prevenzione

Diabete, in Italia è una vera e propria pandemia. Il 14 Novembre screening gratuiti nelle piazze italiane

Pubblicato il 06 Nov 2019 alle 6:25am

Sono oltre 425 milioni i malati nel mondo e quasi quattro milioni solo in Italia, eppure molto spesso questa patologia, in rapido aumento, è conosciuta molto poco, curata tardi, con tante complicanze del caso. (altro…)

Ictus, come riconoscere i sintomi

Pubblicato il 30 Ott 2019 alle 6:12am

L’ictus cerebrale colpisce nel mondo ogni anno circa 15 milioni di persone e rappresenta la terza causa di morte, la prima di invalidità e la seconda di demenza.

In Italia sono circa 150mila coloro che vengono colpiti annualmente, e i sopravvissuti sono ad oggi circa 1 milione.

Fondamentale per questo, è la prevenzione, nonché la consapevolezza dei possibili fattori di rischio, quali: ipertensione, obesità, diabete, fumo, sedentarietà e alcune anomalie cardiache e vascolari.

Tra le nuove terapie della fase acuta (trombolisi e trombectomia meccanica) che possono evitare o migliorare gli esiti, ma anche l’applicazione limitata, per una scarsa consapevolezza dei sintomi, il conseguente ritardo con cui si chiama il 112, la perdita di tempo intra-ospedaliera e la mancanza di reti ospedaliere organizzate. Tra le conseguenze più disabilitanti l’afasia, un disturbo del linguaggio causato da lesioni in particolari aree della corteccia cerebrale dell’emisfero dominante (prevalentemente il sinistro), sede appunto della funzione del linguaggio.

Gli esperti dell’Associazione lotta all’ictus cerebrale Alice onlus arrivano dei consigli: non parlare velocemente e uno alla volta, non rivolgersi alla persona afasica come a un bambino, usare frasi brevi e fare domande dirette, in modo che si possa rispondere con un sì o no o un cenno della testa.

Maculopatia senile, un nuovo farmaco per prevenirla

Pubblicato il 23 Ott 2019 alle 6:58am

Prevenzione e consapevolezza sono i primi obiettivi quotidiani per proteggere la vista a tutte le età. Questo il messaggio lanciato dalla casa farmaceutica Novartis, dalla Società Oftalmologica Italiana e dalla onlus Iapb Italia in occasione dell’evento “Proteggere la retina, salvare la vista”, che si è tenuto a Milano pochi giorni fa. (altro…)

Freccia Rosa, anche quest’anno la prevenzione per le donne viaggia anche in treno!

Pubblicato il 06 Ott 2019 alle 7:23am

Anche quest’anno il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane insieme all’Associazione IncontraDonna Onlus, con il patrocinio del Ministero della Salute, promuove l’iniziativa “Frecciarosa: la prevenzione viaggia in Treno.” (altro…)

Ictus, mortalità più alta in Sicilia. Nasce una rete per gli interventi

Pubblicato il 30 Set 2019 alle 6:17am

Di ictus in Sicilia si muore in media più che nelle altre regioni di Italia (7,5 contro 10,2 ogni 10 mila abitanti maschi; 6,4 contro 9,4 per le donne). Per migliorare in efficienza e tempestività negli interventi, come scrive Antonio Giordano sul Giornale di Sicilia in edicola, arriva un decreto dell’assessorato regionale alla Salute a firma di Ruggero Razza, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e che approva le linee di indirizzo per la rete dell’ictus cerebrale e il percorso diagnostico terapeutico assistenziale per il paziente con sospetto ischemia cerebrale.

Nel documento si demanda ai direttori generali delle Ssp e a quelli delle aziende sede di stroke unit (i centri di urgenza ad hoc della neurologia e con personale specializzato) di attuare quanto previsto «secondo logiche di sistema in rete».

Si cerca, dunque, di fare di più nel campo della prevenzione e degli interventi in una regione come la Sicilia in cui nel periodo 2004-2010 il numero medio dei decessi osservati è stato di 6.994 con una prevalenza (58,8%) di donne.

I dati parlano di ictus e infarto che uccidono ogni anno 240.000 persone e rappresentano la prima causa di morte e invalidità. Le cause o i fattori di rischio noti sono il colesterolo alto, l’obesità, il fumo, l’uso di sostanze eccitanti e un’inadeguata attività fisica. “Ma restano ancora incredibilmente sottovalutate”, sottolinea Michele Gulizia, direttore della Cardiologia dell’Ospedale Garibaldi-Nesima di Catania e presidente della Fondazione per il Tuo cuore dell’Associazione Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco).

Non solo, imparare a riconoscere i sintomi può evitare conseguenze anche peggiori. Il ministero della Salute, sul suo sito, sottolinea che è fondamentale riconoscerli immediatamente per poter intervenire poi tempestivamente. Tra questi paresi facciale (cioè quando un lato del viso non si muove bene come l’altro); deficit motorio degli arti superiori (cioè quando uno degli arti superiori non si muove o cade se confrontato con l’altro); difficoltà nel linguaggio. Ma altri campanelli d’allarme possono essere l’improvvisa perdita di forza e di sensibilità ad un braccio o gamba o di una metà del viso, l’improvvisa perdita di vista che riguardi uno o entrambi gli occhi, l’improvvisa perdita di equilibrio, un improvviso e molto forte mal di testa.

Varese, visite gratuite in piazza con la Carovana della salute

Pubblicato il 24 Set 2019 alle 7:39am

La Carovana della Salute arriva a Varese, con una giornata tutta di prevenzione promossa dalla FNP CISL Nazionale e organizzata da FNP CISL Lombardia ed FNP CISL Dei Laghi, in collaborazione con l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità – IAPB Italia Onlus e con il patrocinio del Comune di Varese.

Il 28 settembre a Varese, in Piazza della Repubblica, sarà quindi possibile effettuare visite, screening e controlli gratuiti grazie ai medici ed alle associazioni che hanno aderito all’iniziativa: Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – IAPB Italia onlus, Fondazione Umberto Veronesi, Salute Donna, Salute Uomo, AVIS Varese, Croce Rossa Italiana, Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, Associazione Diabetici Tradate Seprio Onlus, ANTEAS Varese.

Il 26 settembre, l’iniziativa sarà presentata alle ore 10.00 dalla tavola rotonda “Prevenzione è Benessere”, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi dell’Insubria, in via Ravasi 2 a Varese. Secondo studi un italiano su tre vive in città e ciò può comportare seri rischi per la salute, specialmente per le persone più anziane; malattie affette da disturbi e patologie croniche quali diabete e obesità, tumori e disturbi dell’umore. Per cercare di ovviare a tutto ciò, oltre a uno stile di vita più sano e regolare è consigliabile sottoporsi, a controlli ed esami periodi che possono aiutare a preservare un buono stato di salute. Una diagnosi preventiva può infatti permettere sia l’individuazione di patologie asintomatiche sia di intervenire per tempo evitando percorsi di cura che poi finirebbero per divenire invasivi.

Giornata Mondiale della Malattia di Alzheimer: come riconoscerla e prevenirla

Pubblicato il 21 Set 2019 alle 6:24am

In occasione della Giornata Mondiale della Malattia di Alzheimer che si celebra oggi 21 settembre, la Società Italiana di Neurologia (SIN) diffonde consigli concreti su come cercare di prevenire la più comune forma di demenza e su come relazionarsi con i propri cari affetti da questa patologia.

Nel mondo la malattia colpisce circa 40 milioni di persone e solo in Italia ci sono circa un milione di casi, per la maggior parte over 60. Oltre gli 80 anni, la patologia colpisce 1 anziano su 4. Questi numeri sono destinati a crescere drammaticamente a causa del progressivo aumento della durata della vita, soprattutto nei paesi in via di sviluppo: si stima un raddoppio dei casi ogni 20 anni.

I pazienti con Alzheimer manifestano inizialmente sintomi quali deficit di memoria, soprattutto per fatti recenti, e successivamente disturbi del linguaggio, perdita di orientamento spaziale e temporale, progressiva perdita di autonomia nelle funzioni della vita quotidiana che definiamo come “demenza”. A tali deficit spesso si associano problemi psicologici e comportamentali, come depressione, incontinenza emotiva, deliri, agitazione, vagabondaggio, che rendono necessario un costante accudimento del paziente, con un grosso peso per i familiari che svolgono un ruolo importantissimo.

“Nei pazienti con demenza conclamata – dichiara il Prof. Carlo Ferrarese, Presidente SINDEM (Associazione autonoma aderente alla SIN per le demenze), Direttore Scientifico del Centro di Neuroscienze di Milano dell’Università di Milano-Bicocca e Direttore della Clinica Neurologica presso l’Ospedale San Gerardo di Monza – l’atteggiamento del caregiver, ossia del parente che si prende cura dell’ammalato, è fondamentale per la prevenzione e la cura dei disturbi comportamentali che spesso si manifestano e che sono l’aspetto più preoccupante della patologia. Un atteggiamento rassicurante per un soggetto che si sente “perso” e privo di riferimenti, uno stimolo ad occuparsi di mansioni semplici, con adeguata supervisione, il rispondere alle richieste del malato con pazienza, sono semplici ma importanti aspetti della vita quotidiana che aiutano a ridurre lo stato di ansia e di agitazione che spesso tali pazienti manifestano, senza dover ricorrere a terapie sedative”.

Oggi le terapie per la cura dell’Alzheimer possono solo in parte mitigare i sintomi, ma non hanno alcun impatto sulla progressiva evoluzione della demenza, una volta che questa si è manifestata. Proprio per questo motivo, la speranza di una cura è legata alla prevenzione nei soggetti a rischio ma non ancora dementi che presentino i primi segni di lievi deficit cognitivi, soprattutto di memoria, con l’obiettivo di capire se tale condizione è destinata a evolversi verso una demenza o sia possibile attuare strategie preventive per ritardare l’esordio di malattia.

Quindi oggi l’unico vero strumento per contrastare la malattia di Alzheimer rimane la prevenzione, prima di tutto attraverso la riduzione dei fattori di rischio per le patologie vascolari quali ipertensione, diabete, obesità, fumo, scarsa attività fisica che si è visto contribuiscono anche ad aumentare le possibilità di sviluppare la Malattia di Alzheimer. Come? Attraverso uno stile di vita sano che contempli regolare attività fisica e un’alimentazione ricca di sostanze antiossidanti come la dieta mediterranea.

Dati recenti indicano una tendenza alla riduzione dell’incidenza della malattia nei paesi industrializzati, proprio per il maggiore controllo dei fattori di rischio vascolare.

Inoltre, anche le attività sociali e cognitive possono aiutare a ridurre e ritardare la patologia, perché stimolano il cervello e favoriscono la continua creazione di nuove connessioni cerebrali in grado di contrastare gli effetti del danno di alcuni circuiti cerebrali. Per questo è consigliato l’impegno in attività stimolanti per la mente, come imparare nuove lingue, a suonare uno strumento musicale, essere impegnati in un lavoro o in passatempo stimolante, come possibile strategia per ritardare la comparsa di demenza in soggetti con iniziale declino cognitivo.

Papillomavirus umano, è italiano il primo test al mondo in vendita in farmacia

Pubblicato il 09 Set 2019 alle 6:54am

E’ made in italy il primo test al mondo per la diagnosi precoce del Papillomavirus umano (Hpv) disponibile in tutte le farmacie. Che le donne e le adolescenti, eseguire a casa propria per individuare e tipizzare l’agente infettivo potenzialmente responsabile del cancro al collo dell’utero. L’hanno messo a punto Bruna Marini e Rudy Ippodrino, che dal 2009 al 2015 che hanno frequentato il Corso di perfezionamento in biologia molecolare della Scuola Normale di Pisa, fondando poi nell’Area Science Park di Trieste la startup Ulisse BioMed. Il test si chiama ‘Ladymed’, è stato sviluppato presso la startup e validato clinicamente da istituti quali il Centro di riferimento oncologico di Aviano, l’azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste e il Policlinico universitario Campus Biomedico di Roma.

“Grazie a un prelievo non invasivo, che la donna può effettuare direttamente a casa – spiegano dalla Scuola Normale – è possibile rilevare il virus anche senza ulteriori procedure mediche, con un considerevole abbattimento dei costi e dei tempi della diagnostica”. I due ex allievi confermano che “il nostro test è non invasivo e sensibile”, ed è “il primo al mondo presente direttamente in farmacia per il rilevamento del Papilloma. Rispetto ai test molecolari utilizzati negli screening nazionali, Ladymed è anche in grado di genotipizzare il virus, ovvero fornire indicazioni precise sul ceppo presente nell’infezione”.

L’esame “si inserisce nel panorama dei test ‘consumer genetics’, che hanno già ampiamente dimostrato di riscontrare un enorme interesse da parte dei consumatori.

Ippodrino, laureato all’università di Firenze, e Marini, laureata a Trieste – riporta una nota – hanno seguito il corso alla Normale di Pisa con i professori Arturo Falaschi e Mauro Giacca. Subito dopo hanno creato la startup Ulisse BioMed, grazie alla raccolta di 5 milioni di euro mediata da Copernico sim Spa. La startup ha anche vinto grant nazionali e europei, per un valore complessivo progettuale di circa 1,5 milioni di euro.

Hiv riguarda tutti, al via la campagna del Ministero della Salute

Pubblicato il 04 Ago 2019 alle 6:52am

E’ partita in questi giorni la nuova campagna del Ministero della Salute sulla prevenzione dell’HIV. Stefano Fresi, Francesco Montanari e la youtuber Sofia Viscardi sono i nuovi testimonial insieme a Dario Vergassola, ideatore della campagna. (altro…)

Smartwatch? Ora servono anche nella prevenzione delle malattie

Pubblicato il 02 Ago 2019 alle 8:57am

Dispositivi indossabili (wearable) e App sono entrati nella quotidianità degli italiani: a rivelarlo un recentissimo sondaggio condotto dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano in collaborazione con Doxapharma su un campione di mille cittadini statisticamente rappresentativo della popolazione italiana. (altro…)