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Non ce l’ha fatta neppure la bambina di sette mesi coinvolta nella tragedia di Mezzani, in provincia di Parma. Dopo la morte del padre, 35 anni, e della madre, 32, è deceduta anche la piccola, ricoverata in terapia intensiva pediatrica all’ospedale Maggiore di Parma. La famiglia sarebbe rimasta intossicata dal monossido di carbonio sprigionato da una stufa a legna utilizzata per riscaldare la camera da letto.

La tragedia nella notte a Mezzani

Si aggrava ulteriormente il bilancio della tragedia avvenuta nella notte tra giovedì 29 e venerdì 30 ottobre a Mezzani, nel Parmense. Anche la neonata di sette mesi è morta a causa dell’intossicazione da monossido di carbonio che aveva già provocato il decesso dei suoi genitori.

La famiglia, originaria del Senegal e residente da diversi anni nel territorio parmense, si era trasferita da poco nell’abitazione di via Bocca d’Enza.

Secondo una prima ricostruzione, per riscaldare la camera da letto sarebbe stata utilizzata una stufa a legna. Proprio dalle esalazioni dell’apparecchio si sarebbero sprigionate le sostanze responsabili dell’intossicazione.

Morti i genitori, la neonata ricoverata in terapia intensiva

Il padre, di 35 anni, e la madre, di 32, sarebbero morti probabilmente mentre dormivano, senza riuscire a rendersi conto del pericolo.

La bambina era stata invece soccorsa ancora in vita. Inizialmente trasferita al centro iperbarico dell’ospedale di Vaio, a Fidenza, era stata successivamente ricoverata nel reparto di terapia intensiva pediatrica dell’ospedale Maggiore di Parma.

Nonostante gli interventi dei sanitari e le cure ricevute, le sue condizioni non sono migliorate. La piccola è deceduta nella mattinata successiva.

Si salvano il fratello adolescente e gli zii

Nella tragedia sono rimasti coinvolti anche il fratello quattordicenne della bambina e gli zii, che si trovavano nell’abitazione.

Anche loro hanno riportato sintomi di intossicazione da monossido di carbonio, ma in forma lieve. Dopo le cure e gli accertamenti sanitari sono stati dimessi.

Restano da chiarire con precisione le circostanze che hanno provocato la fuoriuscita del gas e le cause dell’accaduto.

Monossido di carbonio, un pericolo invisibile

Il monossido di carbonio è particolarmente pericoloso perché è un gas incolore e inodore, impossibile da riconoscere attraverso i normali sensi. Può accumularsi negli ambienti chiusi in presenza di apparecchi di riscaldamento difettosi, combustione incompleta o sistemi di evacuazione dei fumi non adeguati.

L’intossicazione può provocare mal di testa, nausea, vertigini, perdita di coscienza e, nei casi più gravi, la morte.

La tragedia di Mezzani riporta drammaticamente l’attenzione sull’importanza della manutenzione degli impianti di riscaldamento, della corretta ventilazione degli ambienti e dell’installazione di rilevatori di monossido di carbonio.