video privati in rete

In carcere chi posta video sexy e privati senza consenso

Pubblicato il 04 Mar 2019 alle 6:26am

E’ prevista una multa fino a 2mila euro e reclusione da uno a cinque anni per chiunque pubblica “attraverso strumenti informatici o telematici immagini o video privati aventi esplicito contenuto sessuale senza il consenso delle persone che sono ritratte”.

E’ questo il contenuto della proposta di legge presentata dalla senatrice M5s Elvira Evangelista e che sta raccogliendo adesioni da diverse forze politiche unite nell’intento di introdurre anche in Italia un reato, il “revenge porn”, già riconosciuto in Germania, Israele, Regno Unito e in trentaquattro Stati degli Usa.

Una battaglia nata nella scorsa legislatura su iniziativa dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini e alcune associazioni come Insieme in Rete e I Sentinelli anche con lo scopo di evitare che si ripetano casi come quello avvenuto in Campania, di Tiziana Cantone, la giovane napoletana che si tolse la vita il 13 settembre 2016, dopo che un suo video hard girato dall’allora fidanzato era diventato virale in Rete.

“Nell’ipotesi in cui il fatto venga commesso dal coniuge, anche separato o divorziato o da una delle parti tra coloro che hanno contratto un’unione civile”, si legge nella testo della proposta, “o da chi al momento della commissione del fatto è legato alla persona offesa da una relazione affettiva o lo è stato in passato”, è previsto un inasprimento di pena con la reclusione da due a sette anni e una multa da 1.500 a 3mila euro.