tumore del colon retto

Tumore al colon-retto: sviluppato test non invasivo per la diagnosi veloce

Pubblicato il 22 Mag 2020 alle 6:59am

Il tumore al colon-retto è una malattia che purtroppo ogni anno vede quasi due milioni di persone in tutto il mondo, ad essere colpite. Molto importante è la scoperta fatta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna che hanno messo in atto la sperimentazione di un test diagnostico, già brevettato, che si è dimostrato essere molto affidabile nell’identificazione dei segnali relativi a tale patologia, a partire da un semplice prelievo di sangue. I risultati sono stati resi noti e pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Advanced Research.

Ebbene, su quattro marcatori genetici, riassunti nella sigla chiamata CELTiC (CEACAM6, LGALS4, TSPAN8 e COL1A2) e al livello di concentrazione è stato rilevato che si tratterebbe di segnali di presenza del cancro al colon retto.

Per valutare quanto fosse davvero efficace questo strumento i ricercatori hanno esaminato un gruppo di pazienti già risultati negativi al più utilizzato tipo di screening: l’esame immunochimico fetale, o FIT, che serve per individuare l’eventuale presenza di sangue occulto nelle feci. E il test si è dimostrato essere in grado di valutare quelle persone come sane.

“Questo nuovo metodo è veloce, affidabile, efficace ed economico – ha commentato Rossella Solmi, ricercatrice dell’Università di Bologna e tra gli autori dello studio. – I risultati che abbiamo ottenuto, insieme ai dati già raccolti in precedenza, ci confermano che il test ha un alto livello di sensibilità e un’elevata capacità di distinguere i pazienti sani da quelli a rischio”.

Tumore del colon retto, solo il 40% degli italiani fa il test di prevenzione

Pubblicato il 27 Giu 2019 alle 7:39am

Solo il 40% degli italiani esegue lo screening per prevenire il tumore al colon retto. Secondo tumore, più frequente in assoluto, nella popolazione italiana, dopo il cancro al seno. Ma ciò nonostante si fa ancora molto poco per prevenirlo e diagnosticarlo. Anche se la mortalità per questa neoplasia si aggira intorno al 20%.

Da qui allora, la necessità di sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione. A sottolinearlo sono gli oncologi in occasione che si è tenuto alcuni giorni fa in Senato al quale ha preso parte anche il presidente della commissione Sanità di Palazzo Madama, Pierpaolo Sileri.

In Italia, ogni anno, più di 10mila pazienti scoprono di essere colpiti da tumore del colon-retto già in fase avanzata.

La chemioterapia, in questo stadio, spiegano ancora gli specialisti, rappresenta la prima opzione. Il 64% dei pazienti colpiti da tumore del colon-retto ha paura di ammalarsi mentre il 37% è consapevole che questa arma sia sufficiente anche nella malattia avanzata. Ma vi è un grande interesse per l’innovazione nella lotta contro il cancro: il 76% infatti è convinto che le terapie orali possano facilitare l’adesione ai trattamenti. Opinione condivisa anche dal 72% degli oncologi, che affermano in maggioranza (63%) che questa modalità di assunzione possa migliorare la qualità di vita dei malati.

I principali risultati di due sondaggi condotti su circa 200 pazienti con cancro del colon-retto e più di 250 oncologi, sono stati presentati all’incontro. I due sondaggi in questione sono parte di un progetto promosso da Fondazione Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e realizzato con il contributo non condizionante di Servier, che include un opuscolo informativo destinato ai pazienti e distribuito in tutte le Oncologie ospedaliere e una sezione dedicata nel sito di Fondazione Aiom.