salute

Lucca, donna ricoverata da mesi in stato vegetativo reagisce grazie alla pet therapy

Pubblicato il 08 Lug 2018 alle 10:13am

E’ accaduto nelle scorse settimane a Lucca, nell’istituto San Cataldo.

Una donna in stato vegetativo di minima coscienza, condizione vicina al coma vegetativo, ma in grado di mostrare una piccola reattività a qualche stimolo ‘elettivo’, ha risposto alla pet therapy avvicinando la propria mano a un labrador appositamente addestrato che era stato portato accanto al suo letto.

A rendere nota la notizia la stessa Azienda sanitaria, che spiega attraverso il dott. Andrea Bertolucci “Una paziente ricoverata da 5 mesi per stati vegetativi, riguardo alle condizioni della donna parla di “stato di minima coscienza”.

In occasione di una giornata di pet therapy nel centro, l’animale è stato portato anche accanto al letto della paziente: dietro ordini vocali semplici degli operatori alla paziente, la donna ha avuto una reazione muovendo la mano verso il cane. E’ stata poi aiutata ad accarezzarlo e, “a seguito della percezione tattile – spiega la Asl – ha assunto un’espressione del viso rilassata e distesa”

Aifa dispone ritiro di farmaci per la pressione e il cuore che contengono Valsartan, principio cancerogeno

Pubblicato il 08 Lug 2018 alle 8:36am

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha disposto il ritiro di diversi lotti di farmaci a base del principio attivo valsartan. In quanto, è stato riscontrato un difetto di qualità, per cui, come misura precauzionale, l’AIFA e le altre Agenzie europee hanno disposto l’immediato ritiro dalle farmacie e dalla catena distributiva di tutte le confezioni interessate.

I medicinali a base di valsartan vengono utilizzati per il trattamento dell’ipertensione arteriosa e dell’insufficienza cardiaca e nei pazienti che hanno subito un infarto cardiaco.

I pazienti che sono in cura con farmaci a base di valsartan devono verificare se il medicinale che assumono sia presente nella lista dei medicinali coinvolti dal ritiro a scopo precauzionale.

Vedi quali sono al seguente link e pdf allegato.

http://www.aifa.gov.it/sites/default/files/Valsartan_elenco_lotti_05072018.pdf

Quelli che compaiono nell’elenco sono, infatti: Valpression e Combisartan (Menarini), Valsodiur (Ibn Savio), Validroc e Pressloval (So.Se. Pharm), Valbacomp (Crinos), Valsartan Doc e Cantensio (Doc Generici), Valsartan Almus (Almus), Valsartan (Zentiva), Valsartan e Hct (Eurogenerici), Valsartan e Idroclortiazide (Pensa Pharma, Ranbaxy Italia, Teva, Doc Generici e Sandoz), Film (Sandoz), Valsartan Hctz (Tecnigen).

Uomini e fertilità: sperma migliore quando mangiano noci, noccioline e mandorle

Pubblicato il 08 Lug 2018 alle 6:39am

Lo sperma degli uomini che mangiano frutta secca con una certa regolarità, in particolare, noci, noccioline e mandorle è migliore di quelli che non ne mangiano mai.

A dirlo, sono i ricercatori della spagnola Human Nutrition Unit of the Universitat Rovira i Virgil in Reus che hanno pubblicato lo studio intitolato “Effect of nut consumption on semen quality an d functionality in healthy males: a randomized controlled trial”.

Lo studio, per giungere a questa conclusione, si è incentrato sulla partecipazione di 119 persone tra i 18 e i 35 anni che seguivano una dieta occidentale e suddividendoli in due gruppi: per 14 giorni è stato chiesto ad un gruppo di proseguire con la loro alimentazione e di mangiare in più 60 grammi di noci, noccioline e mandorle, mentre agli altri non è stato chiesto di aggiungere la frutta secca alla dieta.

Ebbene, dai test effettuati sullo sperma dei partecipanti, prima e dopo l’esperimento, i ricercatori hanno evidenziato un miglioramento nel numero degli spermatozoi, ma anche della loro vitalità, motilità (come si muovono) e morfologia. Nello specifico hanno evidenziato un incremento del 16% per quanto riguarda il numero, del 4% per la vitalità, del 6% per la motilità e dell’1% per la morfologia.

Smog e rischio diabete di tipo 2

Pubblicato il 06 Lug 2018 alle 7:09am

Vivere in città, e soprattutto dove l’aria risulta essere molto più inquinata aumenterebbe il rischio di ammalarsi di diabete, al punto che il 14% dei casi che si verificano nel mondo potrebbe essere legato proprio a questa causa.

Ad affermarlo è uno studio condotto dalla Washington University di Sant Louis pubblicato da Lancet Planetary Health.

Durante il quale i ricercatori hanno analizzato i dati di 1,7 milioni di persone seguite in media per 8,5 anni, confrontando il loro stato di salute con i tassi di inquinamento registrati dalle centraline in prossimità delle loro residenze.

Ebbene, dai dati raccolti si è scoperto una forte correlazione tra inquinamento e diabete: circa il 21% dei soggetti esposti ad un livello di smog tra 5 e 10 microgrammi per metro cubo ha sviluppato la malattia, mentre per quelli tra 12 e 14 la percentuale è risultata del 24%. Il maggior rischio è stato poi confrontato con i dati sul diabete di tutto il mondo. “L’inquinamento contribuisce ad almeno 3,2 milioni di casi l’anno – concludono gli autori -, e il rischio è maggiore per i paesi a reddito più basso, come l’India o l’Afghanistan, che non possono mitigarne gli effetti”.

Risarcimento di quasi mezzo milione di euro a madre non informata sulla nascita di un figlio down

Pubblicato il 06 Lug 2018 alle 7:00am

Una giovane mamma verso la fine del 2000 metteva al mondo il suo bambino con sindrome di down, all’ospedale di Portogruaro, ma non lo sapeva. (altro…)

Ipotensione, come riconoscerla

Pubblicato il 05 Lug 2018 alle 6:57am

L’ipotensione, come l’ipertensione, può essere particolarmente fastidiosa e pericolosa, in alcuni casi.

I valori considerati normali solitamente si aggirano intorno ai 120/70 e 140/90 mmHg. La pressione risulta eccessivamente bassa quando la massima è intorno ai 90 mmHg. I sintomi sono abbastanza evidenti e si verificano con stanchezza, irritabilità e capogiri. Se la pressione cala in modo brusco si accusano anche nausea, sudorazione, pallore, vista offuscata e persino svenimento.

Le cause dell’ipotensione possono essere veramente diverse, e variare un soggetto a soggetto. D’estate, ad esempio, il caldo afoso porta l’organismo a diminuire la pressione di qualche mm di mercurio. In questo caso la terapia migliore è quella bere molta acqua, assumere sali minerali, evitare di restare per troppo tempo sotto il sole e consumare, quando è possibile, qualche alimento salato.

Spesso però la pressione bassa può essere causata da alcuni farmaci, come i diuretici (usati contro l’ipertensione), le medicine contro il Parkinson e per trattare l’ipertrofia della prostata. In questi casi è sempre meglio contattare il proprio medico di fiducia per rimodulare il trattamento.

Chi soffre di pressione bassa deve intervenire anche con una corretta alimentazione. Inserire nella propria dieta frutta e verdura di stagione, pochi grassi animali, alcolici, che rendono la digestione lenta e difficile e evitare bagni caldi, saune, bagno turco, che potrebbero peggiorare l’ipotensione.

Virus West Nile, diffuso in Veneto

Pubblicato il 04 Lug 2018 alle 7:49am

Dopo la scoperta del primo caso di infezione da virus West Nile in Veneto, la Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto ha diramato informazioni utili rispetto al ripresentarsi del virus, trasmesso attraverso la zanzara Culex.

«Conosciamo bene questa realtà – ha dichiarato in una nota l’Assessore alla Sanità Luca Coletto – e anche quest’anno, dal primo giugno abbiamo attivato un capillare sistema di sorveglianza, abbinato ad azioni di contrasto il più incisive possibile. Il contagio umano nella forma neuro-invasiva – aggiunge l’Assessore – non è fortunatamente frequente ma, quando si presenta, il sistema sanitario, già allertato, è in grado di riconoscere prontamente la malattia ed erogare cure efficaci, quando un paziente si presenta con determinati sintomi di interessamento neurologico».

Nel 20% dei casi presentano sintomi di lieve natura come febbricola, mal di testa, nausea, vomito, eruzioni cutanee. Tra i consigli efficaci troviamo quello di svuotare giornalmente i contenitori di uso comune con presenza di acqua, coprire ermeticamente (anche attraverso reti a maglie strette) i contenitori d’acqua inamovibili (bidoni, cisterne). Per evitare la puntura di zanzara negli ambienti in cui non sia disponibile la climatizzazione che è fortemente consigliata con l’applicazione a porte e finestre di zanzariere a maglie strette, oltre all’utilizzo di dispositivi elettro emanatori insetticidi liquidi o a piastrine.

All’aperto, per la protezione individuale dalle punture di zanzare è consigliabile indossare indumenti di colore chiaro, il più possibile coprenti (maniche lunghe e pantaloni lunghi). Un sufficiente livello di protezione inoltre è assicurato grazie all’utilizzo di repellenti.

Parodontite, staminali delle ossa della mandibola per curarla

Pubblicato il 03 Lug 2018 alle 7:09am

Un trapianto di cellule staminali estratte dall’osso che ospita le radici dei denti di pazienti potrebbe essere la soluzione giusta per i difetti ossei dovuti a grave malattia delle gengive (parodontite).

E’ questa la promessa da cui è partito uno studio clinico condotto da Danae Apatzidou, della Scuola di Odontoiatria dell’Università Aristotele di Thessaloniki. Una ricerca presentata ad Amsterdam la scorsa settimana in occasione di Europerio9, il congresso della Federazione Europea di Parodontologia.

“Si tratta di uno studio potenzialmente promettente – dichiara Cristiano Tomasi, Professore Associato presso il dipartimento di Parodontologia all’Università di Göteborg e membro della Società Italiana di Parodontologia (SIDP) – soprattutto considerando che è uno dei primi studi su pazienti ad avere testato una procedura basata sull’utilizzo di staminali per trattare i difetti ossei dovuti a malattia parodontale. Non ci si deve dimenticare, però, che siamo appena agli inizi dell’esplorazione delle possibilità terapeutiche legate all’utilizzo delle cellule staminali del paziente stesso (autologhe). Lo studio aveva soprattutto lo scopo di testare la sicurezza di questa procedura, più che la sua efficacia. Serviranno ancora molti studi e affinamenti tecnici prima di poter arrivare a una procedura clinica applicabile di routine, ma la strada è aperta”.

Il trattamento della parodontite grave in stadio avanzato comporta la combinazione di tecniche chirurgiche e non chirurgiche ed è criticata da alcuni per i suoi alti costi, riferisce Apatzidou, senza contare che offre risultati non sempre duraturi nel tempo. “C’è bisogno di approcci terapeutici alternativi – sostiene Apatzidou – che diano risultati più durevoli nel tempo. Di qui l’idea di tentare l’utilizzo delle cellule staminali del midollo osseo dei pazienti per riparare le lesioni parodontali, spiega Apatzidou, secondo un approccio centrato sul paziente che minimizzi i traumi e rispetti l’architettura naturali delle parti molle della bocca.

Nata a Firenze, la sorellina della ‘bimba farfalla’

Pubblicato il 03 Lug 2018 alle 6:15am

Dopo sei mesi dalla morte della piccola Sofia De Barros, la “bambina-farfalla” diventata simbolo della battaglia per combattere le malattie rare.

E’ nata infatti a Firenze, la piccola Gloria.

“Nella sua imprescrutabile Sapienza, Sofia ha compiuto il suo destino, indicandoci una missione di vita ed assecondando i tempi di una staffetta che mai avremmo potuto prevedere… – hanno scritto su Facebook i genitori, Caterina Ceccuti e Guido De Barros – . E così il 22 giugno, a sei mesi dalla nascita in cielo di Sofia, abbiamo conosciuto Gloria, tre chili e mezzo di bambina rosacea e paffuta, arrivata puntuale, il giorno previsto dopo un parto naturale vissuto intensamente”.

E grazie a Sofia “sappiamo dalle indagini genetiche prenatali che Gloria non avrà il deficit enzimatico che provoca la Leucodistrofia Metacromatica – scrivono ancora – . Siamo convinti che Gloria e Sofia si conoscano già benissimo, anzi, abbiamo la certezza che il loro legame precorra il loro stesso concepimento, quando il Cielo predisponeva gli eventi secondo il disegno noto soltanto alle creature celesti. Attraverso la Sapienza di Sofia, accogliamo la bellezza della Gloria nelle nostre vite”.

La piccola Sofia era alla nascita una bambina come tutte le altre, nata sana, ma ad un anno e mezzo circa ha iniziato a mostrare i primi sintomi e segni di quella che viene definita la Leucodistrofia Metacromatica, cominciando anche a zoppicare.

Con il passare degli anni era allora diventata anche cieca trasformandosi nella “bambina farfalla”, come vengono chiamati i piccoli affetti da leucodistrofia metacromatica.

I genitori erano ricorsi persino al metodo Stamina per salvarla e si erano battuti per la libertà di concedere a chiunque cure compassionevoli anche se non ufficialmente riconosciute dalla scienza.

Gran Bretagna, una chatbot che batte i medici di base sulle diagnosi

Pubblicato il 02 Lug 2018 alle 6:53am

Un’app basata sull’intelligenza artificiale è risultata in Inghilterra essere più brava dei medici di base ‘in carne e ossa’ nello stilare le diagnosi basate su risposte provenienti direttamente dai pazienti. Ad affermarlo è Babylon, la start up britannica che l’ha sviluppata, che ha già registrato, riporta il sito della Bbc, lo scetticismo dei ‘general practitioner’ britannici.

L’algoritmo, che ha la forma di un chatbot, un software che simula una conversazione, una volta fatta una serie di domande al paziente formula una o più diagnosi con una percentuale di probabilità. Per testarlo la Babylon lo ha sottoposto all’esame che il Royal College of General Practitioners, l’equivalente del nostro ordine dei medici, che richiede per l’iscrizione, e il risultato è stato un punteggio dell’81%, superiore alla media del 72% dei medici ‘umani’.

In un altro test è stato chiesto alla AI e a 7 diversi medici esperti di fare una diagnosi per ognuno di 100 set di sintomi, e l’accuratezza di Babylon è risultata essere dell’80%, mentre i medici hanno totalizzato un punteggio compreso tra il 64% e il 94%. Il risultato è stato presentato in occasione di un congresso, e ha subito provocato la risposta dell’ordine. “Una app può riuscire a superare un test di conoscenze cliniche, ma non riuscirà mai a fare quello che fa un medico – ha affermato il Royal College of General Practitioners in un comunicato -. La risposta a uno scenario clinico non è sempre netta”.

All’obiezione ha risposto il Ceo di Babylon, Ali Parsa: “siamo pienamente coscienti del fatto che un’intelligenza artificiale non può esaminare un paziente da sola – afferma -. Ecco perché per noi è una ‘spalla’ del medico, non potrà mai sostituirlo ma solo aiutarlo”.