arte

Oms, l’arte fa bene alla salute

Pubblicato il 05 Dic 2019 alle 6:33am

L’Organizzazione Mondiale della Salute ha fatto condurre all’Heath Evidence Network una ricerca, per verificare l’esistenza di evidenze scientifiche in cui i ricercatori hanno analizzato 900 pubblicazioni, tra cui 200 meta analisi, per un totale di più di 3.000 studi in totale, dimostrando l’importante contributo dell’arte sulla salute e prevenzione di malattie fisiche e psichiche.

Lo studio suggerisce che le arti possano anche aiutare ad alleviare i sintomi di quelle patologie per le quali non esiste ancora una cura efficace.

In particolare l’arte può:

1. Aiutare le persone ad alleviare i sintomi di una situazione psicologica causata da un trauma o abuso. 2. Dare sollievo alle persone con condizioni acute. 3. Supportare le persone con disturbi di natura neurologica, inclusi autismo, paralisi celebrale, ictus, demenze. 4. Aiutare nel trattamento di malattie non trasmissibili come il cancro, le patologie polmonari, le malattie cardiovascolari. 5. Supportare l’azione delle cure palliative nelle terapie per il fine vita.

“Dentro Caravaggio”: al cinema il nuovo docu-film di Francesco Fei con la partecipazione straordinaria di Sandro Lombardi | 27, 28 e 29 maggio

Pubblicato il 26 Apr 2019 alle 7:36am

Una sera d’inverno, Sandro Lombardi, uno degli artisti più carismatici e poliedrici del panorama teatrale italiano, sale le scale di Palazzo Reale a Milano per visitare la mostra Dentro Caravaggio, un’esposizione che ha presentato al pubblico opere provenienti dai maggiori musei italiani e da altrettanto importanti musei stranieri, affiancando per la prima volta le tele di Caravaggio alle rispettive immagini radiografiche. Da questo viaggio dentro le opere e dentro l’uomo Caravaggio, prende il via il percorso del docu-film: proprio nello stesso luogo in cui, nel 1951, Roberto Longhi propose la Mostra del Caravaggio e dei caravaggeschi, punto fermo assoluto nella storia della riscoperta critica dell’artista.

Dentro Caravaggio, il film evento diretto da Francesco Fei, sceneggiato da Jacopo Ghilardotti e prodotto da Piero Maranghi e Massimo Vitta Zelman con Marco Colombo e Francesco Melzi d’Eril, è una produzione di Italia Classica, Skira Editore, Adler Entertainment, con il sostegno di Intesa Sanpaolo. Arriverà nelle sale solo il 27, 28 e 29 maggio distribuito da Nexo Digital per guidare gli spettatori attraverso una lettura originale e accurata delle opere e della vita di Caravaggio (1571-1610).

Il viaggio condotto da Sandro Lombardi attraverserà i diversi luoghi caravaggeschi: Roma, Napoli, Malta, la Sicilia, tutte quelle terre in cui Caravaggio e le sue inquietudini hanno lasciato traccia concreta. Il docu-film farà poi tappa al Sacro Monte di Varallo, complesso devozionale affrescato da Gaudenzio Ferrari e celebre in tutto il mondo per la sensibile, emozionante rappresentazione teatrale e scenografica della Via Crucis e dei luoghi santi della storia di Cristo. Perché forse è proprio tra queste statue e tra questi affreschi che si nascondono, almeno in parte, le radici dell’arte di Caravaggio.

Ad accompagnare la visione di capolavori come Davide e Golia, Deposizione, Marta e Maria Maddalena, Sacra famiglia con Giovannino, Ragazzo morso da un ramarro sino al Seppellimento di Santa Lucia, Resurrezione di Lazzaro, Adorazione dei pastori, ci saranno gli interventi di esperti autorevoli e di artisti: Rossella Vodret, massima conoscitrice di Caravaggio e curatrice della mostra Dentro Caravaggio a Palazzo Reale a Milano, Marco Carminati, critico e giornalista, Alessandro Morandotti, storico dell’arte e curatore della mostra L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri delle Gallerie d’Italia di Milano, Milo Manara, celebre fumettista e autore di una biografia per immagini di Caravaggio, Gennaro Carillo, professore ordinario di Storia del pensiero politico e di Storia delle dottrine politiche alle Università di Napoli, Giovanna Cassese, storica dell’arte già direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e attuale direttore dell’ISIA Faenza, Caterina Di Giacomo, Storica dell’arte, attuale direttore del MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, e del Museo Bernabò Brea di Lipari, Achille Mauri, Presidente di Messaggerie Italiane e della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, e il duo di video artisti Masbedo.

Dalla Pinacoteca di Brera di Milano con la sua Cena in Emmaus alla Cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo, a Roma, con la Crocefissione di San Pietro e la Conversione di Saulo, sino ad arrivare al Pio Monte della Misericordia di Napoli (con un’incursione al Cimitero delle Fontanelle, luogo ideale per riflettere sulla vicenda umana di Caravaggio). E ancora la Cattedrale di San Giovanni Battista a La Valletta, a Malta, dove, braccato e condannato a morte, Caravaggio si rifugia con l’idea di diventare cavaliere e guadagnarsi la salvezza. Il percorso del docu-film ci porterà poi alla Chiesa di Santa Lucia alla Badia, a Siracusa, in Sicilia. È qui che, in fuga da Malta, dove è stato incarcerato per l’ennesima rissa, Caravaggio ripara lasciando alcune delle opere più intense e cupe del suo percorso: il Seppellimento di Santa Lucia, a Siracusa; la Resurrezione di Lazzaro e l’Adorazione dei Magi, a Messina.

Sulle tracce di Caravaggio e dei suoi viaggi, incontreremo così testimoni e protagonisti del mondo dell’arte e della cultura, appassionati e cultori, per indagare la fede e la luce, il realismo, la fuga e, ancor più, l’immensa contemporaneità di questo artista. A coronamento del percorso, anche un’incursione nella mostra milanese L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri, allestita alle Gallerie d’Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, per raccontare l’influenza di Caravaggio sull’arte del Seicento.

Dentro Caravaggio è diretto da Francesco Fei, già regista di Segantini. Ritorno alla natura, che firma il soggetto assieme a Piero Maranghi, già produttore di Leonardo da Vinci. Il genio a Milano, e a Jacopo Ghilardotti.

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital. Nel 2019 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte e MYmovies.it.

“Gauguin a Tahiti. Il paradiso perduto” – nelle sale solo il 25, 26, 27 marzo

Pubblicato il 07 Feb 2019 alle 6:12am

E’ in arrivo nei cinema italiani solo il 25, 26 e 27 marzo (elenco sale a breve su www.nexodigital.it) come nuovo appuntamento del progetto della Grande Arte al Cinema. Un viaggio alla ricerca delle origini, quello proposto da GAUGUIN A TAHITI. IL PARADISO PERDUTO, il nuovo docu-film con la partecipazione straordinaria di Adriano Giannini, diretto da Claudio Poli, su soggetto di Marco Goldin e Matteo Moneta, che firma anche la sceneggiatura, e prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital con il sostegno di Intesa Sanpaolo. Ripercorrendo le tracce di una biografia che appartiene ormai al mito e di una pittura raffinatamente primordiale, il film evento, che vanta una colonna sonora originale firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino, ci guiderà infatti in un percorso tra i luoghi che Gauguin scelse come sua patria d’elezione e attraverso i grandi musei americani dove sono custoditi i suoi più grandi capolavori: New York col Metropolitan Museum, Chicago con il Chicago Art Institute, Washington con la National Gallery of Art, Boston con il Museum of Fine Arts. Ad accompagnare lo spettatore gli interventi di esperti internazionali: Mary Morton, curatrice alla National Gallery of Art di Washington, Gloria Groom, curatrice all’Art Institute di Chicago, Judy Sund, docente della New York City University, Belinda Thomson, massima esperta di Gauguin, David Haziot, autore della più aggiornata e accreditata biografia su Gauguin.

GAUGUIN A TAHITI. IL PARADISO PERDUTO trasforma in immagini quel libro d’avventura che fu la vita di Gauguin, ma è anche la cronaca di un fallimento. Perché Gauguin non poté mai sfuggire alle proprie origini, alle ambizioni e ai privilegi dell’uomo moderno. Fu sempre il cittadino di una potenza coloniale: dipinse tra le palme, ma con la mente rivolta al pubblico dell’Occidente. Un paradosso che si riflette nel destino della sua opera, visto che i suoi quadri oggi sono conservati in grandi musei internazionali dove ogni anno milioni di persone si fermano di fronte alle tele di Tahiti, sognando il loro istante di paradiso, un angolo di silenzio in mezzo alla folla.

Ma chi è Paul Gauguin? E da cosa è nata la sua fascinazione per i Tropici?

Gauguin nasce a Parigi il 7 giugno del 1848 dal giornalista Clovis Gauguin e da Aline Marie Chazal, la cui famiglia vive in Perù. È qui che Paul viene portato quando ha quattordici mesi. Ed è qui che prende il via l’iniziazione tropicale di un pittore che resterà sempre fiero del suo sangue sudamericano, tanto da sostenere con fermezza una sua parentela con gli Aztechi. Dopo il ritorno a Parigi, l’iniziazione alla pittura e all’Impressionismo e i viaggi come allievo pilota sul mercantile Luzitano e nella Marina Francese, Gauguin sente di dover cercare se stesso altrove, sente di dover trovare una via di uscita dall’Impressionismo. E, come sempre fa nei momenti più importanti della sua vita, parte. Lascia Parigi e una società che considera conformista, scegliendo l’asprezza e la bellezza selvaggia della costa bretone, un cuneo di roccia proteso sul vuoto dell’Oceano, presagio del volo nell’ignoto che verrà spiccato solo pochi anni dopo. Sono luoghi rudi, primitivi, malinconici e Gauguin vi si reca per purificarsi: dalla città e dalle mode artistiche parigine. E si mette alla ricerca delle forme ancestrali di una nuova pittura. È proprio qui a Pont-Aven che Gauguin dipingerà alcune delle sue opere più celebri, come il Cristo Giallo in cui riproduce un crocifisso ligneo ammirato nella cappella di Trémalo o La visione dopo il sermone, in cui il misticismo bretone trova forma nel cloisonnisme, con le sue campiture nette e stesure compatte di colore.

A dare il senso di una fuga impossibile dal proprio retaggio di uomo “civilizzato” contribuisce il fatto che molti dei suoi maggiori capolavori sono oggi conservati in grandi, frenetiche e iper-moderne metropoli statunitensi. Ed è proprio nei musei di queste città americane, con il vetro e l’acciaio dei grattacieli, la folla, e il traffico delle highways sullo sfondo, che lo spettatore potrà scoprire l’origine della pittura di Gauguin, nei suoi diversi periodi: gli esordi, la Bretagna, il primo periodo polinesiano, il secondo e finale soggiorno tahitiano. Un’avventura del colore che inizia con il distacco dagli Impressionisti e dalle loro pennellate frammentarie, passa per i contrasti violenti con l’amico e collega Vincent Van Gogh e approda a un cromatismo nuovo, anti-naturalistico e legato ai movimenti dell’anima come quello di opere come La orana Maria, Nafea faa ipoipo, Aha oe feii? o Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?.

Il racconto sarà accompagnato anche dalle parole dello stesso Gauguin, con brani tratti da testi autobiografici (come Noa Noa o Avant et après), dalle lettere a familiari e amici e alla moglie Mette, alla quale Paul scriverà: “Verrà un giorno, e presto, in cui mi rifugerò nella foresta in un’isola dell’Oceano a vivere d’arte, seguendo in pace la mia ispirazione. Circondato da una nuova famiglia, lontano da questa lotta europea per il denaro. A Tahiti, nel silenzio delle notti tropicali, potrò ascoltare il ritmo dolce e suadente del mio cuore in armonia con le presenze misteriose che mi circondano. Libero, senza problemi di denaro, potrò amare, cantare, morire”.

GAUGUIN A TAHITI. IL PARADISO PERDUTO è prodotto da 3D Produzioni e da Nexo Digital con il sostegno di Intesa Sanpaolo e sarà nelle sale solo il 25, 26 e 27 marzo.

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital. Nel 2019 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte e MYmovies.it.

LA GRANDE ARTE AL CINEMA

Nuova stagione 2019

TINTORETTO-UN RIBELLE A VENEZIA

25, 26, 27 febbraio

GAUGUIN A TAHITI-IL PARADISO PERDUTO

25, 26, 27 marzo

IL MUSEO DEL PRADO-LA CORTE DELLE MERAVIGLIE

15, 16, 17 aprile

IL GIOVANE PICASSO

6, 7, 8 maggio

DENTRO CARAVAGGIO

27, 28, 29 maggio

Tutti i titoli della Grande Arte al Cinema possono essere richiesti anche per speciali matinée al cinema dedicate alle scuole. Per prenotazioni: Maria Chiara Buongiorno, progetto.scuole@nexodigital.it, tel 02 805 1633

Ai sensi del D.Lgs. 196/2003 e Nuovo Regolamento UE 2016/679 informiamo che i Vs. dati in nostro possesso saranno trattati secondo quanto previsto dagli articoli 9-10 del Regolamento UE 2016/679. Secondo gli articoli 15-16-17-18-20 del suddetto regolamento, potete richiedere quali sono i dati sottoposti a trattamento, le modalità del loro utilizzo e può chiederne in qualsiasi momento la correzione, cancellazione, trasferimento od opporsi al trattamento stesso, rispondendo a questa mail.

Per i 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, la Madonna Litta torna a casa, ovvero a Milano

Pubblicato il 19 Gen 2019 alle 1:09pm

Per i 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, la Madonna Litta torna a casa, a Milano. E’ questa una delle novità annunciate alla National Gallery di Londra nel palinsesto di eventi milanesi per il genio toscano, che a Milano ha lasciato tracce importantissime, a partire dall’Ultima cena, fino alle ritrovate decorazione della Sala delle asse del Castello Sforzesco.

L’Ermitage di San Pietroburgo, che acquistò la Madonna Litta nel 1865 dal duca Antonio Litta Visconti Arese, ha infatti prestato la tela al museo Poldi Pezzoli dove sarà in mostra dall’8 novembre al 10 febbraio nell’esposizione ‘Intorno a Leonardo. La Madonna Litta e la bottega del maestro’.

L’attribuzione a Leonardo del dipinto non è da tutti accettata, infatti c’è chi sostiene che appartenga al suo allievo Giovanni Antonio Boltraffio. Ma è proprio con un capolavoro di Boltraffio posseduto dal Museo Poldi Pezzoli, la Madonna della rosa, e con altre opere dei suoi allievi, il dipinto dell’Ermitage sarà messo in dialogo.

Cleopatra. La Regina che sfidò Roma e conquistò l’eternità, il nuovo libro di Alberto Angela in uscita il 29 novembre

Pubblicato il 26 Nov 2018 alle 8:36am

Alberto Angela difende la modernità della donna alla quale ha dedicato il suo ultimo libro dal titolo Cleopatra. La Regina che sfidò Roma e conquistò l’eternità in libreria da giovedì 29 Novembre. «È stata una grande statista, non era egoista, ha agito per il regno, si è unita all’uomo più forte del momento, ma sia con Cesare che con Antonio è stato anche amore». (altro…)

“Klimt & Schiele. Eros e Psiche”, scritto da Arianna Marelli e diretto da Michele Mally in anteprima al cinema il 22/23/24 ottobre

Pubblicato il 16 Ott 2018 alle 8:00am

Klimt & Schiele. Eros e Psiche è il film evento prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital con il sostegno di Intesa Sanpaolo. (altro…)

Mostra Modigliani Art Experience, al Mudec di Milano dal 20 Giugno al 4 Novembre 2018

Pubblicato il 31 Mag 2018 alle 7:00am

Arriva al Mudec di Milano il prossimo 20 Giugno 2018 un affascinante racconto, ricostruito attraverso immagini, musiche, evocazioni e suggestioni, che ricompone davanti agli occhi del visitatore l’universo di Amedeo Modigliani pittore e scultore, e che permette di proiettarsi nel contesto parigino di cui l’artista fu assoluto protagonista. La mostra prodotta da 24 ORE Cultura è promossa dal Comune di Milano-Cultura, con il supporto scientifico dei conservatori del MUDEC e del Museo del Novecento di Milano. Ideata da Crossmedia Group e curata da Francesco Poli, si propone come un vero e proprio excursus multisensoriale offrendo al visitatore la scoperta della sua cifra artistica e l’influenza che il primitivismo in particolare la scultura africana, egizia e cicladica, ebbero sul suo lavoro; una vita da bohémien nella sua esistenza da esule livornese nella Montmartre e nella Montparnasse dei primi del Novecento.

A impreziosire la visione multimediale dandole volume a 360°, e rendendo l’esperienza veramente totalizzante, il progetto allestito al MUDEC prevede una sala introduttiva, una “sala scrigno”, che ospita alcuni capolavori di arte primitiva africana del XX secolo provenienti dalla collezione permanente del MUDEC e tre ritratti di Modì provenienti dal Museo del Novecento di Milano, che permettono al visitatore di avere sott’occhio in un unico ambiente quei modelli artistici di arte primitiva che il genio livornese ebbe senz’altro a ispirazione per la sua arte, come il confronto diretto con i ritratti accostati nella stessa sala permetterà a tutti di appurare.

Una ‘Infinity room’ che chiude il percorso espositivo contenente alcune delle opere più significative dell’artista proposte al visitatore in una sorta di gioco continuo tra scomposizioni e rifrazioni, che non manca di aprirsi ad un racconto più classico sulla vita dell’artista e ad un contesto storico-sociale-culturale in cui è possibile situare la sua produzione.

La mostra chiuderà al pubblico il 4 novembre.

Per acquisto biglietti visitare il sito web http://www.mudec.it/ita/modigliani-art-experience/

Per info tel. 0254917 (lun-ven 10.00-17.00) Singoli: helpdesk@ticket24ore.it Gruppi e scuole: ufficiogruppi@ticket24ore.it

Restauro tomba e pala altare Michelangelo, oltre 100 donazioni da 12 Paesi del mondo

Pubblicato il 27 Mar 2018 alle 8:39am

Sono oltre cento i donatori provenienti da 12 Paesi del mondo e legati dalla passione per Michelangelo e per Firenze, che si sono mobilitati per il restauro della tomba monumentale e della pala dell’altare Buonarroti, entrambe opere di Giorgio Vasari. (altro…)

Parma, Capitale Italiana della cultura 2020

Pubblicato il 17 Feb 2018 alle 10:28am

Dopo Mantova 2016, Pistoia 2017, Palermo 2018 (e Matera 2019 in Europa), con un dossier intitolato La Cultura batte tempo, è Parma la Capitale italiana della cultura 2020, trionfatrice in finale su Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso. Ad annunciarlo, è il Ministro di beni culturali e turismo, Dario Franceschini. «Mi spiace per i sindaci venuti qui, che hanno candidato le loro città a Capitale italiana della cultura 2020: violando tutte le regole, ho deciso di nominare Ferrara, la mia città!». Si ride, poi la suspense. «La competizione è ogni anno più forte con progetti straordinari — dice — Già essere nella short list è come una nomination all’Oscar». All’annuncio di Parma, scoppia l’applauso. «Raramente ho poche parole, ma stavolta mi avete lasciato senza», dice emozionato il sindaco, Federico Pizzarotti.

La città di Parma è nata capitale nel ‘500, con il Gran Ducato dei Farnese. Cresciuta con i Borbone e trasformata da un donna illuminata, come Maria Luigia, moglie di Napoleone è la città di Verdi e di Toscanini, delle cupole del Correggio e del Battistero in marmo rosa, del Teatro Regio e di una delle più antiche Università al mondo. Patria del prosciutto e del Parmigiano fu nominata nel 2015 Città creativa Unesco per la Gastronomia.

Toulouse-Lautrec. Il mondo fuggevole, Milano Palazzo Reale fino al 18 febbraio

Pubblicato il 29 Gen 2018 alle 8:24am

Henry de Toulouse-Lautrec (1864 -1901) è stato un raffinato e strepitoso cronista per immagini della vita bohémien di fine Ottocento, della Parigi notturna dei cafè-chantan di cui era assiduo frequentatore.

A Palazzo Reale a Milano è stata allestita una grande mostra monografica dal titolo “Toulouse – Lautrec. Il mondo fuggevole“, aperta al pubblico fino al 18 febbraio 2018. che ne evidenzia l’intero percorso artistico e i tratti di straordinaria modernità. La mostra, a cura di Danièle Devynck (direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi) e Claudia Zevi, è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi e l’Institut national d’histoire de l’art (INHA) di Parigi.

Oltre 200 opere, tra cui 35 dipinti, più litografie, acqueforti e 22 manifesti realizzati dall’artista.

Era nelle oscure atmosfere della vita notturna che Toulouse-Lautrec si muoveva per trarre ispirazione, immortalare i suoi soggetti preferiti e scovare aspetti a volte torbidi a volte semplicemente inattesi, che nessuno prima di lui era riuscito a raccontare con accertata veridicità. In quegli ambienti di luci soffuse e ombre si rifugiava per riuscire a mitigare la deformità che fin da piccolo lo accompagnava. Nacque infatti con una rara malattia congenita, dovuta alla consanguineità dei genitori, che ostacolava la crescita degli arti inferiori. A causa di una degenerazione ossea, all’età di 14 anni gli si fratturarono le gambe e fu sempre costretto a muoversi con l’ausilio di bastoni. Di origini nobili ereditò dal padre il conte Alphonse de Toulouse-Lautrec, la passione per il disegno, ma dopo un’educazione classica, maturò un segno grafico sicuro e provocatorio con cui creò immagini moderne e di estremo realismo che fanno ormai parte del nostro immaginario. Alloggiò nel quartiere di Montmartre in rue d’Ambroise, la via dei postriboli e divenne ospite fisso del “Moulin Rouge”, del “Moulin de La Galette” e di altri locali. Amava ritrarre attrici, cantanti e ballerine di can can, che con le sue emblematiche affiche, dai colori accessi in campiture piatte, dalle inquadrature originali, in parte ispirate dalle stampe giapponesi, rendeva ancor più popolari. Tra queste ricordiamo Jane Avril e Yvette Guilbert, che furono anche sue compagne.