scompenso cardiaco

Estate e scompenso cardiaco, i consigli degli esperti

Pubblicato il 27 Giu 2019 alle 9:53am

In estate chi soffre di scompenso cardiaco può andare incontro a non poche criticità. Soprattutto se si tratta di categorie più fragili come gli anziani. In Italia questa patologia interessa circa un milione di persone e fa registrare, ogni anno, 190.000 ospedalizzazioni, oltre 520 al giorno. Per sensibilizzare sul tema è nata la Campagna “Ogni Cuore Conta. Soprattutto il tuo”, promossa da Novartis in partnership con l’Associazione Italiana Scompensati Cardiaci (Aisc) e il patrocinio di quattro Società Scientifiche (Società Italiana di Cardiologia – Sic, Società Italiana di Gerontologia e Geriatria – Sigg, Società di Medicina Generale – Simg, Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti – Fadoi).

Con l’arrivo del caldo, gli esperti vogliono attirare l’attenzione di pazienti e care-giver sui sintomi e L’aderenza alle terapie. “Nei mesi estivi- precisa il professor Claudio Pedone, Direttore Scuola di Specializzazione in Geriatria del Campus Bio Medico di Roma- un aspetto particolarmente critico riguarda la terapia. Sappiamo che i pazienti con scompenso cardiaco sono trattati anche con diuretici, ma d’estate il caldo può provocare un’importante perdita di liquidi, oltre a un abbassamento della pressione.

Infatti, puo’ essere necessario ritoccare il dosaggio invernale. Ma mai agire in autonomia, rivolgersi sempre al medico curante, possibilmente all’inizio della stagione calda o quando iniziano a diventare evidenti sintomi, debolezza e capogiri, che possono essere correlati anche ad un dosaggio non più corretto.

Esistono farmaci efficaci per il trattamento precoce dello scompenso, ma l’efficacia dipende soprattutto dalla tempestività e dall’aderenza alle terapie, ed è noto che d’estate questa tende a ridursi. Per i pazienti che restano in città, il riferimento è il medico di famiglia. “Non è raro – spiega il dottor Enzo Nunnari, Direttivo provinciale di Roma Simg- che anziani soli, o lasciati soli d’estate, bevano poco, si alimentino male e non rispettino le cure da seguire. Noi medici di base siamo chiamati a tenere sotto controllo i pazienti più a rischio”.

A giugno partono, nell’ambito della Campagna “Ogni Cuore Conta”, una serie di incontri medico-paziente in 15 Centri italiani. Sara’ realizzato un leaflet per imparare a riconoscere i sintomi e a non sottovalutare i rischi e sulla pagina Facebook AscoltailTuoBattitoITA si trovano tante informazioni.

Scompenso cardiaco, un nuovo farmaco riesce ad allungare la vita

Pubblicato il 15 Nov 2017 alle 6:55am

Lo scompenso cardiaco è stato recentemente classificato come il killer numero uno. Colpisce più di un milione di persone soltanto nel nostro paese. Da qui si evince l’estrema necessità di trovare al più presto una cura che possa essere davvero efficace nel contrastare queste temibile patologia. E un nuovo farmaco sembra finalmente essere la soluzione: studi recenti, infatti, sono riusciti a evidenziare un netto miglioramento della qualità e della durata della vita dei pazienti che lo hanno assunto. Ecco, nel dettaglio, di cosa si tratta. (altro…)

Silvio Berlusconi ha rischiato la vita, sarà operato al cuore la prossima settimana

Pubblicato il 10 Giu 2016 alle 9:23am

Silvio Berlusconi dovrà sottoporsi ad un delicato intevento al cuore. Lo ha annunciato il suo medico personale, Alberto Zangrillo, in conferenza stampa al San Raffaele a Milano, dove il leader di Forza Italia è ricoverato da domenica.

Berlusconi “ha rischiato di morire” ha spiegato il professor Zangrillo. “E’ arrivato in ospedale in condizioni molto severe. Da allora sono iniziati accertamenti mirati al distretto cardiovascolare che si sono conclusi ieri. Dovrà essere sostituita la valvola aortica. E’ stata accertata una patologia della valvola aortica, ovvero una insufficienza aortica di grado severo. L’unico modo per correggerla è la sostituzione della valvola aortica, attraverso un intervento di cardiochirurgia, con una valvola di tipo biologico. Ad operarlo sarà il professor Alfieri “L’intervento verrà eseguito da un cardiochirurgo che ha scritto pagine memorabili della cardiochirurgia degli ultimi 20 anni e che abbiamo la fortuna di avere in casa: è il direttore della cattedra di cardiochirurgia del San Raffaele, il professore Ottavio Alfieri”.

L’operazione avverrà verso metà settimana prossima e dovrebbe durare circa 4 ore. Il leader di Forza Italia dovrà sottoporsi successivamente ad un mese di riabilitazione. Infatti dopo l’intervento l’ex presidente del consiglio, dovrà seguire “un periodo di riabilitazione che in un mese dovrebbe riconsegnarci un uomo con vitalità migliore di prima”, ha conluso Zangrillo.

Berlusconi, ha precisato il professor Zangrillo ha affrontato la situazione “con grande coraggio e grande determinazione”. “Chissà se ha voglia di tornare a fare il leader? Io lo sconsiglio ma lui tra un mese può fare quello che vuole quindi nella riabilitazione deve rioccuparsi di rimettere in equilibrio le funzioni vitali”, ha puntualizzato in tono scherzoso lo specialista.

Silvio Berlusconi ricoverato al S. Raffaele di Milano per scompenso cardiaco

Pubblicato il 07 Giu 2016 alle 3:42pm

“Il presidente è stato ricoverato per qualche giorno per il monitoraggio di uno scompenso cardiaco”, a spiegarlo la portavoce di Forza Italia, Deborah Bergamini. Alla richiesta se Berlusconi si trovi in pericolo di vita, Bergamini ha risposto: “Assolutamente no, solo dei controlli”.

Mentre il medico curante di Berlusconi, Alberto Zangrillo, sottolinea: “Un episodio di scompenso cardiaco ha reso necessario il ricovero. La definizione diagnostica e le strategie terapeutiche saranno affrontate nei prossimi giorni”.

Cuore, dieci anni di vita in più con la prevenzione e la cura di malattie cardiovascolari

Pubblicato il 13 Dic 2015 alle 6:15am

A Roma in questi giorni, si tiene uno dei più importanti e prestigiosi congressi di cardiologia e ricerca dell’anno. Per quattro giorni consecutivi, oltre 2mila esperti del settore saranno impegnati nel 76° Congresso Nazionale della Società Italiana di Cardiologia, dall’11 al 14 dicembre, al fine di trovare nuove armi di prevenzione e di cura per la salute del cuore.

Presenti anche cinquanta relatori provenienti da ogni parte del mondo.

Tema caldo di questo meeting lo scompenso cardiaco, su cui la Società Italiana di Cardiologia lancia un forte e accorato appello: una persona su 3 sopra i 55 anni è a rischio di svilupparlo nel corso della vita, per questo motivo, nonostante i progressi nella cura della malattia, la metà di queste persone rischia di morire entro i prossimi 5 anni.

Una prognosi di certo peggiore anche rispetto al rischio di malattie tumorali.

Nella sua Lettura Magistrale, Eugene Braunwald parla dello scompenso come di una pandemia che necessita di azioni concrete e concertate da parte di tutta la comunità scientifica.

Nel mondo sono circa 38 milioni le persone che soffrono di questa patologia, molte non lo sanno neppure. Numeri che poi rischiano di aumentare sensibilmente nei prossimi 8 anni col rischio di superare anche i 60 milioni con un impressionante aumento di costi diretti e indiretti (ovvero il 200% in più).

Per questo bisogna fare al più presto qualcosa. Risultati però, positivi arrivano da studio condotto sui micro-RNA e da una nuova classe di farmaci antagonisti, oltre che da dispositivi di assistenza ventricolare a lungo termine.

Jawahar L. Mehta, ospite del Congresso, illustra le più recenti acquisizioni relative ai meccanismi cellulari e molecolari alla base del processo aterosclerotico, una delle principali cause di scompenso cardiaco: si apre così la prospettiva di utilizzare degli anticorpi monoclonali anche in cardiologia.

Secondo gli esperti, però, anche la prevenzione gioca un ruolo molto importante, come del resto un buon stile di vita e alimentare, e le cure necessarie fatte in tempo. Tutti fattori che potrebbero anche allungare la vita di 10 anni in più.

Oggi poi è possibile valutare il rischio infarto anche grazie a un semplice test genetico al fine di metterlo in relazione con i tradizionali fattori di rischio che sono ipertensione, ipercolesterolemia, obesità, diabete e fumo.

Altro aspetto da non sottovalutare è certamente anche la salute delle donne. le quali si ammalano sempre più spesso di malattie cardiovascolari. Infatti per loro è proprio la prima causa di morte.

A tal proposito in occasione di questo congresso in corso, la società di cardiologia è impegnata in un’intensa campagna anche di informazione.