prevenzione

Tumori, guarigioni sopra la media Ue

Pubblicato il 23 Gen 2020 alle 7:15am

In Italia chi si ammala di tumore ha più possibilità di guarire rispetto a chi contrae queste malattie in altri paesi europei.

A dirlo, il rapporto «State of Health in the EU: Italy. Country Health Profile 2019» presentato a Bari.

Lo studio si sofferma sui dati della sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di malattie oncologiche. Il primo gradino che un malato di cancro deve superare: dopo 5 anni le probabilità di guarire definitivamente si alzano. Bene anche i tassi di sopravvivenza di chi si cura in Italia, piuttosto che altrove.

In particolare il rapporto riferisce che per il tumore alla prostata in Italia la sopravvivenza è pari al 90 per cento contro una media europea dell’87%. Per il cancro ai polmoni è del 16% in Italia e 15 in Europa, per quello al seno 86% in Italia contro l’83 europeo. Infine i dati per il tumore al colon: 64 in Italia e 60 in Europa.

Anche il rapporto annuale dell’Aiom, Associazione italiana di oncologia medica aveva confermato che il cancro non è più un nemico imbattibile. Quasi 3 milioni e mezzo di italiani (3.460.025, il 5,3 per cento) vivono dopo la diagnosi di cancro. Un dato in costante aumento, basti pensare che sono 2 milioni e 244 mila nel 2006, 2 milioni e 587mila nel 2010, circa 3 milioni nel 2015. Il tasso di sopravvivenza medio in generale cresce: il 63% per le donne e il 54% per gli uomini, vivo a 5 anni dalla diagnosi.

Più bassa invece la media eurpea: 57 per le donne e 49 per gli uomini. In Italia almeno un paziente su quattro, pari a quasi un milione di persone, è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito.

Un risultato ottenuto grazie ad armi sempre più efficaci e alla maggiore adesione ai programmi di prevenzione e cure specialistiche mirate.

Proprio nel rapporto presentato a Bari viene evidenziato che «nel 2017, però, solo il 60 per cento delle donne della fascia di età tra i 50 e i 69 anni si era sottoposto a screening per il tumore al seno nei due anni precedenti. In questo caso la media Ue è più alta: il 61.

Decisamente ancora bassi i tassi di screening per il cancro al collo dell’utero: 40 per cento delle donne tra i 20 e 69 anni che si è sottoposto a screening negli ultimi tre anni. Molto più alta la media Ue: 66 per cento.

Va dunque evidenziato che nonostante la scarsa adesione alle campagne di prevenzione che offrono esami gratuiti, la sopravvivenza in Italia è molto più alta che altrove. Importante sottolineare la necessità di prendere parte ai programmi di screening anche se i casi di cancro sono in diminuzione (371mila nuovi casi nel 2019 contro 373mila del 2018) la prevenzione è la prima arma per sconfiggere la malattia. Dei casi del 2019 sono stimati 42.500 nuovi casi di tumore al polmone.

Accanto alla prevenzione importante anche un corretto stile di vita: circa un terzo dei decessi avvenuti in Italia nel 2017, ovvero 98mila, è attribuibile a fattori di rischio connessi ad una dieta sbagliata, al fumo, all’alcol e scarsa attività fisica.

Consultori: cosa sono e a cosa servono

Pubblicato il 17 Gen 2020 alle 7:42am

Dalla prevenzione dei tumori femminili, soprattutto quello della cervice uterina, alla promozione di corsi di accompagnamento alla nascita; dalle attività mirate alla procreazione consapevole e responsabile, alle consulenze in menopausa o alla coppia. E, ancora, punti di ascolto per gli adolescenti e interventi nelle scuole per promuovere l’educazione affettiva e sessuale, corretti stili di vita, prevenire episodi di bullismo e cyberbullismo. (altro…)

Si chiama Gymneva ed è la pianta che aiuta ad abbassare glicemia e trigliceridi

Pubblicato il 10 Gen 2020 alle 6:34am

La gymnema, conosciuta anche come Gymnema sylvestre, è una pianta appartenente alla famiglia botanica delle Asclepiadaceae, caratterizzata da numerosi benefici per la salute è nota soprattutto per la sua azione ipoglicemizzante. (altro…)

Attività fisica per prevenire 7 tipi di tumore. Ecco quali sono

Pubblicato il 30 Dic 2019 alle 6:56am

L’attività fisica può ridurre il rischio di ammalarsi di ben 7 tipi di tumore. L’analisi condotta su nove studi su oltre 750.000 adulti mostra che le quantità raccomandate di attività fisica nel tempo libero sono collegate a un rischio inferiore di sette tumori, con alcuni tipi di cancro che mostrano una relazione fra dose (di esercizio fisico) e risposta. (altro…)

Cosa mangiare per prevenire l’influenza

Pubblicato il 26 Dic 2019 alle 7:04am

Per combattere e prevenire l’influenza, il consiglio degli espertiè quello di condurre una dieta bilanciata e salutare prestando molta attenzione al variare dei colori che si portano in tavola.

Le cinque porzioni giornaliere di frutta e ortaggi, raccomandate dai nutrizionisti, dovrebbero comprendere cinque prodotti ortofrutticoli di colore diverso.

Bianco, rosso, verde e… Aglio, cipolle, finocchi, sedano, pere, uva bianca, banane, mele e funghi perché contengono sostanze cui devono il loro colore bianco, le antoxantine, come la licina e la quercetina, tutti potenti antiossidanti. Specie le cipolle, hanno proprietà disinfettanti ed espettoranti (fluidificano il catarro e ne favoriscono l’eliminazione). Non dovrebbero mai mancare quindi nelle zuppe calde o nei passati.

Fragole, ciliegie e ribes di colore rosso vivo sono più propriamente estivi, ma oggi giorno si trovano anche in vendita in autunno, stagione nella quale, il rosso è ben rappresentato da peperoni rossi e melagrana. In quanto contengono licopene e altri potenti antiossidanti, come i pomodori che si trovano per tutto l’anno.

Lattuga, kiwi, broccoli, spinaci contengono invece luteina e isoflavoni di cui ne sono ricchi ortaggi in foglia verde e in particolare i broccoli in tutte le loro varianti (cavoli, verze, broccoletti). Minerali come il ferro, e vitamine (C) che agiscono potenziando i processi di difesa antivirus dell’organismo. Si possono assumere anche bevendone succo (centrifugati), ma soprattutto mangiandone le foglie e i fiori. Basta non cuocerli troppo a lungo, né a temperature troppo elevate, per non perdere parte dei principi benefici.

Carote, arance, zucche e vegetali di colore giallo-arancio devono il proprio colore al betacarotene. Contengono vitamine A, B e C e flavonoidi. In particolare i limoni, oltre al contenuto in vitamina C, sono considerati depurativi, e se spremuti a freddo, facilitano l’assorbimento del ferro dagli alimenti che ne sono ricchi (carni, cavoli, spinaci) potenziano le difese immunitarie dell’organismo. Da raffreddore, mal di gola e tosse.

E infine il blu di fichi, uva nera, mirtilli, prugne, melanzane, radicchio che è dovuto a sostanze antiossidanti (come gli antociani tipici dell’uva nera) e antinfiammatorie che aiutano il nostro organismo a difendersi grazie alle difese immunitarie. Così come la vitamina C, di cui sono molto ricchi i mirtilli e l’uva nera.

Ceci, fagioli, orzo, farro e lenticchie, contengono una buona quantità di proteine ad alto valore biologico, poiché ricche di amminoacidi essenziali, fondamentali dunque per il benessere del nostro organismo.

Le lenticchie, sono poi ricche di ferro. L’unica controindicazione dei legumi è che possono dare sensazione di gonfiore a livello intestinale, ma si risolve se si assumono anche in forma di passati.

Tutti i legumi, tra l’altro, si associano ai cereali, e quindi ai primi freddi via libera a pasta e fagioli o con i ceci o con le lenticchie. Minestroni di verdure e legumi.

Oltre alla dieta ricca di ortaggi e frutta, restano ancora validi alcuni rimedi mutuati dalle credenze popolari per affrontare influenza e malanni di stagione.

Una buona dose di pere e mele cotte, meglio se preparate con l’aggiunta di miele e scorza di limone grattugiata, può aiutare a fluidificare il catarro, calmare gli attacchi di tosse, la raucedine da tosse secca e l’abbassamento della voce.

Il brodo di pollo bello caldo, sprigiona virtù benefiche per le vie aeree superiori L’aggiunta di un pizzico di peperoncino rosso in polvere sembra aumentarne le proprietà benefiche.

E la sera, prima di coricarsi, una bevanda calda addolcita con miele, e arricchita con qualche goccia di limone sembra aiutare a mantenersi in salute (e rilassa, inducendo un buon sonno ristoratore, che è sempre essenziale per stare bene).

L’aiuto in più se ci sente un po’ a terra Se tutti questi accorgimenti non dovessero bastare, in quei momenti nei quali ci si sente un po’ giù di tono e, quindi, prede facili di raffreddori e influenza, si può far ricorso a supplementi di vitamine e minerali dosati in modo appropriato per ogni esigenza e ogni età.

Artrite reumatoide, come si manifesta?

Pubblicato il 18 Dic 2019 alle 6:21am

L’artrite reumatoide è una patologia invalidante che può colpire anziani e non. Molto spesso può essere di fattore ereditario. Può colpire figli e nipoti.

Vediamo allora come si presenta?! L’artrite reumatoide ha come caratteristica principale il gonfiore, la rigidità e le infiammazioni alle articolazioni. Fa parte di quelle malattie autoimmuni, i cui sintomi principali sono:

1) Problemi di vista e di secchezza oculare.

2) Perdita di peso senza motivo.

3) Febbricola che può verificarsi nel caso di riacutizzazione dell’artrite reumatoide

4) Problemi respiratori con tosse e che a volte possono peggiorare e provocare fiato corto e dei forti dolori al petto.

5) Soffrire di sindrome di Sjogren’s che comporta la secchezza delle fauci.

6) Dolore fisico, psichico. Emotivo.

7) Formicolii, rilassatezza, bruciore.

Per tutti quelli che soffrono di artrite reumatoide si consiglia di recarsi da un buon reumatologo per tamponare subito il problema, e nello stesso tempo si raccomanda anche a tutti i parenti vicini che possono essere interessati da questa patologia a farsi controllare in modo da poter prevenire, prima che curare.

Nasce a Milano, il primo ospedale per sole donne

Pubblicato il 05 Dic 2019 alle 8:37am

Nasce a Milano, il primo ospedale per sole donne: “medicina di genere”. Si tratta del Macedonio Melloni, referente in Italia per la cura e l’assistenza della donna in tutte le sue fasi della vita, in grado – ha spiegato l’assessore alla sanità del Pirellone, Giulio Gallera – “di prendere in carico gli ambiti fisiologici della salute femminile, le patologie più frequenti e le necessità clinico assistenziali delle donne”.

L’obiettivo dell’Asst Fatebenefratelli Sacco è quello di istituire all’interno del presidio ospedaliero di Milano, un modello organizzativo, prima esperienza in territorio nazionale, dedicato interamente alla donna, attraverso l’introduzione di percorsi specifici per le varie fasi della vita: sviluppo, 11-18 anni, età fertile e riproduzione, 19-50 anni, menopausa, 45/50 – 65 anni e senescenza, oltre i 65 anni.

“L’Ospedale della donna – ha detto Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda che ha collaborato col Pirellone – è un sogno che diventa realtà. La medicina di genere trova nel Presidio Ospedaliero Macedonio Melloni, il primo ospedale italiano rosa, concreta applicazione, un passo avanti rispetto ai ‘bollini rosa’, il riconoscimento di Onda agli ospedali attenti alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie femminili. Ci auguriamo che altri ospedali che hanno ottenuto questo riconoscimento possano seguire l’esempio di questa realtà all’avanguardia ispirata al Brigham and Women Hospital di Boston”.“

Carie nei bambini, come prevenirla

Pubblicato il 04 Dic 2019 alle 6:11am

La carie, uno dei disturbi cronici infantili più diffusi al mondo, colpisce dapprima lo smalto, la superficie più esterna del dente, per poi arrivare sino ai tessuti interni, ossia colpire anche la dentina e la polpa, spesso scatenando dolore dopo essere entrati in contatto con cibi e bevande caldi o freddi e con alimenti e bibite zuccherati. Tuttavia prevenire la carie nei bambini, che sono i soggetti più a rischio, si può: ecco come fare.

Se la flora batterica si deposita nella cavità orale, magari a causa di una scorretta igiene orale, si mette in moto il processo infiammatorio carioso. A spiegarlo gli specialisti dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, che parlano di microorganismi, attraverso il loro metabolismo, trasformando i carboidrati del cibo in acidi che, a loro volta, avviano la demineralizzazione del dente. Una condizione questa che è in grado di deteriorare a lungo lo smalto dentale e contribuire alla formazione di una cavità. Anche la predisposizione individuale (avere una certa acidità della saliva o presenza di carie in famiglia) e l’uso di particolari farmaci possono indurre più facilmente questo tipo di processo corruttivo a carico del dente.

I bambini più colpiti sono quelli sotto i 2 anni di età a causa dell’assunzione prolungata, anche attraverso il ciuccio e il biberon, di bevande zuccherate, latte e miele (per farli addormentare o smettere di piangere).

Tale sindrome, viene chiamata dagli esperti come “Baby bottle caries”, ossia, sindrome della carie da biberon.

Ma come prevenirla?

I dentisti raccomandano

1- Pulire sempre la bocca del neonato. Anche se il piccolo non ha ancora denti da latte, dopo ogni pasto bisogna detergere la sua cavità orale con una garza inumidita. 2 – A ogni dente il suo spazzolino. Anche i primi dentini da latte vanno lavati, preferibilmente con uno spazzolino piccolo, specifico per bambini, e con setole morbide e flessibili. 3- Dopo i 2 anni si diventa “grandi”. Al compimento di questa età, bisogna lavare i denti tre volte al giorno, dopo i pasti principali, con uno spazzolino elettrico roto-oscillante, considerato dai dentisti lo strumento migliore per rimuovere la placca nel cavo orale. 4 – Usare il dentifricio al fluoro. Questa sostanza è fondamentale in termini di prevenzione della carie perché si fissa allo smalto rendendolo più “resistente” ai processi degenerativi. Da 1 a 6 anni la concentrazione di fluoro deve essere di 1000 ppm; sopra i 6 anni può salire fino a 1450 ppm. 5 – Pulire gli spazi interprossimali. La placca tende a depositarsi tra un dente e l’altro, e quindi usare lo spazzolino può certamente fare anche la differenza. 6- Dare al bambino pochi zuccheri. Questi composti favoriscono la formazione del processo carioso, quindi tendenzialmente bisogna seguire una dieta povera di zuccheri semplici. In tal senso, bisogna evitare l’utilizzo del biberon con latte e camomilla prima di andare a letto o l’utilizzo del ciuccio con miele o zucchero. 7 – Fare visite di controllo. Anche se può sembrare precoce, la prima visita dal dentista andrebbe fatta già all’età di un anno.

Diabete, in Italia è una vera e propria pandemia. Il 14 Novembre screening gratuiti nelle piazze italiane

Pubblicato il 06 Nov 2019 alle 6:25am

Sono oltre 425 milioni i malati nel mondo e quasi quattro milioni solo in Italia, eppure molto spesso questa patologia, in rapido aumento, è conosciuta molto poco, curata tardi, con tante complicanze del caso. (altro…)

Ictus, come riconoscere i sintomi

Pubblicato il 30 Ott 2019 alle 6:12am

L’ictus cerebrale colpisce nel mondo ogni anno circa 15 milioni di persone e rappresenta la terza causa di morte, la prima di invalidità e la seconda di demenza.

In Italia sono circa 150mila coloro che vengono colpiti annualmente, e i sopravvissuti sono ad oggi circa 1 milione.

Fondamentale per questo, è la prevenzione, nonché la consapevolezza dei possibili fattori di rischio, quali: ipertensione, obesità, diabete, fumo, sedentarietà e alcune anomalie cardiache e vascolari.

Tra le nuove terapie della fase acuta (trombolisi e trombectomia meccanica) che possono evitare o migliorare gli esiti, ma anche l’applicazione limitata, per una scarsa consapevolezza dei sintomi, il conseguente ritardo con cui si chiama il 112, la perdita di tempo intra-ospedaliera e la mancanza di reti ospedaliere organizzate. Tra le conseguenze più disabilitanti l’afasia, un disturbo del linguaggio causato da lesioni in particolari aree della corteccia cerebrale dell’emisfero dominante (prevalentemente il sinistro), sede appunto della funzione del linguaggio.

Gli esperti dell’Associazione lotta all’ictus cerebrale Alice onlus arrivano dei consigli: non parlare velocemente e uno alla volta, non rivolgersi alla persona afasica come a un bambino, usare frasi brevi e fare domande dirette, in modo che si possa rispondere con un sì o no o un cenno della testa.