indagine

Lo stress accumulato durante l’infanzia può alterare l’equilibrio ormonale da adulto

Pubblicato il 01 Mag 2019 alle 6:12am

Lo stress rilevato durante l’infanzia potrebbe alterare l’equilibrio ormonale in età adulta. A rivelarlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Psychological Science dagli scienziati dell’Università del Minnesota di Minneapolis (Usa), secondo cui le tensioni emotive vissute durante i primi anni di vita potrebbero influenzare negativamente il sistema di risposta allo stress a 30-40 anni.

“Abbiamo scoperto che la quantità di esposizione allo stress di una persona nelle prime fasi della vita gioca un ruolo importante nello sviluppo di modelli non salutari di rilascio del cortisolo – spiega Ethan S. Young, che ha diretto la ricerca -. Tuttavia, questo è vero solo se gli individui sperimentano livelli elevati di stress anche da adulti. Ciò indica che la combinazione tra lo stress sperimentato precocemente e quello provato più avanti provoca profili di rilascio del cortisolo meno sani”.

Per giungere a queste conclusioni, lo scienziato e i colleghi hanno esaminato i dati di 90 persone che avevano preso parte fin dalla nascita allo studio: “Minnesota longitudinal study of risk and adaptation”. In particolare hanno analizzato i risultati di un sondaggio chiamato “Life events schedule (Les)”, che prende in esame diversi eventi stressanti sopraggiunti nel corso della vita, come ad esempio, problemi finanziari, difficoltà relazionali, disturbi fisici e mortalità. Hanno da qui attribuito a ciascun evento un numero da 0 a 3 per creare un punteggio complessivo del livello di stress sperimentato nelle diverse fasi della vita.

Le madri dei partecipanti hanno risposto allora al questionario Les per conto dei loro figli quando questi avevano 12, 18, 30, 42, 48, 54 e 64 mesi e quando avevano 6,7,8, 11, 16 e 17 anni. Successivamente, i soggetti hanno completato il sondaggio in prima persona quando avevano 23, 26, 28, 32, 34 e 37 anni. Hanno raggruppato i punteggi Les dei volontari in cinque periodi della vita: infanzia (1-5 anni), media infanzia (classi 1-6), adolescenza (16 e 17 anni), prima età adulta (23-34 anni) e periodo attuale (37 anni). Inoltre, all’età di 37 anni i partecipanti hanno fornito i risultati della misurazione dei livelli di cortisolo raccolti nel corso di due giornate e fatti esaminare. Ovvero, un campione di saliva dopo essersi svegliati, a distanza di 30 minuti e di 1 ora, nel pomeriggio e prima di andare a letto.

L’indagine ha permesso di evidenziare che i livelli di cortisolo dipendevano sia dallo stress provato durante l’infanzia che da quello sperimentato all’età di 37 anni. I soggetti che nei primi anni di vita erano poco stressati, avevano profili di rilascio del cortisolo indipendenti dal livello di stress vissuto in età adulta. I volontari che, invece, avevano vissuto situazioni stressanti durante la prima infanzia mostravano modelli giornalieri di rilascio del cortisolo alterati, ma solo nel caso in cui sperimentavano livelli elevati di stress anche a 37 anni. Secondo i ricercatori, dai dati raccolti emerge che la prima infanzia rappresenta un momento molto delicato, in cui gli eventi stressanti possono modificare poi il sistema di risposta allo stress, nel corso della vita di ogni soggetto, con conseguenze negative per la salute che possono durare fino all’età adulta.

Al Ca’ Foncello: una videcapsula che si prende come una pillola e trasmette immagini per 8 ore

Pubblicato il 20 Mar 2019 alle 12:41pm

Al Ca’ Foncello di Treviso si esegue l’endoscopia capsulare, sia per gli adulti che per i baby pazienti. L’indagine prevede l’utilizzo di una videocapsula monouso per l’indagine diagnostica del piccolo intestino (o intestino tenue). La metodica viene messa a disposizione dei pazienti adulti presso l’Unità Operativa di Gastroenterologia, diretta dal dr Stefano Benvenuti, e dei bambini presso l’Unità Operativa di Pediatria, diretta dal dr Stefano Martelossi. (altro…)

Sauze, quattro indagati per la morte della piccola Camilla sulla pista da sci

Pubblicato il 04 Gen 2019 alle 7:42am

La procura di Torino ha aperto un fascicolo per omicidio colposo dopo la morte della piccola Camilla Compagnucci, la bimba di 9 anni, romana, che ha perso la vita due giorni fa sulle piste di Sauze d’Oulx. Il pm Giovanni Caspani ha iscritto 4 persone nel registro degli indagati, gli stessi che erano finiti in un’altra inchiesta per una morte identica, di Giovanni Bonavenutura, giovane ingegnere di 31 anni morto il 20 gennaio dello scorso anno sull’altro versante della stessa pista da sci. I due fascicoli saranno unificati in un’unica inchiesta che si focalizzerà anche sull’uso delle barriere frangivento, barriere che sono in legno senza imbottitura e che servono a impedire che la neve naturale venga spazzata via. La barriera contro cui si è spezzata anche la vita della piccola Camilla è stata sequestrata dai carabinieri che indagano sull’accaduto.

Sentito subito dopo il papà della bimba e un amico che stava sciando con loro. Nei prossimi giorni il pm potrebbe disporre nuovi sopralluoghi nel punto in cui è avvenuto l’incidente. Camilla sapeva sciare e, secondo i testimoni, ha perso il controllo sugli sci e su una cunetta. “La mia bambina, la mia Camilla sapeva sciare”, ripete da il papà, Francesco Compagnucci, che a fatica ha ricostruito l’incidente davanti ai carabinieri.

Rigopiano: depistaggio, 7 indagati, c’è anche ex Prefetto. Vittima chiamò Prefettura al mattino

Pubblicato il 28 Dic 2018 alle 1:28pm

La Procura di Pescara ha notificato 7 avvisi di garanzia per il reato di frode in processo penale e depistaggio a carico del personale della Prefettura di Pescara, compreso l’ex prefetto. Le accuse sono quelle di occultamento del brogliaccio delle segnalazioni del giorno 18 gennaio 2017 alla Squadra Mobile di Pescara per nascondere la chiamata di soccorso fatta alle 11.38 dal cameriere Gabriele D’Angelo al centro coordinamento soccorsi. (altro…)

Università, Londra scalza Parigi: Milano prima di Roma

Pubblicato il 14 Mag 2018 alle 6:30am

Per la prima volta Londra è in cima alla classifica di QS Best Student Cities. La capitale inglese supera la capitale francese e Montreal, detentrici del primato 2016 e 2017, che quest’anno dovranno accontentarsi del quinto e quarto posto. Secondo e terzo posto per Tokyo e Melbourne, come riportato da Skuola.net. (altro…)

Pet friendly, anche il relax condiviso con gli amici a 4 zampe

Pubblicato il 30 Apr 2018 alle 7:36am

Secondo una recente ricerca condotta da Vente-privee che ha coinvolto i propri clienti in una indagine, al primo posto tra i migliori amici dell’uomo per il 66,5% degli intervistati ci sono i cani e i gatti, di razza e non, in molti casi adottati in canili e gattili (28%): animali con cui si crea una relazione unica e profonda, un legame che si consolida nel corso del tempo.

I dati raccolti evidenziano infatti che coloro che possiedono un cane o un gatto si sentono meno stressati (41%), diventano più responsabili, dovendo prendersene cura (33%) e si relaziona con più facilità con gli altri, essendo stimolato alla conoscenza di nuove persone e ad uno stile di vita più sano (15%), soprattutto con riferimento ai cani.

A dimostrazione dell’estrema importanza dei loro amici a 4 zampe, il 53% dei proprietari dichiara di non badare a spese per la cura del propri amici, arrivando a spendere una media di circa 60 euro al mese tra cibo e accessori, funzionali o estetici.

In crescita anche i locali, le spiagge e gli hotel, le spa, pet friendly che consentono alle persone e ai loro animali di condividere momenti insieme di relax soprattutto durante le vacanze.

E che dire della Giornata Mondiale dei cani in Ufficio?

L’appuntamento è fissato per l’ultimo venerdì di giugno (quest’anno sarà il 29) in cui si celebra tale ricorrenza. Un’occasione annuale per recarsi al lavoro con i propri quadrupedi che secondo studi, beneficerebbe su produttività e ambiente circostante.

E per gli amanti dei gatti, ci sono i Cat Café, bar tematici nati (ovviamente) in Giappone, ma arrivati anche a Milano, Cagliari, e altre città italiane.

“Pulcini triturati da vivi”, la terribile scoperta emersa dall’inchiesta di Essere Animali

Pubblicato il 03 Feb 2018 alle 9:01am

Psoriasi, Italia agli ultimi posti per la felicità dei pazienti

Pubblicato il 23 Nov 2017 alle 7:11am

L’Italia si colloca nelle ultime posizioni, al 16.esimo posto su 19 nazioni considerate, come Paese dove le persone affette da psoriasi sono più felici. E’ quanto emerge dal ‘World Psoriasis Happiness Report 2017’, una delle più grandi ricerche mai condotte a livello mondiale sull’impatto psicologico di questa patologia cronica della pelle. (altro…)

La mancanza di idratazione crea problemi al volante

Pubblicato il 20 Ott 2017 alle 8:43am

La mancanza di idratazione può compromettere la sicurezza al volante. L’allarme viene lanciato da uno studio del 2015, finanziato dall’European Hydration Institute e condotto dalla Loughborough University (Regno Unito) che sottolinea l’importanza di bere acqua quando ci si trova impegnati a guidare.

I conducenti, infatti, commettono il doppio degli errori quando sono disidratati e, quel che è più grave, tali errori equivalgono a quelli riscontrati nei conducenti con tasso alcolemico oltre il limite consentito.

La ricerca ha rilevato infatti che nei conducenti che avevano bevuto solo un sorso d’acqua (25 ml) ogni ora avevano commesso oltre il doppio degli errori in strada rispetto ai conducenti correttamente idratati.

Il numero di errori, dallo studio fatto, era equivalente a quello rilevato in persone con un tasso alcolemico pari allo 0,08%, attuale limite consentito per la guida nel Regno Unito.

Tra gli errori più comuni, gli esperti citano l’azionamento tardivo dei freni, la difficoltà a mantenere la traiettoria all’interno della propria corsia e perfino l’invasione involontaria delle corsie adiacenti.

Oltre due terzi degli esaminati, non erano in grado di riconoscere i sintomi della disidratazione, ossia la stanchezza, i capogiri , i mal di testa, i riflessi rallentati.

Obesità: in Lombardia 4 adulti su 10 in sovrappeso

Pubblicato il 13 Ott 2017 alle 8:04am

Secondo un’analisi condotta da Coldiretti Lombardia in occasione della Giornata contro l’obesità, basata sugli ultimi dati Istat relativi al 2016, più di 4 adulti su 10 nella regione hanno problemi con la bilancia e, di questi, 837mila sono obesi, centomila in più rispetto al 2015. (altro…)