Quasi tre mesi lontana dalla scuola, per una piccola alunna delle scuole medie dell’Istituto comprensivo San Giuseppe di Copertino di Lecce tra uscite anticipate, entrate posticipate e giorni di completa assenza. Abbastanza per decretare la sua bocciatura, almeno secondo i docenti, che l’hanno seguita.
Dal loro punto di vista, infatti, non c’era abbastanza materiale idoneo per poterla giudicare e garantirle un esame congruo e completo. “Le pochissime volte che si è presentata a scuola, valutazioni presenti corrispondono a parziali e limitati momenti in cui è stato possibile poterla valutare”. Questa la giustificazione ufficiale dei professori, che però non ha convinto i genitori. Tanto da spingere questi ultimi a impugnare la decisione di fronte al Tar. Che gli ha dato alla fine ragione.
L’appello dei genitori presentato al Tribunale amministrativo regionale è stato pienamente accolto, anche in ragione degli elementi portati dalla famiglia della ragazzina. In particolare i giudici hanno sottolineato nella sentenza come per legge la non ammissione alle medie debba essere “debitamente e fortemente motivata”. Ci devono essere infatti per procedere alla bocciatura quantomeno gravi mancanze effettive nella preparazione, che possano essere recuperate “solo in un più ampio periodo scolastico”. Fattispecie che, pagella alla mano, non è quella della bambina che può contare su voti buoni. La ragazzina poi aveva evidenziato anche un comportamento in classe “adeguato”, che non giustificava un’eventuale bocciatura per ragioni di comportamento. Tutte motivazioni sufficienti per spingere la scuola a fare marcia indietro, sentenza alla mano. Si procederà ora con un nuovo scrutinio, mentre la piccola studentessa ha avuto già regolarmente libero accesso all’ultimo anno di scuola media.