ringiovanimento

Hydrafacial, purificare e ringiovanire la pelle

Pubblicato il 25 Lug 2019 alle 6:15am

Hydrafacial MD®, in esclusiva da IMAGE, è l’ultima frontiera nella pulizia del viso e non solo, nella cura della pelle e ringiovanimento facciale. È uno dei trattamenti più popolari eseguite nelle cliniche più prestigiose di medicina estetica di tutto il mondo. Molto apprezzato anche da star del mondo dello spettacolo e di Hollywood.

E’ un trattamento non invasivo che agisce come idro-dermo abrasione attraverso un delicato pennino ad effetto vacuum, purificando l’epidermide in profondità e stimolando la rigenerazione cellulare.

Il trattamento con Hydrafacial MD® è ideale per:

– Purificare e idratare la pelle in profondità – Migliorare l’aspetto dell’acne – Prevenire e attenuare le rughe sottili e segni d’espressione

La nuova tecnologia Hydrafacial MD® trasforma il trattamento in un piacevole rituale di relax, un momento di coccole e benessere in 4 fasi.

Fase 1: Esfoliazione Durante la prima fase di trattamento viene effettuata un’esfoliazione meccanica con ACTIV-4TM, un siero universale adatto a tutti i tipi di pelle e ricco di sostanze nutritive che viene veicolato grazie all’uso di punte molto speciali, chiamate tips. Si tratta di una fase detossinante che genera un effetto idratante, purificante e rivitalizzante esfoliando la parte più superficiale della pelle e allentando lo strato corneo. La prima fase prepara la pelle ad una pulizia profonda.

Fase 2: Peeling acido (pulizia) Questa seconda fase di trattamento purifica i pori dallo sporco senza danneggiare in alcun modo la cute. Viene utilizzato il peeling acido GlySalTM che si differenzia dagli altri peeling grazie all’effetto morbido e delicato che genera sulla pelle. L’esfoliazione controllata dell’acido GlySalTM non richiede alcuna preparazione speciale pre-peeling e nessuna riabilitazione post-peeling.

Fase 3: Estrazione La terza fase, di estrazione, viene effettuata attraverso la purificazione vacuum profonda e indolore realizzata dal siero Beta-HDTM che, grazie ai suoi particolari componenti attivi, idrata la pelle e genera un effetto sebo-regolabile, anti infiammatorio e antibatterico. Ideale nel trattamento della pelle grassa, impura con tendenza acneica.

Fase 4: Idratazione e ringiovanimento L’ultima fase di trattamento fornisce un’idratazione profonda alla pelle grazie al siero Antiox-6TM che, grazie ad un mix di vitamine e sostanze altamente idratanti, nutre e protegge il derma in profondità.

Infine, tra le ultime novità dell’innovativo programma Hydrafacial MD® c’è il siero Antiox +TM, una formulazione unica con un complesso esclusivo TonePerfect® che previene la pigmentazione e rigenera la pelle.

Gli effetti dell’innovativo trattamento sono apprezzabili già dalla prima seduta. Vengono realizzati dei protocolli personalizzati strutturati sulle caratteristiche di ogni singolo paziente. Al termine del ciclo completo di trattamento la pelle appare sana, splendida e perfetta.

Per raggiungere risultati eccezionali, è consigliabile eseguire un programma di 4-5 trattamenti.

Durata trattamento: 40 minuti. Ciclo consigliato: 4 trattamenti a distanza di 10 gg. Un trattamento al mese di mantenimento. Precauzioni: Evitare esposizione solare diretta nella settimana successiva al trattamento. ed applicare una protezione solare a schermo totale.

Adatto per le seguenti problematiche: ANTI–AGE VISO (Prevenire e attenuare le rughe), ESTETICA VISO (Acne, Derma, iperpigmentazioni)

– Acne – Prevenzione rughe – Attenuazione rughe – Derma – Iperpigmentazione

Per pelli impure, secche, con macchie solari o di età.

Salerno, scoperto il gene della longevità, che fa ringiovanire i vasi sanguigni

Pubblicato il 11 Lug 2019 alle 6:51am

L’università di Salerno, ha scoperto il gene della longevità, isolato dal Dna dei centenari ha dimostrato di ringiovanire i vasi sanguigni. Il risultato molto importante, apre la strada a una nuova terapia contro le malattie cardiovascolari. Pubblicata sull’European Heart Journal, la ricerca si deve all’Irccs MultiMedica e Irccs Neuromed, e ai coordinatori Annibale Puca e Carmine Vecchione.

“Il nostro obiettivo è trasferire i vantaggi genetici dei longevi alla popolazione e stiamo lavorando anche su altri fronti dai tumori alle malattie neurodegenerative” ha spiegato lo scienziato Puca. La ricerca, sostenuta da Fondazione Cariplo e Ministero della Salute, parte da un risultato precedente ottenuto dallo stesso gruppo che in passato aveva individuato il gene Lav- BPIFB4 (longevity associated variant), che prevale nei centenari.

Questo gene, ha spiegato ancora Puca, “determina una maggiore produzione della proteina BPIFB4, che quando è presente in alti livelli nel sangue ha una funzione protettiva dei vasi sanguigni”. Adesso i ricercatori hanno trasferito il gene nel Dna dei topi suscettibili all’aterosclerosi e a malattie cardiovascolari, grazie a un virus modificato in modo tale da poter veicolare il suo genoma all’interno delle cellule bersaglio, senza dare malattia.

L’inserimento del “gene dei centenari” negli animali ha provocato un vero e proprio ringiovanimento dei vasi sanguigni e del sistema cardiocircolatorio. Lo stesso effetto positivo e’ stato osservato anche in provetta, questa volta non inserendo geni nelle cellule ma in una proteina dei vasi umani. “I risultati – ha rilevato Puca – sono estremamente incoraggianti”.

Farmaco antidiabete allunga la vita fino a 10 anni

Pubblicato il 03 Dic 2015 alle 6:02am

Un farmaco antidiabete già in uso da decenni promette di “bloccare” l’invecchiamento e di riuscire così ad allungare anche la vita degli esseri umani fino a 120 anni di età. (altro…)

Pelle ringiovanita grazie alla nuova scoperta: la “pressione” cellulare

Pubblicato il 19 Dic 2012 alle 7:52am

La vera età di una persona viene svelata dalla tonicità della pelle. In futuro, pare, però, che anche questo ostacolo possa essere superato. Sì perché secondo uno studio condotto dai ricercatori della University of Michigan Medical School, su 21 soggetti over 70, che hanno sottoposto a iniezioni a base di acido ialuronico, già usato per riempire le rughe, si è scoperto che in quattro mesi i fibroblasti, che producono collagene e fibre elastiche, hanno iniziato a produrre il collagene e l’intero strato di pelle è cresciuto di spessore, formando così dei nuovi capillari sanguigni per nutrire le cellule.

Ebbene alla base di tale meccanismo, che pare abbia risvegliato le cellule della pelle, ci sarebbe delle forze meccaniche e pressioni interne alla matrice, indotte dalla sostanza iniettata.

In parole povere, spiegano gli autori di questo studio, è grazie alla compressione meccanica che viene innescata da nuovi segnali, che si riavviano le cellule agiscono come se fossero giovani.

Tale studio, è stato pubblicato sul Journal of Investigative Dermatolology.