prevenzione

Papillomavirus umano, è italiano il primo test al mondo in vendita in farmacia

Pubblicato il 09 Set 2019 alle 6:54am

E’ made in italy il primo test al mondo per la diagnosi precoce del Papillomavirus umano (Hpv) disponibile in tutte le farmacie. Che le donne e le adolescenti, eseguire a casa propria per individuare e tipizzare l’agente infettivo potenzialmente responsabile del cancro al collo dell’utero. L’hanno messo a punto Bruna Marini e Rudy Ippodrino, che dal 2009 al 2015 che hanno frequentato il Corso di perfezionamento in biologia molecolare della Scuola Normale di Pisa, fondando poi nell’Area Science Park di Trieste la startup Ulisse BioMed. Il test si chiama ‘Ladymed’, è stato sviluppato presso la startup e validato clinicamente da istituti quali il Centro di riferimento oncologico di Aviano, l’azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste e il Policlinico universitario Campus Biomedico di Roma.

“Grazie a un prelievo non invasivo, che la donna può effettuare direttamente a casa – spiegano dalla Scuola Normale – è possibile rilevare il virus anche senza ulteriori procedure mediche, con un considerevole abbattimento dei costi e dei tempi della diagnostica”. I due ex allievi confermano che “il nostro test è non invasivo e sensibile”, ed è “il primo al mondo presente direttamente in farmacia per il rilevamento del Papilloma. Rispetto ai test molecolari utilizzati negli screening nazionali, Ladymed è anche in grado di genotipizzare il virus, ovvero fornire indicazioni precise sul ceppo presente nell’infezione”.

L’esame “si inserisce nel panorama dei test ‘consumer genetics’, che hanno già ampiamente dimostrato di riscontrare un enorme interesse da parte dei consumatori.

Ippodrino, laureato all’università di Firenze, e Marini, laureata a Trieste – riporta una nota – hanno seguito il corso alla Normale di Pisa con i professori Arturo Falaschi e Mauro Giacca. Subito dopo hanno creato la startup Ulisse BioMed, grazie alla raccolta di 5 milioni di euro mediata da Copernico sim Spa. La startup ha anche vinto grant nazionali e europei, per un valore complessivo progettuale di circa 1,5 milioni di euro.

Hiv riguarda tutti, al via la campagna del Ministero della Salute

Pubblicato il 04 Ago 2019 alle 6:52am

E’ partita in questi giorni la nuova campagna del Ministero della Salute sulla prevenzione dell’HIV. Stefano Fresi, Francesco Montanari e la youtuber Sofia Viscardi sono i nuovi testimonial insieme a Dario Vergassola, ideatore della campagna. (altro…)

Smartwatch? Ora servono anche nella prevenzione delle malattie

Pubblicato il 02 Ago 2019 alle 8:57am

Dispositivi indossabili (wearable) e App sono entrati nella quotidianità degli italiani: a rivelarlo un recentissimo sondaggio condotto dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano in collaborazione con Doxapharma su un campione di mille cittadini statisticamente rappresentativo della popolazione italiana. (altro…)

Bagni in piscina, attenzione alla criptosporidiosi

Pubblicato il 31 Lug 2019 alle 6:03am

La criptosporidiosi è una malattia che viene generata da un parassita che può resistere fino a 10 giorni nell’acqua della piscina nonostante ci sia stata disinfettata frequentemente col cloro.

Viene trasmessa attraverso l’ingestione dell’acqua contaminata.

Ma quali sono i sintomi con cui si presenta questa patologia?

I principali sintomi della criptosporidiosi sono:

– Febbre alta – Diarrea – Perdita dell’appetito – Crampi allo stomaco e calo di peso

Come prevenirla?

Secondo i medici è molto importante passare sempre dalla doccia prima di fare il bagno e, quando se si è reduci da influenza, dissenteria o simili, di evitare di frequentare le piscine per almeno due settimane, anche dopo la totale scomparsa dei sintomi.

Cistite in estate, come prevenirla e curarla

Pubblicato il 19 Lug 2019 alle 6:18am

Con l’arrivo del caldo, lo stress, gli ambienti e i servizi igienici non proprio puliti, l’uso di vasche, piscine e il mare stesso portano ad un abbassamento delle difese immunitarie. Questa condizione può causare, specie in chi è predisposto, l’insorgenza di cistite, sia acuta sia recidivante. Per cercarla e prevenirla ecco alcuni accorgimenti naturali.

Attenzione ad alimenti e indumenti Bere molta acqua, almeno due litri al giorno, evitare alimenti irritanti (alcolici, caffè, cioccolato, spezie), usare detergenti intimi e salviettine con pH neutro (quelli a pH acido sono aggressivi sulla cute delicata della zona genitale), non indossare pantaloncini e slip stretti e di materiale sintetico, meglio in cotone se bianco o lino.

Come asciugarsi in bagno Quando si va in bagno, asciugarsi sempre con movimenti che vanno dalla vagina all’ano (e mai il contrario) per non trasferire eventuali batteri fecali verso l’uretra, dalla quale possono risalire fino alla vescica, provocando cistite.

Integratori Per risolvere e prevenire l’infezione è possibile il ricorso a integratori alimentari che aiutano a prevenire e a curare le possibili infezioni del tratto urinario. Tra questi, abbiamo, il D-mannosio. Il farmacista ne consiglia nei periodi a rischio di ricadute una bustina al giorno da assumere a digiuno e a vescica vuota.

E ancora, mirtillo rosso Per prevenire cistiti esistono anche formulazioni che associano D-mannosio al cranberry (mirtillo rosso americano) e curcuma che favoriscono la funzionalità delle vie urinarie. Meglio chiedere sempre al farmacista o al medico di base.

Bicarbonato di sodio Per combattere e prevenire possibili infiammazioni alle parti intime, molto utili ed efficaci anche lavaggi con bicarbonato di sodio.

Cancro alla prostata, si scopre con una semplice analisi delle urine

Pubblicato il 05 Lug 2019 alle 7:49am

Un semplice test delle urine sarà d’ora in poi in grado di diagnosticare la presenza del cancro alla prostata, valutarne l’ aggressività, prevederne la progressione e decidere quindi se è operabile o curabile in modo personalizzato con la terapia medica, oppure monitorabile nel tempo senza intervenire. Questo il risultato di un’importante ricerca condotta presso l’University of East Anglia, Norfolk e Norwich University Hospital, pubblicata sulla rivista scientifica BJU International, nella quale gli scienziati hanno presentato un test delle urine straordinario, chiamato Pur (Prostate Urine Risk), che viene letto e interpretato dall’Intelligenza Artificiale, con una metodologia che esamina l’attività dei geni del campione di urine per discernere tra un cancro aggressivo e non, e che, a seconda dei geni trovati attivi, rivela se si tratta di un tumore maligno, calcolando il suo grado di malignità (basso, medio o ad alto rischio), indicando addirittura una probabilità fino ad otto volte inferiore delle terapie necessarie a cinque anni dalla diagnosi.

Fino ad oggi mancavano test di questo tipo per capire quali fossero tra i pazienti quelli che avevano ricevuto una diagnosi di tumore prostatico da operare, da curare, da tenere in osservazione o da non trattare per niente.

Infine, questo test aiuterà non solo nella scoperta della presenza del cancro, ma anche nell’indicare la sua aggressività e a predire la progressione di malattia. Il suo destino sarà quello di diventare una validissima opzione alla biopsia prostatica, un intervento invasivo, e mal sopportato dai pazienti a cui viene praticato.

Tumore ovarico e laparoscopia, un’arma in più per combatterlo

Pubblicato il 03 Lug 2019 alle 11:11am

Un importante arma contro il tumore ovarico arriva al Sant’Orsola di Bologna, grazie all’équipe del professor Pierandrea De Iaco, direttore dell’Oncologia ginecologica e centro di riferimento regionale per i tumori ovarici. Si tratta della laparoscopia, che come spiega De Iaco «Attraverso una laparoscopia, i farmaci chemioterapici vengono introdotti sotto forma di aerosol nell’addome della paziente. La nebulizzazione e la pressurizzazione utilizzate con questa metodica rendono la terapia più efficace, mentre gli effetti collaterali sono ridotti poiché le concentrazioni di chemioterapico sono un decimo rispetto a quelle standard e la ridotta invasività rende l’intervento ripetibile”.

La nuova metodica, Pipac (Pressurized intraperitoneal aerosol chemotherapy), prosegue il professore, «finora nell’ambito dell’oncologia ginecologica veniva effettuata nel nostro paese solo al Policlinico Gemelli di Roma e ora anche nel nostro centro».

Lo specialista, che per il primo intervento è stato affiancato da Giuseppe Vizzielli del Gemelli, aggiunge che «la laparoscopia permette un’accurata esplorazione della cavità addominale e la contestuale esecuzione di biopsie per lo studio istologico e la valutazione alla risposta a precedenti trattamenti Pipac, visto che la procedura può essere ripetuta anche dopo un breve intervallo e può essere successivamente associata con le chemioterapie standard».

‘Sorridere anche con la sclerodermia’, il 29 giugno Giornata Mondiale

Pubblicato il 28 Giu 2019 alle 6:19am

Sono giovani donne, a cui la malattia non ha tolto il sorriso, le protagoniste del video realizzato dalla Federation European Scleroderma Associations (Fesca) lanciato in occasione della Giornata Mondiale, che si celebra il 29 giugno.

La sclerodermia è una malattia infiammatoria sistemica e autoimmune che interessa i tessuti connettivi del corpo: inizialmente quelli esterni, come pelle, che diventa ispessita e lucida, e successivamente anche quelli degli organi interni, come polmoni, reni e cuore.

Il primo sintomo che compare è il cosiddetto ‘fenomeno di Raynaud’ o ‘delle mani fredde e delle dita viola’, causato dal restringimento delle piccole arterie delle dita: per individuarlo basta una videocapillaroscopia, esame che in questi giorni sarà possibile effettuare gratuitamente in alcune strutture ospedaliere (date e luoghi su www.ails.it).

#ScleroSmile è invece l’hashtag della campagna sui social, che invita a postare su Facebook e Instagram una propria foto sorridenti, per lanciare il messaggio: sclerodermia, non avrai il mio sorriso. L’obiettivo è sensibilizzare a una diagnosi quanto più precoce possibile.

Le cause della sclerosi sistemica, infatti, sono sconosciute e una cura ancora non esiste, ma esistono terapie che possono limitare i danni. Ma, ad aiutare chi ne soffre, ricordano le associazioni, è anche fare rete e condividere le proprie esperienze “prendendosi per mano”.

Tumore del colon retto, solo il 40% degli italiani fa il test di prevenzione

Pubblicato il 27 Giu 2019 alle 7:39am

Solo il 40% degli italiani esegue lo screening per prevenire il tumore al colon retto. Secondo tumore, più frequente in assoluto, nella popolazione italiana, dopo il cancro al seno. Ma ciò nonostante si fa ancora molto poco per prevenirlo e diagnosticarlo. Anche se la mortalità per questa neoplasia si aggira intorno al 20%.

Da qui allora, la necessità di sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione. A sottolinearlo sono gli oncologi in occasione che si è tenuto alcuni giorni fa in Senato al quale ha preso parte anche il presidente della commissione Sanità di Palazzo Madama, Pierpaolo Sileri.

In Italia, ogni anno, più di 10mila pazienti scoprono di essere colpiti da tumore del colon-retto già in fase avanzata.

La chemioterapia, in questo stadio, spiegano ancora gli specialisti, rappresenta la prima opzione. Il 64% dei pazienti colpiti da tumore del colon-retto ha paura di ammalarsi mentre il 37% è consapevole che questa arma sia sufficiente anche nella malattia avanzata. Ma vi è un grande interesse per l’innovazione nella lotta contro il cancro: il 76% infatti è convinto che le terapie orali possano facilitare l’adesione ai trattamenti. Opinione condivisa anche dal 72% degli oncologi, che affermano in maggioranza (63%) che questa modalità di assunzione possa migliorare la qualità di vita dei malati.

I principali risultati di due sondaggi condotti su circa 200 pazienti con cancro del colon-retto e più di 250 oncologi, sono stati presentati all’incontro. I due sondaggi in questione sono parte di un progetto promosso da Fondazione Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e realizzato con il contributo non condizionante di Servier, che include un opuscolo informativo destinato ai pazienti e distribuito in tutte le Oncologie ospedaliere e una sezione dedicata nel sito di Fondazione Aiom.

Infezioni sessuali: un milione di nuovi casi al giorno, Oms lancia allarme

Pubblicato il 10 Giu 2019 alle 6:18am

Ogni giorno si registrano oltre un milione di nuovi casi di infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) curabili tra persone di età compresa tra 15 e 49 anni. Questi i recenti dati diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità. Ciò equivarrebbe dunque a oltre 376 milioni di nuovi casi l’anno, soprattutto relativi a quattro infezioni particolari che colpiscono soprattutto le donne: clamidia, gonorrea, tricomoniasi e sifilide. «Stiamo assistendo a una mancanza di progressi nel fermare la diffusione delle infezioni trasmesse sessualmente in tutto il mondo», afferma Peter Salama, direttore esecutivo di Universal Health Coverage e Life-Course all’Oms. (altro…)