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Endometriosi, come viene e come si affronta

Pubblicato il 09 Dic 2019 alle 6:04am

L’endometriosi è stata definita come malattia dell’utero “fuori posto”. (altro…)

Ulcera peptica, in cosa consiste. Sintomi, diagnosi e cure

Pubblicato il 02 Nov 2019 alle 8:29am

Secondo l’Aigo, l’Associazione italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti ospedalieri, soffre di ulcera peptica il 5 – 10 per cento degli italiani. È una patologia diffusa ma su cui spesso si fa confusione. Cerchiamo allora di capire qualcosa in più.

Quali sono le principali caratteristiche della malattia, grazie, al dott. Silvio Danese, gastroenterologo all’ospedale Humanitas, coordinatore di Humanitas Immuno Center, responsabile del Centro Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali di Humanitas e docente di Humanitas University.

Secondo l’esperto, è importante scoprire innanzitutto, quali siano i segnali che dovrebbero farci preoccupare e rivolgerci ad un medico.

L’ulcera peptica è rappresentata da una lesione della mucosa dello stomaco o del duodeno, ovvero della prima porzione dell’intestino tenue: «È proprio quest’ultima la forma di ulcera più frequente – spiega Silvio Danese -. Quella duodenale può colpire individui in età meno avanzata mentre l’ulcera gastrica interessa più frequentemente chi è più in là con gli anni». Tra i sintomi che possono comparire, più frequentemente, ci sono dolore e bruciore tra sterno e ombelico.

«Con l’ulcera duodenale si possono avvertire anche a digiuno – osserva l’esperto -, mentre se la lesione ha interessato la mucosa dello stomaco, i sintomi si manifestano tendenzialmente dopo i pasti. La durata può andare da pochi minuti a diverse ore (anche per tutta la notte). Al male si possono accompagnare altri sintomi, come dispepsia, una certa difficoltà a digerire, nausea e sazietà precoce. Meno frequenti, invece, il vomito, la perdita di appetito, il dimagrimento, l’anemia dovuta al sanguinamento interno non trattato, e la presenza di sangue occulto nelle feci».

«La presenza del batterio si riscontra con test sierologici o con il breath test, un test del respiro, o con un esame delle feci», commenta Danese. «La gastroscopia è generalmente riservata a casi particolari. L’endoscopia, con l’analisi di frammenti della mucosa di stomaco o intestino, viene considerata lo strumento migliore per rilevare l’ulcera».

«Il batterio, chiamato Helicobacter, andrà eradicato con l’assunzione di un cocktail di antibiotici – specifica il dottore -. Tra gli altri farmaci che vengono prescritti in caso di ulcera peptica ci sono gli inibitori della secrezione acida gastrica, gli inibitori della pompa protonica e i protettori della mucosa gastrica». «I farmaci che bloccano la produzione di acidi – spiega Danese – ne riducono il rilascio nel tratto digestivo promuovendo la guarigione dell’ulcera». Dopo un mese dal trattamento antibiotico è opportuno avere conferma dell’eradicazione con il breath test o l’esame delle feci, ricordandosi di sospendere gli inibitori di pompa protonica per almeno due settimane.

Una pillola 4 in 1 in grado di proteggere cuore e abbassare colesterolo

Pubblicato il 30 Ago 2019 alle 7:13am

Una pillola presa una volta al giorno è in grado di sostituire 4 farmaci comuni per ridurre rischio infarto, ictus e morte improvvisa nelle persone di età superiore ai 50 anni. A promuovere il prodotto a basso costo, che semplifica la prevenzione cardiovascolare è uno studio, il primo su larga scala condotto fino ad oggi, che ha esaminato l’efficacia di un regime terapeutico a base di 4 principi attivi che abbassano colesterolo e pressione alta, proposto per la prima volta oltre 15 anni fa. (altro…)

Ricercatrice salentina scopre trattamento contro il melanoma maligno

Pubblicato il 31 Ott 2018 alle 9:37am

Arriva da una salentina un’importante scoperta nel trattamento del melanoma maligno. Alla base della ricerca c’è una nuova molecola, la Sammson. (altro…)

Diabete, in arrivo l’insulina in pillole

Pubblicato il 28 Giu 2018 alle 7:15am

I ricercatori della Harvard John A. Paulson School of Engineering e Applied Sciences hanno sviluppato un metodo di somministrazione orale che potrebbe trasformare radicalmente il modo in cui i diabetici integrano i livelli di zucchero nel sangue. Se ne parla sui ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’.

Non solo le pillole di insulina prometterebbero di migliorare la qualità della vita di oltre 40 milioni di persone con diabete di tipo 1 in tutto il mondo, ma potrebbero anche mitigare molti degli effetti indesiderati, potenzialmente letali della malattia, che derivano dal fatto che spesso i pazienti non riescono a farsi le iniezioni da soli.

Finora gli esperti non erano riusciti a trovare un modo per somministrare insulina per via orale: la proteina non resiste quando incontra l’ambiente acido dello stomaco e così viene scarsamente assorbita dall’intestino. La chiave del nuovo approccio terapeutico sarebbe quello di trasportare l’insulina in un liquido ionico costituito da colina e acido geranico, che viene inserito in una capsula con rivestimento resistente agli acidi. La formulazione è biocompatibile, facile da produrre e può essere conservata fino a due mesi a temperatura ambiente senza degradazione, un tempo più lungo rispetto ad altri prodotti iniettabili sul mercato.

I ricercatori sono ottimisti sul fatto che, se altri test sugli animali andranno a buon fine, ottenere l’approvazione per eventuali studi clinici sugli uomini sia più facile per il fatto che gli ingredienti chiave nel liquido ionico – colina e acido geranico – sono già stati approvati e considerati sicuri dalla Food and Drug Administration.