Pronto soccorso panico

Attacchi di panico? Cosa sono e come prevenirli

Pubblicato il 11 Mag 2017 alle 7:15am

Gli attacchi di panico si presentano con una doppia sintomatologia sia di natura fisica che psichica.

In genere il primo attacco si manifesta in maniera inaspettata. La persona comincia ad avvertire un certo malessere, di tipo fisico, con sintomi quali: tachicardia, dolore al petto, sudorazione, sensazione di soffocamento, forte apprensione che presto si trasforma in paura e poi in vero e proprio panico. Quando si arriva a questo punto si comincia a temere per la propria incolumità fisica: si pensa a un infarto, a un ictus o qualunque altro problema fisico grave.

L’attacco di panico può essere considerato come uno “scatto a vuoto” della “reazione attacco-fuga”: un meccanismo neuro-motorio automatico che serve all’essere umano per aumentare le probabilità di salvarsi la vita nei momenti di forte pericolo, come morte, senso di impotenza verso qualcosa più grande di lui.

Controllare la paura è possibile e soprattutto si può imparare a farlo. Presso l’ospedale Sacco di Milano da 20 anni al Pronto Soccorso Panico si insegnano tecniche specifiche che aiutano a prevedere, contrastare e infine controllare le crisi di panico. Ci si può allenare anche a casa e funziona.

A capo del team di esperti c’è il dottor Gabriele Catania che col suo metodo che si rifà al gruppo australiano del Clinical Research Unit for Anxiety Disorder dell’Università del New South Wales di Sydney capeggiato dal dottor Gavin Andrews.

Attraverso l’uso e l’allenamento con tecniche specifiche, questi specialisti cercano di favorire sui pazienti la consapevolezza di essere in qualche modo capaci di gestire la sintomatologia fisiologica degli attacchi di panico, rinforzando il senso di un controllo sugli eventi ansiogeni. Nella seconda parte, quella cognitiva, su un limitato numero di soggetti viene condotta un’analisi psicologica che permetta di conoscere meglio le ragioni profonde degli attacchi di panico. Uno degli scopi è appunto quello di accompagnare il paziente verso una graduale riduzione dei farmaci fino a consentirgli di poterne fare a meno. Questo metodo è stato adottato da 1500 persone in 20 anni, presso il “Pronto soccorso panico”, struttura che al Sacco cura in forma gratuita i pazienti dal 1997.