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Premier Conte da Hanoi: “E’ escluso taglio reddito e quota 100”

Pubblicato il 06 Giu 2019 alle 11:03am

Il taglio a Quota 100 e reddito di cittadinanza “non è assolutamente all’ordine del giorno. Lavoriamo con il Mef perché si prefigurano dei risparmi di spesa” visto che alcune somme erano state “un po’ sovradimensionate”. Afferma il premier Giuseppe Conte in un punto stampa da Hanoi. (altro…)

Pernigotti, intesa a Palazzo Chigi su reindustrializzazione

Pubblicato il 27 Nov 2018 alle 10:04am

Il governo Conte lavora alla reindustrializzazione del sito produttivo della Pernigotti di Novi Ligure. Questo è quanto emerge dall’esito dell’incontro a Roma tra il premier Conte, il ministro del lavoro e delle politiche sociale, Luigi Di Maio e Zafar Toksoz, che con il fratello hanno in comune la proprietà della storica azienda dolciaria di cioccolato e torrone.

La proprietà turca ha infatti accolto le richieste fatte dal governo. Ovvero di sospendere la richiesta di cassa integrazione per cessata attività, fino al prossimo 31/12, per lavorare sulla reindustrializzazione del sito produttivo.

Non trovano conferme, invece, le indiscrezioni circolate nella serata di lunedì sulla disponibilità a cedere l’azienda.

Nel frattempo, informa Palazzo Chigi, “l’azienda farà richiesta di cassa integrazione con causale di reindustrializzazione al fine di garantire l’ammortizzatore sociale ai propri dipendenti”. A valutare le “opportunità produttive” sarà un “soggetto terzo” di prossima nomina.

Soddisfatto Palazzo Chigi: “Il lavoro svolto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal vicepremier Luigi Di Maio – si legge nella nota – testimonia quanto l’attenzione del governo sia focalizzata sulla continuità produttiva e alla tutela dei lavoratori”, in presidio permanente davanti allo stabilimento dolciario dal 6 novembre, quando la proprietà turca aveva avanzato richiesta di cassa integrazione per cessazione d’attività.

“Nei prossimi mesi l’Esecutivo lavorerà a una norma – prosegue la nota del governo – per vincolare in futuro i marchi storici italiani e le relative produzioni al territorio nel quale vengono realizzati. Un ulteriore passo verso la valorizzazione del made in Italy”.

Boccata di ossigeno per tutti i dipendenti sia della sede storica che dell’intero indotto dell’azienda, che conta per altro circa 130 interinali.

Bologna, identificata la vittima. Ipotizzata la probabile causa del disastro di ieri. Premier Conte in visita ai feriti

Pubblicato il 07 Ago 2018 alle 11:22am

Una vera e propria apocalisse quella che si è sprigionata ieri a Borgo Panigale, periferia nord-ovest di Bologna a causa di un incidente stradale che ha coinvolto più auto, tir e un autobotte che trasportava materiali incendiabili. Il bilancio è ancora provvisorio. Si parla però di un morto identificati e di centinaia di feriti, anche molto gravi. (altro…)

Migranti, Juncker: “Conte ha ragione, Ue pronta a coordinare cellula di crisi”

Pubblicato il 20 Lug 2018 alle 11:10am

«L’Italia invoca da tempo, e a ragione, una cooperazione regionale sugli sbarchi», e gli avvenimenti di questo fine settimana «hanno dimostrato un senso condiviso di solidarietà da parte degli Stati membri (Francia, Germania, Malta, Spagna, Portogallo e Irlanda) che si sono offerti di accogliere una parte dei migranti sbarcati a Pozzallo». Tuttavia «queste soluzioni ad hoc non rappresentano un modo di procedere sostenibile». A dirlo è il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker in una lettera indirizzata al premier italiano Giuseppe Conte.

Per questo motivo, ha precisato Junker <

Tra i sette punti della strategia di Salvini vi rientra anche la Nato. Questa mattina l’incontro tra il premier Conte e Jens Stoltenberg

Pubblicato il 11 Giu 2018 alle 11:35am

Il ministro dell’interno Matteo Salvini è deciso a rispettare la parola data agli italiani: risolvere il problema immigrazione. Nel suo programma per bloccare i flussi migratori e dare maggiore sicurezza al nostro Paese c’è un programma ben dettagliato e che si può sintetizzare in sette punti essenziali

– Una maggiore collaborazione con l’Europa. Accordi con le altre Nazioni per maggiori controlli alle frontiere, ma anche per il potenziamento dell’interscambio di informazioni di intelligence per contrastare il terrorismo. Come il predecessore, Marco Minniti, ha ammesso, che alcuni foreign fighters potrebbero mischiarsi tra i migranti in arrivo sui barconi.

– Impedire le partenze con due punti fondamentali: rapporti più efficaci con Paesi di provenienza e impegno dei Paesi Nato. Potenziamento degli accordi bilaterali e nuovi accordi con gli Stati con cui non si hanno.

– Far capire alla Nato che anche la Difesa delle frontiere del sud dell’Europa è fondamentale, proprio in virtù del fatto che il potenziale pericolo di infiltrazioni terroristiche arriva proprio da quelle aree del Mediterraneo.

– Intenzione di velocizzare le pratiche di riconoscimento dei rifugiati, in modo da individuare coloro che hanno il diritto a essere accolti e coloro che, invece, devono essere espulsi.

– Realizzazione di centri chiusi che non siano luoghi di detenzione, ma strutture da cui si può sì anche uscire, ma con controlli e verifiche da parte delle forze dell’ordine che consentano di sapere sempre dove è la persona.

– Ecco perché si punta ad avere Cpr in ogni regione, dove chi deve essere rimpatriato possa stare anche per un tempo maggiore, necessario a capire da quale Paese proviene e, quindi, così da avere una destinazione certa. Questo anche grazie al supporto dei nuovi 250 funzionari assunti dal Ministero che operano nei centri territoriali di riconoscimento e protezione internazionale.

Infine, Salvini ha annunciato guerra ai «taxi del mare», le Ong e a Malta che non rispetterebbe gli accordi internazionali. «Chiuderò i rubinetti», ha detto, lasciando intendere che il codice di comportamento voluto da Marco Minniti, dovrà essere rivisto. Dichiarazione che ha creato qualche attrito con La Valletta, ma che ha dato l’idea dell’incisività di questo ministro.

Solo nella giornata di ieri SONO sbarcate sulle coste italiane 13.808 persone (contro i 181.436 del 2016 e i 119.369 dello scorso anno). Di queste la maggior parte (2.916) dalla Tunisia, 2.228 dall’Eritrea, 1.066 dal Sudan, 1.052 dalla Nigeria e il resto da altri Paesi. Dati che Salvini vuol portare (rifugiati a parte) quasi a zero.

Intanto questa mattina a Palazzo Chigi, è avvenuto l’incontro tra il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, e il premier italiano, Giuseppe Conte. Come da procedura, Stoltenberg è stato accolto con il saluto davanti al picchetto d’onore.

«Non si può prescindere da una più intensa cooperazione tra Nato e Ue nel Mediterraneo e altrove» ha spiegato il premier, mentre la nave Aquarius, con a bordo 629 migranti, attende ancora di sapere dove può sbarcare. Conte ha aggiunto che «il rafforzamento della dimensione europea sulla sicurezza che consideriamo una priorità perderebbe di senso ed efficacia al di fuori di un quadro di piena sinergia e complementarietà con le forze di cui è dotata la forza atlantica». Oggi Stoltemberg incontrerà anche il ministro della Difesa Elisabetta Trenta.

Il premier ha anche parlato dei rapporti tra l’Alleanza Atlantica e la Russia. «La Nato ha scelto l’approccio del doppio binario della fermezza e del dialogo. Siamo fautori di questo approccio – ha sottolineato – e speriamo di vedere questa linea costantemente attuata nelle relazioni tra la Nato e la Russia».

Il capo del governo italiano ha così confermato che la politica estera del paese, nei rapporti con la Nato, non cambierà. «L’Italia – ha detto ancora Conte – è fermamente legata, crede fermamente nella Alleanza atlantica come pilastro della sicurezza europea e internazionale». Il premier ha ricordato l’investimento politico e finanziario fatto dall’Italia nell’Alleanza e, ha assicurato, «continuerà a farlo. Non intendiamo certo sottrarci alla responsabilità e quindi ai nostri impegni di solidarietà atlantica. Però – ha anche aggiunto – è naturale per il nostro Paese svolgere sempre più un ruolo chiave soprattutto di stabilità del fianco Sud dell’alleanza. Da qui provengono le minacce più dirette alla sicurezza dei cittadini per instabilità, terrorismo e estremismo violento. E quindi su questa regione l’Italia ha chiesto di poter essere maggiormente concentrata con i suoi sforzi».

Per l’Alleanza atlantica l’Italia ricorre un ruolo strategico. Basti pensare al comando Nato che si trova a Napoli. «Ho ricordato in modo particolare al nostro ospite la forte aspettativa dell’Italia per il raggiungimento della piena operatività del cosiddetto Hub regionale presso il comando Nato di Napoli che può essere un utilissimo snodo per migliorare la capacità di analisi, azione e collaborazione con gli altri partner nel Mediterraneo».

La conferenza stampa dell’incontro è stata trasmessa in diretta streaming sulla pagina facebook del premier.