Sant’Anna, intervento al cervello, sotto i ferri il paziente resta sveglio

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 13 Apr 2019 alle ore 8:56am

Al Sant’Anna moderne tecniche chirurgiche consentono di operare i pazienti da svegli e di rendere fluorescenti le masse tumorali che poi devono essere asportate. Negli ultimi dieci anni i medici dell’ospedale comasco hanno condotto con buon esito 400 interventi per rimuovere tumori cerebrali con tecniche innovative.

Si tratta di operazioni che scelgono tecnologie all’avanguardia e strumentazioni molto costose. La fluorescenza guidata, in particolare, consiste nella somministrazione al paziente di una soluzione, di un acido che colora in maniera selettiva le cellule tumorali, così consentendo al neurochirurgo, attraverso un microscopio robotico, di asportare soltanto le masse rosse piuttosto che quelle gialle. Questa tecnica aiuta la chirurgia a raggiungere un’asportazione completa nel 64% dei casi contro il canonico 34%.

La cosiddetta awake surgery, prevede che prima e dopo l’intervento il paziente riposi, ma in sala operatoria resti sveglio. Non solo: è cosciente e colloquia con i medici sottoponendosi a test utili a capire se il bisturi stia toccando o meno aree sensibili da non asportare per non creare danno al cervello. «I tumori infiltranti ad alto grado – ha spiegato ieri Silvio Bellocchi, il primario di neurochirurgia dell’Asst Lariana – rappresentano il 70% delle neoplasie cerebrali maligne primitive del cervello. Colpiscono 5 persone su 100mila e nel caso del glioblastoma, il più frequente, 3 persone su 100mila. Quelli a basso grado sono circa il 15%».

«Non c’è bisogno di rivolgersi ai grandi centri milanesi – ha più volte sottolineato Bellocchio insieme ai suoi colleghi -. Il nostro ospedale è attrezzato per rispondere alle nuove sfide». Si lavora priam sui sintomi e poi sui risultati istologici, con la radioterapia e la chemioterapia e i nuovi farmaci a bersaglio, mentre non viene tralasciata la riabilitazione neuromotoria.