rischio

Cuore donne invecchia prima di quello degli uomini

Pubblicato il 19 Gen 2020 alle 6:18am

Uno studio condotto dall’Heart Institute di Los Angeles degli Stati Uniti rivela che il cuore delle donne invecchia prima di quello degli uomini. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Jama Cardiology. (altro…)

Lo smog inquina la mente, sale il rischio di depressione e suicidio

Pubblicato il 21 Dic 2019 alle 6:42am

Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Health Perspectives, basato su dati di 16 Paesi, lo smog “inquina” la mente e l’umore aumentando anche il rischio di depressione e suicidio nelle persone che ne sono esposte. (altro…)

Ictus e sonno, chi dorme oltre 9 ore a notte corre un rischio superiore

Pubblicato il 15 Dic 2019 alle 6:52am

Chi dorme oltre nove ore a notte o fa lunghi pisolini pomeridiani, ha rischio superiore di imbattersi nell’ictus, rispetto a chi dorme molto meno. (altro…)

Alluminio in cucina, l’allarme del Ministero: rischi soprattutto per bimbi e donne incinte

Pubblicato il 13 Dic 2019 alle 6:37am

L’alluminio, un materiale presente molto nelle nostre cucine, soprattutto per conservare gli alimenti, cuocerli o proteggerli da agenti esterni, nasconde molte insidie e rischi per la salute, vediamo quali, soprattutto per donne in gravidanza e bambini.

Parola di esperti, del ministero della Sanità.

Che lanciano un vero e proprio allarme, una campagna informativa, che dice: ”L’alluminio trova largo impiego nel settore alimentare per la realizzazione di imballaggi e recipienti destinati a venire in contatto con gli alimenti, come pentole, film per avvolgere, vaschette monouso, caffettiere”.“

Il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare (Cnsa), mette in guardia le famiglie da un utilizzo scorretto e pericoloso dell’alluminio in cucina: “La contaminazione del cibo per fenomeni di migrazione da utensili o imballaggi è una delle fonti di esposizione alimentare, ma è anche quella direttamente prevenibile attraverso semplici accorgimenti, considerato che il rilascio di alluminio dai materiali a contatto è condizionato dalle modalità di uso e da altri fattori combinati, quali il tempo di conservazione, la temperatura e la composizione dell’alimento”.

“I risultati dei nuovi studi, evidenziano infatti, che vi sia una possibile migrazione da utensili o imballaggi, condizionata dalle modalità d’uso, come fonte di esposizione alimentare all’alluminio e rafforzando l’attenzione sul potenziale rischio per la salute, con particolare riguardo alle fasce deboli, vulnerabili, come bambini al di sotto dei 3 anni di età, anziani sopra i 65 anni, donne in gravidanza, persone con funzionalità renale compromessa”.

Nei soggetti sani il rischio tossicologico dell’alluminio è limitato dallo scarso assorbimento e dalla rapida escrezione.

In Italia con il decreto ministeriale 18 Aprile 2007, n. 76 (Regolamento recante la disciplina igienica dei materiali e degli oggetti di alluminio e di leghe di alluminio destinati a venire a contatto con gli alimenti) sono state previste specifiche disposizioni, in materia dei contenitori in alluminio che devono riportare in etichetta una o più delle seguenti istruzioni:

“non idoneo al contatto con alimenti fortemente acidi o fortemente salati, destinato al contatto con alimenti a temperature refrigerate destinato al contatto con alimenti a temperature non refrigerate per tempi non superiori alle 24 ore”.

Un’altra disposizione ministeriale da notare sull’etichetta delle vaschette riguarda il contatto per tempi superiori alle 24 ore a temperatura ambiente, valido per i seguenti alimenti:

Alluminio in cucina, il video del ministero della Salute Per rendere più efficace il messaggio, il ministero della Salute ha realizzato un video informativo in cui vengono dati consigli sull’uso dell’alluminio.

Video ministeriale

Nel video si vede che si raccomanda:

1. di leggere sempre l’etichetta dei prodotti in alluminio. 2. Evitare di conservare i cibi per più di 24 ore, eccezion fatta per quelli congelati, mentre a temperatura ambiante possono “resistere” più di un giorno soltanto gli alimenti solidi secchi come caffè, frutta secca, paste secche, pane e simili. 3. Evitare anche cibi troppo salati o acidi, per l’utilizzo di contenitori monouso. 4. Per quanto riguarda invece le pentole e i contenitori, è sconsigliata la pulizia con prodotti abrasivi, mentre va evitato, durante l’utilizzo, al fine di non graffiare pentole o padelle.

Omega 3 per chi fa sport, riducono infortuni e migliorano performance

Pubblicato il 01 Dic 2019 alle 7:31am

Se volete migliorare la vostra performance, facendo attività fisica, i tempi di recupero e ridurre anche il rischio infortuni, ecco cosa dovete fare! Assumere omega 3, degli acidi grassi polinsaturi, considerati essenziali perché il nostro organismo che da solo non li sintetizza e vanno quindi aggiunti attraverso l’alimentazione.

“Grazie al loro effetto antinfiammatorio a livello di tessuti e articolazioni sono particolarmente utili per chi fa sport”, sottolinea la dottoressa Jessica Falcone, biologa nutrizionista presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele Turro e RAF First Clinic di Milano.

Gli omega 3, inoltre, riducono i livelli di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, che viene prodotto non solo durante i periodi di particolare tensione emotiva e psichica, ma anche dopo uno sforzo fisico. “A livello cognitivo gli omega 3 migliorano la concentrazione, la memoria e la qualità del sonno e riducono l’ansia. Dopo l’attività fisica svolgono una funzione riequilibrante, abbassando i tempi di recupero”, spiega ancora dottoressa Falcone.

Ma dove si trovano gli omega 3? “Una buona fonte di questi grassi polinsaturi è sicuramente il pesce azzurro come sardine, aringhe, alici, sgombri e salmone, ma anche la frutta secca (mandorle, noci, nocciole…) e i semi oleaginosi (di sesamo, di girasole, di zucca, di lino…), alcune alghe e l’avocado”. Quindi anche chi segue una dieta vegetariana o vegana può assumere omega 3 dalla frutta secca o dai semi. E se la dieta è bilanciata e non si eccede con lo sport, l’apporto dato da una alimentazione equilibrata è sostanzialmente sufficiente.

In altri casi, si può ricorrere ad integratori alimentari che li contengono.

Inoltre, anche se non si è sportivi, questi grassi polinsaturi sono efficaci per abbassare la pressione sanguigna, i trigliceridi e il colesterolo nel sangue e quindi il rischio cardiovascolare, e di diabete.

In Usa la prima persona morta per l’uso di sigarette elettroniche

Pubblicato il 25 Ago 2019 alle 8:10am

E’ morta, nello Stato americano dell’Illinois, la prima persona che aveva contratto una malattia respiratoria legata all’uso delle sigarette elettroniche. (altro…)

Alzheimer, perché le donne sono più a rischio?

Pubblicato il 25 Lug 2019 alle 8:46am

Le donne sono più a rischio di ammalarsi di Alzheimer. Dipende dalla maggiore connettività di alcune aree del loro cervello, dove si forma la proteina tau, responsabile delle placche che si accumulano con la malattia, e in alcuni casi anche dai geni. A spiegarlo, due diversi studi presentati all’Alzheimer’s Association International Conference in corso a Los Angeles. (altro…)

Tatuaggi e rischio cancro: ministero della Salute vieta altri due colori

Pubblicato il 29 Mag 2019 alle 6:59am

Dopo i 9 colori banditi a marzo scorso, ora il Ministero della salute blocca altri due colori, che sono il rosa e il rosso provenienti dagli Stati Uniti, perché contenenti sostanze vietate dalla legislazione europea in quanto cancerogene.

Nello specifico, si legge sul sito del ministero, si tratterebbe del Rose Satin della Marca Eternal Ink, boccettino da 30 ml con lotto scadenza 27/07/2020 e del rosso, Perma Blend – Queens Red, marca Permablend Pigments, lotto PBQH181812.

“L’Italia è all’avanguardia rispetto agli altri Paesi Europei nel settore del monitoraggio e controllo dei pigmenti per tatuaggi. Soltanto nel 2018 sono stati eseguiti, da parte dei Nas, più di 100 campionamenti presso i tatuatori” alla ricerca di “ammine aromatiche e idrocarburi policiclici aromatici” nei pigmenti. E i colori più a rischio si sono dimostrati essere “le tonalità rosse, gialle e arancioni” ma “anche gli inchiostri con pigmenti azoici in generale”.

“Questi ultimi – spiega ancora il ministero della salute – possono essere individuati in etichetta attraverso il Color Index (codice a 5/6 cifre preceduto dalle lettere CI): gli azo-pigmenti hanno i Color Index compresi nell’intervallo che va dal numero 11000 al numero 29999 (es. CI 12475 = pigmento azoico). Per quanto riguarda la ricerca degli idrocarburi policiclici aromatici, anche essi cancerogeni (sono quelli tipici degli pneumatici delle autovetture), gli inchiostri più a rischio sono quelli contenenti nerofumo (neri, grigi, argento etc.), in particolare quelli nei quali in etichetta viene indicato come Color Index 77266”.

Esofago: bere caffè e tè bollenti aumenta del 90% il rischio di tumore

Pubblicato il 22 Mar 2019 alle 10:46am

Bere caffè o tè troppo caldi potrebbero non solo danneggiare la lingua ma causare anche un tumore alla gola. Coloro che consumano regolarmente una di queste bevande a 60° C o di più, infatti, vedono aumentare il rischio di cancro all’esofago del 90%. È per questo che è meglio aspettare che si raffreddino. (altro…)

Cardiopatici, attenti al freddo! Il gelo, nemico del cuore. Aumenta il rischio infarto del 34%

Pubblicato il 17 Dic 2018 alle 8:18am

I cardiologi lanciano in questo periodo un allarme freddo in occasione del settantanovesimo congresso nazionale della Società italiana di cardiologia. «L’associazione fra fatica e temperature polari, infatti, può essere un vero nemico per il cuore».

Il freddo, annunciato in arrivo, può essere un nemico temibile per coloro che soffrono di problemi di cuore: «I rischi d’infarto aumentano fino al 34% – dicono gli esperti -. Mentre l’aumento di 8 gradi della temperatura riduce infatti il rischio d’infarto del 3%. Meglio poi proteggersi dai malanni invernali, perché le infezioni respiratorie aumentano fino a 6 volte il pericolo di andare incontro a un attacco cardiaco».

La Sic spiega anche nel dettaglio l’allerta: «Gli studi che indicano il freddo intenso come un possibile pericolo per cuore e vasi sono numerosi: una recente indagine svedese condotta su oltre 274 mila pazienti con problemi di natura cardiovascolare seguiti nell’arco di 16 anni, pubblicata su “Jama”, ha dimostrato che nelle giornate con una temperatura al di sotto di 0 gradi centigradi il numero di infarti cresce – spiega Giuseppe Mercuro, presidente Sic – La neve invece non sembra essere affatto un fattore di rischio, quello che conta, però, è sempre la bassa temperatura che è l’elemento maggiormente associato all’aumento della probabilità di eventi cardiovascolari. Tuttavia, anche la velocità del vento, un minore numero di ore di luce e la bassa pressione atmosferica fanno salire il pericolo: in altri termini, quindi, le giornate invernali fredde e di maltempo sono quelle in cui la probabilità di problemi cardiovascolari è massima.

Il suggerimento degli esperti cardiologia è dunque quello di rivolgersi al proprio specialista affinché riveda la terapia anticoagulante riducendo tra le altre cose l’esposizione al freddo attraverso abbigliamento e riscaldamento adeguati.