stress

Come riconoscere lo stress

Pubblicato il 18 Lug 2019 alle 11:04am

Ci sono sintomi che possono indicarci che siamo sotto stress oppure no. Ecco quali sono:

– Sbalzi d’umore. Quando si è particolarmente stressati, a risentirne è soprattutto l’umore. Ci si sente tesi e nervosi. A tratti ci si sente felici per poi sentirsi improvvisamente depressi e bisognosi di piangere. Situazione questa difficile da gestire e alla quale molto spesso non si può dare una spiegazione poiché legata a un forte stress.

– Cambi di peso. Lo stress porta anche a inappetenza o fame nervosa. Perdita di peso o aumento smisurato. In entrambi i casi le variazioni di peso sono difficili da controllare, se di mezzo c’è anche il cortisolo ormone dello stress.

– Perdita di capelli. Se lo stress supera una certa soglia fisica, può portare anche a perdere i capelli, addirittura a chiazze.

– Insonnia. Lo stress forte, le preoccupazioni, l’ansia possono anche generare nel soggetto un sonno non ristoratore o addirittura l’insonnia.

– Dolori sparsi. Quando vive una situazione di forte stress si iniziano ad avere forti emicranie, crampi allo stomaco, male alla schiena o cervicale.

– Calo della libido. Lo stress può influire poi anche sulla libido. A forza di pensare ai problemi e alle possibili soluzioni da mettere in atto ci si trova infatti a non avere più le energie fisiche e mentali per dedicarsi a se stessi o al partner.

In tutti questi casi, se si pensa di vivere una situazione esistenziale difficile, non riuscire a rilassarsi e a riposarmi con il fisico e la mente, rivolgersi subito al proprio medico di base, o a uno specialista di fiducia.

Stress e digitopressione, come liberarsene con il punto cv17

Pubblicato il 09 Lug 2019 alle 10:24am

La medicina cinese ha oltre 2500 anni. È un metodo molto efficace per trattare problemi relativi ad ansia e stress.

Secondo la medicina tradizionale cinese, ogni individuo ha diversi punti del corpo che se sollecitati dalla digitopressione possono essere chiamati “meridiani energetici” e dare un certo benessere generale.

La digitopressione può aiutare a stimolare infatti, aree che non funzionano come dovrebbero, come ad esempio l’attività rivitalizzante di queste aree irritate e particolarmente sensibili.

La medicina cinese ha identificato 12 meridiani energetici che sono collegati agli organi principali e consentono al corpo umano di mantenere un certo equilibrio. Se solo uno di questi non funziona, correttamente, accade poi che a risentirne è l’intero organismo, che non sarà efficiente come prima.

Esistono punti di digitopressione per calmare stress e ansia?

Sì. Se esercitiamo una leggera pressione su alcune aree del corpo umano, è possibile che sentiamo noi stessi, ridurre drasticamente gli effetti collaterali dello stress e dell’ansia sulla nostra salute. Il processo si chiama di digitopressione e richiede l’uso delle dita.

Per ottenere benefici basterà esercitare una pressione sull’area chiamata “CV 17”, dove, sarà possibile avvertire, rapidamente una certa sensazione di benessere e tranquillità.

L’area CV 17 si trova al centro del torace. Se sentite di essere stressati e ansiosi, avvertirete sicuramente un dolore al centro del petto, è lì che dovete agire e premere con le dita della mano.

Tale punto, nella medicina cinese, viene chiamato, “il mare della tranquillità”. Un’area questa molto importante per sprigionare l’energia del cuore o il chakra del cuore. Sempre secondo tale medicina ancestrale, il centro del cuore è associato alle emozioni vissute dal corpo. Quando questo funziona attorno. Ma se siamo stressati, questa parte sarà irritata e ci farà star male.

Si dice anche che il punto CV 17 contribuisca a bilanciare i livelli di energia di Yin e Yang all’interno dell’organismo. Sarebbe in grado di ripristinare l‘equilibrio tra i nostri sensi fisici e i nostri sensi emotivi. Le persone che praticano la digitopressione regolarmente sono convinte che i diversi squilibri a cui può essere esposto il nostro sistema nervoso possano essere trattati esercitando proprio questa leggera pressione su quest’area. Metodo questo che è riconosciuto anche per potenzierebbe il nostro sistema immunitario.

Come sbarazzarsi di stress e ansia in pochi secondi

– Posizionate quattro dita sopra la base dello sterno, quasi direttamente al centro del torace. – Mettete i polpastrelli nella piccola cavità di questa parte del corpo. Applicate una leggera pressione, strofinate delicatamente su e giù il centro dello sterno fino a trovare il punto esatto, che probabilmente sarà irritato. – Mettetevi in posizione di preghiera, usate la parte posteriore del pollice per premere delicatamente al centro del vostro CV 17 per 2-3 minuti. – Chiudete gli occhi e respirate profondamente, ad un ritmo costante. – La tua vostra testa deve stare dritta. Rilassate il collo e le spalle. – Toccate delicatamente quest’area con l’aiuto delle dita per dormire la notte.

Tale esercizio ancestrale cinese è molto efficace anche contro la depressione, l’affaticamento cronico, il disturbo da stress post-traumatico e vari squilibri ormonali.

Prova costume e stress psicofisico, perché?

Pubblicato il 25 Giu 2019 alle 7:04am

Secondo un recente studio condotto dal National Center for Biotechnology Information, basare la propria identità sociale sulla forma fisica contribuisce all’aumento di peso e cattiva salute.

Complice uno stile di vita sedentario (16%) e poca attenzione nei confronti dell’alimentazione (33%), il 54% degli adulti si sente impreparato alla prova costume, ogni anno. Con conseguenti crisi d’ansia e abbassamento dell’autostima.

A dirlo anche un recente pubblicato su In a Bottle (www.inabottle.it) condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 1.300 italiani fra i 20 e i 55 anni, cui è stato chiesto quanto si sentano fisicamente pronti all’estate.

Ebbene, è emerso che per il 21% delle persone non è il momento ideale per spogliarsi in pubblico, e il 33% si dichiara poco contento della propria silhouette. L’idea di dover esibire più leggeri o costumi da bagno genera ansia nel 38% delle persone intervistate a causa del probabile giudizio altrui, minore autostima (22%) e, in alcuni casi, perfino depressione (17%).

Secondo gli esperti è più probabile che il cambiamento avvenga quando si apportano modifiche basate su chi si è piuttosto che su come si pensa di essere percepiti. Per questo motivo, per rimettersi in forma, occorre fare scelte allineate con i propri valori e abitudini, senza legarli a fattori esterni.

Ma perché si sente il bisogno di una “remise en forme” in vista dell’estate? La maggior parte degli intervistati (35%) dice poiché vuole fare bella figura con gli altri, mentre c’è chi lo fa per fare conquiste è il 22%, contro il 28% che punta invece semplicemente allo star bene con se stessi.

Per 6 italiani su 10 (62%) la zona che più suscita preoccupazione è il girovita, a seguire glutei (55%), cosce (43%) e braccia (32%).

Carlo Galimberti, psicologo sociale della comunicazione presso l’Università Cattolica di Milano, è convinto che l’approccio giusto per tornare in forma sia legato al concetto di “Psicologia Positiva”, che “consiste nel considerare i fenomeni della vita psichica in riferimento a 3 dimensioni: edonica (ciò che ci dà piacere), eudemonica (legata agli aspetti valoriali che portano all’autorealizzazione) e sociale (la qualità dell’interazione con gli altri).

Per quanto riguarda la prova costume, le attività avviate devono rispondere a questi tre aspetti fondamentali affinché vengano vissute in modo sano: dobbiamo essere indirizzati verso cose che ci piacciono, che non vengano percepite come obbligo e che si sposino con i nostri valori, in questo caso lo stare bene con se stessi viene prima di ogni cosa, anche del sentirsi in forma”.

E per tornare in forma, il 48% degli italiani pensa a condurre una dieta ferrea, mentre il 33% a iscriversi in palestra a corsi “last minute”, e ancora il 23% ad abolire dolci e gelati, infine il 28% aumenterà il consumo di acqua, frutta e verdura (28%).

“Per ritrovare o mantenere la giusta forma fisica – consiglia Maurizio Fiocca, Nutrizionista e docente di Scienze dell’Alimentazione a Milano – l’idratazione risulta fondamentale. Tutti i processi enzimatici, biochimici nel nostro organismo avvengono in presenza di acqua. Una mancanza di acqua porta a una riduzione dell’efficienza delle operazioni metaboliche. Soprattutto per le donne, più esposte a problemi legati alla ritenzione idrica e alla circolazione al livello delle gambe, avere un aumento del consumo di acqua permette un migliore drenaggio e una riduzione dell’effetto buccia d’arancia”.

Fare shopping, un aiuto per linea e stress

Pubblicato il 19 Giu 2019 alle 6:00am

Fare shopping è terapeutico, riduce lo stress, aumenta l’autostima e fa anche dimagrire, parola di esperti. Lo studio in questione è stato condotto da un pool di ricercatori di Taiwan e Australia su 1.900 volontari di entrambi i sessi e pubblicato sulla rivista scientifica “Journal of epidemiology and community health”. (altro…)

La sindrome da stanchezza cronica diagnosticabile con un esame del sangue

Pubblicato il 03 Mag 2019 alle 7:59am

La CFS, o meglio conosciuta come sindrome da stanchezza cronica, è una malattia particolarmente debilitante, ma che molto spesso viene fraintesa e chi ne soffre viene additato come pigro o ancora altro. In certi casi viene anche chiamata encefalomialite mialgica. Il fatto che al momento sembrano esserci pochi sintomi visibili e zero cause note rende difficile la diagnosi di questa malattia, ma dei ricercatori di Stanford hanno coperto che è possibile diagnosticarla con un semplice test del sangue.

Infatti, dopo aver condotto l’analisi di 40 campioni di individui, sono riusciti ad individuare in 20 pazienti esaminati la patologia basandosi semplicemente sull’esame del sangue. Quest’ultimo è servito per osservare il comportamento di alcune cellule del sistema immunitario e come esse reagivano allo stress.

Questa scoperta è stata possibile anche grazie ad uno particolare strumento chiamato nanoelettrico, il quale permette di monitorare gli eventi cellulari.

“Non sappiamo esattamente perché le cellule e il plasma agiscano in questo modo, o persino quello che stanno facendo. Ma ci sono prove scientifiche che questa malattia non è una fabbricazione della mente di un paziente, ma vediamo chiaramente una differenza nel modo in cui le cellule immunitarie della sindrome da fatica sane e croniche elaborano lo stress. Data l’importanza di questo test e la sua affidabilità, prevediamo che possa essere ampiamente impiegato in altri laboratori di ricerca e cliniche nel prossimo futuro come aiuto ai medici e ai nostri colleghi nella comunità di ricerca ME / CFS.” Dichiarano gli esperti, che hanno condotto la ricerca.

Lo stress accumulato durante l’infanzia può alterare l’equilibrio ormonale da adulto

Pubblicato il 01 Mag 2019 alle 6:12am

Lo stress rilevato durante l’infanzia potrebbe alterare l’equilibrio ormonale in età adulta. A rivelarlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Psychological Science dagli scienziati dell’Università del Minnesota di Minneapolis (Usa), secondo cui le tensioni emotive vissute durante i primi anni di vita potrebbero influenzare negativamente il sistema di risposta allo stress a 30-40 anni.

“Abbiamo scoperto che la quantità di esposizione allo stress di una persona nelle prime fasi della vita gioca un ruolo importante nello sviluppo di modelli non salutari di rilascio del cortisolo – spiega Ethan S. Young, che ha diretto la ricerca -. Tuttavia, questo è vero solo se gli individui sperimentano livelli elevati di stress anche da adulti. Ciò indica che la combinazione tra lo stress sperimentato precocemente e quello provato più avanti provoca profili di rilascio del cortisolo meno sani”.

Per giungere a queste conclusioni, lo scienziato e i colleghi hanno esaminato i dati di 90 persone che avevano preso parte fin dalla nascita allo studio: “Minnesota longitudinal study of risk and adaptation”. In particolare hanno analizzato i risultati di un sondaggio chiamato “Life events schedule (Les)”, che prende in esame diversi eventi stressanti sopraggiunti nel corso della vita, come ad esempio, problemi finanziari, difficoltà relazionali, disturbi fisici e mortalità. Hanno da qui attribuito a ciascun evento un numero da 0 a 3 per creare un punteggio complessivo del livello di stress sperimentato nelle diverse fasi della vita.

Le madri dei partecipanti hanno risposto allora al questionario Les per conto dei loro figli quando questi avevano 12, 18, 30, 42, 48, 54 e 64 mesi e quando avevano 6,7,8, 11, 16 e 17 anni. Successivamente, i soggetti hanno completato il sondaggio in prima persona quando avevano 23, 26, 28, 32, 34 e 37 anni. Hanno raggruppato i punteggi Les dei volontari in cinque periodi della vita: infanzia (1-5 anni), media infanzia (classi 1-6), adolescenza (16 e 17 anni), prima età adulta (23-34 anni) e periodo attuale (37 anni). Inoltre, all’età di 37 anni i partecipanti hanno fornito i risultati della misurazione dei livelli di cortisolo raccolti nel corso di due giornate e fatti esaminare. Ovvero, un campione di saliva dopo essersi svegliati, a distanza di 30 minuti e di 1 ora, nel pomeriggio e prima di andare a letto.

L’indagine ha permesso di evidenziare che i livelli di cortisolo dipendevano sia dallo stress provato durante l’infanzia che da quello sperimentato all’età di 37 anni. I soggetti che nei primi anni di vita erano poco stressati, avevano profili di rilascio del cortisolo indipendenti dal livello di stress vissuto in età adulta. I volontari che, invece, avevano vissuto situazioni stressanti durante la prima infanzia mostravano modelli giornalieri di rilascio del cortisolo alterati, ma solo nel caso in cui sperimentavano livelli elevati di stress anche a 37 anni. Secondo i ricercatori, dai dati raccolti emerge che la prima infanzia rappresenta un momento molto delicato, in cui gli eventi stressanti possono modificare poi il sistema di risposta allo stress, nel corso della vita di ogni soggetto, con conseguenze negative per la salute che possono durare fino all’età adulta.

Shopping terapeutico, può abbassare ansia e stress e aiutare a mantenersi in forma

Pubblicato il 16 Apr 2019 alle 8:51am

Lo shopping può essere terapeutico, parola di esperti. Essere om grado di abbassare ansia e stress e aiutare a mantenersi anche in forma. Di curare la mente e lo stato d’animo delle persone. Ma non solo. (altro…)

Stress, come ridurlo con un rimedio tutto naturale

Pubblicato il 08 Apr 2019 alle 6:14am

Esiste un rimedio naturale efficacissimo contro lo stress, che tutti noi tendiamo ad ignorare, ma che è molto facile anche da praticare. Consiste nel trascorrere almeno 20 minuti al giorno a contatto con la natura, in un parco verde urbano o ovunque ci sia del verde. Secondo un recente studio infatti, pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Psychology questa esperienza aiuterebbe all’organismo a ridurre il principale ormone dello stress, il cortisolo. Chi ha la possibilità, può concedersi passeggiate in montagna, chi vive in città può sempre trovare sollievo e ristoro in uno spazio verde, sotto casa o a portata di mano nella propria città o comuni limitrofi.

“Sapevamo che trascorrere del tempo immerse nella natura ha effetti anti-sterss, ma finora non era noto in quali ‘dosi’ e in che maniera ‘assumere’ il contatto con la natura”, dice MaryCarol Hunter, della University of Michigan che ha condotto lo studio. “Il nostro studio mostra che i risultati maggiori si ottengono trascorrendo da 20 a 30 minuti seduti o passeggiando in qualsiasi luogo che ci trasmetta il senso di vicinanza alla natura”.

La ricerca è stata condotta su un gruppo di volontari che per otto settimane hanno dovuto trascorrere del tempo in luoghi naturali, come ad esempio un parco pubblico, ma senza fare sport, conversare con amici o svolgere altre attività che possono già di per sé avere un’influenza sullo stress. Ai volontari è stata misurata a più riprese la concentrazione del cortisolo nella saliva ed è emerso che l’ormone diminuisce a partire dai 20 minuti trascorsi a contatto con la natura; la concentrazione cala in proporzione al tempo trascorso fino a un calo massimo a 30 minuti di immersione nella natura.

“I clinici possono usare i nostri risultati come regola basata sull’evidenza per stabilire come prescrivere il contatto con la natura” – afferma ancora Hunter. “Il nostro studio fornisce le prime stime di come l’esperienza a contatto con la natura impatti sui livelli di stress nel contesto della normale vita quotidiana”.

Ora legale, un aiuto da magnesio, melatonina e vitamina D per superare gli effetti collaterali

Pubblicato il 26 Mar 2019 alle 7:48am

E’ prossimo l’arrivo dell’ora legale, proprio in concomitanza con l’inizio della primavera e della rinascita della natura. Quest’anno cade esattamente nella notte tra sabato 24 e domenica 25 e l’orario dovrà essere spostato in avanti di 60 minuti.

Per smartphone e orologi digitali non ci sarà da fare alcun cambiamento. La modifica andrà da sé. Attenzione, però, con l’arrivo della primavera il nostro organismo tenderà a stancarsi prima. Ciò sarà dovuto anche ad un abbassamento delle difese immunitarie, ecco perché ci sentiamo stanchi più del solito, anche perché, viene sconvolto il ciclo del sonno-veglia dal cambio repentino di luce. E’ proprio a causa di questo aumento di luce, che ci verrà regalata più serotonina, l’ormone della felicità.

Insomma, grazie ad alcune rivoluzioni della natura il nostro organismo si scombussolerà ma, ci saranno anche dei consigli per ritornare subito in forma fisica e mentale perfetta.

– Alimentazione: la salute passa anche dalla tavola, è bene, pertanto, privilegiare cibi ricchi di triptofano come i latticini o i carboidrati, questi ultimi meglio mangiarli alla sera per regolarizzare il ciclo sonno-veglia. – Magnesio: regalarsi una dose extra di magnesio giornaliera per combattere l’ora legale è una soluzione molto efficace. Il magnesio si trova, oltre che negli integratori alimentari, anche nella frutta secca, nel cioccolato fondente extra e nelle verdure a foglia larga come gli spinaci. – Melatonina: con il buio sintetizziamo la melatonina, una sostanza in grado di conciliare anche il sonno. Questa è più difficile da produrre durante l’ora legale, quando il sole sorge più tardi. E’ bene fare scorta di integratori, soprattutto se soffrite di problemi di insonnia, per regalarvi una buona dormita durante questo periodo di transizione. – Attività fisica: stare all’aria aperta mette sempre buonumore e comporta uno spiccato rilassamento fisico generale. L’ideale è quello di farla soprattutto durante i weekend e fino a tardo pomeriggio anche per sentirsi più stanchi e dormire meglio. – Esposizione al sole e vitamina d: fare sport, e al sole aumenta la produzione di Vitamina D che ci rende subito più attivi ed energici. Durante questo particolare periodo dell’anno siamo più inclini a soffrire di SAD (Seasonal Affettive Disorder) che è una piccola “depressione” dovuta al cambio dei nostri normali ritmi. Prendetevi cura di voi stesse e cercate di regalarvi un meraviglioso inizio di primavera.

Camminare col freddo aumenta le difese immunitarie e riduce lo stress

Pubblicato il 24 Gen 2019 alle 6:09am

Sforzarsi per uscire e andare a fare una lunga camminata veloce, anche in inverno, possibilmente a contatto con la natura, sarebbe molto salutare per una persona, in quanto migliorerebbe le funzioni immunitarie e l’ umore, nonché, il ritmo naturale veglia-sonno. A sostenerlo, diversi esperti Usa interpellati dai media visto che in America le temperature in gran parte del Paese sono sotto lo zero di parecchi gradi.

“La tendenza a restarsene al chiuso quando fa freddo è naturale – osserva John Sharp, psichiatra specialista del ‘disturbo affettivo stagionale’ (Sad) al Beth-Israel Deaconess Center di Boston – ma non è una buona ricetta per sentirsi meglio”. “Troppa poca luce del sole produce stress, influisce sul benessere psico-fisico e ci rende più pessimisti e affaticati”.

E allora ecco le cinque ragioni per alzarsi dal divano, dalla sedia e sfidare anche il gelo delle nostre città.

Numerosi studi hanno rivelato che proprio la ‘terapia della luce’ aiuta contro la depressione stagionale.

Quando si sta all’aria aperta, cresce la produzione di vitamina D, che attiva il rilascio di serotonina, rafforza l’assorbimento del calcio, combatte le infiammazioni e potenzia il sistema immunitario. Bastano 10 minuti al giorno per migliorare i livelli.

Uno studio dell’University of Michigan ha osservato in un gruppo di volontari che aveva camminato in un grande orto botanico, un rafforzamento della memoria del 20%.

Uscire anche con il freddo, dicono gli esperti, è come ‘meditare’ mindfulness: varie ricerche hanno infatti dimostrato che camminare abbassa gli ormoni dello stress e innalza l’attività del sistema immunitario. Anche nel gelo.