prevenzione

Giornata Mondiale del Rene, 14 marzo: in Italia oltre 2 mln persone soffrono di malattie renali, visite gratuite di prevenzione

Pubblicato il 11 Mar 2019 alle 12:48pm

Sono oltre due milioni le persone che solamente in Italia che soffrono di malattie renali. Che se non controllate portano alla dialisi e al trapianto con 2,4 milioni di morti l’anno. (altro…)

Infarto, ricerca rivela: le donne chiamano l’ambulanza per i mariti (ma non per loro stesse)

Pubblicato il 08 Mar 2019 alle 6:23am

Le donne chiamano un’ambulanza per mariti, padri o fratelli con sintomi di infarto ma non per loro stesse. Queste emerge da due studi del registro polacco delle sindromi coronariche acute presentati a un congresso della Società europea in corso a Malaga. E l’invito da parte di tutti i cardiologi è che pensino un po’ anche a se stesse!

«Molto spesso le donne gestiscono la casa, mandano i bambini a scuola, cucinano e riteniamo che tutte queste responsabilità nei confronti della famiglia possano essere il motivo per cui le donne ritardano a chiamare aiuto se sono loro stesse le vittime dei sintomi dell’infarto» spiega il professor Mariusz G. Sior, che si è occupato dell’analisi dei dati.

Nell’indagine sono stati esaminati 7.582 pazienti con infarto grave (STEMI, quando l’ostruzione coronarica conduce all’arresto totale del flusso sanguigno). Le linee guida internazionali raccomandano di aprire l’arteria con uno stent entro 90 minuti dalla diagnosi con elettrocardiogramma eseguito in ambulanza. Complessivamente il 45% dei pazienti è stato trattato entro i tempi raccomandati, ma questi pazienti erano più uomini. I risultati dell’elettrocardiogramma sono stati trasmessi dall’ambulanza a un centro specializzato sull’infarto nel 40% dei casi. Per quanto riguarda le donne, la percentuale di trasferimento dell’elettrocardiogramma è aumentata con l’aumentare dell’età (dal 34% per le donne sotto i 54 anni al 45% per quelle sopra i 75 anni). Negli uomini la percentuale si attestava invece sempre intorno al 40%, indipendentemente dall’età.

«La ricerca è senz’altro interessante – commenta Giulio Melisurgo, cardiologo all’Ospedale San Raffaele di Milano – e segnala che soprattutto nelle donne giovani è maggiore il ritardo nel chiamare i soccorsi. È anche vero che l’incidenza di eventi cardiovascolari è minore nelle donne giovani rispetto agli uomini coetanei. Dopo la menopausa invece viene meno la protezione degli ormoni femminili e le percentuali di rischio cardiovascolare si avvicinano tra i due sessi. Certo è che, essendo meno frequenti gli infarti nelle donne in età fertile, può essere anche più difficile riconoscere i sintomi, che talvolta si differenziano da quelli tipici maschili».

Giornata Mondiale dell’udito, l’importanza della prevenzione. Un’app gratuita per controllarlo

Pubblicato il 03 Mar 2019 alle 12:14pm

L’avanzare dell’età non è l’unico fattore ad incidere sulla perdita uditiva: sono spesso anche le persone più giovani ad avere problemi uditivi, restandone però all’oscuro per i mancati controlli. Ecco allora che l’obiettivo principale della campagna promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per la Giornata Mondiale dell’Udito 2019 è quello di incoraggiare ragazzi e adulti a sottoporsi a visite mediche mirate per scongiurare problematiche di diverso genere a carico dell’apparato uditivo. (altro…)

Mammografia addio, arriva il test del sangue per la diagnosi precoce

Pubblicato il 23 Feb 2019 alle 5:42am

Molto presto, un test del sangue arriverà anche in Italia, e sarà in grado di fornire una diagnosi del tumore al seno in modo veloce e affidabile, anche più della tradizionale mammografia.

La nuova scoperta arriva dalla Germania, da un team di ricerca di Heidelberg, di cui ha dato notizia la Bild. Il nuovo test, infatti, ritenuto “sensazionale” sarebbe in grado di fornire indicazioni “con lo stesso grado di probabilità di una mammografia”.

La procedura richiede solo poche gocce di sangue e si basa sul controllo di alcuni biomarcatori spia del tumore al seno.

Gli scienziati hanno spiegato di aver analizzato il sangue della donne malate e di aver rilevato la presenza di 15 diversi biomarcatori grazie ai quali è possibile diagnosticare la presenza dei tumori, anche più piccoli. Nello specifico, gli esperti spiegano che l’esame del sangue è basato su un’innovativa procedura di biopsia liquida in grado di identificare la presenza della malattia senza essere invasivo.

“Il test del sangue sviluppato dal nostro team di ricerca è un modo nuovo e rivoluzionario per rilevare il cancro al seno in modo non invasivo e rapidamente utilizzando biomarker nel sangue. La procedura dovrebbe essere disponibile già quest’anno, dopo però la pubblicazione dello studio”. “Il metodo è migliore della mammografia, che invece risulta utile solo quando la malattia è già presente” assicura ancora l’autore dello studio, Rasmus Bro.

Per sviluppare questo metodo, gli scienziati hanno analizzato campioni di sangue di 838 donne individuate da un panel di 57.053 uomini e donne arruolate da sane e seguite per 20 anni, e delle quali 400 di loro hanno sviluppato il cancro al seno tra due e sette anni dopo il prelievo di sangue conservato dai ricercatori. Lo studio ha mostrato poi una precisione dell’80% nel predire il cancro alla mammella attraverso il campione di sangue quando invece la mammografia individua la presenza di un tumore con una precisione del 75%. Quindi c’è con questo test una maggiore affidabilità.

Ricerca: un adolescente su 3 non si protegge da Hiv e Hpv

Pubblicato il 20 Feb 2019 alle 7:04am

Un adolescente su tre di età compresa tra i 16-17 anni ha già avuto un rapporto sessuale completo con una persona della sua stessa età o anche più grande (35% dei maschi e 28% delle femmine), eppure, non si protegge da eventuali malattie infettive, sessualmente trasmissibili.

Oltre 8 casi su 10 non sono informati o cercano notizie in rete. È quanto emerge da Studio nazionale sulla fertilità, promosso dal Ministero della Salute in coordinazione con l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) al fine di raccogliere informazioni utili sulla salute sessuale e riproduttiva in Italia. A partire dagli adolescenti.

Ebbene, nello specifico, la parte dell’indagine relativa agli adolescenti, condotta in ambito scolastico su un campione di 16.063 studenti di 941 classi terze di 482 scuole superiori su tutto il territorio nazionale, ha fatto emergere che i ragazzi intervistati credono di essere informati ma in realtà non lo sono. E che il 94% poi, ritiene che debba essere la scuola a garantire l’informazione su temi come sessualità e riproduzione.

Eppure, proprio la scuola è la grande assente in materia. Nella maggior parte dei casi (89% i maschi e 84% le femmine) cercano, infatti, informazioni in rete in quanto in famiglia difficilmente riescono ad ottenere, in quanto per pudore non riescono ad affrontare argomenti di questo tipo, a parlare di «malattie sessualmente trasmissibili», nonché «metodi contraccettivi». Il 23% degli intervistati, infatti, dichiara, di non utilizzare i preservativi e di non proteggersi contro infezioni quali Hpv e Hiv.

Rimangono infine pochi i contatti con i medici specialisti, e ancor meno quelli con i consultori familiari.

Tiroide, i consigli dell’esperto per mantenerla in salute

Pubblicato il 18 Feb 2019 alle 8:45am

In Italia sono 6 milioni le persone affette da disturbi tiroidei. Disturbi che colpiscono in prevalenza le donne: ben il 10% della popolazione è di sesso femminile e con probabilità di essere affetta da tale patologia, soprattutto dopo aver avuto una gravidanza.

Ecco allora che per prevenirli, spiega Claudio Casella, Professore Associato di Chirurgia e Docente di Endocrino-Chirurgia all’Università degli Studi di Brescia che – lo scorso 11 febbraio – alla Residenza Vittoria di Brescia di Korian Italia, gruppo europeo leader nei servizi per le persone anziane, ha tenuto un incontro a tema, è bene seguire i cinque basilari accorgimenti:

– Fumo e alcolici. Il fumo non incide solamente sulla salute del cuore, ma anche sul sistema endocrino e la tiroide: ecco allora che fumare espone ad un rischio maggiore di sviluppare l’ipertiroidismo. L’abuso di alcol, invece, a lungo andare può aumentare le probabilità di sviluppare un tumore maligno di questa importante ghiandola endrocrina.

– L’attività fisica. I benefici dello sport sono davvero tanti, sul sistema endocrino, in quanto, stimolano il corretto funzionamento della tiroide. Tuttavia, chi soffre di ipotiroidismo deve evitare gli allenamenti troppo prolungati ed intensi preferendo invece esercizi a corpo libero, che aiutano a costruire la massa muscolare aumentando anche la resistenza allo sforzo.

– La dieta. Per una tiroide in buona salute è anche importante una corretta alimentazione. Gli alimenti da preferire a tavola sono quelli ricchi di iodio: pesce, crostacei, alghe come il fucus, cereali senza glutine (riso, miglio, quinoa), tuberi (patate, ravanelli, barbabietole), uova, carne, affettati senza nitrati, nitriti e lattosio, verdura (lattuga, spinaci, finocchi, asparagi), frutta (banane, kiwi, pere, albicocche) e – per condire – sale iodato. Fondamentale anche l’assunzione di selenio, contenuto nel pesce, nella frutta secca, nelle verdure, nella pasta, nel riso e nei cereali. Da evitare, invece, cibi contenenti glutine, latte di origine animale e derivati, pomodori, melanzane, peperoni.

– Controllo pressione arteriosa. Gli ormoni tiroidei hanno effetti anche sul cuore e sui vasi sanguigni: chi soffre di problemi alla tiroide ha più probabilità di sviluppare ipertensione arteriosa secondaria e tachicardia.

– Ormoni. Gli ormoni tiroidei controllano il consumo di ossigeno delle cellule in tutti i tessuti, regolano il metabolismo basale e il metabolismo di grassi, zuccheri e proteine. Ecco dunque che, se la tiroide non funziona, a risentirne è tutto l’organismo.

Tumore al seno, prevenzione: a Padova la mammografia si fa in 3D

Pubblicato il 18 Feb 2019 alle 6:12am

Un prestigioso studio (“Malmö Breast Tomosynthesis Screening Trial”, condotto dalla Lund Univeristy e dallo Skåne University Hospital di Malmo e pubblicato sulla rivista Lancet Oncology) aveva detto che la mammografia in 3D permette di rilevare il 34% in più di tumori al seno rispetto all’esame tradizionale. Ed è ora tale strumento di ultima generazione è disponibile a Padova. (altro…)

Hiv, il vaccino italiano abbatte il 90% del virus inattaccabile

Pubblicato il 16 Feb 2019 alle 8:38am

La somministrazione del vaccino terapeutico italiano Tat contro l’Hiv/Aids a pazienti in terapia antiretrovirale (cART) è capace di ridurre drasticamente – del 90% dopo 8 anni dalla vaccinazione – il “serbatoio di virus latente”, inattaccabile dalla sola terapia, aprendo così una nuova strada contro l’infezione. È questo il risultato a cui è giunto un follow up, durato ben 8 anni, pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Immunology, di pazienti immunizzati con il vaccino messo a punto da Barbara Ensoli, direttore del Centro Ricerca Aids dell’Istituto Superiore di Sanità, che ora dice “Risultati che aprono nuove prospettive per una cura funzionale dell’HIV, ossia una terapia in grado di controllare il virus anche dopo la sospensione dei farmaci antiretrovirali. In modo, da profilarsi nuove opportunità preziose per la gestione clinica a lungo termine delle persone con HIV, riducendone anche la tossicità associata ai farmaci, migliorando aderenza alla terapia e qualità di vita, problemi rilevanti soprattutto in bambini e adolescenti. Naturalmente, il passo successivo, sarà poi quello di poter giungere all’eradicazione del virus”.

Lo studio è condotto in otto centri clinici in Italia (Ospedale San Raffaele di Milano, Ospedale L. Sacco di Milano, Ospedale San Gerardo di Monza, Ospedale Universitario di Ferrara, Policlinico di Modena, Ospedale S.M. Annunziata di Firenze, Istituto San Gallicano – Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma, Policlinico Universitario di Bari) ha monitorato a lungo termine 92 volontari vaccinati del precedente studio clinico condotto dall’Iss.

La ricerca di una cura per l’HIV, insieme alla prevenzione dell’infezione, rileva l’Istituto, è “un’assoluta priorità della comunità scientifica internazionale anche per le vaste risorse che l’HIV/AIDS sottrae alla lotta alla povertà e alle ineguaglianze nel mondo”.

Cancro al seno, ricerca, un aiuto efficace dal tè oolong

Pubblicato il 15 Feb 2019 alle 8:44am

Il tè oolong è in grado di contrastare diverse forme di cancro al seno. Parola di esperti… Semplicemente, bloccando la crescita delle cellule tumorali e riducendo il rischio di sviluppare la malattia. (altro…)

A rischio l’udito di un miliardo di giovani. Attenzione alla musica alta in cuffia!

Pubblicato il 14 Feb 2019 alle 6:15am

Il 50% delle persone tra i 12 e i 35 anni, oltre un miliardo di giovani, rischia danni importanti all’udito a causa di una prolungata esposizione a musica in cuffia.

In vista della Giornata Mondiale dell’Udito che si celebra il prossimo 3 marzo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e l’International Telecommunication Union (Itu) hanno emesso un nuovo standard internazionale per la produzione e l’uso di dispositivi come smartphone e lettori audio, per renderli più sicuri per l’ascolto soprattutto per i più giovani.

Oltre il 5% della popolazione mondiale – o 466 milioni di persone – ha una riduzione dell’udito che può incidere sulla qualità della vita. Si stima infatti che entro il 2050 saranno oltre 900 milioni le persone, una su 10, ad avere problemi di sordità. La metà dei casi di ipoacusia può però essere prevenuta attraverso misure di sanità pubblica e prevenzione. Di qui la necessità di dotare i dispositivi di ascolto di caratteristiche che li rendano almeno più sicuri ai fini uditivi.

Ecco allora che il nuovo standard Oms-Itu raccomanda che includano: la funzione Sound allowance, un software che tiene traccia del livello e della durata dell’esposizione al suono; un profilo di ascolto individuale basato sulle pratiche di ascolto, informativo per l’utente di quanto ha ascoltato in modo sicuro e contenente spunti di azione basati su tali informazioni; opzioni di limitazione del volume, tra cui la riduzione automatica e il controllo da parte dei genitori. Infine, informazioni generali per gli utenti su pratiche di ascolto sicure.