villani -. È assurdo che in Europa e in Italia si muoia ancora di morbillo. Nel 2017, in Europa il morbillo ha ucciso 30 persone e ne ha colpite oltre 14.000, circa il 400% in più rispetto all’anno precedente. Nei primi 2 mesi del 2018, le persone contagiate in Italia sono già oltre 400”.

“Nei mesi scorsi è stata data molta attenzione alle vaccinazioni pediatriche, ma la sicurezza del neonato dipende anche dall’immunizzazione della mamma – continua il Presidente della Sin Mauro Stronati -. In Italia, purtroppo, la percentuale di donne che si vaccinano in vista di una gravidanza è ancora troppo bassa. Secondo l’ISS, una donna su tre non sa se è protetta contro la rosolia e solo il 41% delle donne ha effettuato il vaccino. Le vaccinazioni in gravidanza sono sempre state viste ‘con sospetto’, per la paura di eventuali danni al feto. In realtà i dati acquisiti sull’utilizzo, in questo caso, di ‘vaccini non vivi’, come, ad esempio, quello anti-influenzale, sono rassicuranti riguardo l’effetto protettivo e l’assenza di effetti collaterali su gravidanza, madre e feto/neonato. Al contrario, le infezioni contratte in gravidanza arrecano danno non soltanto alla mamma, ma anche al bimbo che porta in grembo, interferendo con il suo sviluppo.”

Fimp: “Pediatri di famiglia ‘sentinelle’ nel riconoscere i casi di abuso, ma non devono essere lasciati soli”

Pubblicato il 02 Ott 2017 alle 6:44am

Nel nostro Paese oltre 91mila minorenni sono assistiti perché hanno subito maltrattamenti in famiglia, a scuola, o in altri contesti sociali. (altro…)

Estate alle porte, le spiagge scelte dai pediatri italiani

Pubblicato il 04 Mag 2017 alle 5:23am

L’estate è alle porte e con essa anche l’arrivo delle vacanze estive. Ecco allora che bisogna iniziare a pensare a dove recarsi al mare con i propri bambini. Quali spiagge e lidi preferire, visto che i bimbi più grandi hanno bisogno di un luogo pieno di intrattenimento, occasioni di svago e condivisione con i loro coetanei, mentre quelli più piccoli hanno bisogno soprattutto di luoghi incontaminati, organizzati, con mare pulito e la possibilità che vengano garantiti loro orari di pappa e riposo. (altro…)

Violenze su minori, nasce la rete di pediatri insieme a Telefono Azzurro per combatterle

Pubblicato il 13 Mag 2016 alle 7:34am

E’ in arrivo un interessante progetto contro l’abuso su minori.

E per metterlo in atto occorrerà che i pediatri italiani si prefiggano di “avere le giuste competenze per decifrare i segnali di allarme quando un bambino sta attraversando momenti problematici o si trova in situazioni di grave rischio”.

A sostenerlo Ernesto Caffo, presidente del Telefono azzurro, intervenendo alla presentazione del progetto formativo, promosso da Menarini, per la creazione di un network sanitario di 15mila pediatri e medici di base specializzati nel cogliere i segnali di abusi e di violenza.

A tal fine per il buon esito del progetto collaboreranno anche esperti di Telefono azzurro, alla formazione di un primo gruppo di circa mille medici, che attraverso 23 corsi intensivi saranno ‘allenati’ a riconoscere i segnali di difficoltà inespressi dell’infanzia.

Una prima task-force fornirà supporto ai colleghi e li preparerà a loro volta, fino ad arrivare a una rete di 15 mila professionisti attivi su tutto il territorio nazionale. “Telefono azzurro – ha continuato Caffo -, in sintonia naturale con la Società italiana di pediatria e la Federazione italiana medici pediatri, ha aderito con entusiasmo al progetto educazionale promosso da Menarini”.

Con la sua esperienza nell’ascolto dei bambini e degli adolescenti vittime di abusi maturata in quasi 30 anni di attività – ha proseguito Caffo-, Telefono azzurro contribuisce a fornire le migliori competenze e modalità di intervento per dare risposte sempre più efficaci e qualificate al problema dell’abuso nel nostro Paese”.

Settimana mondiale delle vaccinazioni, il “decalogo antibufale”

Pubblicato il 26 Apr 2016 alle 7:54am

In occasione della settimana mondiale delle vaccinazioni partita il 24 aprile scorso, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la Società Italiana di Pediatria ha lanciato il decalogo «antibufale» per smentire i più comuni falsi miti sui vaccini, un’iniziativa volta a contrastare, attraverso la corretta informazione, il calo delle coperture vaccinali.

Un decalogo, redatto dagli esperti che sviscera tutte le questioni che di solito vengono citate da chi si dichiara contrario alle vaccinazioni, dalla presunta presenza di additivi pericolosi al legame, più volte smentito dagli studi, tra alcune vaccinazioni e l’autismo, al rischio, inesistente, che troppe immunizzazioni “sovraccarichino” il sistema immunitario. Oltre che presso gli studi pediatirci sarà disponibile anche sul sito della società.

«Il più comune falso mito – sottoliena il presidente SIP Giovanni Corsello – è credere che le malattie infettive siano scomparse e che i vaccini siano inutili. Al contrario il calo delle vaccinazioni sta facendo riemergere malattie che credevamo debellate, come la pertosse e la difterite».

Tra le “bufale” smentite dagli esperti anche quella, molto diffusa tra i genitori, che il sistema immunitario del bambino sia troppo debole per sopportare le vaccinazioni.