ottobre, 2020

Il profilo genetico del tumore per la nuova terapia

Pubblicato il 20 Ott 2020 alle 6:08am

Oncologia 2.0: la profilazione genomica guida la nuova era della lotta contro i tumori, dal modello istologico al modello mutazionale L’oncologia entra così in una fase nuova: uno studio tissutale del tumore e la profilazione genomica. Il modello istologico si affianca pertanto al “modello mutazionale”, che cambia la governance dei nuovi farmaci oncologici. Il nuovo test Next Generation Sequencing (NGS) analizza sino a 300 mutazioni geniche in una singola analisi.

L’alta complessità di gestione del modello mutazionale prevede Molecular Tumor Board (MTB) altamente integrati. Le mutazioni genetiche nei tumori cambiano l’approccio terapeutico. Il carcinoma del polmone e il carcinoma midollare della tiroide diventano il paradigma di strategiche e opportunità di cura.

In aggiunta, dall’impetuoso sviluppo della genomica scaturiscono nuove esigenze che impongono un continuo adeguamento del quadro di riferimento normativo, che richiede lo sviluppo di politiche orientate sui pazienti e quindi anche la conseguente responsabilizzazione delle Associazioni dei malati e l’integrazione dei loro punti di vista nei processi di regolamentazione. La medicina di precisione rappresenta oggi un salvavita e pertanto ogni ritardo regolamentare, infrastrutturale e organizzativo deve far riflettere Governo, Ministeri competenti e Regioni sulle rispettive responsabilità che vanno assumendosi.

Federica Panicucci a Verissimo: “Non ho superato il dolore… “

Pubblicato il 20 Ott 2020 alle 5:21am

Federica Panicucci scoppia in lacrime a Verissimo intervistata da Silvia Toffanin: «Ci sono momenti in cui devi attraversare il dolore». Sabato scorso la conduttrice di Mattino 5 è stata ospite a Verissimo per presentare il suo nuovo libro dal titolo “Il coraggio di essere felice”. Federica Panicucci ha parlato a cuore aperto della sua vita privata, toccando temi molto intimi.

La conduttrice ricorda ha ricordato la perdita del suo papà, dicendo di non averla ancora superata. «Ci sono dei momenti – dice la Panicucci in lacrime – in cui non riesci a essere positiva nel dolore. Devi viverlo quel dolore, attraversarlo e andare oltre. La vita ti dà dei doni ogni giorni, devi avere la capacità di coglierli, anche se il dolore riaffiora».

La conduttrice di Mattino 5 parla poi della separazione da Mattia Fargetta. «Come tutti i momenti di cambi di vita non sono mai facili. Serve un rispetto l’uno per l’altro forte e l’amore per i tuoi figli. È il tratto distintivo che devono avere due genitori quando decidono di separare le loro strade».

Panicucci conclude dicendo che il suo nuovo compagno Marco Bacini la fa sentire importante e bellissima anche nei momenti no.

«Noi donne meritiamo uomini che ci guardino sempre con occhi innamorati. Che ci dicano che siamo belle anche nei nostri momenti peggiori. Lui lo fa. Quando ci sposeremo, verremo qui a Verissimo a dirlo».

Creme alla frutta Carbolight: una delizia tutta da provare!

Pubblicato il 19 Ott 2020 alle 9:11pm

Creme spalmabili alla frutta della linea Carbolight di LightFlow, a basso contenuto di zuccheri e ricche di fibre

Cinque creme spalmabili gelatinizzate alla frutta, dal sapore dolce e avvolgente. A colazione o a merenda, queste creme sono una bontà irrinunciabile da spalmare sulle Fette Biscottate, sul Bauletto, sui Plumcake e su tutti i prodotti dolci e di panificazione Carbolight, confezionati o fatti in casa. Il loro sapore delicato si sposa divinamente anche con formaggi freschi o stagionati. (altro…)

Vaccino antinfluenzale, la Lombardia è pronta

Pubblicato il 19 Ott 2020 alle 6:12am

È la prima campagna di vaccinazione antinfluenzale ai tempi del Coronavirus. Da oggi in Lombardia arriva la consegna alle farmacie di 792mila dosi di vaccino più 140mila dosi di anti-pneumococco (batterio responsabile di numerose infezioni nei bambini al di sotto di un anno e negli over 65), oltre a 62mila 800 dosi riservate alle Rsa: somministrazioni che si riferiscono a tutto il territorio regionale. (altro…)

La foto della speranza. Neonato strappa la mascherina al medico che lo ha fatto nascere

Pubblicato il 19 Ott 2020 alle 6:00am

Un bimbo che cerca di strappare al medico che lo ha fatto nascere la mascherina che ha sul volto. E la frase “vogliamo tutti un segno del fatto che presto toglieremo le mascherine”. Questa l’immagine postata da un ginecologo di Dubai, il dottor Samer Cheaib, che in poco tempo è divenuta virale sul web, al punto che è stata definita l’immagine simbolo di quest’anno che ha portato con sé tante cose negative per tutti quanti noi. Il mondo intero.

Il dottor Cheaib,rispondendo, ha commentato con queste parole questa immagine, dicendo: “si tratta di un neonato con una visione”. Parlando della fotografia ha detto a GulfNews: “Questo bambino era il secondo di una coppia di gemelli il cui parto è avvenuto un paio di settimane fa. Il padre, felice, mi stava fotografando mentre tenevo in braccio i bambini. Il secondo ha tentato di strapparmi la mascherina e il papà ha sentito il bisogno di catturare questo momento. C’era positività nella foto e penso che faccia sorridere le persone che la vedono. La positività e il sorriso lavoreranno per aumentare l’immunità delle persone e aiutare a combattere questa pandemia”. Un’altra foto simbolo della pandemia è invece del mese di marzo, italiana.

Un neonato sdraiato sulla pancia nella sua culla, con un pannolino su cui è stato disegnato un arcobaleno sotto la scritta ‘andrà tutto bene!’, all’ Ospedale Niguarda di Milano, accompagnata dal post ” “Più forte di tutto c’è la vita!”.

Foto dal web

Covid, chiamata alle armi per medici e infermieri

Pubblicato il 19 Ott 2020 alle 5:05am

“Stiamo facendo una “chiamata alle armi”, dobbiamo richiamare medici e infermieri. Qui è peggio che a marzo”. A parlare è Claudio Micheletto, direttore dell’unità di penumologia dell’Azienda ospedaliera di Verona, dove da alcuni giorni ha riaperto il reparto riservato ai pazienti Covid. (altro…)

Smartworking e nuovi occhiali da vista

Pubblicato il 18 Ott 2020 alle 6:57am

Le montature degli occhiali del prossimo inverno diventano sottili e fatte anche di ‘beta titanio’ (super leggero e flessibile), ottone, rame o alluminio per modelli tipo ‘pantos’ (occhiali rotondi particolarmente amati negli anni ’80 grazie a celebrità iconiche del calibro di Johnny Depp e Woody Allen). Le celebrites già li indossano in variabili e forme infinite, da quelle perfettamente rotonde a quelle più squadrate.

L’occhialeria sta cambiando l’offerta vede nuove lenti che tengono conto del momento storico e della pandemia. In aumento quelle ‘degressive’, dette anche lenti ‘office’, che stando alle indicazioni dei produttori si adattano a diverse distanze grazie ad una maggiore profondità di campo (da 60 centimetri fino a 3 metri). Rispetto ai classici occhiali da lettura che consentono di vedere bene sia gli appunti sul tavolo, che lo schermo del computer e ciò che ci circonda nella stanza senza fare sforzi visivi o assumere posture sbagliate per ore e ore.

Il lockdown poi, e le ore prolungate passate avanti al pc, o al tablet o smartphone, per lo smartworking pare stiano affaticando la vista e i produttori di occhiali hanno deciso di puntare a nuove soluzioni per la vista. Come racconta Fabrizio Mainardi del brand Bolon all’Ansa.

“Anche se nel mondo dei produttori indipendenti il trend principale è “nessuna tendenza” ci sono forme, colori e materiali specifici per l’inverno alle porte, – commenta Cristina Frasca, ideatrice e fondatrice di DaTE. – Fra le novità il ritorno delle forme piccole, tonde, pantos, squadrate, ovali ma anche spigolose e triangolari. Anche gli occhiali a mascherina continuano ad avere successo, ma sono mascherine diverse da quelle anni ’80 e ’90 a cui siamo abituati, con forme più moderne e lenti flat, cioè perfettamente piatte”. “Per quanto riguarda i colori, – prosegue Frasca, – si va dai nuovi occhiali coloratissimi dai toni fluo-giallo, verde, arancione e rosa a quelli dalle nuance più scure, dai toni tartarugati e ispirati alla natura come beige, verde chiaro, rosa tenue”. Cambiano radicalmente i materiali, campo di ricerca e sperimentazione da parte di creativi e produttori. “Spiccano l’uso del beta titanio, del magnesio, del rame, dell’ottone e dell’alluminio. L’acetato e l’acetato biodegradabile N49 continuano ad essere materiali ampiamente utilizzati, a dimostrazione di una sempre maggiore attenzione verso l’ambiente e la natura”. Tra i materiali di nicchia per occhiali di lusso ci sono quelli in marmo, sasso e corno. L’Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici conferma il successo delle ‘lenti office’ degressive: “E’ un segmento su cui senza dubbio le aziende stanno puntando, alla luce dell’evoluzione delle modalità di lavoro e l’incremento dello smartworking”.

Animali domestici e coronavirus

Pubblicato il 18 Ott 2020 alle 6:17am

“A oggi non esistono prove del fatto che gli animali domestici possano trasmettere all’essere umano il virus SARS-CoV-2 e svolgere un ruolo attivo nella diffusione di Covid-19”. A ricordarlo è la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO). (altro…)

Covid, crisi economica e pil

Pubblicato il 18 Ott 2020 alle 6:13am

A causa degli effetti negativi del Covid-19 si rischia di ‘bruciare’ 160 miliardi di Pil. A sostenerlo è la Cgia di Mestre, secondo la quale nella più rosea delle ipotesi, il Pil italiano di quest’anno dovrebbe scendere, rispetto al 2019, addirittura al 10% circa. Per dare l’idea della dimensione della contrazione, è come se il Veneto fosse stato in lockdown per tutto l’anno. Con un crollo quasi doppio rispetto a quello registrato 11 anni fa, è evidente, per la Cgia, che una caduta verticale del genere avrà degli effetti negativi sul mercato del lavoro.

“Per questo diciamo no a qualsiasi chiusura generalizzata – rileva Zabeo – che aggraverebbe ancor più la situazione. Anche perché il peggio deve ancora arrivare. Quando verrà meno il blocco dei licenziamenti, infatti, correremo il rischio di vedere aumentare a dismisura il numero dei disoccupati”. Per il segretario della Cgia Renato Mason “oltre ad avere un carico fiscale indiscutibilmente eccessivo, una pressione burocratica che continua a penalizzare chi fa impresa e un calo degli investimenti molto preoccupante, che interessa in particolar modo quelli di natura pubblica, c’è un’altra grossa criticità che rischia di mettere in seria difficoltà tante aziende, soprattutto di piccola dimensione. Ci riferiamo alla nuova normativa introdotta dall’Unione Europea che interessa le banche”.

Per evitare gli effetti negativi dei crediti deteriorati, spiega, Bruxelles ha imposto a queste ultime l’azzeramento in 3 anni dei crediti a rischio non garantiti e in 7-9 anni per quelli con garanzia reali. “E’ evidente che l’applicazione di questa misura, in buona sostanza, indurrà moltissimi istituti di credito – aggiunge Mason – ad adottare un atteggiamento di estrema prudenza nell’erogare i prestiti, per evitare di dover sostenere delle perdite in pochi anni”.

Situazione che è in buona sostanza anche italiana. Le previsioni, peraltro, danno un tracollo dei consumi delle famiglie di circa 96 miliardi di euro.

Danesi, popolo tra i più felici al mondo

Pubblicato il 17 Ott 2020 alle 2:41pm

I danesi sono il popolo tra i più felici al mondo, secondo il World Happiness Report e, alla luce delle nostre nuove abitudini in cucina (dal lockdown abbiamo ricominciato ad usare forni e fornelli e a mangiare soprattutto a casa), si potrebbero carpire i segreti del ‘metodo danese’ dedicati alla cucina e alla tavola per crescere figli sereni, socievoli e con una buona dose di autostima.

Jessica Joelle Alexander, psicologa, giornalista americana trasferitasi in Danimarca da molti anni e con alle spalle bestsellers sul metodo danese tradotti in 28 paesi, con Camilla Semlov Andersson, esperta della Danish Way sostengono che “Con i figli l’autorità non vale, non servono sermoni e ultimatum, gli ingredienti per crescerli sereni e fiduciosi è fare squadra, coinvolgendoli, essendo autentici, facendogli percepire un ambiente intimo e accogliente, nutrendo le loro emozioni mostrando le nostre. Il gioco non strutturato, libero, è lo strumento migliore per renderli adulti più felici, equilibrati e resilienti, – spiegano le esperte nel nuovo manuale ‘Il metodo danese per giocare con tuo figlio’ (edito da Newton Compton), pieno di modalità di gioco originali e creative. Le attività quotidiane diventano il palcoscenico perfetto per giochi divertenti ed efficaci. Quale il luogo ‘intimo’ per eccellenza dove nutrire le emozioni dei figli? Non la loro cameretta né la televisione tutti insieme. E’ la cucina, che riunisce la famiglia in modo attivo e affettuoso. In cucina si possono preparare ricette insieme ma il percorso educativo danese completo può iniziare dal supermercato, dove recarsi insieme per scegliere gli ingredienti delle ricette da sperimentare. Se con i più piccoli cucinare deve essere un gioco vero e proprio, ai pre-adolescenti, consigliano le autrici, – è bene lasciare loro una sera a settimana affinché cucinino da soli per tutta la famiglia. I più grandi possono anche andare al supermercato da soli e acquistare gli ingredienti delle ricette prescelte. L’intento è di dare forza al senso di autonomia, facendolo in modo affettuoso, emozionante perché condiviso tutti insieme intorno alla tavola. Ci sono però dei presupposti fondamentali: il primo è rendere la tavola o la sala da pranzo phone-free, una zona franca o, come la definiscono i danesi, ‘un luogo sacro’ dove sono banditi i telefoni e i tablet in modo da facilitare chiacchiere, racconti, risate e sentimenti a ruota libera. Il secondo presupposto tiene conto degli impegni e della stanchezza degli adulti che non sono sempre pronti a giocare con i loro figli. Invece per giocare ci vuole l’attitudine giusta che permetta di interagire a dovere. Prima di cominciare perciò è bene rispondere ad alcune domande: quale è il mio stato d’animo? E quello di mio figlio? E’ questo il momento giusto per noi. Nel gioco anche i genitori devono partecipare, essere presenti e responsabili della comunicazione (saper controllare il tono della voce, il linguaggio usato, sapere ascoltare e non trasmettere scontrosità o fretta). Il segreto è mettersi nei panni dei figli. Se non ci si sente pronti in quel momento ci si può distanziare in modo educativo organizzando un gioco che il figlio potrà fare da solo o passare il testimone al partner”.