tumore ovarico

Tumore ovarico, un app per riconoscerlo e curarlo

Pubblicato il 10 Ott 2020 alle 6:09am

In Italia, ogni anno, sono oltre 5mila le donne colpite da tumore ovarico. Una malattia questa che è difficile da capire e anche da combattere, anche perché nell’80 per cento dei casi accertati viene scoperto già in fase avanzata. Se però la diagnosi fosse precoce, le aspettative di vita, aumenterebbero. (altro…)

Tumore ovarico, 5.000 donne ogni anno ricevono questa diagnosi

Pubblicato il 09 Mag 2020 alle 8:36am

Sono oltre 5.000 le donne che ogni anno in Italia ricevono una diagnosi di tumore ovarico, uno dei più aggressivi di tumori femminili. A causa di sintomi aspecifici o non riconosciuti, in otto casi su dieci scoprono la malattia in fase già avanzata.

Ieri in occasione della Giornata mondiale sul tumore ovarico, è stata e lanciata la campagna “Tumore ovarico: manteniamoci informate”. Un’iniziativa che porta la firma di Fondazione Aiom, in collaborazione con le Associazioni pazienti Acto, Loto, Mai più sole, ed Abrcadabra. “Finalmente, in questi ultimi anni la ricerca ha prodotto risultati importanti nel carcinoma ovarico – ha spiegato Stefania Gori, presidente della Fondazione Aiom – oggi sappiamo che un quarto delle pazienti sono portatrici di mutazioni Brca1 e/o Brca2, con implicazioni terapeutiche e familiari importantissime. E sappiamo che una terapia di mantenimento con farmaci orali, gli inibitori di Parp, determina lunghe sopravvivenze nelle pazienti mutate e anche nelle pazienti non mutate, le quali rappresentano la maggior parte delle donne affette da carcinoma ovarico (75%)”. La campagna si svilupperà nei prossimi mesi attraverso attività online, campagne social ed eventi sul territorio. Già da oggi è attivo il sito www.manteniamociinformate.it con le informazioni fondamentali sul tumore ovarico: ad accogliere le visitatrici è un messaggio di benvenuto di Claudia Gerini, testimonial della campagna.

Tumore ovarico di 20 kg, asportato con successo all’ospedale Miulli di Bari

Pubblicato il 17 Dic 2019 alle 7:23am

La Ginecologia Oncologica dell’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) ha fatto sapere di aver compiuto un grandissimo successo…Ha asportato un tumore ovarico che aveva raggiunto il peso di circa 20 chilogrammi, in un intervento chirurgico particolarmente delicato di citoriduzione addominale. (altro…)

Cancro all’ovaio, una nuova terapia in fase 3, può ridurre il rischio di recidive fino al 60%

Pubblicato il 02 Ott 2019 alle 6:12am

Si tratta del settimo tumore più comune nelle donne, il carcinoma ovarico o dell’ovaio, per il quale, è in corso un Congresso di medicina della Società europea di oncologia medica a Barcellona, e durante il quale arriva veramente un’ottima notizia, per tutte le pazienti che ne soffrono. (altro…)

Tumore ovarico e laparoscopia, un’arma in più per combatterlo

Pubblicato il 03 Lug 2019 alle 11:11am

Un importante arma contro il tumore ovarico arriva al Sant’Orsola di Bologna, grazie all’équipe del professor Pierandrea De Iaco, direttore dell’Oncologia ginecologica e centro di riferimento regionale per i tumori ovarici. Si tratta della laparoscopia, che come spiega De Iaco «Attraverso una laparoscopia, i farmaci chemioterapici vengono introdotti sotto forma di aerosol nell’addome della paziente. La nebulizzazione e la pressurizzazione utilizzate con questa metodica rendono la terapia più efficace, mentre gli effetti collaterali sono ridotti poiché le concentrazioni di chemioterapico sono un decimo rispetto a quelle standard e la ridotta invasività rende l’intervento ripetibile”.

La nuova metodica, Pipac (Pressurized intraperitoneal aerosol chemotherapy), prosegue il professore, «finora nell’ambito dell’oncologia ginecologica veniva effettuata nel nostro paese solo al Policlinico Gemelli di Roma e ora anche nel nostro centro».

Lo specialista, che per il primo intervento è stato affiancato da Giuseppe Vizzielli del Gemelli, aggiunge che «la laparoscopia permette un’accurata esplorazione della cavità addominale e la contestuale esecuzione di biopsie per lo studio istologico e la valutazione alla risposta a precedenti trattamenti Pipac, visto che la procedura può essere ripetuta anche dopo un breve intervallo e può essere successivamente associata con le chemioterapie standard».

Medici credono che sia incinta e invece ha una cisti ovarica di 26 kg

Pubblicato il 03 Dic 2018 alle 6:50am

Secondo i test di gravidanza non era incinta, secondo il suo medico invece sì. E’ quanto accaduto a Keely Favell, 28enne di Swansea, in Galles, la cui pancia continuava a crescere sempre di più, come se fosse in attesa di un bambino. Solo che, dopo un’ecografia la donna ha scoperto che in realtà aveva un cisti ovarica che era arrivata a pesare ben 26 chili e che le aveva reso la pancia più gonfia di quella di una donna in dolce attesa. (altro…)

Rimosso un tumore ovarico grande come un uomo adulto, 60 kg per 90 cm di diametro

Pubblicato il 06 Mag 2018 alle 7:38am

E’ accaduto al Danbury Hospital, nello Stato americano del Connecticut, dove ci sono voluti dodici chirurghi e cinque ore di intervento per operare una paziente 38enne e toglierle un tumore ovarico che pesava sessanta chili e aveva raggiunto un diametro di novanta centimetri.

La donna, alla quale è stato tolto un tumore delle dimensioni di un uomo adulto, ha preferito rimanere anonima.

Il tumore di cui soffriva aveva iniziato a crescere nell’ovaia sinistra della paziente a novembre, aumentando di quattro chili ogni settimana. “I tumori mucinosi alle ovaie tendono a essere grossi – ha commentato Vaagn Andikyan – ginecologo oncologo del Western Connecticut Health Network che ha guidato il team di medici – ma casi di questo tipo sono incredibilmente rari. Potrebbe essere tra i dieci o venti tumori più grandi mai operati al mondo”.

Tecnicamente il tumore era benigno ed era rimasto confinato nella sola ovaia, ma le dimensioni mettevano a repentaglio la vita della donna che “non mangiava più, non camminava e c’erano rischi di complicazioni per il sistema venoso”. A tre mesi dall’operazione la donna sta meglio ed è tornata al suo lavoro di insegnante.

Napoli, Clinica Sanatrix: un intervento innovativo, il primo al mondo, salva mamma e gemellini

Pubblicato il 15 Nov 2017 alle 10:33am

Un intervento, il primo a livello mondiale ha salvato la vita di due gemellini, che così come si presentavano, a soli tre mesi di vita, abbracciati l’uno all’altro nel grembo della mamma dimostravano la voglia di superare, insieme, ogni difficoltà della vita. Un abbraccio capace di raggiungere la mamma e di infonderle coraggio. Di affidarsi ai medici per vincere il tumore ovarico e la complicanza dell’altro ovaio. (altro…)

Tumore ovarico: la prevenzione passa per il test del Brca

Pubblicato il 29 Ott 2017 alle 11:46am

Durante il Congresso dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), in corso a Roma, si è toccata una questione molto importante per la prevenzione del tumore ovarico, che nell’80% dei casi viene scoperto in modo tardivo, in fase già avanzata. (altro…)

Il farmaco che fa regredire il tumore ovarico scoperto dai ricercatori dell’Istituto Pascale di Napoli

Pubblicato il 31 Lug 2017 alle 8:25am

Un team di ricercatori dell’ospedale Pascale di Napoli ha sviluppato un nuovo trattamento farmacologico in grado di far regredire il carcinoma ovarico, anche a lungo termine, dopo la cura chemioterapica.

Il medicinale annunciato dal nosocomio partenopeo, centro di eccellenza in Campania e al livello internazionale, nella cura delle malattie oncologiche, che fa parte dell’Istituto Nazionale Tumori, si chiama Olaparib e, stando a quanto pubblicato sulle pagine della rivista scientifica Lancet Oncology, è risultato particolarmente efficace contro la recidiva per oltre 2 anni (nel 15 per cento delle pazienti trattate ha dimostrato efficace anche a distanza di oltre 5 anni), nelle donne con mutazione dei geni BRCA 1 e BRCA2.

“Si tratta di risultati straordinari – sottolinea Sandro Pignata, oncologo dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli e coordinatore nazionale dello studio – che offrono una valida opzione terapeutica alle nostre pazienti; emerge ancora più forte l’esigenza di effettuare il test per la ricerca delle mutazioni di BRCA in tutte le pazienti con carcinoma ovarico, non solo per selezionare quelle che beneficiano dal trattamento con Olaparib, ma anche per screenare le famiglie nelle quali queste mutazioni sono trasmesse ereditariamente, per riconoscere precocemente le donne a rischio di sviluppare carcinomi ovarici e della mammella”. L’Istituto Pascale, evidenzia Attilio Bianchi, direttore generale del nosocomio napoletano – “rinnova la sua vocazione alla collaborazione internazionale con le maggiori istituzioni internazionali, unico strumento per continuare nella difficile sfida al cancro. A professionisti come Pignata non può che andare il nostro plauso”.