prevenzione

Isaac, il dispositivo che protegge le case dai terremoti, vince la tappa italiana degli everis Awards

Pubblicato il 08 Giu 2019 alle 11:15am

Prevenire i terremoti non è possibile, ma arriva ora un nuovo strumento in grado di prevenire possibili danni su edifici a rischio. Questo è possibile grazie infatti ad una nuova startup nata al Politecnico di Milano, che ha vinto la tappa italiana di everis Awards, e che ora potrà contare su un budget di 20mila euro per far crescere il proprio progetto e cominciare a pensare di portarlo dalla fase di prototipo a quella di effettiva sperimentazione sul campo.

ISAAC, questo il nome della startup vincitrice, ha infatti progettato un dispositivo che è in grado di diminuire l’oscillazione di un edificio in caso di scossa di terremoto. “Il dispositivo – come spiega Alberto Bussini, 25 anni CEO della startup – è pensato per tutti gli edifici costruiti prima degli anni 80, palazzi sia pubblici che privati che rischierebbero seri danni con una scossa di terremoto”. ISAAC-AMD è infatti un dispositivo attivo intelligente che richiede la semplice installazione nel solaio o sul tetto dell’edificio.

Una volta installato, il dispositivo è in grado di identificare autonomamente la struttura e di contrastarne il movimento durante l’evento sismico, riducendone le ampiezze di oscillazione, minimizzando così il rischio di crolli o danneggiamenti e garantendo il comfort e la sicurezza dei residenti. La sua efficacia è stata provata in laboratorio, ora si tratta di validarlo e riuscire a convincere i primi clienti ad applicarlo sul proprio palazzo. L’idea e la sua applicabilità è piaciuta ai giudici che hanno ritenuto di premiare la startup con 20 mila euro a fondo perduto e 5mila dollari da spendere in servizi della Google Cloud Platform e darle la possibilità di contendersi la super finale del valore di 60mila euro a Madrid con progetti provenienti da team di tutta Europa.

Cistite, più rischi in estate per una donna su due

Pubblicato il 25 Mag 2019 alle 11:00am

La metà delle donne italiane ammette di aver sofferto, almeno una volta nella vita, di cistite. Tuttavia il 31% ignora ancora le possibili cause e come prevenirla. (altro…)

Occhio secco, come riconoscerlo. Visite gratuite in tutta Italia sino al 14 giugno

Pubblicato il 09 Mag 2019 alle 7:00am

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito fra le più sottovalutate patologie dei nostri tempi la sindrome dell’occhio secco. In Italia colpisce il 90% delle donne in menopausa e il 25% della popolazione over 50: una diagnosi tempestiva e terapie mirate possono fare certamente la differenza. Ecco allora la necessità di lanciare una campagna di prevenzione dall’8 maggio al 14 giugno, da parte del Centro italiano occhio secco. (altro…)

Tiroide, la settimana di prevenzione mondiale, con controlli gratuiti dal 20 al 26 maggio

Pubblicato il 07 Mag 2019 alle 7:48am

Amare la propria tiroide significa prevenire e diagnosticare precocemente le malattie della tiroide che si possono curare facilmente ripristinando il benessere della persona.

Anche quest’anno torna il consueto appuntamento mondiale con la Settimana dedicata appunto alla Tiroide. Con visite mediche specialistiche gratuite in diverse strutture ospedaliere nazionali e studi medici privati.

Per saperne di più visita il sito web www.settimanadellatiroide.it

L’ipotiroidismo è presente in forma lieve in quasi il 5% della popolazione e arriva ad interessare il 10% nelle donne sopra i 60 anni.

La causa principale è di origine autoimmune (tiroidite cronica di Hashimoto) ed ha una forte predisposizione genetica. L’ ipertiroidismo franco colpisce fino al 2-3% delle donne e raggiunge una prevalenza del 4-6% nelle forme più lievi. Quello di tipo autoimmune (morbo di Basedow) che colpisce soprattutto le donne in età giovane/adulta oppure può essere causato da noduli tiroidei iperfunzionanti (gozzo multinodulare tossico) specialmente nella popolazione più anziana proveniente da aree iodocarenti ed in questo caso colpisce in egual misura maschi e femmine.

E’ necessario identificare e sorvegliare alcuni popolazioni a rischio per patologia tiroidea. In particolar modo con uno studio della funzione tiroidea in: – donne in età fertile che programmano una gravidanza e che abbiano una delle seguenti condizioni amnesiche: parenti di primo grado con ipertiroidismo o ipotiroidismo, storia di tireopatia pregressa, presenza di anticorpi antitiroide o di altre patologie autoimmuni, diabete tipo 1, assunzione di farmaci ad azione antitiroidea, residenza in aree a carenza iodica.

– soggetti anziani nei quali le disfunzioni tiroidee anche lievi possono avere effetti dannosi sul sistema cardiovascolare.

Inoltre, l’ipotiroidismo va ricercato in quelle persone che hanno disturbi metabolici e cardiovascolari, mentre l’ipertiroidismo, che può avere sintomi più attenuati, va ricercato in caso di calo ponderale, insorgenza di fibrillazione atriale e riduzione della massa muscolare.

Come diagnosticare le patologie tiroidee ?

L’esame più frequentemente utilizzato nella diagnosi delle malattie tiroidee è l’ecografia. Lo screening ecografico universale non è tuttavia consigliato poiché, rilevando anche noduli clinicamente non significativi, può destare inutili preoccupazioni e non è giustificato a causa della bassa percentuale di tumori maligni nell’ambito della patologia nodulare (meno del 5% di tutti i noduli tiroidei). Un dosaggio dell’ormone TSH permette invece di sospettare un’alterazione della funzione tiroidea (ipotiroidismo e ipertiroidismo) da confermare con indagini più approfondite e specialistiche. L’ipotiroidismo si corregge facilmente attraverso l’assunzione di ormone tiroideo (levotiroxina) con l’obiettivo sia di normalizzare i valori ormonali che di correggere i suoi sintomi con ripristino del pieno benessere.

L’ipertiroidismo si cura con farmaci che bloccano la produzione ormonale e, nei casi in cui è richiesto il trattamento definitivo, mediante terapia radiometabolica con radioiodio o intervento chirurgico di tiroidectomia. Il gozzo nodulare è quasi sempre di natura benigna ed dall’intervento richiede solo dei regolari controlli specialistici da fare nel tempo.

I noduli maligni della tiroide possono essere curati grazie alla tiroidectomia associata in casi selezionati alla terapia radiometabolica con radioiodio.

Ricerca rivela, olio d’oliva antitumorale naturale contro il cancro all’intestino

Pubblicato il 05 Mag 2019 alle 6:37am

Un cucchiaio di olio extravergine di oliva al giorno, si sarebbe rivelato essere un ottimo alleato naturale contro il cancro all’intestino. Questa scoperta, che sa veramente dell’incredibile, arriva da uno studio condotto da parte dell’Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) e l”Università degli Studi Aldo Moro di Bari, pubblicato sulla rivista scientifica Gastroenterology, che certifica come l’ olio di oliva, sia ricco di acido oleico, una sostanza in grado di regolare la proliferazione cellulare, e di spegnere le infiammazioni intestinali responsabili appunto dello sviluppo del cancro all’intestino.

Un enzima presente nell’epitelio del colon infatti, chiamato Scd1, il cui funzionamento principale è quello di regolare la produzione di acido oleico nel corpo umano, sarebbe in grado di attivare con una dieta arricchita di questo prezioso elemento, riducendone al minimo tutte quelle sono le cosiddette flogosi dell’ intestino individuate come responsabili principali della formazione di polipi benigni e maligni. I ricercatori, per avvalorare la loro tesi, hanno inattivato il gene che codifica l’enzima Scd1, dimostrando così che in assenza di acido oleico nella dieta si assiste anche ad una comparsa di infiammazione colica, e poi allo sviluppo di tumori spontanei nell’ intestino, mentre aggiungendo l’acido oleico, si ripristina la normale fisiologia intestinale con riduzione drastica delle flogosi, e conseguente protezione da formazioni tumorali.

Leishmaniosi: che cos’è, i vaccini

Pubblicato il 08 Apr 2019 alle 11:18am

La leishmaniosi è patologia invalidante che, spiega Marco Melosi, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), «si cura, ma da cui non si guarisce definitivamente: provoca lesioni oculari e cutanee, complicanze renali e nei casi più gravi anche la morte. Non si trasmette direttamente da cane a cane o da cane a uomo, in quanto l’unico vettore possibile è il flebotomo che succhia il sangue dall’animale infetto».

Incubazione Il periodo d’incubazione della leishmaniosi può in genere anche anni, ma vi sono segnali che possono mettere in allerta i proprietari dei cani, ossia, dimagrimento, forfora sul pelo, stanchezza cronica, crescita abnorme delle unghie, ingrossamento dei linfonodi e comparsa di sangue dal naso. La patologia è polisistemica.

Prevenzione La prevenzione resta l’unica arma migliore. Si articola su quattro punti principali:

– Valutazione col veterinario della vaccinazione più adguata: esistono due tipi in commercio di farmaci per la prevenzione, con la stessa copertura in termini di percentuale, Leisguard e LetiFend. – Utilizzazione di antiparassitari (collari, pipette, spray). – Tenuta del cane al riparo, in casa anche di notte. – Utilizzazione di zanzariere. Infatti, a differenza dei flebotomi, la zanzara comune (Culex) può, trasmettere il virus West Nile (ci sono stati diversi casi in Veneto) sia all’uomo che negli animali, in particolare cavalli e uccelli benché altri mammiferi come cani e gatti. Per questo motivo è fondamentale assicurare per tutto l’arco dell’anno adeguate protezioni antiparassitarie ai pet, adottando accorgimenti necessari.

Ictus, il mese della prevenzione, visite gratuite in tutta Italia: il fumo il nemico maggiore delle arterie

Pubblicato il 04 Apr 2019 alle 8:00am

Per fare una giusta e adeguata prevenzione contro l’ictus bisogna partire prima dall’abolizione delle cattive abitudini, come ad esempio il fumo in primis. Chi fuma, infatti, ha un rischio due volte superiore di essere colpito da ischemia cerebrale. Smettere di fumare produce benefici importanti. Molti vantaggi si ottengono ad esempio già dopo poche settimane e, dopo cinque anni, il rischio cerebro-cardiovascolare degli ex fumatori è simile a quello di chi non ha mai avuto questa cattiva abitudine. A evidenziarlo, in occasione di aprile mese della prevenzione dell’ictus cerebrale, è Alice Italia Onlus, Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale. Il fumo è l’unico fattore di rischio che potrebbe essere completamente rimosso. Il nemico numero uno delle arterie: la nicotina viene assorbita dai polmoni, passa nel sangue, provoca la riduzione del diametro delle arterie e riduce la circolazione del sangue, fa aumentare la pressione arteriosa e la tachicardia, causa predisposizione alla formazione di placche di aterosclerosi e, infine, facilita la formazione di coaguli, che andando in circolo possono danneggiare cuore, cervello, reni e altri organi. Quando un trombo ostruisce improvvisamente una arteria cerebrale si parla di ictus, che colpisce ogni anno in tutto il mondo circa 15 milioni di persone e nel nostro Paese circa 150.000.

“L’ictus è un evento improvviso, inatteso e traumatico – afferma la dottoressa Nicoletta Reale, Presidente di Alice Italia Onlus – fumare comporta un rischio due volte maggiore di essere colpiti da ictus: i fumatori hanno la probabilità doppia che si verifichi un ictus ischemico e ben quattro volte superiore che si verifichi un ictus emorragico. Più della metà dei fumatori reduci da ictus riprende il vizio una volta lasciato l’ospedale, ma in questo caso il rischio di morire triplica, arrivando addirittura a quintuplicare se il paziente riprende in mano la sigaretta una settimana dopo la dimissione”.

Solo in Italia sono 12 milioni i fumatori, e a preoccupare è l’abitudine al fumo nei giovanissimi, nei ragazzi e ancor più nelle ragazze, che a questa dipendenza tendono ad associare altre ugualmente pericolose. Fondamentali per gli esperti sono la prevenzione e l’adeguata consapevolezza che smettere di fumare appena possibile o non cominciare affatto, tenendo conto che l’ictus, come tutte le malattie cardiovascolari e i tumori, è una malattia multifattoriale, cioè dovuta alla concomitante azione di più fattori. Le terapie della fase acuta (trombolisi e trombectomia meccanica) attualmente disponibili possono evitare del tutto o migliorare in modo sorprendente gli esiti, ma la loro applicazione secondo l’Associazione rimane a tutt’oggi molto limitata per scarsa informazione, sintomi ignorati. Il conseguente ritardo con cui chiama il 112 e si arriva negli ospedali idonei, il ritardo intra-ospedaliero e, infine, la mancanza di reti ospedaliere appropriatamente organizzate.

Per gli eventi del mese della prevenzione si può consultare il sito www.aliceitalia.org

4a Giornata nazionale della salute della donna, dall’11 al 18 Aprile visite gratuite, ecco dove

Pubblicato il 04 Apr 2019 alle 6:04am

In occasione della 4a Giornata nazionale della salute della donna che si celebra il prossimo 22 aprile, arriva la settimana dal 11 al 18 aprile dedicata alle donne.

L’obiettivo è quello di promuovere l’informazione e i servizi per la prevenzione e la cura delle principali patologie femminili: attraverso ospedali del Network “Bollini Rosa” che hanno aderito all’iniziativa, nonché campagna di prevenzione tutta al femminile.

In questa settimana, saranno offerti servizi gratuitamente alle donne in ambito clinico, diagnostico e informazioni utili sulle principali patologie femminili.

A seguire le strutture romane convenzionate che hanno aderito alla settimana al femminile:

Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini – Ospedale San Camillo Azienda Ospedaliera Sant’Andrea Casa di Cura Città di Roma Clinica Fabia Mater Fondazione PTV Policlinico Tor Vergata I.N.M.I. L. Spallanzani Irccs IFO – Istituto Regina Elena Ospedale Generale di Zona Cristo Re Ospedale S. Giovanni Calibita Fatebenefratelli Ospedale San Filippo Neri Ospedale Santo Spirito Policlinico Umberto I

Previste visite gratuite in altre aziende e strutture ospedaliere italiane. Cerca quella più vicino a casa tua.

Radiazioni da smartphone, ecco la lista dei modelli con valori più alti

Pubblicato il 03 Apr 2019 alle 9:11am

Gli smartphone sono controllati accuratamente prima di lanciarli in commercio dall’ufficio federale tedesco per la protezione dalle radiazioni sugli smartphone che ha proprio il compito di stilare una lista e aggiornala con i nuovi modelli e verificare che il loro valore SAR non superi determinati limiti.

In quanto, anche se non sono cosi forti da provocare mutazioni genetiche, le radiazioni emesse dagli smartphone possono provocare riscaldamento eccessivo dei tessuti muscolari, problemi di udito, tumore al cervello se tenuti troppo a contatto con la testa, e vomito, nausea e mal di testa.

Il valore SAR è un valore in percentuale che indica quante radiazioni il corpo umano riesce ad assorbire ogni volta che è esposto a quel modello di smartphone; grazie ad una lista stilata da Statista abbiamo scoperto quali sono i modelli più pericolosi di altri. Dobbiamo comunque specificare i modelli che hanno un valore SAR maggiore sul mercato già da un lungo periodo; infatti, i modelli più recenti non risultano poi essere cosi pericolosi. Questi quelli con valori più alti rispetto alla normativa europea SAR:

A seguire la lista completa

Honor View 10 – 1,03 Watt per kg Sony Xperia X Compact – 1,08 Watt per kg Honor 5C – 1,14 Watt per kg Sony Xperia XZ Premium – 1,21 Watt per kg Apple iPhone 7 Plus – 1,24 Watt per kg Honor 9 1,26 Watt per kg BlackBerry DTEK60 – 1,28 Watt per kg ZTE Axon 7 Mini – 1,29 Watt per kg Xiaomi Redmi Note 5 – 1,29 Watt per kg Apple iPhone 8 – 1,32 Watt per kg OnePlus 6 – 1,33 Watt per kg Google Pixel 3 – 1,33 Watt per kg HTC Desire 12/12+ – 1,34 Watt per kg Sony Xperia XZ1 Compact – 1,36 Watt per kg Huawei P9 Lite – 1,38 Watt per kg Apple iPhone 7 – 1,38 Watt per kg Xiaomi Mi9 – 1,389 Watt per kg OnePlus 5 – 1,39 Watt per kg Google Pixel 3 XL – 1,39 Watt per kg Huawei Nova Plus – 1,41 Watt per kg Huawei P9 – 1,43 Watt per kg Huawei GX8 – 1,44 Watt per kg Xiaomi Mi Mix 3 – 1,45 Watt per kg Motorola Moto Z2 Play – 1,455 Watt per kg Huawei P9 Plus – 1,48 Watt per kg Honor 8 – 1,5 Watt per kg HTC U12 Life – 1,48 Watt per kg OnePlus 6T – 1,55 Watt per kg Xiaomi Mi Max 3 – 1,58 Watt per kg Huawei Mate 9 – 1,64 Watt per kg OnePlus 5T – 1,68 Watt per kg Xiaomi Mi A1 – 1,75 Watt per kg

Comunque sia, un uso minore dello smartphone potrebbe solo beneficare; i consumatori, dovrebbero solo avere un po’ di buonsenso durante la quotidianità:

Per esempio, non tenerlo addosso se non è necessario; Utilizzare il viva voce durante una chiamata per non avvicinarlo all’orecchio e di conseguenza, alla testa; Inviare un messaggio invece di effettuare una telefonata; Non conservare lo smartphone nelle tasche interne delle giacche, evitando così di tenerlo vicino ad organi vitali.

Torino, qui il maggior numero di melanomi fra i 40 e i 60 anni

Pubblicato il 01 Apr 2019 alle 6:05am

E’ Torino, la città italiana, con il maggior numero di melanomi. E il trend è in costante aumento. La mortalità continua però ad attestarsi al di sotto del 12%, grazie ad una diagnosi precoce, una rapida azione da parte di medici specialisti e innovazioni terapeutiche. “Dalla chirurgia all’immunoterapia: nuovi paradigmi di trattamento nel melanoma” è questo l’appuntamento che ha riunito quest’anno sotto la Mole Antonelliana esperti del settore. Organizzato da Maria Teresa Fierro, direttore Dermatologia universitaria della Città della salute da Franco Picciotto e Paolo Broganelli, il convegno ha avuto lo scopo di discutere e uniformare le nuove procedure e gli standard internazionali alle realtà locali. Il melanoma è un tumore maligno della pelle, la cui incidenza è andata aumentando in Italia (+4% circa). Colpisce entrambi i sessi, con prevalenza tra i 40 e i 60 anni, ed è il terzo tumore maligno più frequente sotto i 30 anni. Ogni anno in Italia i decessi sono circa 1.800.