reumatismi

Sale caldo, il rimedio naturale efficacissimo per torcicollo, bronchite, mal di schiena e dolori reumatici

Pubblicato il 22 Gen 2019 alle 7:54am

Se volete combattere bronchiti, dolori cervicali e giramenti di testa derivanti dall’umidità e dalle basse temperature in modo naturale, ecco cosa dovete fare.

In casa avete un validissimo alleato: il sale.

Affinché il rimedio sia maggiormente efficace è bene servirsi di sale di prima qualità, quindi sale marino integrale oppure di sale dell’Himalaya, particolare tipo di halite (cioè salgemma) proveniente dal Pakistan la cui commercializzazione in Occidente è un fenomeno avviato all’inizio del XXI secolo per opera di varie società operanti in Europa, Nord America e Australia. Il vantaggio di questi sali è che sono ricchi di minerali che vengono ceduti al nostro organismo insieme al calore e allo stesso tempo, nel caso dell’impacco, all’assorbimento dell’umidità in eccesso nel corpo.

Un rimedio molto utilizzato anche dalle nonne per alleviare reumatismi, torcicollo, sciatalgie, dolori mestruali, raffreddori, sinusiti, mal di denti, orecchi, bronchiti e catarro. Il caldo emanato dal sale grosso riscaldato toglie l’umidità dalla zona dolorante.

Con precauzione bisogna semplicemente fare un po’ di attenzione per i bambini. Per loro deve essere meno caldo.

Per avere un ottimo risultato basta mettere il sale grosso a scaldare in una padella e aspettare che scoppietti. Versarlo in un sacchetto di stoffa di cotone, lino, canapa o lana; chiudere bene in modo che il sale bollente non fuoriesca e applicarlo sulla zona dolorante o sul petto in caso di tosse e bronchite.

Ma non solo. Il sale caldo lo si può ottenere anche attraverso l’utilizzo del microonde o nel forno a 70° per alcuni minuti. A questo proposito potete confezionare dei veri e propri cuscinetti da riscaldare direttamente nel forno a microonde o in quello classico, o dei torciglioni come quelli dei paraspifferi da poter posizionare sul collo. Potrete utilizzarli quante volte vorrete.

Reumatismi: trattare prima per trattare meglio e risparmiare

Pubblicato il 18 Giu 2018 alle 7:05am

L’arrivo dei farmaci biologici ha rappresentato una importante rivoluzione contro le malattie reumatiche. Ma la disponibilità di nuovi medicinali non è l’unico aspetto su cui dover contare. Serve anche poter incrementare la diagnosi precoce e l’avvio tempestivo dei trattamenti, per potenziare le performance: “Qui all’Eular per esempio si è parlato anche dei dati relativi all’artrite reumatoide in cui si arriva anche al 90% di remissione della malattia quando trattata nelle fasi molto iniziali della malattia – questo è quanto dice Roberto Caporali reumatolgo dell’Università degli Studi di Pavia e segretario nazionale della Sir – questo prevede una rapidità di diagnosi precoce e avvio al trattamento estremamente efficaci”. E dimostra, continua l’esperto, che se al di fuori degli studi clinici, nella pratica, con una rete di reumatologi adeguata, riuscissimo a “spingerci ancora più in là rispetto ai 5-6 mesi di ritardo diagnostico probabilmente avremmo ottimi risultati anche con i farmaci tradizionali, diminuendo i costi diretti e indiretti delle malattie”. E scongiurando il rischio di disabilità.

Come curare la cervicale con il cuscino di sale caldo

Pubblicato il 20 Ott 2017 alle 9:38am

Un rimedio infallibile e naturale per combattere cervicale, dolori muscolari, reumatismi e torcicollo, usato anche nella medicina tradizionale cinese, è il sale caldo. (altro…)

Dolore cronico, ne soffre un italiano su 2

Pubblicato il 29 Apr 2016 alle 7:40am

Secondo i risultati emersi da un’indagine chiamata “Pain in Italy”, fortemente voluta dal Movimento Consumatori, in collaborazione con il Centro Studi Mundipharma e presentata in conferenza stampa a Milano, la metà degli abitanti del nostro Paese sarebbe affetto da dolore cronico legato a patologie atrosiche.

Lo studio in esame si sarebbe soffermato a lungo sul fatto che nonostante il 90% dei pazienti sia colpito da una sofferenza di intensità moderata-severa, 1 su 3 non riuscirebbe a ricvere cure adeguate, o si sottoporrebbe a cure antalgiche non appropriate in quanto caratterizzate da un eccessivo uso di farmaci antinfiammatori con il rischio di creare eventi avversi a carico di stomaco e cuore.

La ricerca condotta nel 2015, prendendo spunto da un campione di oltre 2.200 italiani di età adulta (52,5% donne), realizzata anche attraverso la compilazione di un questionario online, pubblicato sul sito di Movimento Consumatori, e interviste dirette realizzate dai volontari in 8 città italiani quali Torino, Milano, Livorno, Roma, Foggia, Andria, Palermo e Caltanissetta, avrebbe fatto emergere appunto questa triste situazione, tracciando un quadro aggiornato della “malattia dolore” in Italia, seguendo le direttive della Legge 38/2010 che aveva evidenziato nel nostro Paese una prevalenza della patologia è pari al 26% della popolazione.