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Covid-19, attacca anche i testicoli? Ecco perché colpisce maggiormente gli uomini

Pubblicato il 22 Apr 2020 alle 6:29am

Il coronavirus è più aggressivo e letale negli uomini, piuttosto che nelle donne. La risposta arriva da uno studio di scienziati ricercatori indiani e americani, e pubblicato su Medrxiv.

Secondo i ricercatori, guidati da Aditi Shastri (oncologo presso il Montefiore Medical Center & Albert Einstein College of Medicine, Bronx, NY), “le donne sono state in grado raggiungere uno smaltimento virale significativamente in anticipo rispetto agli uomini, con una differenza mediana di 2 giorni nel raggiungimento di un risultato PCR negativo.

Gli studi fatti dagli scienziati, che hanno esaminato 3 famiglie aventi al loro interno, sia pazienti di sesso maschile che di sesso femminile, le donne appartenenti alla stessa famiglia avevano eliminato prima, l’infezione da Covid-19, rispetto agli uomini in ciascun nucleo familiare.

Secondo i ricercatori, infatti, le ghiandole sessuali maschili costituirebbero una specie di ​ “roccaforte” in cui il virus si rifugia quando è sotto attacco. Una roccaforte che non esiste nelle donne, poiché le ovaie a differenza dei testicoli non presentano la proteina ACE2, il recettore a cui il covid-19 si lega per invadere le cellule umane.

La spiegazione dei quattro studiosi americani e indiani, rilancia con grande evidenza anche dal Los Angeles Times, invece è che il virus entri nel corpo degli uomini anche attraverso i testicoli, dove resterebbe più protetto dalla reazione del sistema immunitario. E grazie a questo riparo il Covid-19 riuscirebbe a resistere più a lungo negli uomini, uccidendone di più che non le donne.

La teoria dove essere ancora confermata da ulteriori studi, e se così fosse, vorrebbe significare anche che il Covid-19 possa essere trasmesso anche per via sessuale: “Dovrà essere preso in considerazione che il virus possa essere secreto nel liquido seminale” ammonisce la professoressa Aditi Shastri.

Alzhaimer, le persone alte hanno un rischio minore di ammalarsi

Pubblicato il 24 Feb 2020 alle 7:50am

Secondo un gruppo di scienziati dell’Università di Copenhagen in Danimarca esisterebbe un reale rapporto tra altezza e rischio di sviluppare l’Alzheimer.

I ricercatori hanno raccolto dati sull’altezza dei pazienti colpiti da demenza. Il team ha analizzato le informazioni di 666.333 uomini, dei quali più di 70.000 fratelli e 7.388 gemelli. Sono stati seguiti per quasi 60 anni, dal 1957 fino al 2016. Di loro 10.599 è emerso che ha sviluppato una forma di demenza. I ricercatori hanno osservato che c’è una correlazione dunque, tra la loro altezza e il rischio di demenza. In particolare gli uomini più alti della media hanno meno probabilità di sviluppare demenza, rispetto a chi è più basso della media.

L’altezza media per gli uomini nati nel 1939 era di 1,75 centimetri. Per ogni 6 centimetri di altezza in più, si è registrata una riduzione del rischio di demenza pari al 10%. I ricercatori hanno “aggiustato” la loro analisi con alcuni parametri importanti come i livelli di istruzione e i risultati dei test di intelligenza.

Lo studio è osservazionale. Si limita quindi a valutare il dato statistico, ma non a spiegarne i motivi. Il gruppo di lavoro ha però spiegato che la ragione potrebbe essere che l’altezza, in particolare la bassa statura, può riflettersi sulle condizioni ambientali nei primi anni di vita. Naturalmente ora i ricercatori puntano a studiare proprio i motivi di ciò.

Anoressia, in forte aumento tra gli uomini

Pubblicato il 18 Feb 2020 alle 6:37am

Fino a qualche tempo fa l’anoressia veniva considerata una malattia che colpiva soprattutto l’universo femminile. Negli ultimi anni, però, si è invece registrato un forte aumento dei casi di anoressia maschile. (altro…)

Anoressia, sempre più maschi, colpiti un uomo ogni 4 donne

Pubblicato il 23 Gen 2020 alle 6:27am

Di anoressia soffrono anche gli uomini: uno su quattro donne, tre milioni in tutto in Italia. Gli uomini che soffrono di disturbi alimentari, vivono una condizione di disagio maggiore rispetto alle pazienti e ricevono diagnosi più tardive. A causa dei pregiudizi, i maschi si vergognano di farsi curare e i medici riconoscono e diagnosticano con più difficoltà. (altro…)

Adroterapia: un trattamento innovativo, una vera speranza di cura per tanti malati più “difficili da trattare”

Pubblicato il 17 Nov 2019 alle 6:53am

Un nuovo trattamento, molto innovativo per curare i tumori non operabili e resistenti alla radioterapia tradizionale: 2500 i pazienti italiani curati ad oggi. Una forma avanzata ed evoluta di radioterapia disponibile solo in sei centri in tutto il mondo, fra cui uno in Italia. Rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale, per quei pazienti che soffrono di ben specifici tipi di cancro, che non si potrebbero trattare in altro modo.

L’adroterapia non è sostitutiva della radioterapia, con cui oggi è trattata circa la metà dei malati oncologici, ma è necessaria nei casi in cui la radioterapia si rivela inefficace. Questo può accadere per i tumori «radio-resistenti» e nei casi in cui i tessuti tumorali sono vicini ad organi vitali e delicati come occhi, nervi, cervello o intestino, che devono essere preservati dagli effetti collaterali della radioterapia.

L’adroterapia «È in grado di colpire solo il tumore preservando i tessuti sani, permettendo di somministrare dosi più intense di radiazioni aumentando così anche le possibilità di successo del trattamento – a chiarirlo è Licitra, che è esperta di tumori del distretto testa-collo e dirige la Struttura complessa di oncologia medica 3 all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Questo perché mentre la radioterapia convenzionale utilizza raggi X o elettroni, l’adroterapia prevede principalmente l’uso di protoni o ioni carbonio: particelle atomiche, dette “adroni” più pesanti e dotate di maggiore energia degli elettroni e quindi più precise ed efficaci. Gli ioni carbonio sono le particelle più potenti utilizzate in adroterapia per colpire la massa tumorale: hanno una potenza 12 x 2000 volte superiore ai raggi X utilizzati nella radioterapia tradizionale e sono in grado di provocare un danno al DNA delle cellule tumorali tre volte maggiore rispetto alla radioterapia tradizionale. Inoltre, grazie alle loro caratteristiche fisiche, gli ioni rilasciano la loro energia solo in prossimità della massa tumorale, riducendo molto gli effetti sui tessuti sani circostanti».

Mangiare jogurt due volte a settimana previene tumore dell’intestino

Pubblicato il 21 Giu 2019 alle 9:39am

Mangiare lo yogurt due o più volte a settimana potrebbe aiutare a prevenire formazioni pre-cancerose all’intestino. Parola di esperti, ricercatori della Washington University School of Medicine, a Washington DC, che nel loro studio hanno scoperto che il consumo di yogurt, due o più volte a settimana, potrebbe aiutare a prevenire, almeno negli uomini, la crescita di ‘adenomì intestinali’, formazioni pre-cancerose che possono rappresentare l’anticamera del cancro del colon-retto. (altro…)

Ritocchi ai genitali più da parte degli uomini

Pubblicato il 08 Mag 2019 alle 7:58am

Sono sempre più numerosi gli uomini che ricorrono a ritocchini ‘intimi’ per piacere e piacersi di più. Si parla infatti del 70-80% per “dimensioni perfette”, spinto anche da un disagio sotto le lenzuola non motivato da una reale ‘avarizia’ di madre natura in centimetri. Il confronto nasce con i compagni in uno spogliatoio, un commento fatto dalla compagna con l’ex e problemi funzionali o igienici. A spiegarlo gli specialisti del settore.

Il risultato? Si viaggia al ritmo di 25 interventi al mese, per un totale di 300 l’anno, considerando poi che solo uno dei più noti centri italiani che vanta una maxi casistica di falloplastica: il Centro di medicina sessuale di Milano fondato da Alessandro Littara, specialista con all’attivo più di 5 mila operazioni di modifica del pene all’anno. Ma le richieste sono molto più numerose. “Arrivano a quota 3 mila”, riferisce l’andrologo all’AdnKronos Salute, ma vengono accuratamente selezionate già in partenza, quelle che sono fattibili e quelle no.

Littara e colleghi firmano infatti un importante studio, pubblicato nei giorni scorsi su ‘Scientific Reports’, rivista del gruppo Nature. Il lavoro è stato presentato giorni fa a Milano in occasione dell’International Male Aesthetic Surgery and Medicine, in corso fino a domenica 5 maggio, “il primo congresso internazionale a occuparsi solo dell’uomo”, fa notare l’andrologo. Uno specchio dei tempi se si considera il peso crescente che l’universo maschile sta acquisendo nella domanda di procedure estetiche. Sul fronte della chirurgia plastica genitale, che sembra superare addirittura quella femminile.

“Nella mia esperienza – testimonia l’esperto – il rapporto è 3 a 1. Il picco è nella fascia d’età tra 35 e 50 anni, anche per un fattore di solidità economica che si acquisisce con l’avanzare della carriera lavorativa”, considerando che l’intervento non è coperto dal Ssn e ha un costo variabile tra i 4 e gli 8 mila euro. “Molti pazienti sono persone al ‘secondo giro’, che avevano vissuto qualche disagio all’inizio della vita sessuale e poi avevano trovato equilibrio e sicurezza in una lunga storia con una donna. Fino a quando, come spesso accade, ci si separa e ci si rimette in gioco. A quel punto le ansie sopite tornano a galla, l’incontro con donne più adulte e con esperienze alle spalle fa più paura e si sprofonda nuovamente nelle incertezze” e nell’ossessione delle dimensioni.

Il ritocco intimo cercato dall’uomo per cancellare i segni degli anni sotto gli slip o per motivi di carattere funzionale o igienico. E su questo fronte spicca poi “l’aumento di richieste anche in Italia di circoncisione per motivi igienici. L’intervento viene praticato a oggi dal 60% degli americani, in Italia comunque se siamo al 10% della popolazione è già significativo”.

In complesso “è un settore in crescita, tanto che in pochi anni si è passati da numeri decimali a percentuali a due cifre”. E i dati riportati da Littara sono solo la punta dell’iceberg. “Troppi i tabù che resistono, poca l’informazione. Gli uomini usano la Rete come principale rifugio e riferimento per i problemi di estetica intima e spesso si costruiscono aspettative irrealistiche, tanto che alcuni si presentano in studio con foto di dettagli intimi di attori chiedendo le stesse misure”, evidenzia lo specialista. C’è tutto un sommerso che nasconde anche insidie. Basta fare un giro sul web, dove fioccano le proposte di rimedi ‘fai da te’.

In arrivo il ‘pillolo’, anticoncezionale maschile

Pubblicato il 27 Mar 2019 alle 11:07am

E’ in arrivo una versione maschile della pillola anticoncezionale che può essere assunta per un mese senza effetti collaterali dagli uomini, essendo in grado di abbassare i livelli di due ormoni necessari per la produzione dello sperma. Ad affermarlo sono i risultati condotti dal primo test clinico di fase 1 su un ‘pillolo’, presentato in occasione del congresso della Endocrine Society che si è tenuto alcuni giorni fa a New Orleans. (altro…)

Il cervello delle donne invecchia più di quello degli uomini. Parola di esperti

Pubblicato il 07 Feb 2019 alle 7:46am

Il cervello delle donne invecchia più lentamente e, a parità di età, è anche tre anni più giovane di quello degli uomini. Parola di esperti. Ad indicarlo, una nuova ricerca condotta dall’Università di Washington a St. Louis, pubblicata sulla rivista dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas. Il risultato, basato sulla scansione del cervello di 205 persone, che potrebbe anche spiegare perché le donne tendano a essere meno vulnerabili rispetto agli uomini alle malattie neurodegenerative che insorgono con l’avanzare dell’età. (altro…)

Prostata: in arrivo nuovo test del sangue più affidabile del test Psa

Pubblicato il 23 Mag 2018 alle 6:48am

E’ in arrivo un nuovo test del sangue, messo a punto negli Stati Uniti dalla Cleveland Diagnostics, anche più affidabile del tradizionale test PSA per misurare il rischio di tumore alla prostata. Il test identifica i cambiamenti della struttura dell’antigene prostatico (PSA) e quindi non si limita semplicemente a misurare la concentrazione del PSA nel sangue come fa il test in uso oggi. (altro…)