virus Zika

Gravidanza: pronta la prima mini-placenta coltivata in laboratorio

Pubblicato il 04 Dic 2018 alle 9:49am

Dopo la placenta su chip e la mappa cellulare di quest’organo, è già pronta la prima mini-placenta coltivata in laboratorio: un successo straordinario, secondo gli scienziati, in quanto permetterà di svelare molti aspetti ancora sconosciuti della gravidanza e di studiare da vicino i cambiamenti fisiologici, metabolici e ormonali che avvengono durante questa fase della vita di ogni donna. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Nature e guidata dall’Università di Cambridge, ha prodotto placente così fedeli da dare risposta positiva ai normali test di gravidanza. (altro…)

Virus Zika, grazie ad un anticorpo è possibile bloccare l’infezione nei feti e negli adulti

Pubblicato il 09 Nov 2016 alle 7:00am

Arriva un’importante scoperta in campo scientifico e farmacologico, grazie ad un anticorpo capace di bloccare l’infezione del virus Zika sia nei feti che negli individui adulti. A dimostrarlo è un esperimento condotto sui topi, descritto sulla rivista scientifica Nature dal gruppo della Vandebilt University coordinato da James Crowe. (altro…)

Zika primo caso di contagio tra parenti

Pubblicato il 20 Lug 2016 alle 9:12am

Negli Usa, un uomo dello Utah è risultato essere positivo al virus Zika dopo essersi preso cura di un anziano suo parente che era stato contagiato al ritorno da un viaggio in uno dei Paesi colpiti dall’epidemia. L’anziano, che soffriva anche di altre patologie preesistenti, è morto a fine giugno, dopo essere stato ricoverato nell’Ospedale universitario di Salt Lake City. Si tratta del primo decesso correlato a Zika nel continente (in precedenza c’era stato il caso di un altro anziano a Porto Rico). Il virus è trasmesso dalle zanzare Aedes aegypti e Aedes albopictus o tramite rapporti sessuali.

«Questo nuovo caso è una sorpresa per la comunità scientifica e mostra quanto ancora dobbiamo imparare» ha commentato Erin Staples, epidemiologa dei Cdc statunitensi (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie).

Il paziente più giovane, che al contrario del parente non aveva lasciato lo Utah, si è ripreso velocemente. «Riteniamo sia una situazione unica», ha aggiunto Angela Dunn, viceresponsabile per l’epidemiologia del Ministero della Salute di Salt Lake City. L’anziano aveva nel sangue livelli di Zika altissimi: 100mila volte più elevati rispetto ad altri campioni di persone contagiate.

Zika: ministero invia circolare alle regioni per la prevenzione. Ricercatori europei scoprono anticorpi per neutralizzarlo

Pubblicato il 28 Giu 2016 alle 6:40am

Ad oggi sono 37 i casi di infezione del virus Zika registrati solo in Italia, tutti da importazione, provenienti dalle zone in cui il virus e’ presente, a partire dal Sudamerica. (altro…)

Allarme virus Zika: per gli scienziati “bisognerebbe rimandare le Olimpiadi”

Pubblicato il 10 Giu 2016 alle 10:13am

Il Brasile è il Paese più colpito dal virus Zika. Si conta circa un milione e mezzo di persone contagiate a partire dal 2015.

Creato un comitato che dà informazioni in tempo reale sul virus.

Si teme per le prossime olimpiadi. Gli atleti sono stati informati sulla prevenzione, e per questo vivranno in appartamenti con aria condizionata, avranno pantaloni e magliette a maniche lunghe e riceveranno preservativi.

“La gente – ha aggiunto l’Oms – continua a viaggiare in questi paesi per tutta una serie di ragioni. Il miglior modo di ridurre il rischio della malattia è seguire scrupolosamnete i consigli di viaggio per la salute pubblica”.

Queste Olimpiadi non s’hanno da fare. E’ questa la posizione di Rospotrebnadzor, condivisa dalla stessa OMS.

Virus Zika, arriva la conferma, causa microcefalia

Pubblicato il 14 Apr 2016 alle 9:55am

Arriva la conferma. Il virus Zika, trasmesso da una zanzara, causa la microcefalia, anomalia del feto che provoca la nascita di bambini con la testa più piccola rispetto al resto del corpo, e gravi danni cerebrali. (altro…)

Virus Zika, non è esclusa la trasmissione sessuale

Pubblicato il 01 Mar 2016 alle 6:55am

Dagli ultimi dati emersi dall’indagine condotta dall’ISS, pubblicati online su Eurosurveillance, non collegati all’attuale epidemia che si sta sviluppando in America Latina, ma riferiti ad un caso, il terzo identificato sino a ora nel mondo, ricostruito e confermato retrospettivamente: «Nell’estate-autunno del 2014 – chiarisce Gianni Rezza, direttore del MIPI – l’unità arbovirus dell’ISS esaminò per una sospetta Dengue i campioni di siero appartenenti a un uomo che aveva viaggiato in una zona all’epoca affetta da Dengue, la Tailandia, e della sua partner, che invece non aveva effettuato viaggi, ma che si era ammalata a distanza di circa 20 giorni con sintomi simil-Dengue. I campioni provenivano dalla Clinica delle Malattie infettive dell’azienda universitaria di Careggi, Firenze. Complessivamente, dall’analisi di tutti i risultati di laboratorio, non fu possibile confermare l’infezione da virus Dengue per nessuno dei due casi. Rimase comunque il sospetto di una infezione importata da Flavivirus, con una successiva trasmissione autoctona, presumibilmente per via sessuale».

Ecco allora che si profila anche lo spettro della trasmissione sessuale per il virus della Zika. Cosa certamente ancora più allarmante.

Rimini, 30 enne italiano contrae virus Zika dopo viaggio a S. Domingo

Pubblicato il 11 Feb 2016 alle 6:48am

Un caso di virus Zika sarebbe stato rilevato ieri a Rimini. Un 30enne di rientro a gennaio da una vacanza a Santo Domingo, avrebbe contratto il virus.

Il giovane, con i classici sintomi dell’influenza, si sarebbe rivolto al medico di famiglia il quale gli avrebbe consigliato degli accertamenti presso il dipartimento di microbiologia del Sant’Orsola di Bologna.

Le analisi del sangue avrebbero confermato la presenza del Zika contratto attraverso la puntura di una zanzara infetta nel Paese latinoamericano dove il giovane si è recato.

Si tratterebbe questo del primo caso in Emilia, il decimo in tutta Italia. Le altre persone stanno bene.

Virus Zika, donne incinte a rischio, no a viaggi dove è diffuso

Pubblicato il 30 Gen 2016 alle 6:16am

Le donne in gravidanza sono le più esposte al virus Zika, e pertanto, dovrebbero evitare viaggi nei Paesi dove è presente.

Le linee guida pubblicate dal Ministero della Salute, saranno affisse sotto forma di poster in porti e aeroporti, dopo l’allarme lanciato giovedì scorso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il virus Zika «si sta diffondendo in maniera esplosiva» ha dichiarato il direttore generale dell’Oms Margaret Chan, che ha presieduto un incontro informativo con gli Stati membri.

Secondo una stima della stessa Organizzazione, il virus potrebbe infettare 3-4 milioni di persone nelle Americhe, 1,5 milioni delle quali in Brasile, dove – da meno di un anno a questa parte – sono nati più di 4mila bambini con microcefalia, una malformazione neurologica che comporta una crescita ridotta del volume del cervello e della circonferenza cranica, con possibili danni neurologici anche gravi. Ci sono forti sospetti che tra questa patologia e il virus Zika contratto dalle donne in gravidanza ci sia un legame.

L’Oms ha anticipato che sta per essere pubblicato anche uno studio. Il consiglio quindi, per fronteggiare l’emergenza e non correre rischi è quello di evitare id recarsi in questi paesi a rischio.

Sulla base delle informazioni e dei bollettini epidemiologici internazionali si possono distinguere: Paesi in cui sono in corso epidemie di virus Zika a rapida evoluzione, con trasmissione in aumento o diffusa (Colombia, Brasile, Suriname, El Salvador, Guiana Francese, Honduras, Martinica, Messico, Panama, Venezuela) e Paesi in cui vengono segnalati casi e trasmissione sporadica a seguito di introduzione recente del virus (Barbados, Bolivia, Ecuador, Guadalupe, Guatemala, Guyana, Haiti, Porto Rico, Paraguay, Saint Martin).

Virus Zika al centro dell’epidemia in Brasile

Pubblicato il 04 Gen 2016 alle 6:57am

Potrebbe esservi il virus Zika al centro dell’epidemia di microcefalia che nel 2015 si è registrata in Brasile.

Una malformazione neurologica che porta con sé una ridotta crescita a sia del cervello che della circonferenza del cranio ma che in generale non si associa a problemi cognitivi.

La microcefalia può condurre a ritardi mentali, paralisi degli arti, epilessia, mal di testa o dolore alle articolazioni.

Visto il cospicuo numero di casi e di morti registrati che si sono verificati in Brasile, le autorità cercano di capire il motivo per cui si sarebbe verificato.

Il virus Zika si chiamerebbe in questo modo perché presente nelle scimmie che vivono nella foresta ugandese di Zika e sarebbe trasmesso dalla zanzara Aedes Aegypti ed Aedes Albopictus.

Al momento, però, non è certo che l’epidemia di microcefalia sia stata provocata proprio da questo virus perché il gran numero di casi si sarebbe verificato soltanto in Brasile e non in altri Paesi sudamericani e oceanici in cui il virus Zika è presente.

Il rischio più grande riguarderebbe le donne in gravidanza, con il pericolo che il feto nasca con microcefalite.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già emanato un’allerta epidemiologica e l’attenzione è ora alta anche in Europa.

Si teme infatti che i casi possano aumentare e che il virus Zika possa espandersi anche in altri territori.