cuore

Dieci cause di mortalità nel mondo, tra queste anche cibo e cellulare

Pubblicato il 12 Nov 2019 alle 7:05am

E’ il cuore la prima causa di morte nel mondo. Ogni anno, in Europa, sono oltre quattro milioni le persone che muoiono per malattie cardiovascolari, di cui circa un milione prima dei 75 anni di età. In un focus di approfondimento del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), basato sui dati raccolti dal Global Health Observatory, viene stilata una lista delle dieci cause di decesso nel mondo. Una classifica che vuole anzitutto informare sui possibili rischi legati a determinate abitudini fallimentari e che se evitate possono allungare la vita, o migliorarne anche la qualità.

I ricercatori del Cnr hanno sottolineato che le malattie del cuore sono causate principalmente da fumo di sigarette, abuso di alcol, scorretta alimentazione e sedentarietà. Al secondo posto, le malattie cerebrovascolari, legate principalmente all’invecchiamento della popolazione e su cui si va ad aggiungere un’alimentazione sbilanciata, fondamentale, dunque è l’adesione alla dieta mediterranea durante tutto l’arco della vita, e non solo in età adulta o avanzata.

In terza posizione, la Broncopneumopatia cronica ostruttiva, patologia a carico dell’apparato respiratorio, i polmoni, minacciati da fumo ed inquinamento dell’aria. Al quarto posto, diverse forme di demenza e Alzheimer, malattia sempre più diffusa nel mondo, e che nel nostro Paese colpisce circa 600mila persone. Le infezioni alle vie aeree inferiori ed il cancro ai polmoni sono al quinto e sesto posto come causa di mortalità, “i fattori che contribuiscono alla maggiore diffusione sono il tabagismo e l’esposizione alle tossine dei combustibili da biomassa, come legna ed erbe, due fattori presenti in modo differenziato nelle varie aree del Pianeta”.

E ancora, l’acqua, che nei paesi più poveri, scarseggia. Circa 2,2 miliardi di persone (28,94% della popolazione mondiale) non dispongono di acqua potabile in casa, circa 4,5 miliardi non hanno accesso a servizi igienici sicuri e circa 870 milioni di persone utilizzano acqua contaminata”, ad affermarlo è Vito Felice Uricchio dell’Istituto di ricerca sulle acque (Irsa) del Cnr. E nel mondo circa 144 milioni di persone per bere attingono da bacini non controllati, dove proliferano batteri patogeni e virus alla base di malattie come colera, dissenteria, epatite, tifo, che provocano la morte di 840mila persone all’anno.

All’ottavo posto c’è il diabete, che in Italia colpisce il 5,8% della popolazione.

«Occorre modificare lo stile di vita, evitare gli eccessi alimentari e puntare sulla qualità della dieta, aumentando l’assunzione di alimenti di origine vegetale e limitando quelli di origine animale, pur senza escluderli del tutto», è il consiglio di Rosalba Giacco, dell’Istituto di scienze dell’alimentazione del Cnr.

Al nono posto, non è una malattia ad uccidere, ma gli incidenti stradali, causati per il 75% dei casi, secondo gli esperti dell’Aci, dalla distrazione provocata dallo smartphone. Come dire che è il cellulare a toglierci la vita, perché lo si usa non solo per telefonare, ma anche per scrivere, chattare, postare sui social, mentre si guida. E questo non va bene per sé e per gli altri.

In ultima posizione, la decima, la tubercolosi che nell’Ottocento era devastante: a Londra uccideva una persona su quattro e oggi resta tra le dieci cause di mortalità nel mondo.

Mandorle, effetti benefici su Colesterolo e trigliceridi

Pubblicato il 07 Ott 2019 alle 6:07am

L’infarto e le malattie cardiache sono le principali cause di morte nel nostro Paese. Sono responsabili, infatti, del 44% di tutti i decessi, stando ai dati riportati dall’Istituto Superiore di Sanità.

Se si tengono sotto controllo i fattori principali di rischio, collegati allo stile di vita, come fumo, dieta inadeguata e sedentarietà, circa l’80% delle morti premature dovute a eventi e patologie cardiache potrebbero essere evitate. A dirlo sono proprio gli esperti e la dietista Ambra Morelli di ANDID (Associazione Nazionale Dietisti) che suggerisce alcuni comportamenti alimentari possono proteggerci dai rischi di malattie del cuore.

Come prima cosa, essenziale, bisogna infatti bilanciare la propria dieta con fonti ricche di grassi sani, fibre e antiossidanti, riducendo anche sodio, grassi saturi e zuccheri aggiunti. Magari iniziando a coltivare la buona abitudine di uno spuntino intelligente, scegliendo cibi che diano energia senza però appesantire. Le mandorle, ad esempio, sono lo spuntino ideale. Sono gustose e croccanti, offrono molti nutrienti salutari per il cuore. Con 160 calorie per manciata (28g o 23 mandorle), forniscono proteine vegetali (6g), fibre (3,5g) e sono ricche di vitamina E (7,4 g) e magnesio (76 mg). Inoltre, contengono acido linoleico, acido grasso che contribuisce al giusto mantenimento dei normali livelli di colesterolo nel sangue.

Anni di ricerca sostengono poi il ruolo delle mandorle nell’aiutare a mantenere un cuore sano e livelli di colesterolo bassi.

Una recente revisione sistematica e analisi, riportate sulla rivista scientifica Journal of Nutritional Science nel 2016, hanno scoperto che il consumo di mandorle comporta riduzioni significative del colesterolo totale, colesterolo LDL “cattivo” e trigliceridi, senza avere un impatto significativo sui livelli di colesterolo “buono” HDL .

Uno studio clinico randomizzato pubblicato sul British Journal of Nutrition nel 2014, ha rilevato che per 27 adulti con colesterolo LDL elevato, per ogni incremento di 28g al giorno nell’assunzione di mandorle, si è verificata una riduzione del 3,5% nel rischio stimato a 10 anni di malattie cardiache.

Basta allora una semplice manciata di mandorle (28g o 23 mandorle) più facile, più piacevole e assicura una ricarica di energia per vivere meglio ogni momento.

Noci, come prevenire infarti e ictus

Pubblicato il 16 Set 2019 alle 6:03am

Secondo un recente studio coordinato da Noushin Mohammadifard dell’Isfahan Cardiovascular Research Institute e presentato al congresso 2019 dell’European Society of Cardiology di Parigi, 30 grammi di noci non salate sono l’esatta quantità da mangiare due volte a settimana, per ridurre il rischio di morte per malattie cardiovascolari del ben 17%.

“Le noci sono una buona fonte di grassi insaturi e contengono pochi grassi saturi, hanno anche proteine, sali minerali, vitamine, fibre, fitosteroli e polifenoli, utili alla salute del cuore”, spiega il coordinatore della ricerca riportata da Ok Salute, benché siano caratterizzate da un’alta densità energetica (30 grammi di noci sono circa 170-180 calorie).

Lo studio in questione, che ha esaminato 5.432 adulti dai 35 anni in su senza precedenti malattie cardiovascolari, selezionate casualmente nelle aree urbane e rurali delle contee di Isfahan, Arak e Najafabad, rivela che l’assunzione di noci (comprese mandorle, pistacchi, nocciole e semi) valutata attraverso attraverso un questionario che chiedeva dal 2001 in poi, la frequenza alimentare dando la possibilità ai partecipanti e i familiari intervistati di rispondere, ogni due anni fino al 2013. Gli esiti raccolti fanno emergere che in ben 12 anni di osservazione si sono registrati 751 eventi cardiovascolari (594 malattie coronariche e 157 ictus), 179 decessi cardiovascolari e 458 decessi per tutte le cause, dato che l’analisi fatta dai ricercatori ha dimostrato come mangiare noci due o più volte alla settimana comporti un rischio inferiore del 17% di mortalità cardiovascolare rispetto al consumo di noci una volta ogni due settimane.

Tamponamento cardiaco: cos’è e come si cura?

Pubblicato il 10 Set 2019 alle 7:15am

Il tamponamento cardiaco rappresenta un accumulo di liquido o sangue nel sacco pericardico. Tale liquido, accumulandosi velocemente, comprime il cuore impedendogli di svolgere la sua funzione di pompa, comportando così quello che viene definito shock e, in mancanza di un intervento immediato, anche la morte del soggetto. (altro…)

Cuore, quando il chek-up si può fare anche in farmacia

Pubblicato il 10 Set 2019 alle 6:19am

Sono oggi in Italia, oltre 4.300, le farmacie che utilizzano la telemedicina per esami come l’elettrocardiogramma e la misurazione della pressione o dell’attività cardiaca nell’arco delle 24 ore. Il numero delle prestazioni effettuate vede una crescita costante, nel solo 2019, del 46%. E’ quanto mostrano i dati diffusi da HTN Virtual Hospital, società che ha realizzato il progetto insieme a Federfarma. (altro…)

Mini pacemaker su paziente di 14 anni, vero record in Italia

Pubblicato il 01 Set 2019 alle 6:43am

E’ accaduto a Bergamo, un record sanitario, all’ospedale Papa Giovanni XXIII, dove l’équipe di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione cardiaca ha impiantato il più piccolo pacemaker al mondo a un ragazzo di soli 14 anni, il paziente più giovane che abbia mai subito in Italia un’operazione del genere.

Il ragazzo soffriva di asistolia, il cuore gli cessava di battere per alcuni secondi, con gravissimi rischi sulla salute. Un problema di gravissima entità che lo ha colpito fin da quando aveva soli 7 anni. Ora il ragazzino potrà svolgere una normale attività giornaliera, grazie a un dispositivo che i medici definiscono “invisibile”, in quanto grande solo appena due centimetri (meno di un decimo dei pacemaker tradizionali), del peso di due grammi e senza filo, con una batteria che garantisce per circa una decina di anni l’emissione di impulsi elettrici in grado di regolarizzare il battito cardiaco.

Pressione, se valori non sono normali cresce il rischio di demenza

Pubblicato il 20 Ago 2019 alle 9:39am

Valori anomali della pressione arteriosa durante la mezza età può causare un aumento di possibilità di sviluppare la demenza senile. Proprio per questo motivo, mantenere una pressione sanguigna sana per tutta la vita può essere un modo efficace per aiutare a ridurre il rischio di perdere parte della funzionalità cerebrale. (altro…)

Omega 3, alleati del cuore

Pubblicato il 15 Ago 2019 alle 7:21am

Gli Omega-3 sono acidi grassi insaturi contenuti in alte quantità nel pesce, associati ad effetti benefici sulla nostra salute, e in particolar modo su quella del cuore e malattie cardio-vascolari.

Nonostante ciò, studi scientifici recenti rivelano che uno dei due principali omega-3, EPA, è in grado di aumentare la stabilità della placca aterosclerotica e di conseguenza di ridurre anche la frequenza di eventi ischemici.

Nonostante i vantaggi rilevati sulla salute si iniziano a capire, in che modo gli omega-3 esercitino i loro effetti benefici.

Il gruppo di esperti guidati dal Professore Claudio Mauro, presso l’istituto di Inflammation and Ageing del College of Medical and Dental Sciences della University of Birmingham, è una delle top università della Gran Bretagna, che ha speso gli ultimi anni a studiare gli effetti degli omega-3 sul sistema immunitario, con l’ipotesi che questo sia una delle chiavi per spiegare gli effetti benefici degli omega-3 contro le malattie cardiovascolari.

Il sistema immunitario ci protegge da virus, batteri e parassiti, con un ruolo fondamentale nella riparazione e delle ferite. Purtroppo, però, la sua attivazione deve essere strettamente regolata per evitare effetti negativi, come ad esempio infiammazione cronica e allergie.

L’obesità, definita come body mass index (BMI) superiore a 25, è associata con un’attivazione cronica del sistema immunitario che a lungo andare può contribuire allo sviluppo di malattie cardiovascolari, autoimmunitarie e cancro. Per questo motivo, ristabilire una risposta normale del sistema immunitario può avere effetti benefici sulla salute in generale e sul sistema cardiovascolare.

Lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Cardiovascular Research dal gruppo del Prof. Mauro, in collaborazione con la Prof. Anna Nicolaou della University of Manchester, riporta gli effetti di una dieta ricca di omega-3 su una popolazione cellulare particolare del nostro sistema immunitario, i linfociti T, che sono responsabili di coordinare l’intera risposta immunitaria corporea.

Gli omega-3 riducono l’accumulo di linfociti di tipo infiammatorio nei tessuti adiposi del corpo, favorendo così un riequilibrio della risposta immunitaria verso un tipo protettivo. Lo studio identifica meccanismi molecolari di questi effetti degli omega-3 e supporta gli studi clinici sugli effetti benefici di questa classe di acidi grassi.

Anacardi, salute per occhi e cuore

Pubblicato il 10 Ago 2019 alle 7:33am

Gli anacardi rientrano nella frutta secca. Possono essere consumati come spuntino, ingrediente per creare dolci, come arricchimento per primi e secondi piatti, o addirittura per produrre del gustoso latte vegetale fatto in casa.

Gli anacardi, semi di una pianta originaria del Brasile, prendono il nome di anacardi grazie alla loro forma caratteristica che richiama il tanto al nostro cuore. Agiscono sul sistema cardiaco circolatorio apportandone il funzionamento.

Ma non solo. Questa preziosissima frutta secca è molto efficace anche contro problemi articolari, colesterolo alto e osteoporosi.

Viene consigliata per coloro che soffrono di problemi di vista. Contengono, gli anacardi, flavonoide che assorbito dalla macula retinica, svolge azione protettiva da eventuali attacchi esterni. In questo modo è possibile prevenire la degenerazione della retina in età avanzata.

Ricchi di acido oleico, gli anacardi apportano un benefico effetto sul cuore e il canale sanguigno.

Controindicazioni

Gli anacardi presentano delle controindicazioni per coloro che seguono un regime alimentare a basso contenuto di calorie. Contengono una percentuale elevata di calorie e vanno consumati con moderazione.

Un cerotto smart per tenere sotto controllo la salute

Pubblicato il 07 Ago 2019 alle 6:23am

Può fungere da elettrocardiogramma. Può tenere sotto osservazione il ritmo cardiaco, monitorare il respiro e i movimenti, e far leggere i dati direttamente sullo schermo del proprio smartphone o tablet. È un device inventato alla Georgia Tech: una sorta di cerotto smart, capace di carpire stando sulla pelle le informazioni sullo stato di salute e comunicarle in tempo reale.

Per chi soffre di disturbi cronici, potrebbe essere una vera innovazione, annullando l’invasività di alcuni esami e permettendo un monitoraggio continuativo e costante nel tempo.

Lo studio che ne descrive il funzionamento è stato appena riportato su Advanced Sciences.