agosto, 2020

Tornare in forma con gli esercizi da fare al mare

Pubblicato il 12 Ago 2020 alle 6:19am

Per avere una silhouette più tonica, affrontare meglio la stagione estiva all’insegna del benessere, approfittate delle giornate al mare o in piscina per adottare una vostra fitness-attitude rigenerante, a contatto con la natura.

Passeggiando immersi nell’acqua

Camminate immersi nell’acqua fino a metà polpaccio, eseguendo ampie falcate: con la resistenza dell’acqua associata all’instabilità della sabbia è possibile modellare gambe senza appesantire le articolazioni. L’acqua, infatti, offre un ambiente ideale in cui potersi allenare: il corpo è tre volte più leggero e i movimenti meno faticosi. La passeggiata deve durare almeno una ventina di minuti.

Plank sui gomiti

Il plank (o front hold, od hover o abdominal bridge) è uno degli esercizi fondamentali per lo sviluppo del core e, più precisamente, muscoli addominali. Posizionati a terra sugli avambracci, con il corpo proteso dietro: il corpo deve essere completamente allineato, come una tavola. Mantenerete questa posizione per almeno 30 secondi; successivamente, quando si sarà più allenati a 5 minuti.

Slancio e flessione, gamba – braccio

In quadrupedia, distendete posteriormente una gamba e anteriormente il braccio opposto, allineando braccia, busto e gamba e rimanendo in equilibrio per almeno 3 secondi. Toccate il ginocchio con la mano opposta e ridistendete riportando il corpo in allineamento. Cambiate braccio e ripetete l’esercizio per almeno dieci volte a lato.

Petto e schiena

Per lavorare sul petto, aprite e allungate le braccia orizzontalmente mentre siete in acqua. Tenendo le braccia distese, avvicinate poi le mani davanti e con i palmi rivolti verso l’interno, in modo tale da poter creare resistenza all’acqua. Per far lavorare i muscoli della schiena fate il movimento opposto: iniziate con le mani unite di fronte con le braccia tese, e spingete all’indietro, per raggiungere la posizione orizzontale con le braccia verso l’esterno.

Gambe e glutei

Con i piedi in acqua e in appoggio su una gamba sola, portate indietro la gamba fino ad arrivare con il tallone vicino al sedere. Spingete poi il piede in avanti di fronte e riportate i glutei. Alternando i movimenti per entrambe le gambe.

Photo credit beautyandcroissant.wordpress.com

Mamma lascia tre bambini di 2,3 e 5 anni sul balcone di casa e esce a fare la spesa. Denunciata

Pubblicato il 12 Ago 2020 alle 6:11am

Una mamma nel riminese è stata denunciata in quanto ha lasciato da soli a casa i suoi 4 figli. Di 2, 3 e 5 anni – chiusi fuori sul terrazzo sotto il sole, mentre un altro piccolo, di 2 anni, riposava in casa sul suo letto. Protagonista della vicenda – riportata dalla stampa locale e – una 42enne italiana di origine egiziana, denunciata dalla Polizia con l’accusa di abbandono di minori. A far intervenire gli agenti, l’altra mattina poco dopo le 13 in via dell’Acquario, a Rimini, alcuni residenti della zona allarmati dal pianto dei bambini aggrappati alla balaustra del terrazzo con la serranda di casa abbassata alle loro spalle, cui hanno lanciato delle bottigliette d’acqua per potersi dissetare.

Oltre ai poliziotti, sono intervenuti i Vigili del Fuoco che, con un’autoscala, hanno raggiunto i tre bambini, – portati a terra – e poi, entrati in casa, hanno trovato anche il quarto fratellino, addormentato nel suo lettino. Sul posto il 118: i sanitari hanno visitato in via precauzionale tutti i bambini, spaventati da quanto accaduto. Una mezz’ora dopo è arrivata anche la Polizia, mentre la madre dei bambini si è giustificata dicendo di essere uscita di casa per fare la spesa e di avere affidato i suoi figli a un’amica. Che però, riporta la stampa non era in possesso delle chiavi dell’abitazione, e pertanto è scattata per lei la denuncia.

Cosa succede se si mette l’aglio nel wc

Pubblicato il 12 Ago 2020 alle 6:00am

Tra gli ambienti casalinghi che necessitano di maggiore attenzione vi è certamente il bagno, dato che rientra tra i più grandi focolai di germi e di batteri. In questo articolo parleremo di un interessante trucco che renderà il vostro WC più igienizzato: consiste nel mettere uno spicchio d’aglio proprio all’interno della tazza del water.

Il water può essere pulito con prodotti chimici e inquinanti, ma se si desidera limitarne l’utilizzo ricorrendo per quanto possibile a sistemi più naturali ed ecosostenibili, invitiamo a igienizzarlo con uno spicchio d’aglio.

Per procedere con l’eliminazione e l’impedimento dello sviluppo degli agenti patogeni, occorre seguire queste indicazioni:

– Sbucciate uno spicchio d’aglio e inseritelo nel wc. – Fate questa operazione di sera, prima di andare a letto: in quanto il bagno viene utilizzato di meno nelle ore notturne. – Al mattino, tirare lo sciaquone. Questa semplice procedura, se svolta almeno due volte a settimana, contribuirà ad una buona disinfezione del wc.

Tè all’aglio contro le macchie gialle nel WC

Oltre al sistema già descritto sopra, c’è anche un altro procedimento, un po’ più lungo, che oltre ad igienizzare permette anche la rimozione di eventuali macchie gialle nella tazza del WC. Ecco in cosa consiste:

– Fate bollire 2 tazze e mezza di acqua con all’interno tre spicchi di aglio sbucciati. – Aggiungete una bustina di tè, e lasciatela in infusione. – Lasciate raffreddare il liquido ottenuto. – Una volta diventato tiepido o freddo, versatelo nella tazza del wc prima di andare a dormire. – Al mattino al risveglio, tirate lo sciacquone. Se le macchie non risultassero eliminate del tutto, è possibile provare a ripetere l’operazione per le notti successive. Quest’ultimo metodo descritto può essere utilizzato anche in assenza di macchie gialle, in alternativa al precedente. Tuttavia, il solo utilizzo dello spicchio d’aglio senza tè è anche più comodo e economico.

Coronavirus, naso e gola asintomatici

Pubblicato il 11 Ago 2020 alle 6:29am

Un recente studio rivela che gli asintomatici da coronavirus hanno la stessa carica virale (concentrazione di virus in naso e gola) e la mantengono per un lungo periodo di tempo. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Jama Internal Medicine, e condotto in Corea del Sud, conferma evidenze cliniche e sospetti sollevati da molti studiosi, e cioè che una persona positiva ma senza sintomi può essere comunque capace di trasmettere il virus.

Lo studio è stato reso possibile poiché, in Corea del Sud sin dall’inizio di marzo è stata svolta una campagna massiccia di test per scovare tutti i casi di SARS-CoV-2. Gli esperti, del Policlinico Universitario Soonchunhyang a Seul e Soonchunhyang University College of Medicine, hanno studiato un gruppo di positivi ed asintomatici, confrontandoli con dei pazienti, tutti seguiti per diverse settimane in un centro clinico sul territorio, eseguendo un totale di quasi 2000 test.

Da qui è emerso che gli asintomatici positivi presentavano la stessa concentrazione di virus in naso e gola di un positivo con sintomi. Inoltre la carica virale rimaneva alta a lungo nell’asintomatico, per un numero di giorni equiparabile a quello di un paziente.

Lo studio è rilevante sia per l’ampiezza del campione esaminato che per lungo periodo monitorato, e perché i ricercatori hanno anche accuratamente distinto gli asintomatici dai pre-sintomatici.

Come tornare in forma velocemente con gli esercizi mirati

Pubblicato il 11 Ago 2020 alle 6:25am

Per ottenere risultati veloci, efficaci e duraturi, evitando di disperdere energie inutilmente ecco gli esercizi che fanno per voi: squat, lunges, push up, pull ups, push press e burpees. Sono in grado di regalare al corpo tonicità, forza ed armonia.

Squat «In un mare magnum di proposte di fitness e allenamenti di ogni genere anche sui social, è difficile avere chiari i fondamentali. Meglio recuperare il focus e, come una ballerina classica parte dalle posizioni base alla sbarra prima di volteggiare sul palco, allo stesso modo occorre padroneggiare questi esercizi per ottenere i risultati di benessere sperati. Per fare bingo bisogna saperli eseguire bene e adattarli al proprio livello, conoscerne bene la tecnica e avere la capacità di comprendere quali muscoli coinvolgono», spiega Daniele Tarozzi, Lifestyle e Trainer Coach.

«Il principiante quando inizia ad allenarsi vuole tutto e subito. A quel punto possono accadere 2 cose: o si fa male o realizza che non è in grado di eseguire un esercizio e si deprime. Ecco perché il primo step è riuscire a scalare il movimento, ovvero dividerlo in tante parti in modo da adattarlo al proprio livello d’allenamento iniziale, rendendo l’esercizio accessibile, sostenibile e graduale. In questo modo ci si potrà allenare con consapevolezza e ottenere i massimi risultati utilizzando i 7 fondamentali per comporre qualsiasi allenamento», continua l’esperto.

Lunges (Affondi) «Ne esistono tantissime varianti, ma bisogna capire bene il movimento base. Per farlo, consiglio di adagiare un tappetino a terra e oltrepassarlo con una falcata, appoggiando poi il ginocchio della gamba posteriore sul tappetino stesso. Le gambe disegnano 2 angoli retti. Prima di caricare con manubri o bilancieri, è bene padroneggiare la tecnica. Occorre mantenere sempre la colonna eretta. Per facilitarsi si può tenere su la testa, incrociando le mani dietro la nuca in modo da mantenere il busto e tutto il corpo eretti. Anche quando si utilizzano pesetti, è bene tenere le braccia tese sopra la testa. In generale, è bene concentrarsi sul movimento, non sul carico», sottolinea l’esperto.

Push up «È l’esercizio ideale per mantenere tonici tricipiti e pettorali e coinvolge braccia e spalle, ovvero l’articolazione più complessa del corpo. Va perciò eseguito con estrema attenzione. Le mani vanno posizionate a larghezza appena più ampia delle spalle, in modo che i pollici sfiorino, quando ci si avvicina a terra, i capezzoli. I gomiti non sono troppo aperti, massimo a 45 gradi. L’esercizio completo prevede il petto a terra e poi le braccia.

Pull ups «Quando si parla di questo esercizio, difficile non ricordare Demi Moore in “Soldato Jane”. I pull ups sono le trazioni alla barra per bicipiti e dorsali. È complesso da eseguire, perciò per scalarlo si possono utilizzare degli elastici di varia intensità da infilare sulla sbarra in alto. Si forma una sorta di anello intorno alla sbarra, lo si fa pendere e ci si infila il piede. In questo modo l’elastico aiuterà nella spinta. Una volta fatti progressi, si potrà utilizzare solo la forza del proprio corpo», evidenzia Tarozzi.

Push press «Sono spinte per le spalle. La posizione di partenza prevede i manubri sulla spalla, i gomiti sono flessi, i polsi dritti e le spalle sono extraruotate in modo che gomito, polso e manubrio siano allineati. Flettere parzialmente le ginocchia e sfruttare la spinta degli arti inferiori per spingere i manubri verso l’alto. Nella spinta contrarre l’addome. Iniziare con carichi molto piccoli. Effettuare 15 ripetizioni ben fatte mantenendo la colonna neutra», spiega l’esperto.

Burpees «Questo esercizio mixa i precedenti in modo dinamico ed è in grado di far lavorare tutti i distretti muscolari. Inoltre accelera il battito cardiaco e aumenta la resistenza. Si parte in piedi, con le gambe alla larghezza delle spalle e la schiena diritta. Con un piccolo saltello, battere le mani sulla testa e andare in squat. Appoggiare poi i palmi di entrambe le mani sul pavimento. Da questa posizione, spostare le gambe all’indietro aiutandosi con un salto: i piedi atterreranno all’indietro, ritrovandosi in posizione di plank. Assicurarsi che il corpo sia perfettamente parallelo al pavimento, con la testa e la schiena completamente allineate. Con un ulteriore saltello, piegare nuovamente le gambe, riportando i piedi al posto delle mani facendo attenzione a non inarcare la schiena. Con un ultimo, ulteriore salto verso l’alto, battere le mani riportando le braccia sopra la testa. Terminato il movimento, ripartire con la seconda ripetizione, eseguirne 15 consecutive. All’inizio non è necessario arrivare fino a terra e ci si può aiutare con una sedia», conclude Tarozzi.

Cosa mangiare per combattere la ritenzione idrica

Pubblicato il 11 Ago 2020 alle 6:00am

La cellulite, come spiega il portale di Humanitas, rinomato polo ospedaliero del capoluogo lombardo, è una patologia provocata da numerosi processi patologici che interessano non solo il tessuto adiposo, ma allo stesso modo il sistema circolatorio e la pelle in superficie. Si verifica con quello che viene definito dagli esperti, come “uno sbilanciamento del tessuto adiposo: le cellule di grasso si gonfiano e premono sul microcircolo, provocando ritenzione idrica ed infiammazione”. Questo processo ha riscontro sulla superficie cutanea con quella che tanti conoscono come “pelle a buccia d’arancia” che può generare un inestetismo, presente soprattutto negli arti inferiori (fianchi, glutei, coscia e ginocchio), ma anche all’addome e braccia. (altro…)

L’aborto farmacologico si potrà fare in day hospital in tutte le regioni d’Italia

Pubblicato il 10 Ago 2020 alle 6:13am

Uno dei cambiamenti introdotti dalle nuove linee guida annunciate dal governo e dal ministro della Salute, Speranza, e che estendono anche il limite per la somministrazione del farmaco da sette a nove settimane.

«Le nuove linee guida, basate sull’evidenza scientifica, prevedono l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico in day hospital e fino alla nona settimana. È un passo avanti importante nel pieno rispetto della 194 che è e resta una legge di civiltà», ha scritto Speranza.

Le linee di indirizzo del 2010, recepite dal ministero della Salute, permettevano la somministrazione del farmaco solo entro le prime sette settimane di amenorrea (l’assenza di mestruazioni) e consigliavano un’ospedalizzazione di tre giorni (benché negli altri paesi d’Europa le settimane fossero nove, e l’interruzione per via farmacologica fosse espletata in day hospital, senza passare notti in ospedale). Lasciavano però libertà di scelta alle Regioni sul ricovero: per questo, verificata la sicurezza del metodo in Italia e nel mondo, negli ultimi anni alcune regioni italiane si sono discostate dalle linee ministeriali e hanno introdotto il regime di ricovero in day hospital. Le nuove linee guida sono state elaborate sulla base del nuovo parere del Consiglio superiore di sanità. Speranza aveva richiesto un parere aggiornato dopo che la giunta di centrodestra della Regione Umbria aveva ripristinato l’obbligo di ricovero per tre giorni, facendo riferimento alle linee guida di dieci anni fa.

Il farmaco, inoltre, potrà essere somministrato sia in consultorio sia in ambulatorio in spazi idonei e da personale dedicato. Le donne che lo assumono, infine, potranno tornare a casa dopo mezz’ora dalla somministrazione, a patto che non siano in condizioni di ansia e che a casa non siano sole. Il ricovero di tre giorni non sarà più richiesto.

Il Consiglio superiore della sanità consiglia di non somministrare il farmaco alle pazienti che soffrono di ansia, che hanno una soglia del dolore molto bassa e che vivono in condizioni igieniche precarie (in questi casi resta consigliato l’aborto chirurgico con sedazione, in ospedale). Dopo due settimane è prevista una visita di controllo, durante la quale verrà «offerta una consulenza per la contraccezione».

Foto Crediti Ok-salute.it

“Balene” di Barbara Cappi e Grazia Giardiello

Pubblicato il 10 Ago 2020 alle 6:06am

E’ disponibile dal 22 luglio scorso, il nuovo titolo del Terzo tempo: “Balene” di Barbara Cappi e Grazia Giardiello – note sceneggiatrici e autrici televisive – nell’ambito collana ideata e diretta da Lidia Ravera per lettori e lettrici over ’60 (13,00 euro Giunti Editore – Terzo Tempo – 300 pagine).

Balene è una tragicommedia sentimentale, molto divertente e al contempo profonda, dove si narra di un viaggio alle Azzorre che sarà foriero di sorprese inaspettate per la protagonista…

Una storia d’amore, di vertigini, miracoli, e balene… appunto.

– Tra poco sarà l’alba, vedrà. Le fa orrore anche l’alba? – No, mi piace molto. – Allora si metta qui, accanto a me, che l’aspettiamo insieme.

Trama Nella vita di Evelina ci sono cose che non vanno bene: le vertigini e Sergio, il suo amore comicamente infelice che la fa sentire una Butterfly over ’60. Ma nella vita di Evelina ci sono anche cose che vanno benissimo: la sua amica Milla, il lavoro in casa editrice e un casalingo AirB&B, suo figlio l’altissimo ingegner Emanuele e l’adorata nipotina Zina. E soprattutto un sogno: andare alle Azzorre per vedere il passaggio delle balene. È da quando è piccola che se lo coltiva, questo sogno. Ed è strano che lei, esperta viaggiatrice solitaria, lì, per un motivo o per l’altro, non ci sia mai andata. Proprio quando Evelina ha la sensazione che sia troppo tardi per quella avventura, e che lei le balene le vedrà solo in cartolina, ecco che riceve da Sergio, come regalo d’addio, un biglietto per quelle isole incantate. Evelina parte col cuore in pezzi ma ciò che troverà durante il viaggio cambierà per sempre la sua vita.

Un libro che leggi in una giornata, di un fiato, senza annoiarti mai. Fresco, divertente e malinconico, che ti fa respirare ma ti lascia un po’ il respiro a metà. Si sorride ma si pensa anche tanto.

Autrici Barbara Cappi, milanese di nascita e formazione, romana per scelta da quasi quindici anni. Da tre decenni è autrice di programmi di intrattenimento superpop (tra i tanti ricordiamo Stranamore, C’è posta per te, Tú sí que vales, Festival di Sanremo); sceneggiatrice di situation comedy per le reti Mediaset (Finalmente soli, Nonno Felice, Due per tre e tante altre); autrice di due romanzi incentrati sul mondo femminile del dietro le quinte del noto people-show C’è posta per te. Partecipa volentieri a master sul mestiere dell’autore televisivo, come ha fatto in passato presso la Cattolica di Milano, il circuito di Radio24 o la Luiss di Roma. In tutto questo circo è riuscita anche a mettere al mondo due gemelli simpatici, Ludovico e Zoe.

Grazia Giardiello, milanese prestata a Roma, sceneggiatrice, autrice teatrale, ghost writer, insegnante di serialità televisiva presso la “Scuola Civica di Cinema e Televisione Luchino Visconti” di Milano. Tra i tanti progetti televisivi a cui ha lavorato è molto legata a Il grande Torino, Dorando Petri, Il sogno del maratoneta, Nebbie e delitti, Nero Wolfe e Lady travellers – Donne viaggiatrici tra ’800 e ’900. Per il teatro: Anita e Figlie di Eva. Per il cinema: L’anniversario, con Laura Morante e Luca Zingaretti. A questo e altro ancora si aggiunge un progetto unico e in continuo divenire, suo figlio Filippo.

Addio a Franca Valeri, icona di comicità tra cinema e teatro, scrittrice. L’attrice aveva da poco compiuto 100 anni

Pubblicato il 09 Ago 2020 alle 11:26am

Si è spenta questa mattina nella sua casa di Roma intorno alle 7.40, circondata dall’affetto dei suoi cari, Franca Valeri. L’attrice di cinema e di teatro, soubrette televisiva negli anni 60/70, aveva da poco compiuto il 31 luglio scorso, 100 anni.

La Signorina snob, come la sora Cecioni e Cesira la manicure: questi i più noti ed indimenticabili personaggi da lei interpretati, diventati archetipi tanto riconoscibili da essere entrati nel linguaggio comune (“Pronto, mammà?“). Franca Valeri è la prima vera attrice comica italiana. Una signora colta e spiritosa, caratterizzata da un gran talento, una voce femminile inconfondibile e da grande spontaneità, semplicità e umanità.

Nata a Milano come Alma Franca Maria Norsa, si avvicina al mondo del teatro che era ancora molto piccola, in quanto folgorata dall’opera lirica. Inizia così a recitare facendo caricature e imitazioni. Poi arriva il periodo della guerra e delle leggi razziali: lei, di famiglia ebrea, scampa alle deportazioni solo grazie ai documenti falsi. Dopo l’orrore torna la vita e torna anche per lei il periodo del teatro: nel 1949 esordisce nella compagnia del Teatro dei Gobbi. Si ‘abbrevia’ il nome in Franca e prende in prestito il cognome da Paul Valery: ecco Franca Valeri, l’attrice.

Arriva al cinema con un battesimo eccellente: Federico Fellini la sceglie nel suo “Luci del varietà”. Negli anni Sessanta è diventata la protagonista indiscussa del varietà televisivo italiano: la sua forza espressiva e la sua verve comica le permettono di passare con disinvoltura dal teatro al cinema, dalla radio all’opera lirica, dai libri alla televisione. I suoi personaggi sono lo specchio – fedele e caustico – delle sciure milanesi, delle casalinghe romane sempre al telefono con mammà.

Impossibile citare tutti i ruoli da lei interpretati, ne citeremo solo alcuni, i cult: “Il segno di Venere” dove è la romantica Cesira in cerca di marito ma oscurata da una prorompente Sophia Loren, cugina ingombrante, “Il vedovo“, con il cialtrone Alberto Sordi, che lei chiama Cretinetti e “Piccola posta” sempre con Sordi, dove cura la posta del cuore di una rivista femminile spacciandosi per la contessa polacca Eva Bolasky. A teatro “Lina e il cavaliere” e “Le catacombe”, e ovviamente gli spettacoli televisivi della Rai in bianco e nero come “Studio Uno” e “Sabato sera”.

Nell’attività cinematografica, durata dal 1950 al 1983, Franca fu quasi sempre autrice dei suoi dialoghi, ricalcati su quelli da lei portati in teatro o da lei scritti direttamente per lo schermo, anche se firmò (sempre in collaborazione) solo quattro sceneggiature. Molti dei suoi personaggi avevano un taglio grottesco, come le macchiette di derivazione teatrale.

Come autrice Franca Valeri ha scritto una decina di libri, tra i quali “Il diario della signorina Snob” (illustrato da Colette Rosselli, Mondadori, 1951; Lindau, 2003); “Le donne” (Longanesi, 1960; Einaudi, 2012); “Questa qui, quello là” (Longanesi, 1965), “Toh, quante donne!” (Mondadori, 1992); “Animali e altri attori. Storie di cani, gatti e altri personaggi” (Nottetempo, 2005); “Di tanti palpiti. Divertimenti musicali” (La Tartaruga, 2009), “Bugiarda no, reticente” (Einaudi, 2010), “Non tutto è risolto” (Einaudi, 2011), “L’educazione delle fanciulle. Dialogo tra due signorine perbene” (con Luciana Littizzetto, Einaudi, 2011).

Polipi nasali, cosa si può fare?

Pubblicato il 09 Ago 2020 alle 6:44am

L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha approvato l’utilizzo di un nuovo anticorpo monoclonale come terapia aggiuntiva della rinosinusite cronica

I polipi nasali, subentrano a causa di uno stato infiammatorio cronico specifico del sistema immunitario, che può diventare anche una vera e propria costante per tutta la vita. Nelle forme più gravi e croniche, le terapie a base di cortisone e gli interventi di rimozione chirurgica possono risolverla. L’obiettivo, in questi casi, è alleviare il problema.

Ma che cos’è la poliposi nasale? La poliposi nasale è una malattia infiammatoria cronica delle cavità nasali. I polipi sono neoformazioni benigne non cancerose, la cui origine non è ancora del tutto chiara. La poliposi nasale si associa nella maggior parte dei casi alla rinosinusite cronica. Gli studi epidemiologici forniscono, per la rinosinusite cronica in generale, dati di prevalenza variabili a seconda delle aree geografiche tra il 2 ed il 14 per cento.

L’asma ad esempio è presente in percentuali variabili dal 30 al 60 per cento nei soggetti con poliposi nasale, che può risultare associata anche a dermatite atopica, rinite allergica, esofagite eosinofila e, più in generale, allergie.

Come si cura? Spesso i sintomi della poliposi nasale, sono molto spesso sottovalutati. Si presentano con ostruzione delle vie respiratorie, dolore facciale e il mal di testa. Fino ad arrivare, nelle forme più avanzate, alla perdita dell’olfatto e del gusto. Fino a oggi, le uniche due opzioni di trattamento sono l’intervento chirurgico o l’utilizzo di corticosteroidi sistemici o topici endonasali.

L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha approvato da un mese a circa un mese fa, un nuovo anticorpo monoclonale (dupilumab) quale terapia aggiuntiva ai corticosteroidi intranasali per il trattamento (negli adulti) della rinosinusite cronica associata a poliposi nasale grave non trattabile con il cortisone o per via chirurgica.

Dupilumab, che in Italia è già utilizzato per la dermatite atopica moderata o grave, è un anticorpo monoclonale che ha come target il recettore dell’interleuchina 4. Bloccando gli effetti delle molecole coinvolte nell’infiammazione di tipo 2 alla base della poliposi nasale e delle altre malattie a essa associate, Dupilumab si è rivelato essere, un farmaco molto efficace nel ridurre le riacutizzazioni, nel migliorare la funzione respiratoria e la qualità di vita dei pazienti.

foto crediti Corrierenazionale.it