Come non farsi licenziare dal proprio capo via social network

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 10 Mag 2011 alle ore 8:00am

Il licenziamento, non è altro che l’atto di recesso dal contratto di lavoro da parte del datore di lavoro, così come anche le dimissioni del lavoratore, sono un atto unilaterale recettizio cioè una dichiarazione unilaterale di volontà che produce i suoi effetti quando il destinatario ne viene a conoscenza.

Il licenziamento viene considerato legittimo solo quando sussistono determinate condizioni.

Ma quali sono le cause che portano alla fine di un rapporto di lavoro? A volte basta una parola di troppo, altre volte un’azione di troppo. Altre volte ancora, come negli ultimi tempi, può dipendere anche da ciò che si scrive sui social network, dove il “retweet” su Twitter e l’azione di “condividi” su Facebook sono il mezzo di contatto verso le persone sbagliate che leggono così determinate frasi, non affatto lusinghiere che spesso vengono dette dal/la lavoratore/lavoratrice nei confronti del proprio superiore o verso l’azienda per cui lavorano.

Basta, dunque, davvero pochissimo ed ecco arrivare la comunicazione di licenziamento, che qualche volta si riceve in modo anticipato via social network e poi ufficialmente attraverso lettera a mano o per posta.

Ecco allora un breve elenco di regole da seguire per non essere licenziati:

1. Fate attenzione agli amici di Facebook: non tenetevi degli amici condivisi con quelli del vostro capo;
2. Appena twittate fate in modo che le parole con il cancelletto non siano troppo circoscritte all’ambito del vostro lavoro;
3. Abbiate premura a non pubblicare quello che potreste dire privatamente ad un singolo utente;
4. Non siate troppo puntigliosi sul vostro lavoro se lo criticate;
5. Cosa migliore, evitate di criticarlo.

di Matteo Baudone