prurito

Doccia fredda o doccia calda? Quali sono i benefici

Pubblicato il 02 Set 2020 alle 6:08am

Le docce fredde e calde hanno ognuna i propri vantaggi e la decisione su quale delle due fare di più dipende dai benefici che stiamo cercando. Ecco allora i principali benefici che si ottengono da una doccia fredda:

– Ridurre il prurito – Riprendersi dopo un allenamento faticosissimo.

Principali benefici da una doccia calda:

– Perdere peso velocemente – Rilassamento muscolare – Miglioramento del sonno – Alleviamento dei sintomi respiratori.

Per rinfrescarsi farsi una doccia calda, in quanto può aiutare il vostro organismo a rilasciare più calore dopo averla fatta.

Attenzione, però, le docce fredde possono renderci più svegli e possono anche migliorare il nostro umore. Utilizzare le docce fredde per recuperare dopo un allenamento è una pratica molto diffusa, anche in apposite cabine con temperatura sotto zero, che fanno molti sportivi per perdere velocemente peso corporeo e rimettersi in forma fisica dopo infortuni subiti.

Se si vuol ridurre il prurito, una doccia fredda può avere un effetto rinfrescante e antinfiammatorio. La sensazione di prurito può diminuire sia con l’acqua fredda che con impacchi di ghiaccio o bagno freddo.

L’acqua fredda provoca una risposta a stress di basso livello da parte del sistema immunitario, e ciò aiuta a rafforzare la resistenza, anche quando il corpo viene attaccato da una malattia.

Evitare invece docce calde se si hanno problemi di epidermide come ad esempio eczema e irritazioni cutanee.

Psoriasi, 8 malati su 10 discriminati per questa malattia

Pubblicato il 13 Ago 2016 alle 9:54am

Quasi la metà dei malati di psoriasi si sente chiedere se le chiazze che ha sulla pelle siano contagiose oppure no. Un terzo invece viene “fissato” dalle altre persone quando è senza abiti, in palestra, in piscina o al mare. Più di otto persone su dieci subiscono discriminazioni e umiliazioni per questa malattia della pella e il 16 per cento di esse si vede rifiutare i servizi da parte di estetiste, parrucchieri o commessi.

A fotografare questa drammatica situazione in cui vivono quotidianamente tanti malati di psoriasi, un sondaggio condotto a livello globale su oltre 8.300 persone con psoriasi da moderata a severo, tra le quali spiccano oltre 600 italiane che hanno raccontato le proprie sensazioni: circa il 40 per cento rivela di sentirsi in imbarazzo. Una su tre si vede poco attraente e si vergogna della propria pelle, soprattutto quando deve mostrarsi in pubblico, o mettere abiti più estivi. Quasi sei su dieci dicono di subire l’impatto sulla vita lavorativa e sociale.

I risultati dell’indagine Clear about Psoriasis, condotta in 31 Paesi (da Gfk con un finanziamento di Novartis), rivelano infatti che il 43 per cento delle persone intervistate ha la sensazione che le lesioni cutanee influenzino i rapporti personali con il partner (tanto che circa la metà tende a evitare rapporti sessuali o relazioni intime e oltre un quarto non sopporta di essere toccata sulla pelle). Il 54 per cento vive condizioni poco piacevoli dal punto di vista professionale, tanto che al 14 per cento degli intervistati devono accettare mansioni che minimizzano l’interazione con gli altri e il 38 per cento ha problemi a causa del continuo prurito.

Ad oggi, infatti, nonostante esistano molteplici terapie molto efficaci, il 55 per cento dei pazienti nutre aspettative molto scarse per quanto riguarda la possibilità di raggiungere un obiettivo migliore.