tumore ovarico

Rimosso un tumore ovarico grande come un uomo adulto, 60 kg per 90 cm di diametro

Pubblicato il 06 Mag 2018 alle 7:38am

E’ accaduto al Danbury Hospital, nello Stato americano del Connecticut, dove ci sono voluti dodici chirurghi e cinque ore di intervento per operare una paziente 38enne e toglierle un tumore ovarico che pesava sessanta chili e aveva raggiunto un diametro di novanta centimetri.

La donna, alla quale è stato tolto un tumore delle dimensioni di un uomo adulto, ha preferito rimanere anonima.

Il tumore di cui soffriva aveva iniziato a crescere nell’ovaia sinistra della paziente a novembre, aumentando di quattro chili ogni settimana. “I tumori mucinosi alle ovaie tendono a essere grossi – ha commentato Vaagn Andikyan – ginecologo oncologo del Western Connecticut Health Network che ha guidato il team di medici – ma casi di questo tipo sono incredibilmente rari. Potrebbe essere tra i dieci o venti tumori più grandi mai operati al mondo”.

Tecnicamente il tumore era benigno ed era rimasto confinato nella sola ovaia, ma le dimensioni mettevano a repentaglio la vita della donna che “non mangiava più, non camminava e c’erano rischi di complicazioni per il sistema venoso”. A tre mesi dall’operazione la donna sta meglio ed è tornata al suo lavoro di insegnante.

Napoli, Clinica Sanatrix: un intervento innovativo, il primo al mondo, salva mamma e gemellini

Pubblicato il 15 Nov 2017 alle 10:33am

Un intervento, il primo a livello mondiale ha salvato la vita di due gemellini, che così come si presentavano, a soli tre mesi di vita, abbracciati l’uno all’altro nel grembo della mamma dimostravano la voglia di superare, insieme, ogni difficoltà della vita. Un abbraccio capace di raggiungere la mamma e di infonderle coraggio. Di affidarsi ai medici per vincere il tumore ovarico e la complicanza dell’altro ovaio. (altro…)

Tumore ovarico: la prevenzione passa per il test del Brca

Pubblicato il 29 Ott 2017 alle 11:46am

Durante il Congresso dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), in corso a Roma, si è toccata una questione molto importante per la prevenzione del tumore ovarico, che nell’80% dei casi viene scoperto in modo tardivo, in fase già avanzata. (altro…)

Il farmaco che fa regredire il tumore ovarico scoperto dai ricercatori dell’Istituto Pascale di Napoli

Pubblicato il 31 Lug 2017 alle 8:25am

Un team di ricercatori dell’ospedale Pascale di Napoli ha sviluppato un nuovo trattamento farmacologico in grado di far regredire il carcinoma ovarico, anche a lungo termine, dopo la cura chemioterapica.

Il medicinale annunciato dal nosocomio partenopeo, centro di eccellenza in Campania e al livello internazionale, nella cura delle malattie oncologiche, che fa parte dell’Istituto Nazionale Tumori, si chiama Olaparib e, stando a quanto pubblicato sulle pagine della rivista scientifica Lancet Oncology, è risultato particolarmente efficace contro la recidiva per oltre 2 anni (nel 15 per cento delle pazienti trattate ha dimostrato efficace anche a distanza di oltre 5 anni), nelle donne con mutazione dei geni BRCA 1 e BRCA2.

“Si tratta di risultati straordinari – sottolinea Sandro Pignata, oncologo dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli e coordinatore nazionale dello studio – che offrono una valida opzione terapeutica alle nostre pazienti; emerge ancora più forte l’esigenza di effettuare il test per la ricerca delle mutazioni di BRCA in tutte le pazienti con carcinoma ovarico, non solo per selezionare quelle che beneficiano dal trattamento con Olaparib, ma anche per screenare le famiglie nelle quali queste mutazioni sono trasmesse ereditariamente, per riconoscere precocemente le donne a rischio di sviluppare carcinomi ovarici e della mammella”. L’Istituto Pascale, evidenzia Attilio Bianchi, direttore generale del nosocomio napoletano – “rinnova la sua vocazione alla collaborazione internazionale con le maggiori istituzioni internazionali, unico strumento per continuare nella difficile sfida al cancro. A professionisti come Pignata non può che andare il nostro plauso”.

Tumore ovarico, nuove speranze dall’immunoterapia

Pubblicato il 09 Mag 2017 alle 10:40am

In occasione della quinta giornata mondiale dedicata al tumore ovarico, malattia che colpisce ogni anno 6mila donne, arrivano nuove speranze dall’immunoterapia. (altro…)

Gravidanza: la prima dopo un tumore e grazie ad innesto di tessuto ovarico

Pubblicato il 04 Set 2013 alle 12:18pm

Per la prima volta, in assoluto, un team di scienziati australiani del Servizio di preservazione della fertilità dell’Istituto di fecondazione in vitro di Melbourne, è riuscito ad arrivare ad una gravidanza grazie ad un trapianto di tessuto ovarico nell’addome. La donna, in questione, è in attesa di due gemelli, ed è una giovane di 23 anni anni alla sua venticinquesima settimana di gestazione. (altro…)

Tumore alle ovaie: 8 volte su 10 si scopre tardi

Pubblicato il 26 Ott 2011 alle 8:35am

Il tumore alle ovaie, rappresenta il sesto cancro femminile più diffuso al mondo, nonché una delle più comuni cause di morte per neoplasie ginecologiche. (altro…)

Tumore alle ovaie: una nuova tecnica per illuminare le cellule tumorali

Pubblicato il 21 Set 2011 alle 8:45am

Una nuova tecnica, è stata sperimentata per la prima volta su una donna affetta da tumore alle ovaie, dando la possibilità ai chirurghi di illuminare le cellule tumorali e individuare così gruppi di cellule pari a un decimo di millimetro (contro i 3 millimetri di diametro, che erano visibili con il vecchio sistema).

La fluorescenza sulle cellule tumorali è stata ideata dal prof. Philip Low della Purdue Univerisity; il quale ha dichiarato che: “Il tumore ovarico è molto difficile da osservare, ma grazie alla nuova tecnica è possibile individuare un tumore 30 volte più piccolo del più piccolo tumore potenzialmente in grado di essere rilevato adoperando le tecniche standard”.

Vediamo allora come funziona questa nuova tecnica.

Grazie ad un particolare agente fluorescente ci si può attaccare alle cellule tumorali, rendendo il tumore ben visibile a particolari telecamere; in tal modo, il chirurgo potrà identificare ed eliminare 34 depositi di tumore, rispetto ai 7 depositi visibili attraverso le tecniche manuali.

Con questa importante e sensazionale metodologia, sarà ora possibile ridurre l’errore umano.

Tumore al collo dell’utero: scoperto un farmaco che riesce ad aggirare la chemioresistenza

Pubblicato il 04 Mar 2011 alle 9:22am

I ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, hanno scoperto come riuscire ad aggirare la resistenza ai farmaci in caso di tumore all’ovaio. (altro…)

Tumore alle ovaie: scoperta la molecola miR-200c che ne misura la gravità

Pubblicato il 25 Feb 2011 alle 9:10am

Secondo una ricerca italiana, condotta dall’Istituto Mario Negri di Milano, pubblicato online su ‘Lancet Oncology’, in Italia, il tumore ovarico, colpisce circa 5 mila donne l’anno, ma peggiori sono i dati che emergono sulla diagnosi precoce. (altro…)