salute

Yoga, quali sono i possibili benefici

Pubblicato il 21 Set 2019 alle 6:27am

Lo yoga è una pratica che è un vero e proprio toccasana sotto ogni punto di vista. Apporta benefici mentali e fisici, influendo addirittura in maniera positiva anche sullo stato di salute della nostra pelle. Abiby, talent scout di prodotti must have e novità nel mondo beauty, ha svelato 5 segreti di bellezza legati a questa disciplina: meno occhiaie, pelle più luminosa, più elasticità e meno rughe.

Lo yoga è una disciplina che ha un grande impatto sull’intera circolazione corporea, sia sanguigna che del sistema linfatico. Lo yoga prevede movimenti lenti e mirati favorendo così una corretta e salutare circolazione arteriosa, rallentando invecchiamento cellulare, aiutando ad avere arti meno gonfi ed a eliminare tossine, borse sotto gli occhi.

Ogni muscolo viene interessato e riattivato. Questo prevede più forza e resistenza, flessibilità ed elasticità: i primi risultati sono già visibili dopo poche settimane di pratica. Spesso quelli più rigidi e contratti sono quelli della schiena e del collo, che se sforzati possono causare forti mal di testa. Oppure quelli del viso, che possono anticipare la comparsa delle rughe.

Alla base delle infiammazioni possono esserci cause molto più complesse che questa disciplina fisica aiuta a contrastare.

Lo Yoga infatti agisce positivamente su sonno, respirazione, digestione, intestino pigro, pelle acneica. Elimina infine le occhiaie.

Prima colazione, promossi gli italiani

Pubblicato il 20 Set 2019 alle 6:55am

Gli italiani sono stati promossi per la prima colazione. Abitudine a cui non rinunciano circa 9 italiani su 10. Ben l’88% la consuma infatti tutti i giorni (o quasi), un dato che è in costante aumento rispetto a 6 anni fa quando la sceglievano l’86%. Scende, quindi, il numero di chi la salta, passando dal 14% del 2013 al 12% del 2019. Molto bene le famiglie con figli under 14 – circa 4 milioni – dove tutti fanno colazione (98%).

Questi alcuni dei dati emersi da una ricerca a cura dell’Osservatorio Doxa/UnionFood “Io Comincio Bene” presentata ieri a Milano, nel corso di un incontro organizzato da Unione Italiana Food, la più grande associazione in Europa che raggruppa aziende produttrici di beni alimentari. Dati positivi, è stato affermato, che mostrano come la maggior parte degli italiani abbia accolto positivamente i messaggi lanciati da diversi anni dagli esperti nutrizionisti sull’importanza del primo pasto della giornata.

I giovanissimi, però, tra i 15 e i 24 anni nel 18% dei casi saltano la colazione, perché ci si alza troppo tardi (16%) o per mancanza di tempo (15%).

Oms, i ricchi vivono 7 anni in più dei poveri

Pubblicato il 20 Set 2019 alle 6:24am

Se a inizio millennio l’aspettativa di vita nel nostro Paese era di 3 o 4 anni in più tra i ceti più avvantaggiati rispetto a quelli più svantaggiati, tra gli uomini la differenza è arrivata oggi anche a 7 anni di più. Ossia a quasi 85 tra quelli con livello di istruzione più elevato, e 78 per quelli che hanno abbandonato la scuola, molto prima di tutti gli altri. Poco meglio va invece per le donne. Tutto questo nonostante la speranza di vita sia aumentata in media di un anno buono nell’ultimo decennio. E non è solo per gli anni, ma anche per la qualità di vita vissuta. (altro…)

Allenarsi con la fitball, come tonificare glutei e interno coscia

Pubblicato il 16 Set 2019 alle 6:56am

Allenarsi con la fitball?

Iniziamo da subito a vedere come tonificare glutei e interno coscia.

Esercizi fitball glutei interno coscia

Per noi donne glutei sodi e interno coscia tonico sono molto importanti. La fitball è un attrezzo molto apprezzato perché consente di potenziare l’allenamento coinvolgendo più fasce muscolari e più in profondità.

Ma quali sono gli esercizi per glutei e interno coscia? Ecco a voi i 4 esercizi per glutei e interno coscia molto efficaci.

Una serie d’allenamento consigliata che prevede lanci e ponte:

– 20 lanci con fitball; – 10 + 10 ponte glutei monopodalico; – 20 ponte glutei su fitball; – 10 legcurl su fitball

Ripetiamo il circuito 5 volte con una pausa di 45-60 secondi tra una serie e l’altra. Determinazione e perseveranza ci garantiranno glutei sodi e gambe toniche. Buon allenamento!

In video troverete tantissimi videotutorial.

Alla Federico II di Napoli, arriva la prima cattedra europea Unesco sull’educazione alla salute

Pubblicato il 14 Set 2019 alle 7:01am

Presso l’università di Napoli, Federico II arriva un importantissimo riconoscimento internazionale, la prima cattedra Unesco «Educazione alla salute ed allo sviluppo sostenibile», prima in Europa a essere dedicata alla promozione dello stato di salute della popolazione agendo su fattori culturali, nutrizionali e ambientali. (altro…)

Assistenza a domicilio, in Umbria arriva l’infermiere di famiglia

Pubblicato il 12 Set 2019 alle 7:46am

E’ in arrivo anche in Umbria l’infermiere di famiglia per la promozione della salute e il self management delle malattie croniche, per l’assistenza a domicilio e per garantire continuità assistenziale del percorso tra ospedale e territorio. (altro…)

Immunoterapia, ricercatori scoprono che è efficace anche contro il tumore al polmone

Pubblicato il 11 Set 2019 alle 6:07am

L’immunoterapia può riattivare il sistema immunitario per combattere il cancro, e di recente si è scoperto che è on grado di farlo anche contro il tumore al polmone. La molecola immunoterapica durvalumab ha infatti dimostrato, che è possibile migliorare in modo significativo, la sopravvivenza globale nei pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC), ovvero la forma più aggressiva, non precedentemente trattati. Ad evidenziarlo uno studio giunto alla Fase III CASPIAN, in corso in più di 200 Centri in 22 Paesi del mondo, presentato alla Conferenza mondiale sul tumore del polmone dell’International Association for the Study of Lung Cancer (IASLC) a Barcellona.

Durvalumab, in combinazione con quattro cicli di chemioterapia, spiegano i ricercatori, “ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza globale rispetto allo standard di cura, costituito dalla sola chemioterapia: il rischio di morte si è ridotto del 27%” ed i risultati “hanno mostrato un beneficio prolungato di sopravvivenza globale con una stima del 33,9% di pazienti vivi a 18 mesi nel braccio sperimentale con durvalumab e chemioterapia contro il 24,7% di pazienti trattati nel braccio di controllo”. Lo studio, spiega Marina Garassino, responsabile della Struttura Semplice di Oncologia Medica Toraco Polmonare presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale di Tumori di Milano, “conferma un ruolo dell’immunoterapia nel trattamento di prima linea nei pazienti con una diagnosi di carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio avanzato. Rappresenta questo, il primo studio in grado di valutare la possibilità di combinare in questo tipo di malattia l’immunoterapia con diversi schemi di chemioterapia. I risultati mostrano un beneficio significativo in sopravvivenza globale”.

Il cancro del polmone è la principale causa di morte per cancro tra gli uomini e le donne. Rappresenta, infatti, ricordiamo, circa il 15% delle diagnosi ed in circa due terzi dei pazienti. Diagnosi che avviene il più delle volte, in uno stadio già avanzato della malattia.

Tamponamento cardiaco: cos’è e come si cura?

Pubblicato il 10 Set 2019 alle 7:15am

Il tamponamento cardiaco rappresenta un accumulo di liquido o sangue nel sacco pericardico. Tale liquido, accumulandosi velocemente, comprime il cuore impedendogli di svolgere la sua funzione di pompa, comportando così quello che viene definito shock e, in mancanza di un intervento immediato, anche la morte del soggetto. (altro…)

Pancreas, in arrivo una terapia mirata per tumore

Pubblicato il 08 Set 2019 alle 6:40am

Una terapia mirata per alcune forme di tumore del pancreas è questo il principale obiettivo di uno studio condotto dall’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena pubblicato sulla rivista scientifica Cancer Research, che ha identificato, a livello preclinico, una nuova terapia mirata per un sottogruppo di pazienti affetti da tumore del pancreas con marcata dipendenza dall’oncogene K-Ras.

La ricerca, guidata da Luca Cardone, team leader dell’Unità di Immunologia e immunoterapia, ha mostrato che la decitabina, farmaco già in uso clinico per altre neoplasie, ha una potente azione antitumorale mirata per tumori del pancreas con specifiche caratteristiche. I pazienti selezionati con screening molecolare ne potrebbero beneficiare grazie a un approccio di riposizionamento di farmaci, il cosiddetto “drug repurposing”. Si calcola infatti che una percentuale compresa fra il 30% e il 50% dei casi di tumore al pancreas ha una dipendenza molecolare da K-Ras che può potenzialmente rispondere alla decitabina. (altro…)

Mangiarsi le unghie, perché fa male alla salute

Pubblicato il 07 Set 2019 alle 8:06am

L’«onicofagia», o il mangiarsi le unghie, è una cattiva abitudine molto diffusa (secondo il Journal of Dermatological Treatment colpisce circa il 20-30% della popolazione americana) che può essere scatenata da stress, ansia, disturbo ossessivo compulsivo o semplicemente dalla noia. Solo apparentemente innocua, può favorire infezioni di vario tipo, permettendo così a funghi o batteri di entrare nell’organismo e nel flusso sanguigno; aumentare il rischio di raffreddore e influenza e arrivare persino a rovinare il sorriso.

La fascia di età che varia dai 12 ai 18 anni pare quella maggiormente coinvolta nella pratica di questo vizio. Tuttavia vi è anche un buon numero di persone che continua a mangiarsi le unghie anche in età adulta.

Una cattiva abitudine da non trascurare. Il DSM IV TR (“Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali”, quarta edizione) annovera l’onicofagia tra i disturbi del controllo degli impulsi. La caratteristica principale di tali disturbi è l’incapacità di resistere ad un impulso o ad una tentazione di compiere un’azione che, in qualche modo, sia dannosa. Come nel caso della tricotillomania, ossia il toccarsi, tormentarsi e talvolta strapparsi i capelli, un’altra brutta abitudine che sovente è associata all’onicofagia. Tra i due disturbi però sembrerebbe vi sia una rilevante differenza: nella tricotillomania il soggetto riferisce di non provare dolore nel tormentarsi i capelli, piuttosto se li stuzzica senza rendersene contro; nell’onicofagia, invece, il dolore alle dita pare essere quasi sempre presente.

Rosicchiarsi le unghie potrebbe sembrare una pratica innocua, ma non è proprio così. Infatti è considerata una vera e propria forma di autolesionismo, che con buone probabilità può comportare anche dei danni alle dita. E non solo: i medici hanno messo in luce che le unghie, essendo un potenziale canale di trasmissione di infezioni, possono recare danno anche allo smalto dei denti, favorendo il rischio carie.

Molti soggetti sono riusciti a debellarla distraendosi e creandosi alternative, quali il tenere in bocca un chewingum, oppure il mantenere le mani impegnate maneggiando altri oggetti.

Ma la soluzione ideale per contrastare l’onicofagia è quella di risalire e comprendere le cause che originano il vizio, per poterle, se possibile, superare.

Dietro la pratica di mangiarsi le unghie può celarsi sempre un perché. Quasi tutti i soggetti che soffrono di onicofagia dichiarano di aver cominciato in tenera età.

Le motivazioni sono molteplici, e all’origine di questa condotta vi è anche un motivo di natura psicologica. Ansia, rabbia, che il soggetto onicofago scarica sulle dita. Ciò gli crea sollievo momentaneo, in quanto gli permetterebbe lo sfogo di una tensione emotiva. In altre circostanze l’onicofagia può essere percepita come una vera forma autolesionistica: in termini più semplici, un’emozione di rabbia o aggressività che potrebbe essere scaricata sul proprio corpo anziché rivolta verso l’esterno. Non mancano, però, situazioni per cui si mangiano le unghie per noia, o meglio la persona che possiede questa abitudine ha difficoltà a controllarla, per cui con buone probabilità la manifesta anche nei momenti di inattività e di non azione delle mani.

Infine altra motivazione potrebbe essere quella imitativa: cioè si comincia in età infantile imitando qualche adulto che fa lo stesso, e poi, con il passare dei giorni, del tempo, questa abitudine si acquisisce come propria. Comunque, secondo gli esperti, ad originare questa condotta sono soprattutto le cause ricollegabili ad ansia, stress e nervosismo. Un gesto automatico e spontaneo, ma non salutare.

A volte si consiglia per questo, l’intervento di uno psicoterapeuta.