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Cardito, parla la mamma del piccolo di 7 anni ammazzato di botte: “Ero immobile per lo shock”

Pubblicato il 01 Feb 2019 alle 5:34pm

I figli pestati davanti a lei dalla furia omicida del suo compagno e lei che non è intervenuta per fermarlo. Valentina, la madre del piccolo Giuseppe morto a causa delle percosse ora si difende e dice: “Ero sotto shock, non sono riuscita a fare nulla, sono caduta in un blocco psico-fisico”. Queste le sue parole agli inquirenti che indagano sul fatto e che cercano di capire se anche nei suoi confronti ci siano elementi giudiziari. (altro…)

Mamma vende casa per acquistare farmaci salvavita per la figlia, l’appello: “Vorrei un alloggio e un lavoro per sopravvivere”

Pubblicato il 07 Ott 2018 alle 7:51am

Una madre è stata costretta a svendere la propria abitazione per poter garantire alla figlia di 22 anni, affetta come lei da una patologia autoimmune, i farmaci necessari per curarsi, privandosi così anche della propria parte di medicine. (altro…)

Roma: primo trapianto di fegato e rene da madre a figlio

Pubblicato il 08 Set 2018 alle 10:28am

Un intervento veramente eccezionale quello che è stato eseguito pochi giorni fa al Bambin Gesù di Roma. L’eccezionalità dell’intervento risiede nella chirurgia di prelievo dal genitore per la donazione: prima della porzione sinistra del fegato e successivamente anche del rene, entrambi con tecnica chirurgica laparoscopica. Il bimbo era affetto da iperossaluria primitiva, forma severa di una malattia metabolica rara nota come ossalosi (1 caso ogni 100 mila-333 mila persone), e caratterizzata dall’accumulo, in vari organi e tessuti, di ossalato di calcio. La patologia che aveva anche il piccolo bimbo libanese morto sull’aereo che da Beirut lo portava a Roma.

Il prelievo laparoscopico di rene da donatore vivente è una tecnica consolidata da anni, mentre il prelievo del fegato laparoscopico è un intervento di più recente introduzione nei centri più specializzati.

In Italia il Bambino Gesù è il solo che effettua il prelievo di fegato con tecnica laparoscopica. “Non ci risulta che siano stati mai descritti casi in cui nello stesso donatore sono stati eseguiti in successione un prelievo di fegato e un prelievo di rene laparoscopici. Quindi il nostro caso potrebbe essere il primo mondiale”, sottolinea l’ospedale romano. Il team di chirurghi che ha effettuato l’intervento sul piccolo Danil, bambino libanese due anni e mezzo, era coordinato da Marco Spada per il fegato e Luca dello Strologo per il rene.

Nel corso dell’ultimo anno il Bambino Gesù ha effettuato dal Libano 4 trapianti di fegato e rene in bambini affetti da ossalosi; negli ultimi 10 anni 11 pazienti con ossalosi (uno di questi non ha ancora completato il percorso con il trapianto di rene) sono stati trapiantati.

Bimbo di 20 mesi salvo grazie ad un fegato nuovo. La mamma: “Grazie Bergamo”

Pubblicato il 12 Ago 2018 alle 7:00am

Un bimbo di 20 mesi nato con una gravissima malattia, l’atresia delle vie biliari, che era già stato operato a pochi giorni dalla nascita è vivo grazie ad un fegato nuovo. (altro…)

Scoperta la prima mappa dell’istinto materno

Pubblicato il 09 Apr 2018 alle 8:36am

E’ stata stilata la prima mappa dell’istinto materno sulla base delle osservazioni raccolte nel cervello dei topi. Comprende la rete di cellule collegate al rilascio della molecola del benessere, la dopamina e si attiva ogni qualvolta che la madre si prende cura dei suoi piccolini, ad esempio quando ne segue i movimenti o quando li riporta al nido. Tale mappa è stata descritta sulla rivista scientifica Neuron, grazie al gruppo di ricerca della New York University coordinato da Dayu Lin.

“Dimostriamo il modo in cui l’istinto materno nasce nel cervello dei mammiferi”, ha osservato Lin. E’ il primo passo verso la possibilità di spiegare i comportamenti materni umani, come l’istinto di allattare al seno e di cullare il figlio appena nato. “Sebbene ottenuto su modelli animali, il risultato è interessante e supporta l’idea confermata da altri studi condotti sull’uomo con tecniche di risonanza magnetica funzionale, della presenza di circuiti predisposti nel cervello per assicurare le cure necessarie alla sopravvivenza della prole”, ha osservato Paola Venuti, che dirige il dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’università di Trento. “La conoscenza del funzionamento chimico di questi circuiti – ha aggiunto ancora l’esperto – potrebbe permettere di intervenire e aiutare le madri che presentano atipicità comportamentali o spiegare situazioni in cui non si attivano i comportamenti di cura della prole”.

La mappa è stata ottenuta osservando l’attività del cervello delle femmine di topo mentre interagivano con i loro cuccioli.

Maestra insegna agli alunni come assistere compagno epilettico. I complimenti della mamma del piccolo su Facebook

Pubblicato il 07 Apr 2018 alle 10:27am

Elena Cecchini è una maestra, ma soprattutto una campionessa di solidarietà. L’obiettivo della signora Cecchini non è solo quello di insegnare ai ragazzi le materie che insegna ma anche il rispetto e la fratellanza. Insegnare la solidarietà ai bimbi significa creare adulti che non si tirano indietro davanti a una persona che ha bisogno d’aiuto. (altro…)

Madre trascina figlio autistico al guinzaglio

Pubblicato il 14 Nov 2017 alle 9:38am

Indignazione e polemiche sul web, per un video che sta facendo il giro del mondo, lasciando tutti a bocca aperta. In Inghilterra, nella città di Liverpool, una mamma trascinava al guinzaglio il proprio figlio autistico. (altro…)

Cadavere della figlia in un trolley: “L’ho buttata in mare dopo aver vegliato il corpo per giorni”

Pubblicato il 06 Apr 2017 alle 12:11pm

È pronta a tornare in Italia e a raccontare quanto accaduto la madre di Katerina Latkionova, 27 anni, la giovane anoressica trovata morta in un trolley che la donna aveva gettato in mare e che è stato ritrovato a Rimini il 25 marzo scorso. (altro…)

Milano, madre lancia due bambine dalla finestra: salvate dai vigili del fuoco

Pubblicato il 13 Mag 2016 alle 11:16am

Donna egiziana e madre lancia dalla finestra di casa prima oggetti e poi le due figlie.

L’appartamento è al terzo piano di uno stabile di via Giambellino civico 130, Milano. Le due bimbe, di tre anni e 6 mesi, sono state salvate grazie al tempestivo intervento di polizia e vigili del fuoco che allertati dai vicini hanno subito capito il rischio che correva la madre e le figlie, e hanno subito posizionato un telo nel cortile di casa.

La madre, trentenne egiziana, è stata arrestata e poi ricoverata nel reparto di psichiatra dell’ospedale San Carlo, mentre le bimbe sono state visitate dai medici che non hanno riscontrato traumi ma solo tanto spavento e portate per accertamenti l’ospedale San Paolo.

La polizia è stata allertata intorno alle 23.45.

L’istruzione della mamma è capace di influenzare il Dna dei figli

Pubblicato il 10 Dic 2015 alle 8:07am

L’istruzione che la mamma da’ ad un figlio sembra influenzare quest’ultimo non solo da un punto di vista comportamentale e sociale, ma anche dal punto di vista genetico. Al punto che i nati da madri che non hanno terminato la scuola potrebbero avere maggiori probabilità di essere svantaggiati per tutta la loro esistenza.

A rivelarlo una ricerca condotta dalla University of California-San Francisco (UCSF) e pubblicata sul Journal of Perinatology, che ha esaminato la lunghezza dei telomeri, molecole che si trovano nella parte terminale dei cromosomi capaci di proteggere contro la perdita di Dna durante la divisione cellulare.

L’accorciamento della lunghezza dei telomeri, legato all’età è capce di aumentare il rischio di diabete, obesità e cancro.

Studi precedenti hanno dimostrato infatti che la loro lunghezza nei neonati varia a seconda dei fattori genetici, e ancora, fumo o utilizzo di farmaci in gravidanza.

La nuova ricerca, condotta su campioni di sangue del cordone di 54 bambini, nati da mamme di origine latinoamericana che avevano partorito al San Francisco General Hospital, è riuscita a dimostrare che i telomeri dei neonati le cui madri non avevano diploma di scuola superiore sono più corti del 5-6% rispetto a quelli dei figli di madri diplomate.

Per questo spiega l’autrice Janet Wojcicki, professore associato di pediatria presso l’UCSF “Il fatto che abbiamo trovato un effetto relativo all’istruzione materna sulla salute cellulare quando i bambini sono ancora nel grembo sottolinea l’importanza dell’accesso all’istruzione, in particolare per le famiglie a rischio”.