segreto

Scoperto il segreto della longevità

Pubblicato il 04 Giu 2018 alle 6:33am

Si chiama beclin-1 ed è la proteina la cui mutazione è in grado di ridurre il rischio di sviluppare tumori e malattie legate a cuore e reni, di promuovere la longevità, permettendo di vivere più a lungo e in buona salute. A scoprirlo un team di ricercatori dell’Università del Texas, che ne aveva già individuato l’efficacia nella cura dell’Alzheimer.

La proteina in questione, esaminata dal gruppo guidato da Beth Levine è responsabile del processo di autofagia, quel meccanismo con cui le cellule riciclano i materiali di scarto e la cui scoperta nel 2016 è valsa il Premio Nobel per la Medicina al giapponese Yoshinori Ohsumi.

“L’autofagia può allungare la vita del 12%”, ha commentato David Clancy della Lancaster University, estraneo alla ricerca. “Questo lavoro fa capire che è possibile interferire con i meccanismi dell’invecchiamento, ritardandone i segni”, ha aggiunto Ilaria Bellantuono dell’Università di Sheffield, anche lei non coinvolta nello studio.

Perché beviamo pochi o molti caffè. Il segreto nel Dna

Pubblicato il 28 Ago 2016 alle 6:32am

Ci sono persone a cui basta una sola tazzina di caffè per stare bene tutto il giorno e altre invece che devono berne molte di più.

Gli scienziati dell’Università di Edimburgo hanno scoperto che è tutto scritto nel DNA e in particolare in un gene chiamato PDSS2, in grado di influenzare la nostra “sete” di caffè.

La ricerca coinvolgendo circa 2700 persone, di cui 1000 in Italia e 1700 in Olanda, ha rilevato che i portatori di una variante del gene PDSS2 tendono a bere meno caffè.

L’ipotesi più accreditata secondo gli esperti è che la mutazione comporti un processo di metabolizzazione della caffeina molto più lento, che nel complesso spinge a consumare anche meno di questa bevanda.

Il genetista italiano Nicola Pirastu a capo del team di Edimburgo, sostiene infatti che questi soggetti hanno bisogno di bere dosi inferiori di caffè perché “beneficiano più a lungo degli effetti positivi della caffeina, come ad esempio sentirsi svegli e meno stanchi”.

I dettagli dello studio su Scientific Reports.