salute

Fecondazione, si diffonde il “fai da te” con il seme online

Pubblicato il 19 Feb 2020 alle 6:57am

«Stiamo assistendo alla diffusione di una nuova pratica: alcune coppie e single infatti si affidano a quella che gli anglosassoni definiscono ‘home insemination’, ossia la fecondazione ottenuta con seme fresco di un donatore, spesso contattato in Rete o in appositi gruppi sui social network». Ad affermarlo è Salvatore Sansalone, professore aggregato di Andrologia all’Università di Roma Tor Vergata, «anche se non esistono dati precisi sulle dimensioni del fenomeno». (altro…)

Benefici e virtù dei cereali integrali nell’assunzione giornaliera di fibra

Pubblicato il 18 Feb 2020 alle 7:08am

Il consumo di cereali integrali è raccomandato da tutti i nutrizionisti, insieme a quello di frutta, verdura e legumi, per raggiungere i 25 grammi al giorno di fibre, indicati dalla Società Italiana di Nutrizione Umana. (altro…)

Anoressia, in forte aumento tra gli uomini

Pubblicato il 18 Feb 2020 alle 6:37am

Fino a qualche tempo fa l’anoressia veniva considerata una malattia che colpiva soprattutto l’universo femminile. Negli ultimi anni, però, si è invece registrato un forte aumento dei casi di anoressia maschile. (altro…)

Cacao, cosa succede all’organismo se si mangia tutti i giorni

Pubblicato il 17 Feb 2020 alle 6:34am

Il cacao è un prodotto che presenta numerosi nutrienti. Antiossidanti e polifenoli, catechine. Acidi grassi insaturi. Tra i monoinsaturi l’acido grasso più rappresentato è l’acido oleico, dalle proprietà antinfiammatorie che si ritrova in grandi quantità nell’olio extra vergine di oliva.

E ancora, sali minerali. Magnesio, potassio, rame e ferro. Vitamine. In particolar modo la vitamina K e le vitamine del gruppo B.

Il cioccolato, fornisce molte energie e benefici per la salute. Nonostante ciò non si può dire che sia un prodotto dietetico, dato che fornisce circa 575 Kcal per 100 grammi di prodotto consumato.

Anche se di per sé potrebbe determinare un aumento di peso, non bisogna necessariamente eliminarlo dalla nostra alimentazione, sarà sufficiente consumare un quantitativo minimo per giovare dei suoi benefici. Sono sufficienti anche solo 20-30 grammi al giorno di cacao per migliorare la nostra salute.

Benefici del consumo di cacao

– Determina un abbassamento della pressione sanguigna. – Riduce il rischio di malattie cardiovascolari e migliora la circolazione. – Contrasta il diabete. Sembrerà strana questa affermazione, ma il cioccolato contiene molti polifenoli, in grado di migliorare la sensibilità dei tessuti all’insulina, oltre che stimolarne la produzione. Ovviamente nel caso dei soggetti diabetici si dovrà preferire il cioccolato fondente, ancor meglio fondente extra in modo tale che sia prodotto con cacao al 100% senza aggiunta di zuccheri. – Aumentare il senso di sazietà. – Ridurre i livelli di colesterolo cattivo, a favore del colesterolo buono. – Calmare la tosse. Nel cacao è presente la teobromina, in grado di agire sul nervo cranico e provocare attacchi di tosse. – Favorire il buonumore, per la produzione della serotonina. Ormone che favorisce il buonumore e previene depressione, senso d’ansia e tristezza. – Il cacao è in grado di rafforzare il sistema immunitario e previene le infezioni.

Il cioccolato fa ingrassare? Nonostante esso apporti notevoli calorie, un consumo moderato di questo alimento non comprometterà un aumento del peso corporeo, specialmente quando inserito in un regime alimentare sano ed equilibrato che preveda anche dello sport. Si potrà consumare tranquillamente un piccolo quantitativo al giorno senza ingrassare.

Controindicazioni Il cacao non ha particolari controindicazioni a meno che non sia presente un’allergia, ma risulta essere poco frequente. Ad ogni modo per alcune persone non si consiglia di consumarlo con frequenza, specialmente se affetti da patologie particolari.

E’ sconsigliato il suo utilizzo ai bambini al di sotto dei tre anni, in questo caso si potrebbe manifestare un’allergia, e anche perché può determinare un effetto eccitante, dunque avranno difficoltà a dormire e riposare bene.

E’ sconsigliato a persone che soffrono d’ipertensione e nervosismo dato che il cacao ha un effetto eccitante, proprio come nel caso della caffeina.

In ultimo si sconsiglia il suo utilizzo eccessivo a coloro che soffrono di stitichezza ed emorroidi perché è dotato di proprietà astringenti.

Dieta anti-age, ecco cosa mangiare

Pubblicato il 17 Feb 2020 alle 6:16am

Un nuovo studio è riuscito a dimostrare che mangiare pistacchi rallenterebbe l’invecchiamento cellulare proteggendo i telemori, che svolgono un ruolo fondamentale nel Dna. Ma oltre ad essi esistono anche altri alimenti consigliati dalla nutrizionista Sara Cordara, Specialista in Scienza dell’Alimentazione.

Vediamo quali sono.

La ricerca commissionata da American Pistachio Growers, realizzata dall’istituto Pere Virgili dell’Università Rovira i Virgili a Reus in Spagna su 49 pazienti prediabetici, dimostra che consumare quotidianamente circa 55 gr di pistacchi può influenzare positivamente l’invecchiamento cellulare e la longevità aiutando a diminuire il danno al Dna e aumentando l’espressione dei geni correlati ai telomeri. I pistacchi contengono inoltre un’abbondante quantità di Vitamina E che funge da potente antiossidante, prevenendo l’invecchiamento cutaneo e delle cellule corporee, insieme alla Vitamina A che protegge mucose e pelle.

MENU TIPO DELLA DIETA ANTI-AGE Dal 2010 la frutta a guscio occupa un posto importantissimo nella dieta mediterranea, che ne suggerisce un consumo quotidiano.

COLAZIONE: 15 gr di pistacchi americani + tè nero/verde e qualche biscotto integrale. SPUNTINO: yogurt intero bianco + 1 kiwi. PRANZO: 80g di riso integrale con piselli e salmone + bietole/spinaci e una manciata di semi. MERENDA: 1 arancia + 15g di pistacchi americani. CENA: 200g di ceci + broccoli scottati + 2 fette di pane di segale o integrale.

Anche il cuore fa cadere gli anziani

Pubblicato il 16 Feb 2020 alle 6:59am

Sono 5 milioni gli anziani che cadono almeno una volta nel corso di un anno, e la causa non è sempre la mancanza di equilibrio, un ostacolo non visto o un capogiro improvviso. Circa 100mila cadute l’anno, nel nostro Paese, avvengono per una perdita temporanea di coscienza dovuta a un problema del cuore. Per individuarle, l’Italia è stata, insieme all’Irlanda, il primo Paese europeo ad attivare i Pronto Soccorso Anti-Caduta. A spiegarlo gli esperti riuniti a Roma per il Congresso di Cardiologia Geriatrica, co-organizzato dalla Fondazione Internazionale Menarini. (altro…)

Quando il mal di pancia può essere diverticolosi

Pubblicato il 15 Feb 2020 alle 7:51am

«I diverticoli sono delle tasche, delle saccocce che si formano dove la parete del colon si assottiglia, si indebolisce e cede», a parlarne è Attilio Giacosa, docente di gastroenterologia all’Università di Pavia. Il colon cede perché, invecchiando, diventa meno elastico e può essere messo a dura prova dalla pressione delle feci dure che passano al suo interno, determinando così una dilatazione della mucosa verso l’esterno. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, avere diverticoli non significa stare male. «Indicativamente su dieci pazienti otto non hanno alcun sintomo», puntualizza lo specialista. Come si legge infatti sulla rivista Gastroenterology, solo il 20% dei pazienti sviluppa la sintomatologia, il che vuol dire che la presenza di diverticoli – definita diverticolosi – nella maggior parte della popolazione resta asintomatica e così c’è chi scopre di averli casualmente, in seguito a colonscopia o altri esami radiologici o endoscopici del colon effettuati per altri motivi, a causa di un semplice e forte mal di pancia.

L’alimentazione, il mangiare frutta, verdura e cereali intergali, per un adeguato apporto di fibre, e bere molta acqua, può aiutare la digestione, rendere più morbide le feci e favorire il transito intestinale, sono buone abitudini per ridurre il rischio di andare incontro a diverticolosi sintomatica.

“La malattia diverticolare causa dolori addominali, gas, irregolarità intestinale, quindi diarrea o stipsi», spiega Giacosa. «E va curata per non andare incontro al rischio di complicanze». Quindi, considerato che può essere il segnale di diverse malattie, in presenza di dolore addominale il consiglio è quello di parlarne subito con uno specialista, per stabilire subito la causa della sintomatologia dolorosa.

«Una terapia farmacologica polivalente: dai probiotici, per stabilizzare i processi fermentativi della flora intestinale, agli antibiotici, che agiscono come antinfiammatori della parete del colon. Sono quelli usati anche in caso di colite ulcerosa o morbo di Crohn», conclude Giacosa.

Melatonina, come aumentarla con alimentazione

Pubblicato il 15 Feb 2020 alle 7:35am

La melatonina è un ormone che viene prodotto naturalmente dall’organismo umano a livello dell’ipofisi.

Usata come medicinale, si può trovare in vendita per lo più sotto forma di gocce o compresse e trova impiego soprattutto per regolare il ciclo sonno-veglia. Più in concreto: per combattere il jet lag, per chi è costretto per lavoro a fare i turni notturni, per stabilire il normale ciclo sonno-veglia nelle persone cieche.

La melatonina, viene usata per la terapia dell’insonnia, per curare la la sindrome da deficit di attenzione e iperattività, per insonnia provocata dall’uso di betabloccanti (nei soggetti ipertesi), per i disturbi del sonno dei bambini con problemi dello sviluppo.

Esistono però degli alimenti che possono stimolare il rilascio di questo prezioso ormone e che quindi possono contribuire a risolvere i nostri i problemi del sonno.

Ananas. Contiene triptofano, precursore della serotonina, che è uno dei neurotrasmettitori implicati nella trasmissione dei segnali nervosi tra i neuroni. Insufficienti quantità rendono difficile la produzione di melatonina.

Banane. Aiutano a rilassare i muscoli. Come l’ananas, anche le banane contengono triptofano (e anche il latte) e quindi pure esse stimolano in via indiretta il rilascio di melatonina.

Asparagi. Ricchi di acido folico e vitamina C, sono necessarie all’assorbimento del triptofano.

Avena. Scioglie l’ansia e rilassa i muscoli se presa prima di andare a dormire.

Noci. Mangiate prima di andare a dormire, migliorano la qualità del sonno. Gli omega 3 rendono anche più forte il cuore.

Zenzero. Conosciuto per le sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche, aiuta a conciliare il sonno.

Emicrania e cervicale, una speranza da una nuova terapia chirurgica

Pubblicato il 14 Feb 2020 alle 6:00am

All’Università di Genova i ricercatori hanno studiato dei metodi chirurgici mini-invasivi per combattere due grandi nemici: l’emicrania e la cervicale, ovvero le cefalee muscolo-tensive. Si tratta di due patologie estremamente comuni e molto invalidanti per chi ne è affetto. Caratterizzate da dolore pulsante e continuativo, localizzato o generalizzato a tutta la testa, con eventuali irradiazioni a collo, spalle e braccia, con presenza di nausea o vomito, fastidio alla luce, suoni, odori e al movimento. I pazienti più colpiti sono costretti ad assumere notevoli quantità di medicinali antidolorifici con effetti collaterali anche sgradevoli.

Recenti studi bastai sull’insorgenza dell’emicrania e delle cefalee muscolo-tensive hanno confermato che queste, in molti casi, sono strettamente legate all’irritazione di alcuni nervi superficiali, localizzati a livello della fronte o dello scalpo, compressi da piccoli vasi o muscoli circostanti, e che questi “punti scatenanti” (chiamati trigger points) possano essere eliminati mediante un intervento chirurgico mini-invasivo.

Il Prof. Edoardo Raposio, ha creato e coordinato un gruppo di lavoro dedicato a tali metodi, attualmente attivo presso la Clinica di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’Ospedale San Martino di Genova; primo Centro del Sistema Sanitario Nazionale in Italia ad effettuare, con un elevato grado di successo, tali terapie, fra i primi in Europa per casistica e produttività scientifica.

Tecniche, che vengono effettuate in anestesia locale con sedazione, senza dolore, e consistono nella liberazione mini-invasiva di alcuni nervi, l’irritazione dei quali causa l’insorgenza degli attacchi. Le principali terminazioni nervose interessate possono essere localizzate, a seconda dei casi ed in ordine di frequenza, nella zona occipitale od alla base del collo (a scatenare la cosiddetta “cervicale”), nelle regioni temporali (in corrispondenza delle tempie), e/o nella regione frontale (di solito in prossimità delle sopracciglia).

È stato ampiamente dimostrato come, in oltre l’80% dei pazienti affetti da cefalea muscolo-tensiva o emicrania, la liberazione mini-invasiva di questi nervi determini la completa remissione dei sintomi o una diminuzione significativa del numero, della durata e dell’intensità degli attacchi. La decompressione chirurgica di questi nervi è effettuata mediante nuove tecniche minimamente invasive, utilizzando una piccola incisione cutanea per l’accesso chirurgico, al fine di ridurre l’invasività dei metodi fino a oggi utilizzati, e limitando anche la piccola cicatrice derivante dall’intervento in zone nascoste dai capelli.

L’intervento che dura circa un’ora e si effettua in day hospital ed è indicato quando l’emicrania o la cefalea sono farmaco-resistenti, oppure quando la terapia farmacologica causa effetti collaterali così importanti da renderla poco sopportabile ai pazienti trattati; non sono invece risolvibili le cefalee a grappolo o le cefalee secondarie ad altre patologie.

Medicina rigenerativa per lesioni tendinee e artrosi

Pubblicato il 13 Feb 2020 alle 6:56am

Le cellule staminali, l’utilizzo di quelle adipose e del cordone ombelicale, nonché i Fattori di Crescita Piastrinici fanno parte di una nuova promettente branca della Medicina detta Medicina Rigenerativa, cosiddetta, PRP. Un concentrato di Fattori di Crescita alla base di numerose nuove metodiche in campo medico, soprattutto in Ortopedia e in Chirurgia Plastica.

“Da qualche tempo si parla di novità nella cura delle patologie della cartilagine e delle lesioni tendinee. Tra queste novità troviamo sicuramente il Gel Piastrinico, detto anche PRP (Platelet-Rich Plasma) o Concentrato di Fattori di Crescita” a spiegarlo è il Prof. Stefano Folzani, Radiologo Interventista del Poliambulatorio Città di Collecchio.

“In Ortopedia in particolare il PRP viene utilizzato in alcune specifiche patologie dell’apparato muscolo scheletrico al fine di accelerare il naturale processo di guarigione e di favorire la rigenerazione nei tendini, nei muscoli e nella cartilagine articolare, se danneggiati” prosegue il Prof. Folzani. “È possibile poi sfruttare l’effetto antalgico e antinfiammatorio del PRP nel dare sollievo al paziente anziano affetto da artrosi”.

Studi recenti dimostrano che il PRP ha effetto anche più duraturo rispetto all’infiltrazione con acido ialuronico o corticosteroidi. L’alta concentrazione di Fattori di Crescita nel PRP è in grado infatti, dicono gli esperti, di stimolare una rigenerazione tissutale molto più rapida del normale.

“Da una piccola quantità di sangue dal paziente, con centrifugazione, si ottiene il plasma arricchito di piastrine che il medico, sotto guida ecografica, inietta nella zona da trattare. Sono sufficienti di norma 3 sedute distanziate di circa 3-4 settimane l’una dall’altra, ma molto dipende dalla specifica patologia trattata. Nella zona di iniezione si potrà sentire un po’ di dolore per alcuni giorni. Questo è il segno che la risposta fisiologica alla guarigione è stata attivata” precisa ancora il Radiologo.