vene varicose

Vene varicose, come sbarazzarsene in modo naturale

Pubblicato il 13 Gen 2020 alle 7:19am

Le vene varicose (o varici) sono vene dilatate, di apparenza tortuosa, incapaci di raccogliere il sangue periferico delle gambe e indirizzarne il flusso verso il cuore. (altro…)

Vene varicose, quali sono i sintomi principali

Pubblicato il 30 Dic 2019 alle 6:05am

Le vene varicose (o varici) sono vene dilatate, di apparenza tortuosa, incapaci di raccogliere sangue periferico delle gambe e indirizzarne il flusso verso il cuore.

Questa malattia, causata da un malfunzionamento delle valvole delle vene stesse, compromette l’efficacia del sistema safenico (principale sistema venoso superficiale che drena il sangue dalle gambe verso il cuore) e favorisce il reflusso del sangue nei tessuti, con conseguente dilatazione venosa.

Il sangue, infatti, tende a scivolare verso il basso per forza di gravità e quindi a ristagnare nei tessuti più declivi.

Un processo patologico lento ma progressivo che può determinare, alla lunga, l’insorgenza di diverse complicazioni: dai semplici problemi estetici (le varici appaiono infatti tortuose ed in rilievo), sino a possibili trombosi, flebiti o alla severa insufficienza venosa cronica.

I sintomi iniziali delle varici (o vene varicose) sono:

– Sensazione di pesantezza alle gambe dopo aver trascorso molto tempo in piedi – Crampi notturni al polpaccio – Formicolii o prurito alle gambe – Dolori lungo il decorso delle vene – Gonfiore alle gambe

Sintomi che si possono aggravare e possono manifestarsi ancora di più:

– Macchie brune localizzate generalmente nella parte inferiore della gamba, dovute alla fuoriuscita di sangue dalla vena – Eczema, ossia eruzione o rottura di vescicole nella gamba – Aree cutanee più o meno estese, arrossate, dolenti o indurite sulla gamba – Tromboflebite superficiale, ovvero infiammazione della parete venosa che si manifesta con la comparsa di un segmento venoso dolente e indurito su un’area cutanea calda e arrossata – Ulcerazioni (lesioni di lenta guarigione) localizzate in genere in prossimità del malleolo – Sanguinamento spontaneo o a seguito di un trauma dovuto alla rottura di una varice.

Vene varicose e il trattamento con la scleromousse

Pubblicato il 24 Giu 2019 alle 6:44am

In Italia sono tante le persone che soffrono di vene varicose. Si parla infatti di una persona su due. Le donne sono maggiormente colpite in un rapporto di due a uno rispetto agli uomini e un’età media più bassa, sui vent’anni circa (dati emersi dal XXIV Congresso mondiale di flebologia di Roma nel 2015). L’insufficienza venosa cronica è un problema di circolazione sanguigna che si manifesta visivamente con la dilatazione dei vasi dal percorso generalmente tortuoso che interessa il sistema venoso superficiale delle gambe (la grande e piccola safena e gli affluenti di entrambe): le vene varicose o varici vengono molto spesso sottovalutate e derubricate a seccatura estetica.

«In realtà», spiega l’angiologo Elia Diaco, presidente della sezione calabrese della Società italiana di angiologia e patologia vascolare (Siapav), «dietro può esserci un problema di salute anche grave: flebiti, ulcere venose, tromboflebiti superficiali o profonde che possono portare anche all’embolia polmonare ».

Quando si avvertono sintomi come dolore, pesantezza, bruciore o senso d’irrequietezza alle gambe e compaiono edemi agli arti inferiori, meglio rivolgersi subito a un angiologo. Il quale sottoporrà il paziente all’ecocolordoppler. Si tratta infatti di una ecografia con immagini a colori rosso e blu dei flussi venosi e arteriosi, in grado di evidenziare le eventuali lesioni, anche piccole, delle pareti dei vasi.

La tecnica classica, risalente ai primi anni del ’900, è quella della safenectomia o stripping della safena. In pratica si «sfilano» – stripping, appunto – i segmenti danneggiati di quella che è la vena più lunga del corpo umano (va dalla caviglia all’inguine).

Per le piccole varici sintomatiche che non coinvolgono la grande safena si ricorreva fino a pochi anni fa alle microincisioni della varicectomia. Meno invasiva, ma sempre chirurgica, è l’ablazione della safena mediante laser o radiofrequenza: sonde inserite attraverso una piccola incisione che liberano energia laser o radiofrequenze che occludono la vena, eliminandola dal circolo.

La scleromousse «La scleromousse è la vera rivoluzione», come la definisce Diaco, in quanto arriva, però, nel 1997. Il chirurgo vascolare spagnolo Juan Cabrera propone per la prima volta un farmaco sclerosante in forma schiumosa (mousse) che evita il ricorso al bisturi. «È la tecnica della scleromousse », prosegue l’angiologo.

«In Francia i dottori la usano da oltre 15 anni. In Italia è stata rivalutata grazie al cosiddetto Metodo Tessari, un nuovo protocollo di preparazione e utilizzo della schiuma, ideato dal medico Lorenzo Tessari, che prevede l’unione di una sostanza, l’aetoxiscl erolo, con l’aria o con gas biocompatibile attraverso miscelazioni eseguite in rapida successione con l’ausilio di due siringhe collegate tra loro da un rubinetto a tre vie».

Come funziona il trattamento Il trattamento viene effettuato in ambulatorio e non richieste anestesia locale. «Tramite una sonda ecografica», spiega Diaco, «s’individua la vena da trattare, all’interno della quale vengono iniettati solitamente non oltre 5-10 ml (la quantità massima è di 20 ml) di schiuma sclerosante attraverso un piccolo catetere o un ago butterfly (a farfalla) eco-guidato. La mousse agisce sulle pareti venose dove il tessuto interno risulta danneggiato e provoca una flebite chimica, in cui il trombo ostruisce la vena, che, poi, viene ripulita dai macrofagi, specie di “cellule-spazzine”, in un mese o due».

Il procedimento dura dai due ai tre minuti e la mousse in eccesso eliminata per via venosa e catabolizzata. Asportato l’ago o il catetere, per ridurre la reazione infiammatoria si effettua poi un bendaggio elastico e compressivo che deve essere mantenuto per circa 48 ore. S’indossa poi una calza elastica con una compressione di secondo o terzo grado.

«Nei sei giorni successivi al trattamento con scleromousse», prosegue lo specialista, «si prescrivono iniezioni sottocute di eparina a basso peso molecolare. Per un mese, oltre a tenere le calze compressive, si assumono compresse di sulodexide o mesoglicano e comuni antinfiammatori (paracetamolo e creme locali) per contrastare la tensione e il lieve dolore causati dall’indurimento del vaso che la sclerosi può comportare, soprattutto nei primi dieci giorni». I controlli vengono effettuati a sette e trenta giorni e a sei mesi dalla procedura.

Vene varicose, cause e rimedi

Pubblicato il 17 Mar 2019 alle 8:44am

Le vene varicose (o varici) sono delle vene che si presentano dilatate, a vista tortuose, incapaci di raccogliere il sangue periferico delle gambe e di indirizzare il flusso sanguigno verso il cuore. (altro…)

Vene varicose, come eliminarle con un trattamento senza anestesia

Pubblicato il 26 Lug 2017 alle 9:00am

Per la salute e la bellezza delle proprie gambe, le donne che soffrono di vene varicose possono ricorrere ad una tecnica innovativa che consente la cura in assenza di anestesia e di dolore: “Si tratta dell’Ablazione endoluminale meccanico chimica (Moca) che avviene mediante uno strumento ideato e progettato dalla Yale University in Connecticut, distribuito in Italia solo dallo scorso anno“, spiega Massimo Danese, Chirurgo vascolare responsabile del Centro di Flebochirurgia, Ao San Giovanni Addolorata di Roma.

“Il trattamento è praticamente indolore e non serve l’anestesia a differenza delle altre principali tecniche endoluminali disponibili ad oggi per questo tipo di problematica, come laser e radiofrequenza“. “Tutto ciò è dovuto al fatto che il catetere, inserito nella safena con un ago, ‘ruota’ creando un vasospasmo che è in sinergia con l’iniezione del farmaco sclerosante. Già dal giorno dopo è possibile riprendere la propria vita normale; sarà solo necessario indossare una calza elastica per una decina di giorni“.

“Si sconsiglia sempre di affrontare il problema in estate, quando il caldo favorisce la vasodilatazione e i raggi ultravioletti sono più forti. Un buon momento per farlo è il periodo invernale, ma in questo periodo si può cominciare a programmare l’intervento“. “Quella delle vene varicose – prosegue Danese – è una malattia che colpisce soprattutto le donne, e in particolare le pazienti dai trent’anni in su, specialmente quelle che hanno già avuto una gravidanza. Il problema peggiora naturalmente quanto più passano gli anni, soprattutto per le pazienti dai 60 anni in su“.

Vene varicose, cosa fare

Pubblicato il 23 Giu 2017 alle 8:29am

La varicosi, conosciuta col nome di vene varicose o di varici, è una patologia che interessa molti uomini e soprattutto donne, da una certa età in poi. (altro…)