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Meningite: per il Simit c’è la necessità di un piano nazionale di vaccinazioni

Pubblicato il 15 Ago 2016 alle 7:51am

I recenti episodi di infezione invasiva meningococcica, recentemente verificatisi nel nostro Paese, non rappresenterebbero un evento inatteso o anomalo e non configurerebbero una particolare emergenza. Questo è quanto sostenuto dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), che ribadisce con forza la propria posizione in favore di una rapida e generalizzata attuazione nei bambini di quanto previsto dal piano vaccinale nazionale 2016- 2018 in merito alla vaccinazione sia contro il meningococco di sierogruppo B, che contro i meningococchi di sierogruppo ACWY.

Le infezioni invasive meningococciche (meningiti e sepsi) sono causate da un batterio molto diffuso, Neisseria meningitidis, che viene ‘trasportato’ da persona all’altra per via aerea.

Sono circa il 10% gli adolescenti e i giovani adulti portatori e nel corso della vita la grande maggioranza della popolazione lo ospita almeno transitoriamente.

Solo una ridottissima parte di queste colonizzazioni si trasforma in infezioni invasive. Questo avviene in persone predisposte geneticamente e/o in situazioni particolari.

A oggi, infatti, non è possibile prevedere chi potrà ammalarsi e chi no, il che sottolinerebbe anche l’importanza della vaccinazione nell’infanzia, la fascia d’età più colpita, anche al fine di prevenire le infezioni invasive nella seconda fascia d’età più colpita, gli adolescenti e i giovani adulti.