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Scuola: ministero proporrà avvio lezioni per il 14 settembre

Pubblicato il 15 Giu 2020 alle 6:17am

lezioni del nuovo anno scolastico il 14 settembre. A precisarlo è stato il 13 giugno lo stesso ministero.

Con riferimento al dibattito in corso sulla data di riapertura delle scuole e di ripresa effettiva delle lezioni, il Ministero dell’Istruzione ha precisato che “il Decreto Scuola, recentemente convertito in legge, stabilisce che dal primo di settembre le scuole potranno riaprire per le attività legate al recupero degli apprendimenti. Per quanto riguarda invece l’inizio ufficiale delle lezioni, la decisione dovrà essere presa insieme alle Regioni, a cui sarà proposta la data di lunedì 14 settembre, con l’obiettivo di tornare alla piena normalità scolastica il prima possibile.

Decreto Scuola: accolto l’appello di APIAFCO per consentire la didattica a distanza per gli studenti più fragili

Pubblicato il 11 Giu 2020 alle 6:52am

Accolto l’appello dell’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza (APIAFCO) con l’approvazione dell’emendamento all’articolo 2 comma 1 del “Decreto Scuola” che consentirà agli studenti con patologie gravi o immunodepressi di poter seguire la programmazione scolastica avvalendosi anche eventualmente della didattica a distanza. Tale emendamento è stato portato avanti da membri della 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport), è stato approvato durante la seduta della Camera dei Deputati del 6 giugno 2020.

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria da Covid-19, APIAFCO aveva lanciato un appello per esprimere preoccupazione per gli studenti più fragili per i quali non era stata prevista una specifica tutela in previsione della futura riapertura delle scuole e delle Università.

“Si tratta di un’ottima notizia – commenta Valeria Corazza, Presidente APIAFCO –. Le Istituzioni hanno dimostrato grande sensibilità nell’ascoltare la voce di chi rappresenta le fasce più deboli della popolazione. In un futuro ritorno alla normalità, grazie all’approvazione di questo emendamento nessuno studente verrà lasciato indietro: poter scegliere di seguire lo svolgimento dell’attività scolastica o universitaria nella sicurezza della propria abitazione, garantirà protezione a coloro che corrono maggiori rischi di salute”.

“Con il nostro appello – prosegue Valeria Corazza – abbiamo voluto ribadire la nostra volontà di stare al fianco di chi soffre di psoriasi e dei loro familiari, affinché si sentano difesi e supportati nell’affrontare le varie problematiche legate alla patologia in tutti gli aspetti della loro vita quotidiana”.

APIAFCO

Dal 2017 l’Associazione Nazionale Amici della Fondazione Natalino Corazza Onlus – poi diventata APIAFCO Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza – si batte quotidianamente per il diritto alla salute e la qualità della vita dei pazienti psoriasici.

APIAFCO vuole essere un punto di riferimento per i malati di psoriasi, per un coinvolgimento sistematico nel percorso di cura, al fine di vedere riconosciuta la patologia all’interno delle policy sanitarie, anche di cronicità e definire un miglior percorso di assistenza di cui queste persone necessitano.

Credit Photo Ilfaroonline.it

Scuola, niente bonus 300 euro per i precari

Pubblicato il 30 Mag 2020 alle 7:15am

Niente carta docente di 300 euro per i precari, in quanto è stato cancellato l’emendamento che prevedeva la carta docente per i supplenti. (altro…)

Scuola, esami in presenza e in sicurezza dal 17 giugno

Pubblicato il 16 Mag 2020 alle 4:07pm

La Maturità, che viene confermata in presenza, compatibilmente con l’andamento del contagio, dal 17 giugno in poi. La prova sarà un colloquio orale che durerà un’ora. (altro…)

Coronavirus, studio australiano: contagio in scuole “straordinariamente” basso, si consiglia distanza di 1,5 mt .

Pubblicato il 04 Mag 2020 alle 6:52am

Secondo lo studio Morrison il tasso di trasmissione nelle scuole del coronavirus è “straordinariamente” basso.

Lo studio in questione, svolto nel New South Wales, si è incentrato su studenti e personale scolastico positivi al Covid-19.

La ricerca del National Centre for Immunisation Research and Surveillance ha studiato i 18 casi di Covid-19 riscontrati nello Stato, in 15 delle 3000 scuole pubbliche.

Da qui è emerso che per 28 giorni i nove insegnanti e nove alunni contagiati e i loro 863 avevano contatti ravvicinati. Due soli casi di contagio, entrambi di alunni, e non risulta che alcuno di loro lo abbia trasmesso ad altri. “La nostra investigazione non ha trovato evidenze di alunni che abbiano infettato insegnanti”, ha sottolineato la responsabile della ricerca, l’immunologa Kristine Macartney.

“Abbiamo rilevato un tasso straordinariamente basso di trasmissioni nelle scuole ed è stata una sorpresa nella comunità pediatrica, perché siamo così abituati a vedere i bambini come ‘super diffusori’ di altri virus, specie dell’influenza”, ha aggiunto Macartney.

“Questo virus sembra diffondersi principalmente fra adulti. Non si è trasmesso fuori controllo nelle scuole perché i sistemi immunitari reagiscono differentemente quando la persona è giovane”. Il governo federale sta aumentando la pressione sugli stati perché facciano tornare le scuole alla normalità al più presto possibile, mentre le giurisdizioni statali continuano a adottare una varietà di approcci. Il primo ministro Scott Morrison ha detto che la consulenza medica al governo conferma che non è necessario applicare i requisiti di distanziamento sociale alle aule scolastiche, il che apre la strada al ritorno degli alunni a scuola. “La consulenza ricevuta è chiara: la distanza di 1,5 metri non è un requisito raccomandato nelle aule scolastiche”, ha dichiarato la specialista.

Riapertura scuole: ministro Azzolina ipotizza l’uso della formula mista con classi dimezzate e presenze alternate

Pubblicato il 03 Mag 2020 alle 7:50am

Il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, a L’Intervista di Maria Latella su SkyTg24, ha fornito ieri i nuovi aggiornamenti sul piano allo studio del Governo per la ripresa delle lezioni.

Tornare a scuola a settembre “è un diritto degli studenti“.

L’ipotesi di lavoro è quella della “didattica mista” che prevede di dividere le classi e far partecipare metà ragazzi alla lezione dai banchi di scuola e l’altra metà da casa, con il supporto della didattica a distanza che la stessa ministra ha definito “un successo”: “Non abbiamo mai parlato di doppi turni – assicura la Azzolina – La metà degli studenti per metà settimana” andrebbe a scuola, poi l’altra metà. E si terrebbero sempre gli studenti che sono a distanza “collegati, così la socialità resta”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva indirizzato nel suo ultimo discorso alla nazione, l’importanza del ritorno in classe. “Le scuole chiuse sono una ferita per tutti – aveva dichiarato il capo dello Stato – Ma anzitutto per voi ragazzi, per i vostri insegnanti, per tutti coloro che, giorno per giorno, partecipano alla vita di queste comunità”.

Scuola, consiglio dei ministri approva il decreto. Due ipotesi

Pubblicato il 06 Apr 2020 alle 5:32pm

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge sulla scuola.

Due sono le possibili ipotesi per la maturità e altrettante per gli esami di terza terza media, a seconda che si torni in classe il 18 maggio o non si torni fino a settembre. Se si tornerà a scuola entro il 18 maggio, per la maturità ci sarà una prova nazionale di italiano e la seconda prova sarà preparata dalla commissione interna. Se invece non si dovesse tornare a scuola ci sarà un’unica prova orale anche telematica. Nell’ipotesi in cui non si tornerà in aula entro il 18 maggio niente esame di terza media e solo valutazione dei prof. Infine tutti promossi all’anno successivo.

Via libera, intanto, sempre dal Cdm alle assunzioni chieste dal Ministero dell’Istruzione per recuperare parte dei posti liberati nell’estate del 2019 da quota 100. Si attua una norma inserita nel decreto scuola approvato in autunno, voluta dalla ministra Lucia Azzolina. 4.500 i posti che andranno ad altrettanti insegnanti, vincitori di concorso o presenti nelle graduatorie ad esaurimento, che non hanno potuto occupare questi posti lo scorso settembre perché non erano stati messi a disposizione.

Coronavirus e prove di maturità, che cosa potrebbe accadere

Pubblicato il 02 Apr 2020 alle 6:05am

Con l’emergenza coronavirus in corso, le strade possibili da percorrere, dal punto di vista scolastico, sono semplicemente due. Se le scuole realmente riaprissero il 4 maggio, come forse si spera, ma nulla lo accerta, alla fine resterebbe un mese e mezzo di lezione per arrivare alla maturità, visto che la prova di italiano è prevista per la giornata del 17 giugno e la seconda (greco/latino al liceo classico e matematica/fisica allo scientifico) per il giorno dopo. A questo punto si potrebbero ammettere tutti gli studenti di scuola superiore e limitare al minimo le modifiche. Lasciando immutata l’articolazione in due prove scritte più l’orale, ma restringendola alle parti di programma realmente svolto. Con altri due alleggerimenti: l’addio a Invalsi e ore minime di alternanza come requisito di accesso alle prove; commissione interamente interna con solo il presidente esterno.

L’ipotesi massima: resta solo il colloquio Se invece le scuole dovessero realmente rimanere chiuse sino alla fine dell’anno scolastico, altra possibilità sarebbe quella di far tenere agli alunni semplicemente un colloquio. Da svolgere a distanza, come le lezioni che da inizio marzo si svolgono online nelle scuole di ogni ordine e grado, e con le stesse accortezze di trasparenza e controllo che stanno invece caratterizzando gli esami universitari.

Terza media ancora più light In caso di alleggerimento della maturità lo stesso metro di giudizio verrebbe a maggior ragione applicato anche all’esame di terza media che è in calendario, a scelta delle singole commissioni, tra l’ultimo giorno (ipotetico) di scuola e il 30 giugno. Ciò significherebbe che delle tre prove scritte (italiano, matematica, lingua) più orale alla fine potrebbe restare in piedi solo quest’ultima. Ma anche qui determinante sarà la data di riavvio delle lezioni. Ammesso che sia possibile.

Botte per brutti voti a scuola. Genitori indagati a Pavia

Pubblicato il 17 Feb 2020 alle 5:54am

Due genitori denunciati a Pavia per lesioni nei confronti dei due figli, che avrebbero ripetutamente picchiato per il loro cattivo voto a scuola.

Si tratta di un uomo di 46 anni e della moglie, di 36, entrambi di origine straniera: secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti, due figli, un maschio di 13 e una femmina di 8 anni, erano costretti molto spesso a subire punizioni da parte dei genitori per i brutti voti che prendevano a scuola e in alcuni casi sarebbero stati anche picchiati con il manico di una scopa o frustati con dei veri e propri cavi. A raccontare i fatti agli insegnanti è stato uno dei figli della coppia, il primogenito, il ragazzino 13enne, che si è presentato a scuola con alcuni lividi ed ha trovato il coraggio di denunciare.

A patire le stesse punizioni anche la sorellina. Ora i due minorenni sono in carico al Comune di Pavia e sono stati affidati ad una comunità. I genitori respingono ogni accusa, ammettendo di aver dato ai figli solo “qualche scappellotto”.

Bullismo, arriva app e numero di emergenza h24

Pubblicato il 03 Feb 2020 alle 6:35am

Un numero telefonico di assistenza attivo h24, un’ app anti-violenza e un monitoraggio costante su tutte le scuole italiane. Sono solo alcune delle novità introdotte dalla proposta di legge sul bullismo che ha appena avuto il via libera alla Camera. (altro…)