proteste

Scuola a distanza: oggi in piazza mamma e papà in 17 città italiane per dire basta, a settembre in classe

Pubblicato il 23 Mag 2020 alle 1:58pm

A quasi tre mesi dall’avvio della didattica a distanza, le famiglie sono contrarie alle lezioni di questo tipo e hanno deciso di scendere in piazza oggi alle 15:30, in diciassette città italiane, per chiedere che a settembre non si faccia più una sola ora della cosiddetta ‘dad’ online, ma si torni subito in aula.

Una protesta condivisa dagli studenti di Modena, che hanno consegnato simbolicamente al sindaco Gian Carlo Muzzarelli uno scatolone di penne. Mentre a Napoli, i ragazzi di 7 scuole giovedì hanno fatto uno ‘sciopero del web’ contro le lezioni a distanza ma anche contro la maturità in presenza.

Il comitato ‘Priorità alla scuola’ si è organizzato dietro lo slogan: “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza”. A Roma mamme e papà saranno in largo Bernardino da Feltre, a Milano davanti all’ufficio scolastico regionale. A Firenze in Piazza Santissima Annunziata. Altri appuntamenti sono previsti a Bologna, Modena, Napoli, Arezzo, Cagliari, Faenza, Genova, Pistoia, Pontedera, Reggio Emilia, Torino, Trapani e Vicenza. “Quando è iniziata la fase due – racconta Cristina Tagliabue, voce romana del comitato – abbiamo visto che riaprivano negozi, spiagge, palestre. A quel punto ci siamo guardati in faccia e ci siamo chiesti cosa potevamo fare. In tutti i Paesi europei stavano riaprendo le aule mentre in Italia non se ne parlava. A quel punto, il 18 aprile scorso, abbiamo scritto una lettera alla ministra Azzolina“. Nel testo scrivevano: “È necessario che fornisca un’informazione tempestiva, chiara e costantemente aggiornata circa il lavoro di programmazione che il governo sta svolgendo sul tema e circa le modalità che dovranno essere assunte per la riapertura di tutte le scuole”.

Manifestazioni di protesta negli Usa contro Donald Trump “Non è il mio presidente”

Pubblicato il 10 Nov 2016 alle 10:32am

In America migliaia di persone sono scese in piazza per dire no all’elezione di Donald Trump. “Non è il mio presidente”, si legge sui moltissimi cartelli. Le manifestazioni piu’ importanti a New York e Chicago.

Non sono mancati arresti, almeno 30 a Manhattan. In migliaia, nonostante la pioggia, si sono radunati a Union Square e hannno sfilato verso midtown fino ad arrivare alla blindatissima Trump Tower sulla Fifth Avenue, dove si trova l’abitazione del nuovo presidente americano.

Città in tilt per ore a causa del traffico. A Los Angeles bruciato un pupazzo di cartapesta raffigurante il neo eletto presidente degli Stati Uniti d’America.

Il passaggio di consegne avverrà il prossimo 20 gennaio a Washingon. Intanto il presidente uscente Barack Obama ha rilasciato una dichiarazione dopo il discorso tenuto ieri da Hillary Clinton con cui ha auspicato dialogo e un passaggio di consegne di successo, normale e pacifico.

“Incontrerò il presidente in pectore Trump. Dimostreremo a tutto il mondo che questo avverrà, così come avvenne otto anni fa tra l’allora presidente Bush e me. Farò ciò che posso per il nuovo presidente, siamo tutti nella stessa squadra: non siamo democratici, o repubblicani, siamo Americani”.

“È stata una campagna elettorale dura e combattuta: è difficile adesso per i sostenitori del partito democratico, potrebbero essere delusi, specie i più giovani, ma occorre continuare a lottare per quello in cui si crede. Serve capire i propri errori ed imparare non scoraggiandosi”.

Rocco Siffredi nudo scandalizza i lettori di Le Monde

Pubblicato il 01 Lug 2016 alle 10:10am

Rocco Siffredi e la sua foto senza veli apparsa sulla prima pagina di ‘M’ il magazine del quotidiano ‘Le Monde’ ha scandalizzato non poco i francesi.

Sette pagine in cui Rocco appare nudo come mamma lo ha fatto, che hanno fatto infuriare parte dei lettori del celebre magazine, minacciando di disdire l’abbonamento.

Marie-Pierre Lannelongue, la direttrice di ‘M’, ha risposto con queste parole alle critiche: “Così come abbiamo dedicato dei numeri speciali al calcio, alla gastronomia e al design questa volta avevamo voglia di confrontarci con il sesso. Come esplorare, come trattare quello che sta per diventare un elemento della cultura popolare? Ci interessava riflettere su questo punto”.

Foto da Twitter