Mezzo milione di italiani non può comprare i farmaci, sono soprattutto le famiglie con figli

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 05 Dic 2019 alle ore 9:52am


Il 7° Rapporto sulla povertà sanitaria, presentato in questi giorni a Milano dalla Fondazione Banco Farmaceutico e BFResearch annuncia che è in costante aumento la povertà sanitaria in Italia. Quest’anno, ad esempio, sono quasi mezzo milione le persone (473.000 per la precisione) non hanno potuto acquistare i farmaci di cui avevano bisogno per ragioni economiche e la richiesta di medicinali da parte degli enti assistenziali ha raggiunto il picco degli ultimi 7 anni con oltre un milione di confezioni di medicinali (+4,8% rispetto al 2018).

Le difficoltà non riguarderebbero soltanto le persone indigenti: complessivamente sono 12,6 milioni le persone che hanno dovuto limitare almeno una volta durante l’anno, la spesa per visite mediche e controlli periodici di prevenzione (dentista, mammografia, pap-test) per ragioni economiche. In media ogni persona spende 816 euro l’anno per curarsi, contro i 128 di chi è povero. Tuttavia le famiglie non povere spendono per i farmaci non coperti dal Servizio Sanitario Nazionale il 42% del proprio budget sanitario, mentre quelle povere il 62,5%, perché possono investire meno in prevenzione. Particolarmente significativa ad esempio è la spesa delle famiglie povere per il dentista e per i servizi odontoiatrici (solo 2,19 euro al mese, contro 31,16 euro del resto della popolazione), per l’acquisto di articoli sanitari (0,79 euro al mese contro 4,42 euro) e per i servizi medico ospedalieri (4,61 euro contro 19,10 euro).

La quota di spesa farmaceutica totalmente a carico delle famiglie (non coperta dal Ssn) è passata dal 37,3% al 40,3%. Ad essere richiesti sono soprattutto i farmaci per il sistema nervoso (18,6%), per il tratto alimentare e metabolico (15,2%), l’apparato muscolo-scheletrico (14,5%) e respiratorio (10,4%).

Servono, inoltre, presidi medici e integratori alimentari. In questo quadro sono le famiglie con figli, povere e non, quelle costrette di più a dover limitare o rinunciare alle spese per visite mediche e controlli di prevenzione: lo fa il 22,9%, contro il 19,2% di quelle senza prole.

“In Italia, le famiglie con figli minori, sia povere che non, sono penalizzate nell’accesso alle cure e, per ragioni economiche, devono rinunciare o rinviare delle cure in misura superiore alle altre – ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus – Speriamo che questo rapporto contribuisca alla presa di coscienza di tale situazione e del fatto che senza migliaia di enti e associazioni che in tutta Italia offrono assistenza socio-sanitaria gratuita agli indigenti, il quadro sarebbe ancora più drammatico”.