protesta

Passeggini vuoti davanti al Colosseo. La protesta di un migliaio di famiglie per dire no alla denatalità

Pubblicato il 16 Mag 2017 alle 10:43am

Sullo sfondo del Colosseo tantissime mamme e papà, domenica 14 maggio 2017, in occasione della Festa della Mamma, si sono dati appuntamento in piazza, portando con sé passeggini e seggioloni vuoti, immagine simbolica del futuro che attende l’Italia se non si corre al più presto ai ripari.

Si sono posti il problema demografico, hanno ragionato sulla questione epocale dello svuotamento delle culle, non disposti, ad accettare che da qui a qualche anno la società occidentale possa “scomparire” del tutto sotto i colpi della natalità (e dell’invasione) degli immigrati provenienti dall’Africa e dall’Asia, cancellando per sempre il nostro patrimonio genetico, i nostri valori, la nostra cultura, il nostro lavoro, le nostre tradizioni.

In Italia nessuno, tanto meno i vari governi che si succedono fanno qualcosa. Oggi infatti, fare un figlio, è divenuto un vero e proprio problema. I giovani vorrebbero avere uno o più figli a testa, ma non riescono a realizzare i loro sogni. A sposarsi, a mettere su casa, famiglia, a trovare un lavoro. In molti devono anche dire addio agli studi.

Infatti, il nostro Paese non riesce ad assicurare un futuro ai suoi cittadini, soprattutto ai più giovani. Non riesce ad assicurare il minimo indispensabile (un lavoro, una casa e una famiglia con figli) e pertanto, tante coppie arrivano a farsi una famiglia propria quando ormai è già troppo tardi per avere dei figli.

Nel giorno della festa della mamma, tanta gente comune, un migliaio di famiglie hanno voluto richiamare l’attenzione della società, della politica, delle istituzioni proprio su questi problemi e l’emergenza demografica in Italia.

“Nel giorno della festa della mamma – Gianluigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari – ha detto – vogliamo porre al centro dell’opinione pubblica il tema dei prossimi vent’anni in Italia: il fatto che non facciamo più figli”.

8 marzo, sciopero delle donne, in marcia in 40 Paesi del mondo

Pubblicato il 03 Mar 2017 alle 10:00am

Sarà un 8 marzo molto speciale quest’anno. Con uno “sciopero delle donne” e non una ricorrenza puramente celebrativa, fatta di mimose e cioccolatini, ma una giornata di vera lotta per la dignità delle donne. Dignità che vuol dire prima di tutto lavoro, parità salariale, contro la violenza e contro il sessismo.

Uno “sciopero globale”, a cui hanno aderito 40 Paesi del mondo, (anche la Women’s March di Washington), in cui ogni donna singolarmente, o anche come categoria professionale e sindacale potrà aderire come meglio riterrà opportuno.

C’è chi lo sciopero lo farà nel modo classico, cioè astenendosi dal lavoro (in Italia hanno già aderito le sigle Cgil della scuola e della funzione pubblica), c’è chi farà attraverso assemblee nei propri luoghi di lavoro, chi parteciperà a cortei, flash mob, chi farà conferenze, chi letture in piazza, insomma, ognuna a suo modo, in mille modi diversi.

Uno sciopero che fu lanciato alcuni anni dalle donne di Rosario in Argentina, che sarà concreto e simbolico nello stesso tempo, “produttivo e riproduttivo” come dicono le organizzatrici, per dimostrare che se le donne si fermano, si ferma anche il mondo.

Alla mobilitazione hanno aderito tutti i sindacati italiani, attraverso la proclamazione di 24 ore di agitazioni e che coinvolgerà le categorie del pubblico impiego e quello privato.

I mezzi di trasporto mercoledì 8 marzo risentiranno dello sciopero nazionale e le agitazioni saranno supportate dai sindacati CUB Trasporti, USI e SGB. Lo stop interesserà, pertanto, autobus, treni, metropolitane, navi ed aerei.

Il trasporto pubblico, in tutte le città italiane, si fermerà per 24 ore contemplando orari e modalità differenti da provincia a provincia e consultabili sui relativi siti delle aziende locali.

Turchia, trans mutilata e bruciata: era il simbolo del gay pride negato a giugno

Pubblicato il 20 Ago 2016 alle 2:51pm

Il corpo senza vita, di Hande Kader, è stato trovato mutilato e bruciato, l’8 agosto scorso. Dopo una settimana i medici legali dell’istituto di medicina forense sono riusciti ad identificarla.

Hande aveva 22 anni, era transgender, attivista per i diritti della comunità Lgbt divenuta un simbolo quando a giugno è stata fotografata durante un gay pride non autorizzato a Istanbul. In passato era stata arrestata giò due volte durante manifestazioni Lgbt.

Era diventata un simbolo del gay pride di giugno in Turchia, quando uno degli scatti l’aveva immortalata mentre resisteva al getto degli idranti della polizia, usati per disperdere i manifestanti.

La comunità Lgbt ha annunciato una manifestazione per la prossima domenica: “scenderemo in piazza per chiedere giustizia”. L’associazione chiede al governo di far luce sulla morte della giovane e su altri casi di omicidi e aggressioni che troppo spesso vedono come vittime proprio omosessuali e transessuali.

Giornalisti palestinesi contro Google per aver cancellato dalle carte geografiche il nome della loro terra

Pubblicato il 10 Ago 2016 alle 8:20am

Il Forum dei giornalisti palestinesi ha pubblicato una protesta contro Google “per aver cancellato dalle sua carte geografiche il nome della Palestina e per averlo rimpiazzato con quello di Israele”. A riferirlo è il sito web ‘Memo’ di monitoraggio del Medio Oriente.

Secondo il Forum questo sviluppo, avvenuto il 25 luglio, “rientra nei piani di Israele di fissare il proprio nome come Stato legittimo nelle generazioni a venire ed abolire per sempre quello della Palestina”.

Si tratterebbe, dunque, secondo i giornalisti palestinesi, di una “falsificazione della storia, della geografia e del diritto dei palestinesi alla propria terra”.

Una petizione di sostegno ha già raccolto 136 mila firme. Nelle carte di Google i territori nazionali di Israele, Giordania, Libano ed Egitto sono presentati in maniera evidente, mentre la Cisgiordania e Gaza restano senza una chiara attribuzione.

Addio alle guardie mediche, di notte resta solo il 118, protesta in piazza l’11 maggio

Pubblicato il 10 Mag 2016 alle 7:27am

Importanti novità arrivano sul fronte della sanità, ma potrebbero essere non belle. Si parla infatti di scomparsa del servizio offerto dalle guardie mediche, sostituito dalle 8 alla mezzanotte dagli studi dei medici di famiglia che resteranno così a servizio della cittadinanza per 16 ore al giorno.

In caso di emergenza, sarà dunque necessario rivolgersi solo ed esclusivamente al 118 o recarsi direttamente al pronto soccorso.

La novità, inserita da alcune settimane nel rinnovo dell’accordo collettivo nazionale della Medicina generale e della pediatria, ha suscitato sin da subito accese polemiche determinando la reazione dei camici bianchi, pronti a scendere in piazza a Roma, il prossimo mercoledì 11 maggio.

La decisione di rendere operativi gli studi medici dalle 8 alla mezzanotte, 7 giorni su 7, è mirata certamente alla riduzione del sovraffollamento dei pronto soccorso ma è stata accolta con immenso parere sfavorevole da parte dei cittadini dei piccoli comuni, spesso lontani dai principali ospedali e di conseguenza costretti a percorrere anche diversi chilometri in caso di emergenza.

L’intento è quello di unificare i camici bianchi di base creando delle “Aggregazioni territoriali funzionali”, ma senza prevedere al momento risorse economiche aggiuntive.

In merito alla dibattuta questione, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha commentato che: “Si tratta di una riforma estremamente positiva e credo sia un passo fondamentale per l’integrazione tra territorio e ospedale. Era un atto atteso da tempo e sono molto soddisfatta”, sottolienando anche che questa “rivoluzione sanitaria”, ha come “obiettivo proprio l’aumento del personale medico”.

Ma se si taglia la guardia medica, non c’è poi un rischio di sovraccarico delle strutture ospedaliere e del 118?

Bruce Springsteen annulla concerto in North Carolina in segno di protesta contro legge anti-trans

Pubblicato il 10 Apr 2016 alle 8:50am

Due giorni prima del concerto che avrebbe dovuto tenere oggi 10 aprile in North Carolina, Bruce Springsteen ha deciso di cancellare la data in segno di protesta. (altro…)

I medici incrociano le braccia il 17 e il 18 marzo 2016

Pubblicato il 23 Gen 2016 alle 6:45am

I medici italiani del comparto pubblico incrociano le braccia il 17 e il 18 marzo per un totale di 48 ore. (altro…)

Bresso, protesta di migranti in strada traffico paralizzato

Pubblicato il 24 Ago 2015 alle 12:57pm

Momenti di tensione si sono registrati questa mattina a Bresso, vicino Sesto San Giovanni alle porte di Milano, dopo una protesta da parte di un centinaio di profughi, nel momento in cui sono giunti alcuni giornalisti nel centro di accoglienza.

La Croce Rossa che gestisce la struttura, li ha fatti allontanare e questo ha scatenato la rabbia dei migranti, circa 150 profughi di varie nazionalità che vivono accampati in tende.

Da qui la loro protesta si è spostata in strada, bloccando per circa un’ora parte di viale Fulvio Testi.

I richiedenti asilo hanno alzato la voce per la mancata concessione del permesso di soggiorno. Sul posto sono giunte le forze della polizia di Stato, i carabinieri e la prefettura. Tutto è poi rientrato intorno alle 11 con un corteo che non ha per fortuna fatto registrare incidenti, nel frattempo problemi anche al traffico.

Agenti e militari hanno poi impedito che i migranti tornassero in strada dopo il rientro nel campo con le tende in cui vivono.

Secondo testimonianze raccolte, le piogge delle ultime ore avrebbero causato infiltrazioni d’acqua negli spazi in cui dormono queste persone. Tra i problemi denunciati anche i documenti personali trattenuti dopo l’arrivo in Italia.

Lampedusa: commemorazione e protesta. Abitanti contro istituzioni e ‘Sabir’

Pubblicato il 03 Ott 2014 alle 7:01pm

I sopravvissuti al terribile naufragio del 3 ottobre dello scorso anno, in cui persero la vita 368 migranti, hanno commemorato questa mattina i loro compagni di viaggio realizzando al molo, dove furono adagiati i loro corpi, cubi frangiflutti, con scritte: “God is love”, “Henrick rip“, “You are always in my heart”. (altro…)

Hong Kong, il governo ritira la polizia e chiede senza successo ai manifestanti di disperdersi

Pubblicato il 29 Set 2014 alle 12:30pm

È davvero alta la tensione che si respira in queste ore ad Hong Kong a causa degli scontri di protesta di migliaia di manifestanti che chiedono democrazia. (altro…)