sindrome di Asperger

Asperger, il pioniere dell’autismo complice del nazismo

Pubblicato il 22 Apr 2018 alle 8:21am

Un documento che svela la vera identità di Hans Asperger. Il noto pediatra che nel 1944 scoprì l’autismo. Forma ancora oggi conosciuta con il nome di sindrome di asperger. L’uomo, a quanto pare, non svolgeva semplicemente la professione di medico e ricercatore, ma, bensì, in qualche modo era complice delle morti di centinaia di bambini durante il regime di Adolf Hitler. Pare, infatti, che fosse stato coinvolto attivamente nel programma di eutanasia durante il regime nazista in Austria. Ecco tutti i dettagli in merito.

Secondo quanto riportato dalla BBC, sarebbero stati ritrovati dei documenti totalmente nuovi riguardanti Hans Asperger. L’uomo studiò medicina a Vienna fece il dottorato nel 1931 prima di essere assunto alla direzione del reparto di pedagogia infantile presso la clinica dei bambini dell’Università di Vienna. Durante gli anni della seconda guerra mondiale assunse il ruolo di ufficiale medico in Croazia. Ma la sua fama inizio intorno al 1944, momento in cui pubblicò anche alcuni testi che riguardavano l’ormai famosa sindrome di asperger, una malattia dello spettro autistico. Terminata la guerra riuscì ad ottenere la Cattedra di Pediatria all’Università di Vienna, luogo in cui nel 1977 divenne professore emerito. Ma, a quanto pare, dietro la sua normale vita c’era anche qualcosa di oscuro, di terribile.

Non era l’uomo, il professionista che tutti che credevano.

Hans Asperger non proteggeva i suoi pazienti dal regime nazista. Ma, al contrario, secondo alcuni documenti, cartelle cliniche e testi, l’uomo avrebbe condotto un’altra attività alternativa: avrebbe inviato i piccoli pazienti a morire presso la clinica Am Spiegelgrund di Vienna.

La scoperta è stata fatta dal medico austriaco Herwig Czech, e riportata sulla rivista Molecular Autism.

Asperger è riuscito a fare carriera anche grazie a questo. Secondo Czech, infatti, «è riuscito ad adattarsi al regime nazista ed è stato premiato per le sue affermazioni di lealtà con opportunità di carriera». Asperger «era l’ingranaggio della macchina da guerra nazista, occhi e orecchie del Terzo Reich», scrivono alcuni accademici di Cambridge.

Quasi ottocento bambini sarebbero morti per fame e freddo, mentre altri sarebbero stati oggetto di terribili esperimenti. Il tutto all’interno di un programma Aktion T4, di eutanasia autorizzato da Adolf Hitler, che aveva l’obiettivo di uccidere i disabili e le persone considerate incurabili.

Sindrome di Asperger: cos’è, cause e cure

Pubblicato il 19 Feb 2018 alle 6:08am

La sindrome di Asperger è una malattia che si manifesta con una scarsa interazione con gli altri e schemi comportamentali inconsueti, oltre che limitati.

Questa malattia ha dei punti in comune con l’autismo senza ritardo mentale, ma dal 1994, dopo una serie di test su dei bambini che presentavano disordini dello sviluppo, è considerata una categoria a parte. Di questa patologia parlò già negli anni quaranta un pediatra viennese, Hans Asperger, da cui è nato poi il nome della sindrome.

Ancora poco conosciuta oggi, si sta continuando a studiare ed approfondire il quadro clinico dei bambini che tendono a vivere in un mondo tutto loro a causa di una sorta di incapacità o ritardo nell’imparare le comuni abilità sociali. Questi bambini oltre ad avere seri problemi di interazione sociale, in alcuni casi presentano difficoltà anche nella comunicazione e schemi di interessi limitati e caratteristici.

Secondo gli studiosi, infatti, fra i tratti tipici della sindrome vi sono scarsa capacità empatica; interazione sociale inappropriata; limitata capacità di stringere delle amicizie; isolamento sociale; linguaggio monotono; difficoltà nella comunicazione verbale e non verbale; interesse ossessivo per tematiche circoscritte; capacità di memorizzare una serie di informazioni in modo meccanico; movimenti maldestri e posture goffe; rispetto di rituali curiosi e spesso inutili; fragilità emotiva.

La sindrome di Asperger colpisce più i maschi che le femmine e, nonostante le cause siano ancora sconosciute, si è notata una certa familiarità genetica nello sviluppo di questa malattia, in particolare quando era il padre ad esserne affetto. Questa sindrome non sempre impedisce di diventare degli adulti con una vita quasi normale in termini di lavoro e matrimonio, tant’è vero che secondo alcuni medici molti degli adulti con sindrome di Asperger non sono mai stati correttamente valutati e non hanno ricevuto un’approfondita diagnosi in merito.

E’ difficile, però, parlare di terapia, in genere i trattamenti farmacologici mirano ad intervenire sul comportamento, iperattività (trattata generalmente con dei farmaci antidepressivi) o i rituali ossessivi (trattati con medicinali antipsicotici). Si interviene inoltre con training cognitivo-comportamentali che migliorino le abilità sociali dei ragazzi.