retribuzioni

Retribuzioni, a causa del Covid salgono quelle dei corrieri e degli alimentari, calano quelle della moda e dell’Automotive

Pubblicato il 05 Gen 2021 alle 6:16am

La la crisi dovuta dal Covid crescono lievemente le retribuzioni nel settore Farmaceutico e della GDO, calano invece quelle nel comparto Moda e Automotive.

Le retribuzioni variano nei diversi settori produttivi italiani, secondo quanto ha rilevato di recente il 28° Rapporto Retribuzioni di ODM Consulting, società di consulenza HR di Gi Group, su database di che fa riferimento a 15 milioni di lavoratori italiani dipendenti di ditte private.

La diffusione del Covid 19 e il conseguente lockdown hanno avuto un forte impatto sull’economia, il mercato del lavoro e le imprese italiane.

Se si osservano da vicino i diversi comparti, e settori produttivi, si osservano retribuzioni diverse. “In uno scenario di congelamento della crescita delle retribuzioni, il cluster dei comparti è l’unico per cui si sono riscontrati dei trend differenziati, anche se rimangono comunque contenuti – spiega Miriam Quarti, Senior Consultant e Responsabile area Reward & Engagment di ODM Consulting – La pandemia e la conseguente decisione del Governo di dichiarare il lockdown a livello nazionale ha comportato un periodo di sospensione delle attività che ha coinvolto circa i due terzi delle imprese, anche se con tempi e durata diversi, e una conseguente riduzione della produttività industriale. Per questo, anche il mercato retributivo è stato ampliamente influenzato dal contesto economico corrente in cui le attività dei settori che non rientravano tra i cosiddetti servizi essenziali sono state penalizzate in confronto a quelle che hanno potuto continuare a operare sul mercato.”

Tra questi ultimi, quelli a livello generale, si scopre che sono cresciuti maggiormente, e troviamo 5 settori che rientravano fra le attività essenziali e che hanno subìto ora in misura minore il lockdown, riscontrando un incremento delle attività, e sono:

1. Corrieri/Trasportatori/Logistica 2. Grande distribuzione food 3. Farmaceutica 4. Alimentare 5. Energia elettrica, gas, acqua

In questi settori si riscontra un aumento medio di quasi 600 Euro, con un picco di quasi 1.000 euro nell’industria Farmaceutica. Al contrario ci sono comparti che hanno subito maggiormente l’effetto delle misure restrittive imposte nella prima parte dell’anno in corso e che hanno subito un rallentamento delle attività e, conseguentemente, un trend retributivo negativo. Ecco i primi 5 tra quelli analizzati nel report e sono:

1. Commercio al dettaglio 2. Industria dell’abbigliamento/Moda 3. Pubblici esercizi 4. Alberghiero 5. Tessile

In questi settori si riscontra inoltre, una diminuzione media superiore ai 300 euro, con un calo di quasi 500 euro nel commercio al dettaglio.

Dipendenti statali, aumenti a chi guadagna meno

Pubblicato il 10 Lug 2017 alle 7:35am

Sono previsti degli aumenti per la Pubblica amministrazione. Aumenti che riguarderanno tutti i dipendenti attraverso un meccanismo che favorisca gli statali che guadagnano meno, con aumenti più generosi rispetto a chi incassa super stipendi.

Ovvero, in termini di aumento percentuale, sarà dato di meno a chi guadagna molto (si pensi ai dirigenti con redditi tra i 150 mila a 240 mila euro lordi all’anno) e di più ai dipendenti più deboli.

Gli statali dunque, dopo nove anni di stipendi fermi dovrebbero incassare 85 euro, lordi, al mese ma la cifra è solo una media, c’è chi prenderà di più e chi di meno secondo precise fasce retributive.

Molinette: 10.000 dipendenti il 27 dicembre senza stipendio a causa di un errore

Pubblicato il 30 Dic 2013 alle 7:39am

Oltre 10mila dipendenti, tra medici, infermieri e impiegati, della Città della Salute e della Scienza di Torino, Azienda ospedaliera che comprende anche le Molinette, l’ospedale più grande del Piemonte, a causa di un errore tecnico del Csi, il consorzio informatico che ha il compito di elaborare e trasmettere alla tesoreria gli stipendi, sono rimasti senza retribuzione. (altro…)

Salari fermi a marzo: un divario record tra retribuzioni-prezzi il più alto dal 1995

Pubblicato il 25 Apr 2012 alle 8:40am

E’ davvero a livelli record il divario che esiste tra salari e prezzi: a rivelarlo è l’Istat, la cui forbice tra l’aumento delle retribuzioni su base annua dell’1,2% e il livello d’inflazione sarebbe pari al 3,3%, giunta al 2,1% di marzo. (altro…)