Pisa: prima città toscana ad usare il giubbotto salva-cuore

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 15 Gen 2012 alle ore 12:20pm


Somiglia ad un giubbotto antiproiettile, e serve per proteggere il cuore, da disfunzioni cardiache gravi che possono rivelarsi anche letali. A Pisa questo dispositivo, viene usato nell’Unita’ operativa di Malattie Cardiovascolari 2 dell’Azienda ospedaliero-universitaria (Aoup) diretta dalla dottoressa Maria Grazia Bongiorni.

E’ un sistema di defibrillazione esterna che il paziente puo’ portare 24 ore su 24, con alcune caratteristiche che si sovrappongono ai defibrillatori impiantabili per via sottocutanea. Esso consente una protezione costante qualora si dovesse presentare l’insorgenza di un’aritmia, un arresto cardiaco, delle fibrillazioni ventricolari. E’ dotato di piastre che possono essere ”indossate” attraverso un corsetto, collegato ad un defibrillatore di dimensioni contenute, del peso di circa 1 kg, che si porta tracolla come un Holter.

Tale giubbotto viene usato qualora si è in presenza di situazioni transitorie in cui non e’ possibile o non e’ raccomandato, clinicamente di impiantare un dispositivo definitivo sottocutaneo; come nel caso di pazienti che hanno subito un evento cardiaco acuto, ossia un infarto, in cui e’ indicato un monitoraggio di circa 2 mesi della funzione cardiaca in attesa di un eventuale impianto di un defibrillatore definitivo.