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Vincitrice di Miss Mondo Italia 2019, la campana Adele Sammartino

Pubblicato il 17 Giu 2019 alle 7:00am

Miss Mondo Italia 2019 è Adele Sammartino. Una psicologa di 23 anni residente a Pompei, nata a Castellamare di Stabia (Napoli), eletta il 15 giugno tra 50 concorrenti a Gallipoli, che ospita il concorso da dodici anni. Seconda classificata è Katia Riparelli (Veneto), terza classificata Lorenza Di Cesare (Lazio).

Adele rappresenterà il nostro Paese alla finale di Miss World, il 7 dicembre prossimo in Thailandia, tentando di conquistare una corona molto ambita, in quanto mai indossata finora da una miss italiana.

Alta 1.75, Adele Sammartino, ha occhi castano chiari, capelli lunghi castano-scuro, da pochi mesi laureata in scienze e tecniche psicologiche all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Tra le sue ambizioni, una specializzazione in criminologia o psicologia clinica. Parla inglese, ascolta Ligabue e le piace tanto la musica leggera italiana. Tra gli altri hobbies le piace molto praticare fitness. Prima di tre figli, sarà presto zia. E’ fidanzata con Giovanni. Ha dedicato la vittoria “a mamma e papà” che l’hanno spinta ad affrontare la gara “con spensieratezza e il giusto piglio di donna”.

La serata di Miss Mondo Italia, con la guida di Giorgia Palmas, sarà trasmessa il 18 giugno alle 21 dall’emittente nazionale Donna TV (canale 62 digitale terrestre), con il commento di Roberto Alessi, direttore di Novella 2000. Allo show hanno partecipato anche il nuotatore pluricampione Filippo Magnini, attuale compagno di Giorgia, il giornalista Alessandro Cecchi Paone, l’inviato di Striscia La Notizia Luca Abete, la cantautrice Bianca Atzei, il cabarettista Pino Campagna.

Gucci, la nuova collezione Pre-Fall Donna 2019 ambientata negli Scavi di Pompei e Ercolano

Pubblicato il 23 Dic 2018 alle 8:24am

Pompei ed Ercolano, siti campani UNESCO, patrimonio dell’umanità, sono l’inedita location scelta per la campagna Gucci Pre-Fall Donna 2019. (altro…)

Pompei, eruzione Vesuvio avvenuta il 17 ottobre del 79 d.c e non il 24 agosto. Ecco perché

Pubblicato il 17 Ott 2018 alle 6:50am

Un’iscrizione a carboncino supporta fa supporre che la data dell’eruzione del Vesuvio fosse ad ottobre e non ad agosto. È una delle ultime scoperte venute alla luce dagli scavi nella Regio V di Pompei. La scritta è, infatti, datata al sedicesimo giorno prima delle calende di novembre corrispondente dunque al 17 ottobre.

“Una scoperta straordinaria”. È così che il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, definisce il ritrovamento dell’iscrizione che cita la data del 17 ottobre del 79 d.c a supporto di quelle teorie che sostengono che l’eruzione possa essere avvenuta successivamente al 24 agosto.

Il ministro, che a breve sarà a Pompei, in una nota sottolinea “ciò che i nuovi scavi rappresentano, ossia l’eccezionale competenza del nostro Paese”.

Franceschini alla presentazione di ‘Eatstory’: “Pompei è simbolo di riscatto e rilancio”

Pubblicato il 06 Nov 2016 alle 8:34am

Il ministro dei beni culturali Franceschini che ha partecipato a Pompei alla presentazione di “Eatstory – Da noi il cibo ha una storia”, iniziativa con la quale la Coldiretti propone il menù degli antichi romani ai visitatori del sito archeologico, ha dichiarato: “Siamo passati da un’immagine negativa a una immagine molto positiva di riscatto e rilancio, grazie al lavoro del soprintendente Massimo Osanna insieme con i generali del Grande Progetto Pompei Nistri e Curatoli”. (altro…)

Pompei, arredi ricostruiti nelle domus come erano prima dell’eruzione del Vesuvio

Pubblicato il 02 Ago 2016 alle 7:22am

Non solo affreschi e mosaici nelle domus, ma anche mobili e suppellettili come duemila anni fa. A Pompei non si lavora solo per salvare il sito dai crolli, ma anche per offrire nuove emozioni ai turisti che lo visiteranno.

Così gli arredi della «Fullonica di Stephanus» da oggi ritornano nel loro ambiente, così come erano stati disposti, prima dell’eruzione del Vesuvio, dai padroni di casa. Grazie allo studio minuzioso, compiuto da un pool di esperti con a capo il professor Massimo Osanna, è stato possibile individuare il punto esatto dove erano collocati all’epoca gli arredi.

Un grande Elton John in concerto a Pompei

Pubblicato il 14 Lug 2016 alle 8:29am

Un grande show quello di Elton John, andato in scena la sera del 12 luglio nell’anfiteatro di Pompei. «È un onore suonare in una cornice così emozionante e storica. Spero vi piaccia quello che suoneremo»,e sordisce dicendo il baronetto della grande musica inglese degli anni ’70, che ha emozionato i presenti insieme a Nigel Olson, Davey Johnstone, Matt Bissonette, John Mahon e Kim Bullard che hanno aperto l’evento insieme a lui sulle note di Bitch.

In tight nero profilato di paillette rosse, con il suo eterno caschetto biondo, ha divertito il pubblico all’avvio del concerto sedendo in modo scherzoso sul pianoforte a coda nero. Poi sulla tastiera con tutta la sua energia, ha intonato Good Heart, annunciando ‘La mia preferita, dedicata a tutti gli innamorati”.

E’ stata poi la volta di Philly. Su Rocket Man l’applauso del pubblico è esploso, come per Sorry, Your song e tante altre.

Una notte bellissima, il pubblico sempre in piedi, un incantesimo che si ripete ogni volta con Sir Elton John.

Credit Photo Newfotosud Renato Esposito

Elton John in concerto negli Scavi di Pompei il 12 luglio prossimo

Pubblicato il 06 Mar 2016 alle 7:45am

Elton John suonerà negli Scavi di Pompei, il 12 luglio prossimo, per la terza data italiana del suo nuovo tour mondiale.

Non ancora deciso se l’artista si esibirà all’interno del Teatro Grande o nell’Anfiteatro Romano, che 45 anni fa fece da scenario alla leggendaria performance dei Pink Floyd per il documentario “Live at Pompei”.

Per Elton John, il concerto di Pompei si va ad aggiungere a quelli già programmati per il 15 luglio a Barolo (Cn) e Piazzola sul brenta (Pd) il 16.

“Egitto Pompei”, la grande mostra che unirà Torino, Pompei e Napoli

Pubblicato il 03 Mar 2016 alle 7:23am

A partire da questo mese, secondo quanto riportato dal Mibact, avrà inizio un importante progetto che avrà come fine quello di raccontare influssi e innesti spirituali, sociali, politici, artistici nati o transitati attarverso l’Egitto, attraverso una prestigiosa mostra che avrà come sede tre bellissime città: Torino, Pompei e Napoli.

La grande mostra “Egitto Pompei“, nasce infatti dalla collaborazione tra il Museo Egizio, la Soprintendenza di Pompei e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Il museo torinese, l’area archeologica pompeiana e il museo napoletano, infatti, inaugureranno l’articolato dialogo tra reperti egiziani di epoca faraonica e le opere di età ellenistico repubblicana e imperiale che ne hanno accolto e riletto l’iconografia.

Il primo appuntamento è il 5 marzo 2016 al Museo Egizio con l’apertura per la prima volta al pubblico di uno spazio di circa 600 mq che, a partire da questo appuntamento, verrà riservato anche a mostre temporanee.

Qui saranno allestiti oltre 330 pezzi, di cui 172 prestati dalla Soprintendenza Pompei e dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e altri provenienti da musei italiani e stranieri: pitture, vasellame, sculture che andranno a ricostruire la storia tra arte faraonica e arte greco-romana.

Un percorso espositivo lungo nove sezioni che partirà dalla ricezione dell’Egitto nel mondo greco, passando per la grecizzazione degli dei egiziani sotto i Tolomei, e la diffusione dei culti egizi nel Mediterraneo e in particolare in Italia.

A Pompei, nella Palestra Grande, ci sarà uno scenografico allestimento di Francesco Venezia che riunirà dal 16 aprile sette monumentali statue con testa di leone della dea Sekhmet e la statua seduta del faraone Tutmosi III che per la prima volta usciranno dalle sale della collezione permanente del Museo Egizio.

All’ interno degli scavi un percorso egizio a partire dal Tempio di Iside, interessato da un intervento multimediale, le numerosissime domus che riporteranno motivi decorativi egizi, come quella di Loreio Tiburtino.

Poi a partire dal 28 giugno avrà inizio il terzo capitolo dell’esposizione presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove si terrà l’inaugurazione di una nuova sezione espositiva con un percorso di visita delle collezioni permanenti che servirà a focalizzare l’attenzione sull’insieme di culti che, nati o arrivati dall’oriente attraverso l’Egitto, hanno trovato in Campania un terreno fertile di ricezione e diffusione nel resto d’Italia.

Dall’8 ottobre infine, l’intero progetto si concluderà con la riapertura della collezione egiziana del museo di Napoli. Saranno esposti oltre 1200 oggetti che fanno di quella del Museo Archeologico Nazionale di Napoli una delle più importanti Collezioni Egizie d’Italia, il cui nucleo principale si è formato prima della spedizione napoleonica.

Pompei, riaprono sei domus, c’è anche un’antica tintoria

Pubblicato il 25 Dic 2015 alle 6:52am

Sono sei le domus restaurate e restituite a partire da ieri ai visitatori degli scavi di Pompei. Le domus sono state riaperte alla presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini.

Si tratta della Fullonica di Stephanus, la Casa del Criptoportico, la Casa di Paquius Proculus, la Casa del Sacerdos Amandus, la Casa di Fabius Amandio e la Casa dell’Efebo, il cui restauro è stato portato a termine dalla Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia grazie ai fondi del Grande Progetto Pompei, che ammontano a ben 105 milioni di euro e che stanno restituendo splendore al grande sito archeologico campano, patrimonio dell’umanità. Uno dei più visitati al mondo, dopo anni di crolli e danneggiamenti dovuti all’incuria e ad una scarsa manutenzione.

Tra i siti che verranno riaperti oggi spicca uno degli edifici storicamente più ammirati dai turisti, la fullonica di Stephanus, che era una tintoria per il trattamento delle stoffe che venivano colorate in una grande vasca posta al centro dell’edificio. L’apertura sarà anche l’occasione per fare il punto sull’avanzamento dei lavori del grande progetto Pompei. Il sito archeologico, come accade da due anni, rimarrà chiuso il giorno di Natale e il 1 gennaio, ma dal 26 dicembre al 10 gennaio Scabec (società campana beni culturali), propone due percorsi inediti che guideranno gli ospiti alla scoperta delle domus appena restaurate e di aree normalmente chiuse al pubblico. I percorsi (informazioni dettagliate su www.campaniartecard.it

Pompei, inaugurata la Palestra Grande. Franceschini “Il vento è cambiato”

Pubblicato il 04 Ago 2015 alle 6:36am

Riapre al pubblico dopo 7 anni la Palestra grande di pompei. Dopo i lavori di restauro l’edificio torna al suo antico splendore arricchendosi un’importante offerta espositiva con gli affreschi di Moregine che – dopo aver fatto il giro del mondo saranno per la prima volta – saranno esposti all’interno del portico meridionale della palestra.

All’inaugurazione della ‘Palestra Grande’ e degli affreschi di Moregine, pesenti anche il ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini e il governatore della Campania Vincenzo De Luca.

“Su Pompei è cambiato il vento, lo testimoniano gli ispettori Unesco. L’Italia deve essere orgogliosa del lavoro che si sta facendo su Pompei. Non sarà qualche episodio negativo a cancellare la forza formidabile di questo lavoro”. Così il ministro dei Beni culturali, sottolinea quanto avvenuto ieri. Mentre il governatore della Campania annuncia: “Punteremo sulla mobilità e sui collegamenti ferroviari per valorizzare al massimo quello che è uno dei più grandi volani del turismo in Italia”.

“Un collegamento – osserva De Luca – culturale e allo stesso tempo funzionale al servizio della fascia costiera”. E parla di progetti in cantiere per l’area esterna del sito attraverso la definizione entro il 2015 del piano strategico con un tavolo previsto a settembre.

Spetterà alla Regione Campania il coordinamento dei 12 soggetti interessati.

Foto Ansa