precarietà lavorativa

Lavoro precario rende meno stabili emotivamente e porta a una minore tolleranza allo stress

Pubblicato il 12 Mar 2020 alle 6:01am

A volte si pensa che un posto di lavoro incerto possa stimolare la produttività del lavoratore, che a costo di mantenere il proprio posto di lavoro si impegna anche oltre il più possibile. Forse questo è vero all’inizio, ma poi, dicono i ricercatori, a lungo termine, le cose cambiano. «La nostra ricerca suggerisce che potrebbe non essere così se la situazione persiste – spiega Lena Wang, co-autrice di uno studio condotto dalla Rmit University’s School of Management e pubblicato sul Journal of Applied Psychology .– Anzi, abbiamo scoperto che coloro che sono esposti in maniera cronica all’insicurezza lavorativa hanno maggiori probabilità di ridurre gli sforzi ed evitare di costruire relazioni di lavoro forti e positive, cosa che può compromettere la produttività nel lungo periodo».

Lo studio in questione, è riuscito ad analizzare più di 1000 persone, scoprendo anche i dati raccolti da un’indagine sulle famiglie, sul reddito e sul lavoro condotta in Australia (Hilda). Il questionario ha posto domande sulla sicurezza lavorativa e personalità a 1.046 dipendenti per un periodo di 9 anni. Gli studiosi hanno applicato un quadro della personalità noto come Big Five, che enuclea cinque grandi tratti: stabilità emotiva, gradevolezza, coscienziosità, estroversione e apertura.

I risultati dello studio hanno infatti rilevato che l’insicurezza lavorativa a lungo andare ha influito negativamente soprattutto sui primi tre tratti: stabilità emotiva, gradevolezza e coscienziosità. Secondo gli studiosi, aspetti questi della personalità legati al raggiungimento degli obiettivi in modo affidabile, all’andare d’accordo con gli altri e a far fronte allo stress.