rischio

Omega 3 per chi fa sport, riducono infortuni e migliorano performance

Pubblicato il 01 Dic 2019 alle 7:31am

Se volete migliorare la vostra performance, facendo attività fisica, i tempi di recupero e ridurre anche il rischio infortuni, ecco cosa dovete fare! Assumere omega 3, degli acidi grassi polinsaturi, considerati essenziali perché il nostro organismo che da solo non li sintetizza e vanno quindi aggiunti attraverso l’alimentazione.

“Grazie al loro effetto antinfiammatorio a livello di tessuti e articolazioni sono particolarmente utili per chi fa sport”, sottolinea la dottoressa Jessica Falcone, biologa nutrizionista presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele Turro e RAF First Clinic di Milano.

Gli omega 3, inoltre, riducono i livelli di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, che viene prodotto non solo durante i periodi di particolare tensione emotiva e psichica, ma anche dopo uno sforzo fisico. “A livello cognitivo gli omega 3 migliorano la concentrazione, la memoria e la qualità del sonno e riducono l’ansia. Dopo l’attività fisica svolgono una funzione riequilibrante, abbassando i tempi di recupero”, spiega ancora dottoressa Falcone.

Ma dove si trovano gli omega 3? “Una buona fonte di questi grassi polinsaturi è sicuramente il pesce azzurro come sardine, aringhe, alici, sgombri e salmone, ma anche la frutta secca (mandorle, noci, nocciole…) e i semi oleaginosi (di sesamo, di girasole, di zucca, di lino…), alcune alghe e l’avocado”. Quindi anche chi segue una dieta vegetariana o vegana può assumere omega 3 dalla frutta secca o dai semi. E se la dieta è bilanciata e non si eccede con lo sport, l’apporto dato da una alimentazione equilibrata è sostanzialmente sufficiente.

In altri casi, si può ricorrere ad integratori alimentari che li contengono.

Inoltre, anche se non si è sportivi, questi grassi polinsaturi sono efficaci per abbassare la pressione sanguigna, i trigliceridi e il colesterolo nel sangue e quindi il rischio cardiovascolare, e di diabete.

In Usa la prima persona morta per l’uso di sigarette elettroniche

Pubblicato il 25 Ago 2019 alle 8:10am

E’ morta, nello Stato americano dell’Illinois, la prima persona che aveva contratto una malattia respiratoria legata all’uso delle sigarette elettroniche. (altro…)

Alzheimer, perché le donne sono più a rischio?

Pubblicato il 25 Lug 2019 alle 8:46am

Le donne sono più a rischio di ammalarsi di Alzheimer. Dipende dalla maggiore connettività di alcune aree del loro cervello, dove si forma la proteina tau, responsabile delle placche che si accumulano con la malattia, e in alcuni casi anche dai geni. A spiegarlo, due diversi studi presentati all’Alzheimer’s Association International Conference in corso a Los Angeles. (altro…)

Tatuaggi e rischio cancro: ministero della Salute vieta altri due colori

Pubblicato il 29 Mag 2019 alle 6:59am

Dopo i 9 colori banditi a marzo scorso, ora il Ministero della salute blocca altri due colori, che sono il rosa e il rosso provenienti dagli Stati Uniti, perché contenenti sostanze vietate dalla legislazione europea in quanto cancerogene.

Nello specifico, si legge sul sito del ministero, si tratterebbe del Rose Satin della Marca Eternal Ink, boccettino da 30 ml con lotto scadenza 27/07/2020 e del rosso, Perma Blend – Queens Red, marca Permablend Pigments, lotto PBQH181812.

“L’Italia è all’avanguardia rispetto agli altri Paesi Europei nel settore del monitoraggio e controllo dei pigmenti per tatuaggi. Soltanto nel 2018 sono stati eseguiti, da parte dei Nas, più di 100 campionamenti presso i tatuatori” alla ricerca di “ammine aromatiche e idrocarburi policiclici aromatici” nei pigmenti. E i colori più a rischio si sono dimostrati essere “le tonalità rosse, gialle e arancioni” ma “anche gli inchiostri con pigmenti azoici in generale”.

“Questi ultimi – spiega ancora il ministero della salute – possono essere individuati in etichetta attraverso il Color Index (codice a 5/6 cifre preceduto dalle lettere CI): gli azo-pigmenti hanno i Color Index compresi nell’intervallo che va dal numero 11000 al numero 29999 (es. CI 12475 = pigmento azoico). Per quanto riguarda la ricerca degli idrocarburi policiclici aromatici, anche essi cancerogeni (sono quelli tipici degli pneumatici delle autovetture), gli inchiostri più a rischio sono quelli contenenti nerofumo (neri, grigi, argento etc.), in particolare quelli nei quali in etichetta viene indicato come Color Index 77266”.

Esofago: bere caffè e tè bollenti aumenta del 90% il rischio di tumore

Pubblicato il 22 Mar 2019 alle 10:46am

Bere caffè o tè troppo caldi potrebbero non solo danneggiare la lingua ma causare anche un tumore alla gola. Coloro che consumano regolarmente una di queste bevande a 60° C o di più, infatti, vedono aumentare il rischio di cancro all’esofago del 90%. È per questo che è meglio aspettare che si raffreddino. (altro…)

Cardiopatici, attenti al freddo! Il gelo, nemico del cuore. Aumenta il rischio infarto del 34%

Pubblicato il 17 Dic 2018 alle 8:18am

I cardiologi lanciano in questo periodo un allarme freddo in occasione del settantanovesimo congresso nazionale della Società italiana di cardiologia. «L’associazione fra fatica e temperature polari, infatti, può essere un vero nemico per il cuore».

Il freddo, annunciato in arrivo, può essere un nemico temibile per coloro che soffrono di problemi di cuore: «I rischi d’infarto aumentano fino al 34% – dicono gli esperti -. Mentre l’aumento di 8 gradi della temperatura riduce infatti il rischio d’infarto del 3%. Meglio poi proteggersi dai malanni invernali, perché le infezioni respiratorie aumentano fino a 6 volte il pericolo di andare incontro a un attacco cardiaco».

La Sic spiega anche nel dettaglio l’allerta: «Gli studi che indicano il freddo intenso come un possibile pericolo per cuore e vasi sono numerosi: una recente indagine svedese condotta su oltre 274 mila pazienti con problemi di natura cardiovascolare seguiti nell’arco di 16 anni, pubblicata su “Jama”, ha dimostrato che nelle giornate con una temperatura al di sotto di 0 gradi centigradi il numero di infarti cresce – spiega Giuseppe Mercuro, presidente Sic – La neve invece non sembra essere affatto un fattore di rischio, quello che conta, però, è sempre la bassa temperatura che è l’elemento maggiormente associato all’aumento della probabilità di eventi cardiovascolari. Tuttavia, anche la velocità del vento, un minore numero di ore di luce e la bassa pressione atmosferica fanno salire il pericolo: in altri termini, quindi, le giornate invernali fredde e di maltempo sono quelle in cui la probabilità di problemi cardiovascolari è massima.

Il suggerimento degli esperti cardiologia è dunque quello di rivolgersi al proprio specialista affinché riveda la terapia anticoagulante riducendo tra le altre cose l’esposizione al freddo attraverso abbigliamento e riscaldamento adeguati.

Tinture per capelli e liscianti chimici fanno veramente venire il cancro al seno?

Pubblicato il 26 Set 2018 alle 6:02am

I prodotti per capelli fanno salire il rischio di cancro al seno. Accade ciclicamente che il quesito torni di attualità, ma le indagini condotte finora non sono riuscite a fare chiarezza in modo definitivo. Alcune si basano su test fatti su animali, altre hanno preso in considerazione popolazione sana e con tumore, e in generale ad oggi gli esiti appaiono contrastanti e in gran parte dipendenti dal tipo di prodotti utilizzati (alcuni effettivamente contenenti sostanze cancerogene). L’ultimo studio in materia, pubblicato un anno fa sulla rivista scientifica Carcinogenesis, aveva tentato di dare ulteriori risposte: «I risultati della ricerca sembrano indicare che ci sia effettivamente un legame fra tinture, prodotti liscianti e carcinoma mammario, ma – sottolineano gli stessi autori della ricerca – si tratta di dati parziali, per cui sono necessarie ulteriori indagini prima di dare una risposta definitiva». Cerchiamo allora di capirci di più con l’aiuto di Stefania Gori, presidente dell’AIOM, l’Associazione Italiana Oncologia Medica e direttore del Dipartimento di Oncologia al Cancer Care Center dell’ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar (Verona). (altro…)

Una dieta senza pane e pasta può mettere al rischio la vita

Pubblicato il 10 Set 2018 alle 8:57am

Carboidrati come pane e pasta sono stati di recente riabilitati nel corso di una conferenza stampa tenuta dalla Società Europea di Cardiologia. Che come riporta il Times, secondo Maciej Banach dell’Università medica di Lodz in Polonia, rivela che chi conduce una dieta a basso contenuto di carboidrati rischia maggiormente di sviluppare delle malattie coronariche o di imbattersi in ictus e cancro.

Le diete cosiddette low carb non sono però il male assoluto, in particolare nella lotta all’obesità e contro le malattie cardiovascolari come nell’ipertensione e diabete di tipo 2. Ma non possono essere proseguite per tutta la vita, anzi neppure a lungo termine, soprattutto da persone che presentano determinati tipi di salute. (altro…)

Due neonate si ammalano di pertosse e muoiono. Le loro madri non vaccinate

Pubblicato il 03 Ago 2018 alle 8:07am

Due bimbe, nate a qualche settimana di distanza l’una dall’altra, tra maggio e giugno scorsi, sono morte nel reparto di terapia intensiva della patologia neonatale dell’ospedale Papa XXIII di Bergamo. Come ha scritto ieri L’Eco di Bergamo.

Le due piccole bimbe, decedute a un mese dalla nascita, avevano contratto la malattia infettiva trasmessa da un batterio, chiamato Bordetella pertussis, che per i neonati “può essere molto grave e nel primo anno di vita è una delle cause più frequenti di decesso”.

Le loro madri, come riporta ancora il quotidiano, una italiana residente vicino a Treviglio e una romena, residente nel Cremasco ma che gravita nella Bergamasca, avevano avuto una gravidanza senza problemi ma, come è emerso dagli accertamenti medici fatti in questi giorni, “nessuna delle due era vaccinata per la pertosse” né si era sottoposta di recente a “una profilassi protettiva contro la malattia”.

Per le piccole neonate non c’è stato nulla da fare.

Smog e rischio diabete di tipo 2

Pubblicato il 06 Lug 2018 alle 7:09am

Vivere in città, e soprattutto dove l’aria risulta essere molto più inquinata aumenterebbe il rischio di ammalarsi di diabete, al punto che il 14% dei casi che si verificano nel mondo potrebbe essere legato proprio a questa causa.

Ad affermarlo è uno studio condotto dalla Washington University di Sant Louis pubblicato da Lancet Planetary Health.

Durante il quale i ricercatori hanno analizzato i dati di 1,7 milioni di persone seguite in media per 8,5 anni, confrontando il loro stato di salute con i tassi di inquinamento registrati dalle centraline in prossimità delle loro residenze.

Ebbene, dai dati raccolti si è scoperto una forte correlazione tra inquinamento e diabete: circa il 21% dei soggetti esposti ad un livello di smog tra 5 e 10 microgrammi per metro cubo ha sviluppato la malattia, mentre per quelli tra 12 e 14 la percentuale è risultata del 24%. Il maggior rischio è stato poi confrontato con i dati sul diabete di tutto il mondo. “L’inquinamento contribuisce ad almeno 3,2 milioni di casi l’anno – concludono gli autori -, e il rischio è maggiore per i paesi a reddito più basso, come l’India o l’Afghanistan, che non possono mitigarne gli effetti”.