supporto psicologico

Covid e malattie dermatologiche croniche: un supporto a distanza, psicologico, grazie al progetto DermatologicaMente

Pubblicato il 06 Mag 2020 alle 7:09am

Nasce DermatologicaMente, il primo progetto che offre un supporto psicologico dedicato ai pazienti affetti da malattie dermatologiche croniche che, in epoca Covid – 19, vivono con un maggiore carico di ansia e depressione la quarantena e l’isolamento sociale, peggiorando così ulteriormente la propria qualità di vita. Il merito è dell’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza (APIAFCO) e i Giovani Psicologi della Lombardia (GPL), che hanno messo a disposizione questo servizio gratuito per i pazienti, realizzato con il contributo incondizionato di LEO Pharma.

DermatologicaMente, attivo su tutto il territorio nazionale, vuole offrire un aiuto concreto e professionale a coloro che vivono già normalmente un disagio psicologico provocato dalla patologia ma che in questo momento non possono neanche contare sull’incontro con il proprio specialista, fondamentale nell’affrontare il peso di una malattia dermatologica cronica, come la psoriasi.

“In questo periodo di emergenza Coronavirus – afferma Valeria Corazza, Presidente APIAFCO – non potevamo ignorare la fragilità emotiva dei pazienti con patologie dermatologiche croniche come la psoriasi: chi vive con questa patologia ha una scarsa autostima e viene sopraffatto da sentimenti di insicurezza e/o rabbia che, in questo momento, possono acuirsi perché si sente abbandonato. Ecco perché il focus di questo progetto è sull’aspetto psicologico della malattia, a cui si deve prestare una particolare attenzione, la stessa che si riserva alla psoriasi”.

Come funziona il progetto DermatologicaMente

Sarà il dermatologo ad individuare, tra i suoi pazienti, quelli che a suo giudizio possono trarre maggiormente beneficio da un colloquio psicologico in questa fase. Tutti i pazienti invitati da ciascun specialista, potranno andare sulla pagina web dedicata al progetto, https://www.giovanipsicologi.it/dermatologicamente/, selezionare uno psicologo ed effettuare gratuitamente video colloqui di counselling psicologico. Si tratterà di un percorso terapeutico breve e mirato curato da psicologi professionisti aderenti alla GPL, con l’obiettivo di imparare a gestire lo stress e i sintomi correlati, puntando sul potenziamento delle risorse individuali. Il percorso prevede fino ad un massimo di 3 colloqui da 60 minuti ciascuno.

“La cronicità di una patologia dermatologica – dichiara Cecilia Pecchioli, Presidente GPL – di per sé comporta inevitabilmente coinvolgimenti della propria sfera emotiva, che vanno affrontati il prima possibile per evitare che diventino cronici anch’essi. Siamo convinti che il progetto DermatologicaMente possa avere un impatto sociale significativo, strutturandosi come fattore protettivo per la salute mentale delle persone coinvolte”.

“L’impegno della nostra Azienda a favore delle persone affette da patologie della pelle – commenta Paolo Pozzolini, Country Leader di LEO Pharma Italia – va ben al di là dei trattamenti, ma vuole indirizzarsi verso il miglioramento della qualità di vita dei pazienti. In questo momento storico, ci sentiamo chiamati a rafforzare il nostro ruolo di responsabilità sociale e il nostro sostegno a questo progetto conferma l’impegno di LEO Pharma nell’offrire ai pazienti soluzioni per gestire l’impatto emotivo della malattia”.

La psoriasi è una malattia autoimmune, infiammatoria ad andamento cronico-recidivante che provoca la comparsa sulla pelle di chiazze rosse, desquamanti e più o meno infiltrate. Si presenta tipicamente nella regione estensoria delle braccia, a livello dei gomiti, o delle gambe a livello delle ginocchia e può interessare anche il cuoio capelluto, sebbene possa presentarsi anche in altre sedi. È causata da una crescita troppo veloce delle cellule cutanee che non riescono a maturare correttamente e raggiungono la superficie dell’epidermide (strato corneo) in soli 4-5 giorni contro i normali 28, accumulandosi e provocando le caratteristiche placche psoriasiche. Colpisce circa il 3% della popolazione, più di 125 milioni di persone nel mondo e circa 2,5 milioni in Italia.

Coronavirus, da LILT, assistenza psicologica ai malati di tumore

Pubblicato il 20 Mar 2020 alle 7:44am

L’infezione da Coronavirus fa paura soprattutto ai malati di tumore. Diversi pazienti oncologici, infatti, stanno rinviando i prescritti trattamenti specialisti per timore di contrarre il virus.

«Il paziente non deve dimenticare che curare il cancro è prioritario» conferma Francesco Schittulli, Presidente della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT). Se si decide in autonomia di sospendere e rimandare le relative cure si rischia di compromettere il percorso di un efficace trattamento oncologico. Chi ha un tumore ha sicuramente l’organismo più vulnerabile, certo, ma seguire la terapia è essenziale, anche di questi tempi. «I pazienti devono seguire le linee guida emanate dal Ministero della Salute, come fare maggiore attenzione alle norme igieniche e adottare le misure di sicurezza stabilite, affidandosi alla qualificata professionalità e competenza dei propri oncologi».

Il consiglio, dunque, è quello di fare sempre riferimento al proprio specialista, il quale può fornire indicazione in merito, anche in questa situazione molto delicata. Per tal motivo, anche il supporto psicologico è molto importante per questi malati più vulnerabili.

«Anche in questa difficile situazione i malati oncologici non solo soli – spiega Schittulli – LILT continua a essere al loro fianco». La linea verde nazionale SOS LILT dà assistenza psicologica a coloro che lottano contro il cancro e ai loro familiari. Una voce amica conforta in un momento così delicato al numero verde 800.998877, attivo da lunedì a venerdì, dalle ore 10 alle 15. La telefonata è gratuita e anonima.

Procreazione medicalmente assistita: sempre più coppie ne fanno uso, ma hanno bisogno di un sostegno psicologico

Pubblicato il 24 Dic 2017 alle 7:00am

I dati pubblicati dal registro sulla Pma dell’Istituto Superiore di Sanità del 2015, parlano di circa 13 mila bambini nati nell’arco di un anno grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e, nello stesso tempo, circa 75 mila persone che si sono rivolte a ai centri di Procreazione Medicalmente Assistita, Pma.

Il 40% delle coppie, abbandona il percorso già al terzo tentativo, si registra infatti la percentuale di abbandono più alta.

Una delle cause sarebbe da attribuire, dicono gli esperti alla difficoltà a livello emotivo e psicologico della coppia di affrontare lo stress di ripetuti esiti negativi, che evidenzierebbero anche che nei centri di Pma c’è bisogno ed è d’obbligo garantire alle coppie anche un sostegno psicologico.

Dai dati raccolti infatti, grazie alla ricerca condotta dall’equipe del Dipartimento di Psicologia della “Sapienza” Università di Roma è emerso che vanno avanti con la procreazione medicalmente assistita, nonostante i diversi ostacoli, solo le coppie che hanno maggiore convinzione di riuscire a procreare, insieme al supporto della rete sociale e medica specialistica.

Obesità: l’intervento di chirurgia bariatrica richiede il supporto psicologico

Pubblicato il 19 Mar 2011 alle 10:00am

L’eccesso di peso patologico può causare complicazioni profonde, anche fatali, dovute alla conseguente insorgenza di malattie croniche come il diabete, lo scatenarsi di patologie a carico del fegato, lo sviluppo di ipertensione ed il rischio aumentato di cancro. (altro…)