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Riaperture palestre da domani 25 maggio. Cosa si potrà o non si potrà fare. Linee guida, ecco come avverrà

Pubblicato il 24 Mag 2020 alle 6:45am

Da domani 25 maggio si potrà tornare a fare esercizio fisico con attrezzature e macchinari anche in palestra… Ma attenzione. L’accesso a questi luoghi pubblici sarà dettato da alcune norme essenziali da seguire. Per ordine, sicurezza, personale e altrui, evitare assembramenti e rischio di contagio da coronavirus.

Il Ministero dello Sport ha pubblicato le nuove linee guida, in collaborazione con Sport e Salute, Federazione medico Sportiva e Coni-Cip-Politecnico di Torino. Vediamo insieme quali sono, cosa sarà consentito fare e cosa no. Come i gestori dovranno organizzarsi, con lo slogan “Ognuno protegge tutti” per tornare ad allenarsi in tutta sicurezza.

I proprietari di centri sportivi dovranno infatti valutare la riorganizzazione del lavoro. Sarà ridotto non solo il numero degli operatori sportivi contemporaneamente presenti, ma anche quello dei clienti che dovranno accedere alla palestra.

I gestori saranno costretti a indicare le corrette modalità di aerazione dei locali, esponendo le dovute procedure sul sito e predisponendo un sistema di raccolta dedicato ai rifiuti che potrebbero essere infetti. Quindi mascherine e guanti avranno un apposito luogo di scarto.

Per chi non avrà con sé, il gel igienizzante, sarà possibile trovarlo nelle sale di allenamento, dove verranno anche sanificati con più frequenza gli attrezzi e i luoghi in cui è possibile lavarsi le mani.

Sarà inoltre predisposta una segnaletica all’entrata e all’uscita di ogni palestra.

Si arriverà già vestiti e se non si potrà proprio fare a meno della doccia, ci saranno delle disposizioni anche per l’igiene negli spogliatoi.

E’ consigliabile portare con sé, infatti, tutto il necessario, onde evitare di utilizzare oggetti comuni. Basterà mettere in borsa asciugamani e asciugacapelli.

Mascherina e guanti d’obbligo.

Non sarà consentito mantenere una distanza interpersonale inferiore a 1 metro se non si sta svolgendo attività e a 2 metri in caso di allenamento.

Bisognerà di evitare di lasciare nei luoghi comuni i vestiti appena indossati. Bisognerà portare con sé sempre una borsa. In questo modo sarà possibile anche conservali senza contaminare gli altri.

Disinfettare poi, con attenzione, i propri effetti personali, come ad esempio borracce e fazzoletti. E soprattutto, ricordarsi sempre di rispettare chi si sta allenando poco distante dalla propria postazione.

Disinfettare con attenzione anche gli attrezzi utilizzati.

Coronavirus, su quali superfici resiste di più. Come comportarsi

Pubblicato il 21 Mar 2020 alle 6:27am

Il coronavirus può resistere non più di quattro ore su rame, cinque sul cartone, perde di forza dopo 7 ore sulla plastica e scomparire dopo 72. Mentre sull’acciaio sparire dopo 48 ore.

I risultati vengono dati da una ricerca pubblicata sul New England Jounral of medicine. Il professor Roberto Cauda, direttore di Malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma, avverte però: «Stiamo parlando di prove di laboratorio, hanno fatto una cultura di virus, le hanno testate, hanno valutato la durata. Ma quando qualcuno emette il virus lo fa insieme a materiale biologico. Insomma, quello che avviene in laboratorio non è esattamente sovrapponibile con quello che avviene nella realtà. Giusto essere prudenti, ma non bisogna enfatizzare. Ma ci sono alcune buone procedure da seguire, come pulire sempre le maniglie. O disinfettare l’ascensore, da prendere comunque da soli».

In sintesi ecco alcune regole:

«Quali sono? Rimanere a casa, lavarsi spesso le mani, non toccarsi mai occhi, naso e bocca e se uno deve proprio uscire mantenere sempre una distanza di sicurezza da qualsiasi altra persona». La plastica, secondo la ricerca, è uno dei materiali in cui può, per varie ore, restare il coronavirus e con cui abbiamo più spesso a che fare quando andiamo a fare la spesa. Esempio: abbiamo acquistato la classica confezione da sei bottiglie d’acqua minerale al supermercato, come ci comportiamo? «Semplicemente la plastica con cui è avvolta la confezione la gettiamo, le bottiglie possiamo pulirle con acqua e detergente. Se tocchiamo il cartone della pizza è molto improbabile che possa restare a lungo il coronavirus – spiega il professor Cauda – però anche in questo caso c’è una misura di prevenzione che vale su tutte: lavarsi le mani».

Ricapitolando: un buon detergente o addirittura un buon disinfettante possono esserci di aiuto se vogliamo eliminare qualsiasi rischio dalle maniglie della porta di casa, dai tasti degli ascensori, dalle confezioni di plastica. Indossiamo dei guanti usa e getta se andiamo al supermercato, perché veniamo a contatto con carrelli, casse, buste della spesa, banchi frigo, scaffali, prodotti enogastronomici. L’Istituto superiore della Sanità spiega che comunque «l’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone. Bisogna disinfettare sempre gli oggetti che si usano frequentemente (telefoni cellulari, auricolari, microfoni) con un panno inumidito a base di alcol».

GOCCE La forma principale della trasmissione del coronavirus resta quella delle droplets, le goccioline una persona infetta disperde starnutendo, tossendo, parlando. Ma si affianca anche un’altra forma indiretta, legata alla resistenza del virus sulle superfici che possiamo toccarle.

E dobbiamo toglierci le scarpe se rientriamo a casa, dopo essere usciti per cose strettamente necessarie? «Questo può essere un eccesso di prudenza, ma d’altra parte è sempre consigliabile farlo per ragioni igieniche. Dovrebbe essere pratica comune non usare mai le scarpe con cui abbiamo camminato per strada all’interno di un’abitazione. Giusto anche cambiarsi d’abito. E certo lavare spesso i nostri vestiti in lavatrice è utile. Ma ripeto: le tre regole d’oro restano: non uscire di casa, non toccarsi il viso, mantenere le distanza da altre persone».

Milano, respinta una bambina non vaccinata dall’asilo nido: la madre chiama la polizia, ma non può farci niente

Pubblicato il 06 Set 2018 alle 11:23am

«Niente nido né asilo per chi non ha i documenti in regola». Questa la linea dura del Comune di Milano. Niente lezioni tra gli zero e i sei anni se non in regola con le vaccinazioni. (altro…)