posti letto

Posti letto in neurologia: cosa succede alle persone colpite da ictus o altre malattie neurologiche durante questa nuova fase di emergenza? Il punto di A.L.I.Ce. SIN e ISO

Pubblicato il 06 Nov 2020 alle 6:11am

Una corsa contro il tempo per cercare di aumentare, ancora una volta, la disponibilità dei posti letto per le persone colpite da infezione da Covid-19. A distanza di mesi, purtroppo, stiamo vivendo la seconda ondata di una delle più gravi emergenze sanitarie non solo del nostro Paese ma del mondo intero e stiamo assistendo nuovamente ad un profondo riadeguamento del sistema ospedaliero italiano. La Società Italiana di Neurologia (SIN), insieme ad A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) e all’Organizzazione Italiana per lo Stroke (ISO) esprimono preoccupazione perché i posti letto dei reparti di neurologia di numerosi ospedali sono stati ancora una volta riconvertiti per la cura dei pazienti Covid-19: anche in tempi di pandemia, però, un Sistema Sanitario Nazionale deve riuscire a garantire i migliori servizi possibili per i pazienti affetti da malattie non trasmissibili, in particolare per quelli con condizioni acute come ictus, traumi cranici, crisi epilettiche, polineuriti acute, sclerosi multipla, i cui trattamenti sono comunque sempre tempo-dipendenti. (altro…)

Malattie digestive, solo il 7,4% curate da un gastroenterologo

Pubblicato il 23 Feb 2016 alle 6:10am

Negli ospedali italiani solo il 7,4% dei pazienti con malattie a carico dell’apparato digerente è stato curato nel modo più opportuno, ovvero da un gastroenterologo.

A lanciare l’allarme, una ricerca sviluppata dall’Associazione italiana gastroenterologi e endoscopisti ospedalieri (Aigo) in collaborazione con il ministero della Salute, che ha analizzato per la prima volta in Italia oltre 4 milioni 800mila casi di pazienti ricoverati negli ospedali italiani tra il 2010 e il 2014.

La ricerca presentata alcuni giorni fa al convegno “Appropriatezza: valore determinante per il Sistema sanitario nazionale. Il contributo della gastroenterologia” al ministero della Salute ha lanciato un vero e proprio allarme.

I pazienti ricoverati per malattie dell’apparato digerente nel reparto ‘sbagliato’ sarebbero il 49,8% in unità di chirurgia, il 23,9% in quello di medicina, il 5% in quello di pediatria e il 13,6% in altre unità operative. Cosa che comporterebbe gravi conseguenze in termini di ricovero più lungo, spreco di denaro pubblico, e rischi per la salute dei pazienti.

Tant’è che sarebbe anche emerso, al di fuori dei reparti di gastroenterologia, una mortalità intraospedaliera per malattie dell’apparato digerente praticamente raddoppiata, passando dal 2,2% ad una media del 4,1%. Per poter assicurare a tutti i pazienti le migliori cure, l’Aigo è del parere che si debbano creare delle reti regionali per le emergenze e il potenziamento e l’omogenea distribuzione sul territorio nazionale dei posti letto di gastroenterologia, anche ipotizzando l’utilizzo di posti di chirurgia inappropriatamente impiegati per erogare cure gastroenterologiche.

I gastroenterologi italiani sottolineano che se tutti i pazienti con malattie dell’apparato digerente fossero ricoverati nel reparto appropriato, si registrerebbe anche un risparmio di almeno 360mila giornate di degenza l’anno.

S.Camillo, protesta da sindacati e personale sanitario per condizioni in cui si lavora

Pubblicato il 16 Gen 2014 alle 8:20am

La Regione Lazio definisce “sospette” le foto che sono state pubblicate ieri da due quotidiani romani, con le quali si denuncia la situazione di emergenza al San Camillo di Roma, e pertanto, si dice pronta ad eventuale denuncia alla Procura. (altro…)