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Dal Belgio alla Svezia, passando per Francia, Spagna e Germania, i ministri della Cultura e degli Affari Esteri di 22 Paesi europei, compresa l’Ucraina, hanno sottoscritto una lettera per invitare la dirigenza della Biennale di Venezia a “riconsiderare la partecipazione della Federazione Russa all’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia”. “Riteniamo che la partecipazione della Federazione Russa alla Biennale di Venezia sia inaccettabile nelle attuali circostanze”, scrivono.

La presentazione del Padiglione Italia alla 61/a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia che aprirà le porte al pubblico il 9 maggio è la miccia che riaccende la polemica tra il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il presidente della Fondazione La Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco, per la partecipazione della Russia.

Ma intanto si mobilitano le cancellerie europee e anche Bruxelles condanna “fermamente” la presenza di Mosca e si dice pronta, nelle parole della vicepresidente della Commissione europea Henna Virkkunen e del commissario alla Cultura Glenn Micallef a esaminare “ulteriori azioni, tra cui la sospensione o la cessazione di una sovvenzione dell’Ue in corso alla Fondazione Biennale”.

La lettera dei 22 ministri non porta in calce la firma dell’Italia, Paese ospitante, ma in realtà il ministro della Cultura Giuli ha ribadito, con fermezza, la netta contrarietà dell’esecutivo alla partecipazione dei russi.