cuore

Birra, fa bene al cuore e al cervello

Pubblicato il 05 Ago 2018 alle 11:01am

La birra, questa popolare bevanda alcolica contiene diversi ingredienti nutrizionali che sembrano ridurre il rischio cardiaco e migliorare la salute del cervello.

Queste, in sintesi, le conclusioni a cui sono arrivati gli scienziati di Hong Kong con il loro studio pubblicato sul The American Journal of the Medical Sciences.

Che come spiegano i ricercatori, la birra ha più proteine e vitamina B del vino, ed è anche ricca di antiossidanti. Sembra dunque in grado di ridurre l’insorgenza di malattie cardiovascolari.

“La birra contiene tracce di minerali come calcio, ferro, magnesio, fosforo, potassio, sodio, zinco, rame, manganese e selenio, fluoruro e silicio“, spiega Sisi Yip, uno degli autori dello studio.

Ma non solo. La birra, comprende infatti, anche una serie di polifenoli come flavonoidi e acidi fenolici, che hanno proprietà benefiche in grado di migliorare la salute e di ridurre le probabilità di sviluppare diabete, occlusione delle arterie e malattie cardiache, che proteggono la funzione cognitiva. Tuttavia, c’è un problema: i benefici si apprezzano solo quando la birra viene consumata con discreta moderazione. Il mite giusto, dicono gli esperti, è di una pinta per gli uomini e una mezza pinta per le donne al giorno.

Bere 4 tazzine di caffè espresso al giorno fa bene al cuore

Pubblicato il 25 Giu 2018 alle 7:10am

Bere quattro tazzine di caffè espresso al giorno si scopre che faccia molto bene alla salute del cuore. La caffeina, infatti, può proteggerlo dall’invecchiamento, riparando persino le cellule danneggiate. A dimostrarlo è un team di ricercatori tedeschi della Facoltà di medicina dell’Università Heinrich-Heine di Duesseldorf e dell’Istituto di ricerca per la medicina ambientale IUF-Leibniz, che ha condotto una serie di esperimenti su topi e cellule umane coltivate in laboratorio. (altro…)

Onde d’urto contro le placche coronariche: al “Fazzi” arriva la tecnica “Shockwave”

Pubblicato il 24 Giu 2018 alle 6:36am

“Shockwave”, ovvero terapia con onde d’urto per demolire placche coronariche. Una nuova tecnica messa a punto a Parigi e presentata da esperti del settore al congresso EurcoPcr che si è tenuto due mesi fa.

La nuova terapia, è stata poi testata anche in Italia, presso l’Unità operativa di Cardiologia interventistica dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce su una paziente di 78 anni con diversi fattori di rischio cardiovascolare e una recente angina da sforzo.

Ebbene, gli specialisti di Cardiologia interventistica, guidata dal Giuseppe Colonna, avendo appurato che l’esame coronarografico aveva messo in evidenza una stenosi critica, ossia un restringimento dell’arteria coronaria con calcificazioni presenti sul tratto prossimale, hanno ritenuto opportuno sottoporre la paziente alla Shockwave, scoprendo risultati davvero sensazionali.

Infatti, spiegano gli esperti che hanno seguito la donna, di averla prima sottoposta a un trattamento percutaneo, una procedura mini-invasiva che evita l’intervento chirurgico, con l’esecuzione della tecnica, seguita da un’angioplastica tradizionale con l’impianto di stent multipli, dei tubicini usati per riparare le arterie ostruite o indebolite. Il pretrattamento con “Shockwave” ha permesso poi di rimodellare la lesione calcifica e di trattarla agevolmente con l’angioplastica di routine.

Ospedale Molinette di Torino, rimosso tumore dal cuore senza aprire il torace

Pubblicato il 01 Giu 2018 alle 8:26am

All’Ospedale Molinette di Torino, un’equipe di medici ha asportato un tumore dall’atrio destro del cuore di un paziente di 61 anni senza praticare incisioni chirurgiche, a torace totalmente chiuso e ad organo in funzione. La rimozione della massa tumorale è riuscita alla perfezione, ma ha richiesto l’impiego di un intervento mini-invasivo con un sistema di circolazione extracorporea ad alti flussi. Il paziente sarà dimesso tra pochi giorni.

Durante l’operazione, durata circa due ore, è stata introdotta, attraverso la vena femorale destra, una cannula di aspirazione dotata all’estremità di una struttura espansibile. Questa è stata poi connessa a una pompa centrifuga standard per la circolazione extracorporea. Il sangue è stato reimmesso nel paziente attraverso una seconda cannula nella vena giugulare destra.

La sola terapia medica non è riuscita a ridurre le dimensioni della massa tumorale. Il paziente, affetto anche da altre patologie e reduce da neoplastica pregressa è stato sottoposto a un sistema di aspirazione (dispositivo AngioVac) da impiantare per via percutanea.

Pascalina, la pizza napoletana che protegge dai tumori e la salute del cuore

Pubblicato il 30 Mag 2018 alle 10:49am

Si chiama Pascalina, è la nuova pizza napoletana con ingredienti di primissima qualità, selezionati a posta per proteggere il nostro organismo da patologie cardiovascolari e alcune forme di tumore.

Su consiglio dei ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS di Napoli “Fondazione G. Pascale”, che hanno collaborato con ristoratori e maestri pizzaioli per dar vita ad una pizza in grado di veicolare il messaggio dell’importanza di una dieta sana ed equilibrata.

La pizza, del resto, è già considerata un piatto salutare, non a caso nelle sue forme tradizionali – come la margherita – e nelle giuste quantità si integra perfettamente nella Dieta Mediterranea, tuttavia gli studiosi dell’istituto napoletano hanno voluto fare un ulteriore passo avanti, trovando il perfetto mix di ingredienti in grado di esaltare il gusto e il fattore protettivo per la nostra salute.

Eccoli allora gli ingredienti di questa nuova specialità tutta campana: aglio, peperoncino, olio extra vergine d’oliva del Cilento, olive di Caiazzo, pomodorini di Corbara o San Marzano, friarielli campani a crudo, noci e farina di frumento.

Assaggiare la Pascalina sarà possibile in occasione del Pizza Village che andrà in scena dal 1 al 10 giugno, sul Lungomare Caracciolo. La pizza in questione sarà proposta dallo stand della pizzeria “Don Peppe”.

Cuore, terapie non invasive: 1 milione di italiani escluso dagli standard europei

Pubblicato il 10 Mag 2018 alle 7:56am

Il nostro Paese non è ancora allineato completamente agli standard europei e si stima che 1 milione di pazienti, per quanto riguarda la cardiologia interventistica, non abbia ancora accesso alle procedure ‘senza cicatrici’, le cosiddette tecniche interventistiche percutanee mini-invasive. Nonostante evidenze scientifiche dimostrino che sono sicure ed efficaci, ancora un terzo dei pazienti non vi ha accesso, per mancata applicazione delle raccomandazioni internazionali con significative disparità territoriali al livello regionale con il Servizio Sanitario Nazionale. (altro…)

Ospedale Bambin Gesù di Roma, mini-cuore artificiale salva la vita a bimba di 3 anni

Pubblicato il 24 Apr 2018 alle 9:19am

I medici dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma hanno salvato la vita a una bimba di tre anni. Eseguendo uno straordinario trapianto, un mini-cuoricino artificiale. L’istituto per poter procedere con il delicato intervento chirurgico, ha dovuto chiedere un’autorizzazione straordinaria per l’utilizzo di un dispositivo miniaturizzato di assistenza ventricolare, prossimo alla sperimentazione anche negli Usa. (altro…)

Giovane donna rischia di morire. Corsa contro il tempo. In 6 giorni 50 arresti cardiaci. Da Napoli al San Donato i medici le salvano la vita

Pubblicato il 18 Apr 2018 alle 6:35am

Katia, 31 anni è viva per miracolo grazie a medici straordinari che le hanno salvato la vita. La donna dopo un malore dovuto a cellule del cuore impazzite è stata trasportata a Milano con un aereo militare messo a disposizione dalla Regione Campania. Operata d’urgenza, con un intervento mai eseguito prima, ora non è più in pericolo di vita.

“Sono felice di avere la possibilità, insperata, di crescere mia figlia. Dopo che all’improvviso alcune cellule del mio cuore sono impazzite, mentre ero in vacanza a Napoli per Pasqua». Katia, mamma di una bimba di tre mesi e moglie di Fabio, è salva dopo cinquanta arresti cardiaci avvenuti in soli 6 giorni (tra il 31 marzo e il 5 aprile).

La situazione era ulteriormente peggiorata fino ad arrivati ad un arresto cardiaco ogni quindici minuti. Un’aritmia devastante, dunque per la donna 31 enne e mamma di una bimba di pochi mesi.

I medici dell’ospedale del Mare di Napoli vedendo la situazione grave della giovane donna, hanno mandato una mail con gli elettrocardiogrammi a un collega napoletano che lavorava a Milano, il dott. Carlo Pappone. Specialista in cardiochirurgia. E insieme hanno deciso di osare: trasferirla, altrimenti la morte sarebbe stata certa.

Fabio, marito di katia, autorizza il trasferimento in Lombardia e la corsa contro il tempo. Farla ricoverare al Policlinico San Donato, dove esercita il dott. Pappone.

La Regione Campania mette a disposizione oltre all’aereo militare anche un team di rianimatori per fronteggiare con defibrillatore i numerosi arresti cardiaci anche durante il volo.

Quando l’aereo di Katia atterra all’aereoporto di Linate, sotto la scaletta ci sono gli anestesisti del san donato pronti con l’ambulanza per correre poi in ospedale. Durante il tragitto la giovane ha altri otto arresti cardiaci, resiste solo grazie alle continue scariche elettriche che gli vengono praticate dai medici di Napoli. In ospedale è pronta la sala di elettrofisiologia.

Lo specialista esegue allora un’ablazione particolare, difficile ma possibile (è l’intervento medico con il quale si introduce un catetere all’interno del cuore, dove viene fatta passare corrente elettrica per colpire e distruggere le cellule responsabili dell’aritmia, ndr). Bisogna raggiungere il punto esatto ed intervenire. L’operazione è eccezionale perché per agire ci sono solo pochi secondi di tempo a disposizione, tra una fibrillazione e l’altra. Nel mondo, questo intervento è già stato eseguito, ma il bersaglio era fisso e la fibrillazione era avvenuta in precedenza, nei giorni o nei mesi precedenti, consentendo dunque una precisa localizzazione del problema.

L’intervento è riuscito. Solo che la giovane donna inizialmente va in coma e si temono danni al cervello. Pochi giorni dopo esce dal coma, e il pericolo è scongiurato. Nessuna conseguenza neurologica, tutto va per il meglio.

Due yogurt a settimana fanno bene al cuore

Pubblicato il 17 Feb 2018 alle 8:05am

Un articolo pubblicato sull’American Journal of Hypertension dalla Oxford University sostiene che il consumo di almeno due vasetti di yogurt a settimana comporta un minor rischio di malattie cardiovascolari per uomini e donne che soffrono di ipertensione arteriosa. (altro…)

Che cos’è la dieta crash, quali sono i rischi per il cuore

Pubblicato il 03 Feb 2018 alle 9:13am

La dieta crash è una dieta d’emergenza, ovvero un programma dietetico che aiuta a perdere peso velocemente in un breve lasso di tempo. L’obiettivo è quello di ridurre l’apporto calorico giornaliero. (altro…)