Mentre per molti lavori all’aperto sono state introdotte limitazioni nelle ore più calde durante le giornate di caldo estremo, nelle cucine professionali la situazione appare molto diversa. Tra fornelli, forni e piastre accesi contemporaneamente, la temperatura può arrivare anche a 50-52 gradi, e in alcuni casi avvicinarsi ai 60.
Il problema riguarda soprattutto chi lavora per molte ore in piedi, in ambienti chiusi e caratterizzati da un’elevata produzione di calore. Nonostante le temperature possano diventare particolarmente difficili da sopportare, non esiste una soglia nazionale precisa che stabilisca oltre quale temperatura sia vietato lavorare ai fornelli.
Cosa prevede la normativa
Il riferimento principale per la sicurezza sul lavoro è il Decreto legislativo 81/2008. La normativa non stabilisce un limite massimo espresso in gradi centigradi per tutti gli ambienti di lavoro, ma richiama la necessità di garantire condizioni adeguate considerando anche il microclima.
Questo significa che il datore di lavoro deve valutare i rischi legati alle condizioni dell’ambiente e adottare, quando necessario, misure di prevenzione e protezione. In una cucina professionale, tuttavia, la gestione del calore può risultare particolarmente complessa, proprio per la presenza continua di apparecchiature che producono temperature elevate.
La denuncia dei lavoratori della ristorazione
A riportare nuovamente l’attenzione sul problema è stata Restworld, piattaforma specializzata nel settore della ristorazione. Secondo quanto denunciato, diversi cuochi hanno documentato con fotografie le condizioni nelle quali sono costretti a lavorare durante l’estate, mostrando termometri con temperature estremamente elevate.
Il problema non riguarda soltanto il disagio provocato dal caldo. Temperature così elevate possono aumentare affaticamento, disidratazione e difficoltà di concentrazione, rendendo ancora più importante una corretta valutazione dei rischi e l’adozione di adeguate misure preventive.
Un problema che torna ogni estate
L’emergenza caldo nelle cucine non è un fenomeno nuovo. Con l’aumento delle temperature estive, il tema torna puntualmente all’attenzione di lavoratori e associazioni di categoria.
La questione diventa quindi quella di individuare strumenti più efficaci per tutelare chi lavora quotidianamente in ambienti caratterizzati da temperature estreme, attraverso una maggiore prevenzione, sistemi di ventilazione e climatizzazione adeguati, pause sufficienti e una corretta organizzazione dei turni.
La sicurezza sul lavoro non dovrebbe dipendere esclusivamente dalla temperatura esterna: anche chi lavora al chiuso può essere esposto a condizioni climatiche potenzialmente rischiose e necessita di adeguate tutele.