smaltimento rifiuti

Come rottamare telefonini e tablet. I negozi devono ritirare l’usato

Pubblicato il 10 Lug 2016 alle 12:27pm

Se volete rottamare un cellulare, un tablet, un vecchio pc, potete farli ritirare senza costi dal punto vendita più vicino, ma solo dietro l’acquisto di un nuovo elettrodomestico. Basterà semplicemente consegnarli ai centri commerciali senza spendere nulla e senza l’obbligo di comprare un prodotto nuovo.

L’uno contro zero, che dovrebbe incentivare la raccolta e il riciclo dei ‘Raee’ (i Rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici) di piccole dimensioni, già previsto con un decreto del marzo 2014 ma non, ancora decollato.

Un nuovo decreto, il 31 maggio scorso, è stato firmato dal ministro Galletti, contenente le nuove regole per il ritiro. Un provvedimento pubblicato anche in Gazzetta il 7 luglio scorso che entrerà poi in vigore il prossimo 22 luglio.

In base alla nuova normativa, tutti i punti vendita che hanno un’area con più di 400 metri quadrati dedicata alle apparecchiature elettriche ed elettroniche sono obbligati ad organizzare il sistema di raccolta dei piccoli elettrodomestici e dei prodotti elettronici senza spesa e senza un nuovo acquisto.

PER I NEGOZI più piccoli, si tratta invece, di un’opzione facoltativa. Lo stesso decreto invita infatti le catene commerciali a informare i clenti su questo nuovo metodo di smaltimento rifiuti.

PER OTTEMPERARE al decreto le catene commerciali hanno cominciato ad attrezzarsi in collaborazione con i principali consorzi del riciclo (come Ecolight, Ecodom, Remedia, Ecolamp). In molti casi, nei pressi dei centri commerciali sono state allestite ecoisole, aree o cassonetti intelligenti dove depositare i vecchi, piccoli elettrodomestici o apparecchi elettronici. L’importante, secondo il decreto, è che non siano più grandi di 25 centimetri (misura da prendere sul lato lungo). E prima di rottamarli siano svuotati da dati: numeri di telefono, indirizzi, foto e files.

Rifiuti, 27 milioni di danni per omessa bonifica in Campania. Richiesta di risarcimento danni a Caldoro e Bassolino

Pubblicato il 29 Giu 2016 alle 10:46am

La Guardia di finanza ha notificato richieste di risarcimento danni per la mancata bonifica a discariche della Campania, che per tale inerzia costò all’Italia una multa della Corte di giustizia europea per 27 milioni di euro.

Nel mirino sindaci e funzionari della Regione. Tra i destinatari per per danno erariale anche Antonio Bassolino e Stefano Caldoro, i due ex governatori della Regione Campania.

L’inchiesta del sostituto procuratore della Corte dei conti, Donato Luciano, ritiene di aver individuato i diretti responsabili del riassetto delle discariche.

Circa 200 i siti di sversamento finiti nel mirino della commissione europea, dislocati in 18 regioni italiane: ben 48 si trovano in Campania.

Secondo la Guardia di Finanza e la Corte dei Conti i vertici degli enti competenti regionali campani non avrebbero adottato le misure necessarie malgrado la legge fosse stata esplicita sull’attribuzione delle competenze e benché i progetti di bonifica fossero stati ampiamente finanziati dalla Regione Campania nel giugno del 2013, attingendo dalle risorse del POR Campania 2007/2013.

Rifiuti: delegazione della Ue arriva in Lazio e Campania

Pubblicato il 27 Ott 2012 alle 6:57am

Una delegazione della Ue della Commissione Petizioni viene in Italia per visitare da lunedì a mercoledì prossimo: Malagrotta, Monti dell’Ortaccio, Chiaiano, Acerra, nonché altri territori dimenticati, e abbandonati dalla legalità e istituzioni, tenuti sotto stretta osservazione dell’Europa e dalla Commissione, che in questa visita incontrerà le autorità di Roma e Napoli per le rispettive emergenze rifiuti. (altro…)

Rifiuti: in Puglia vengono trasformati in terriccio ecologico

Pubblicato il 09 Apr 2012 alle 7:11am

E’ davvero una fantastica iniziativa quella della regione Puglia nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti. Sarà, infatti, venduto negli Ipercoop di Puglia, Basilicata e Emilia Romagna il terriccio ecologico ‘Terra di Puglia’, ricavato proprio dai rifiuti pugliesi.

Un’iniziativa questa, che nasce grazie ad un protocollo di intesa fra Acquedotto pugliese e Coop Estense e prevede che, per ogni tonnellata di compost venduto, l’Aqp regalerà un quintale di fertilizzante naturale alla cooperativa sociale ‘Libera Terra’, la quale coltiva i terreni confiscati alla mafia.

‘Terra di Puglia’ è prodotto da Aseco spa.