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Marta, 10 anni, morta a scuola durante l’ora di educazione fisica

Pubblicato il 29 Nov 2020 alle 6:05am

Secondo L’autopsia, sarebbe morta a causa di un malore la piccola Marta Episcopo, di 10 anni, accasciatasi durante l’ora di educazione fisica a scuola, nella palestra dell’Istituto Vittorio Emanuele Orlando in via Lussemburgo a Palermo. Le analisi avrebbero, anzi, evidenziato alcuni indicatori negli organi interni che farebbero pensare ad una patologia cardiaca.

La conferma definitiva prevista tra un paio di settimane.

Un male che fino a mercoledì non si era mai evidenziato e che secondo l’equipe di medici legali non poteva essere diagnosticato.

All’inizio si era pensato subito ad una caduta, che avesse battato la testa facendo educazione civica. Ma poi, dopo attenta ispezione cadaverica da parte del medico legale, l’esclusione di colpi mortali riconducibili a una caduta, si è fatta sempre più strada l’ipotesi di un malore.

Tra le scuole spopola il trend “Wooden Education”: il legno migliora creatività e benessere psico-fisico

Pubblicato il 12 Nov 2020 alle 6:07am

Ecologica, sostenibile, realizzata in legno e materiali naturali: ecco le caratteristiche della scuola del futuro secondo una recente ricerca americana del World Green Building Councilpubblicata su CBS News. Basti pensare che nella città danese di Viborg sarà realizzato entro il 2023 un istituto all’aperto costruito interamente in legno e coerente con l’obiettivo di ridurre al minimo le emissioni di CO2. E ancora, sono state molteplici le realtà scolastiche internazionali a essere state nominate ai prestigiosi Wood Awards del 2019 per aver prediletto l’utilizzo di questo materiale: dalla King’s College School Wimbledon di Londra al Peter Hall Performing Arts Centre di Cambridge, fino ad arrivare al Maggie’s Cardiff dell’omonima città britannica. Uno scenario eco-friendly che ha ripercussioni anche sull’interazione con i più piccoli attraverso il trend didattico della “Wooden Education”, ovvero la sperimentazione di nuove forme di apprendimento che sfruttano le peculiarità del legno. Secondo un’indagine dell’American Academy of Pediatrics, pubblicata su Psychology Today, infatti, i giocattoli realizzati con questo materiale favoriscono le interazioni sociali con i coetanei, accrescono la creatività e stimolano l’attenzione dei più piccoli. Un quadro positivo che si riflette anche sul benessere psico-fisico di studenti e insegnanti. Ma quali sono i benefici dell’utilizzo del legno all’interno delle scuole? Da una ricerca di Green Network è emerso come gli ambienti scolastici arredati in legno allevino stress e accrescano il buon umore, innescando delle risposte fisiologiche simili a quelle rilasciate dagli alberi in fiore durante la primavera. Inoltre, consentono ai più piccoli di sviluppare maggiore cura nei confronti della natura, aumentando la loro consapevolezza di un futuro sostenibile.

“La promozione della sostenibilità ambientale all’interno degli ambienti scolastici rappresenta uno dei temi caldi dei prossimi anni ed è per questo che rientra nelle caratteristiche fondamentali del nostro modello didattico – ha spiegato Eva Balducchi, co-fondatrice del Baby e Junior College di Monza – Di recente abbiamo stretto una partnership interessante con Orto Urbano che ha messo a disposizione della nostra scuola dei kit composti da tavoli e panche realizzati con pallet in legno per consentire ai più piccoli di cimentarsi in laboratori didattici all’aria aperta in uno splendido giardino. In questo modo i bambini si immergono in un habitat armonico in cui vivere la loro esperienza di apprendimento e imparando ad avere cura e rispetto dell’ambiente, ampliando i loro stimoli e migliorando il benessere psico-fisico”.

L’importanza di apprendere e giocare a contatto con la natura come forma di stimolo per un atteggiamento green è un pensiero condiviso anche da una ricerca pubblicata su BBC News, da cui è emerso che il 54% dei bambini di fascia età compresa tra i 6 e i 10 anni ha migliorato il proprio rapporto con la natura grazie all’insegnamento all’aria aperta. E ancora, giocare con materiali composti in legno migliora la creatività e stimola le relazioni sociali con i coetanei nel 72% dei più piccoli secondo una ricerca dell’American Health Associationpubblicata sul New York Times. Dati eloquenti che dimostrano come la “Wooden Education” sia una delle migliori forme di apprendimento da utilizzare nelle realtà scolastiche sia in spazi chiusi che all’aria aperta.

“Il rapporto diretto con la natura e i giochi realizzati in legno e materiali naturali risultano fondamentali per la crescita psicologica dei bambini – ha spiegato Mariarosa Porro, esperta pedagogista – Grazie alla “Wooden Education” i più piccoli riescono a sviluppare aspetti primari della loro formazione e della loro personalità, stabilendo un legame diretto con l’ambiente esterno e vivendo esperienze dirette e concrete. Tutti i benefici di questo metodo educativo possono ritrovarsi anche nel semplice cortile della scuola o nei parchi in prossimità degli istituti. L’importante è che siano favorite le esperienze di apprendimento in grado di amplificare i processi cognitivi, emotivi e fisici dei bambini e tutte le esperienze che coinvolgono tutti i sensi del bambino che, a loro volta, vengono stimolati dall’ambiente naturale come in nessun altro luogo”.

Scuola: ben 170 mila studenti disabili cambieranno prof di sostegno

Pubblicato il 13 Ott 2020 alle 6:00am

La mancanza di posti di sostegno sta diventando un vero e proprio problema sociale, e scolastico, che nemmeno i concorsi riusciranno interamente a risolvere. A sottolinearlo è la rivista specializzata Tuttoscuola, secondo i cui 170 mila ragazzi (il 59% del totale) dovranno cambiare quest’anno l’insegnante di sostegno, che potrebbe essere tra l’altro non specializzato proprio sul sostegno. Una roulette che nemmeno l’avvio ormai prossimo del concorso straordinario voluto dalla ministra dell’istruzione Lucia Azzolina e avversato dai sindacati potrebbe riuscire a influenzare positivamente.

La paura che c’è è i candidati dei posti di sostegno siano molto meno dei posti che servano a concorso. Gli scritti del concorso straordinario, infatti, per il sostegno di scuola secondaria di I e di II grado si svolgeranno a metà novembre, ma due USR, quelli dell’Emilia Romagna e del Lazio, hanno già pubblicato l’intero calendario di tutte le prove, consentendo di conoscere il numero di candidati che sosterranno la prova del concorso straordinario per il sostegno. In Emilia sono 322 i posti da assegnare per il concorso straordinario per il sostegno nella secondaria di I grado i candidati sono soltanto 74 (23%); per i 205 posti di sostegno a concorso nella secondaria di II grado i candidati sono soltanto 68 (33%). Nel Lazio per 564 posti di sostegno nella secondaria di I grado i candidati sono soltanto 173 (30%); per i 43 posti di secondaria di II grado, invece, i candidati sono semplicemente 346. Alla fine del concorso straordinario, se tutti i 141 candidati dell’Emilia conseguiranno almeno 56 punti su 80 nello scritto diventando tutti vincitori, rimarranno scoperti ben 385 posti dei 527 a concorso: un vuoto del 73%. Nel Lazio per il I grado, analogamente rimarranno scoperti 391 posti. I posti di sostegno in questo concorso straordinario sono in tutto 5.669 (soprattutto al nord), di cui 4.069 nel I grado e 1.600 nel II grado.

Cyberbullismo: prevenzione, gestione e strategie per contrastare un fenomeno digitale sempre più frequente

Pubblicato il 24 Set 2020 alle 6:05am

Dottori.it, portale leader in Italia per la prenotazione di visite mediche specialistiche, ha chiesto al dott. Mauro Schiavella, psicologo, psicoterapeuta e Manager della Ricerca presso l’Università di Milano Bicocca, di fornire alcune indicazioni per comprendere il cyberbullismo e riuscire a intervenire in tempo.

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Protocollo di sicurezza: test sierologici gratuiti per i docenti, ma su base volontaria

Pubblicato il 08 Ago 2020 alle 6:00am

Il ministero dell’Istruzione si impegna ad “attivare la collaborazione istituzionale con il Ministero della Salute, il Commissario straordinario e l’Autorità garante per la protezione dei dati personali, affinché si dia l’opportunità di poter svolgere test diagnostici per tutto il personale del sistema scolastico statale e paritario, incluso il personale supplente, in concomitanza con l’inizio delle attività didattiche e nel corso dell’anno, nonché di effettuare test a campione per la popolazione studentesca con cadenza periodica”.

A dirlo un preciso Protocollo stilato a posta per il rientro a scuola.

“Saranno adottati i criteri di volontarietà di adesione al test; gratuità dello stesso per l’utenza; svolgimento dei test presso le strutture di medicina di base e non presso le istituzioni scolastiche”.

Il Ministero della Salute ha diramato una circolare con la quale si dà avvio allo screening del personale scolastico in servizio, dal 24 al 30 agosto. Nelle prossime settimane sono in arrivo info più dettagliate sul da farsi.

Riapertura delle scuole il 14 settembre, in teatri, biblioteche, cinema

Pubblicato il 19 Lug 2020 alle 7:34am

“Il 14 settembre la scuola riapre per tutti. Gli organici e le risorse ci sono. È stato approvato il decreto Rilancio, ci sono 1,6 miliardi, un altro miliardo lo stiamo trovando”.

Lo ha annunciato ieri la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, a margine di un incontro col tavolo regionale sulla riapertura a Torino, si dice certa della riapertura delle classi e assicurando di essere “disposta a collaborare con i sindacati”.

“L’apertura della scuola a settembre è una sfida difficile. Ma sto lavorando h24 e ci credo. Per riaprire, però, è fondamentale anche che ciascuno di noi abbia comportamenti responsabili. Vedere in giro, come ho visto anche ieri sera, persone senza mascherina e ammassate, o discoteche sovraffollate non aiuta”. Per rispettare il distanziamento tra gli studenti,” stiamo firmando con il ministro Franceschini un protocollo che permetta di utilizzare archivi, biblioteche, musei, cinema, teatri. Stiamo cercando anche altri spazi in edifici scolastici dimessi, e stiamo acquistando banchi nuovi singoli”.

Coronavirus, no a scuola con il raffreddore

Pubblicato il 30 Giu 2020 alle 7:59am

Dal 14 settembre si torna in aula, ma non sarà un anno scolastico come tutti gli altri: il rischio è di una seconda ondata di epidemia da Covronavirus e l’introduzione di regole sanitarie molto rigide.

Per evitare il contagio.

Tra queste, c’è anche quella che per ora è passata inosservata: non si potrà andare a scuola con il raffreddore. Il divieto è scritto nero su bianco nelle Linee Guida pubblicate dal Miur, due giorni fa.

Niente sintomi «nei tre giorni precedenti» Nelle «misure organizzative generali» che si trovano elencate nelle Linee Guida del ministero si legge: «La precondizione per la presenza a scuola di studenti e di tutto il personale è: l’assenza di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37.5°C anche nei tre giorni precedenti; non essere stati in quarantena negli ultimi 14 giorni; non essere stati a contatto con persone positive negli ultimi 14 giorni». Quindi, l’interpretazione più chiara sembra essere questa: studenti, insegnanti e amministrativi che hanno avuto la febbre o una «sintomatologia respiratoria» non possono andare a scuola nei tre giorni successivi.

Scuola, si riparte il 14 settembre, ecco come

Pubblicato il 26 Giu 2020 alle 6:38pm

“Le scuole riapriranno il 14 settembre in piena sicurezza“, l’annuncio di poche ore fa del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, affiancato in conferenza stampa dal ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Nel corso dell’incontro con la stampa sono state presentate le linee guida per la ripartenza dell’anno scolastico 2020.

“Chiudere le scuole è stata una scelta sofferta – ha affermato Conte – ma alla fine è stata la soluzione che ha garantito maggiore sicurezza ai nostri figli e a tutti i familiari che convivono con loro. La didattica a distanza ci ha permesso di andare avanti con la formazione, ma siamo consapevoli che è stata una situazione di necessità. Non eravamo preparati per affrontarla con la massima efficacia ed efficienza e siamo consapevoli degli sforzi imposti alle famiglie. La scuola è al centro dell’azione di Governo e continueremo ad investire sempre più“.

Il ministro Azzolina ha poi presentato le linee guida per la riapertura, condivise con il mondo della Scuola, le forze sociali e gli Enti Locali e che saranno immediatamente operative. Un miliardo di euro in più a favore del settore, oltre ai 4,6 miliardi stanziati da gennaio ad oggi.

Gli studenti che dovranno recuperare o potenziare inizieranno già dal 1° settembre, mentre la riapertura ufficiale è prevista per il 14. Le scuole dovranno essere igienizzate, si dovrà mantenere il metro di distanziamento grazie anche ad ingressi scaglionati. Il personale scolastico formato attraverso i webinar così come le famiglie e gli studenti. Si lavorerà sull’edilizia scolastica, anche grazie al contributo degli Enti Locali, e verranno recuperati edifici dismessi.

“A settembre la scuola deve essere più inclusiva – ha evidenziato la Azzolina – e si potrà fare scuola anche nei cinema, nei teatri, nelle biblioteche per far respirare cultura ai nostri studenti. Abbiamo bisogno di più spazi ma anche di più docenti e personale non docente. Possiamo assumere fino a 50mila persone tra docenti e personale ATA a tempo determinato, in più rispetto al solito organico di fatto e di diritto. Questa estate assumeremo a tempo indeterminato sulla base dei pensionamenti che ci saranno. A luglio gli stipendi del personale docente cresceranno tra gli 80 e i 100 euro“.

Scuola: ministero proporrà avvio lezioni per il 14 settembre

Pubblicato il 15 Giu 2020 alle 6:17am

lezioni del nuovo anno scolastico il 14 settembre. A precisarlo è stato il 13 giugno lo stesso ministero.

Con riferimento al dibattito in corso sulla data di riapertura delle scuole e di ripresa effettiva delle lezioni, il Ministero dell’Istruzione ha precisato che “il Decreto Scuola, recentemente convertito in legge, stabilisce che dal primo di settembre le scuole potranno riaprire per le attività legate al recupero degli apprendimenti. Per quanto riguarda invece l’inizio ufficiale delle lezioni, la decisione dovrà essere presa insieme alle Regioni, a cui sarà proposta la data di lunedì 14 settembre, con l’obiettivo di tornare alla piena normalità scolastica il prima possibile.

Decreto Scuola: accolto l’appello di APIAFCO per consentire la didattica a distanza per gli studenti più fragili

Pubblicato il 11 Giu 2020 alle 6:52am

Accolto l’appello dell’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza (APIAFCO) con l’approvazione dell’emendamento all’articolo 2 comma 1 del “Decreto Scuola” che consentirà agli studenti con patologie gravi o immunodepressi di poter seguire la programmazione scolastica avvalendosi anche eventualmente della didattica a distanza. Tale emendamento è stato portato avanti da membri della 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport), è stato approvato durante la seduta della Camera dei Deputati del 6 giugno 2020.

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria da Covid-19, APIAFCO aveva lanciato un appello per esprimere preoccupazione per gli studenti più fragili per i quali non era stata prevista una specifica tutela in previsione della futura riapertura delle scuole e delle Università.

“Si tratta di un’ottima notizia – commenta Valeria Corazza, Presidente APIAFCO –. Le Istituzioni hanno dimostrato grande sensibilità nell’ascoltare la voce di chi rappresenta le fasce più deboli della popolazione. In un futuro ritorno alla normalità, grazie all’approvazione di questo emendamento nessuno studente verrà lasciato indietro: poter scegliere di seguire lo svolgimento dell’attività scolastica o universitaria nella sicurezza della propria abitazione, garantirà protezione a coloro che corrono maggiori rischi di salute”.

“Con il nostro appello – prosegue Valeria Corazza – abbiamo voluto ribadire la nostra volontà di stare al fianco di chi soffre di psoriasi e dei loro familiari, affinché si sentano difesi e supportati nell’affrontare le varie problematiche legate alla patologia in tutti gli aspetti della loro vita quotidiana”.

APIAFCO

Dal 2017 l’Associazione Nazionale Amici della Fondazione Natalino Corazza Onlus – poi diventata APIAFCO Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza – si batte quotidianamente per il diritto alla salute e la qualità della vita dei pazienti psoriasici.

APIAFCO vuole essere un punto di riferimento per i malati di psoriasi, per un coinvolgimento sistematico nel percorso di cura, al fine di vedere riconosciuta la patologia all’interno delle policy sanitarie, anche di cronicità e definire un miglior percorso di assistenza di cui queste persone necessitano.

Credit Photo Ilfaroonline.it